25
Nov
09

A che gioco giochiamo – parte 2 –

 Ecco qui di seguito il racconto scaturito dalle vostre fervide menti in questi due giorni. Siete davvero bravi, sono orgogliosa di voi.

Ho sistemato direi bene l’incrocio fra Stella ed Arthur, mentre qualche problema ho ancora con Alan, il nostro eclettico Alan (!). Potrei organizzare dei flash back con il suo racconto, ma per farlo ho bisogno dell’insieme della storia. Dunque leggete ciò che mi sono inventata per darvi il senso della cosa e  la possibilità di continuare a giocare.

Siete il gruppo più fantastico di giocatori che abbia mai incontrato. una grande soddisfazione avervi come amici.

Speriamo che il gruppo si allarghi, il gioco è aperto a tutti coloro che passano di qui e ne hanno voglia.

Ecco qui dunuqe la nostra storia. Buon proseguimento…

p.s. Ho messo i vostri nomi per adesso in nota all’inizio dei vostri racconti…poi vediamo. La parte in corsivo qua e là è la mia.

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C‘era una volta un computer.

Era un nuovo notebook Asus, elegante come una farfalla: il “perfetto connubio tra design raffinato e tecnologie avanzate”, così recitava la pubblicità. In effetti aveva un look particolarmente raffinato, un profilo sottile elegante e leggero. La cover esterna era nera, brillante e la tastiera, light-in-motion, si accendeva in presenza di scarse condizioni di luce, permettendo così di poter lavorare comodamente anche in ambienti poco illuminati. O meglio di notte. Anche il display da 15.6 pollici a Led, 16:9 HD si adattava in automatico in base alla luce per garantire la massima visibilità.

In grado, quindi, di distinguersi già al primo sguardo per l’aspetto estetico accattivante e curato in ogni dettaglio – connubio perfetto con lo stile della sua proprietaria – il nuovo Asus rappresentava anche lo stato della quasi perfezione sul piano delle soluzioni tecnologiche, potendo garantire performance importanti e al contempo bassi consumi energetici .

Sol’ lo aveva acquistato solo tre settimane fa, e ne era a dir poco entusiasta. Lo utilizzava in massimo modo a casa la sera, nel silenzio della campagna. Una tisana calda e profumata, o una tazza di caffè ben tostato la mattina, un comodo divano, cuffie Sennheiser e un collegamento ADSL veloce costituivano questo suo nuovo divertente mondo..

Aveva aperto un blog presa un giorno da uno strano schiribizzo. Un blog – il termine che deriva dalla contrazione Web-log (traccia su rete) – era una sorta di diario on line, un raccoglitore di pensieri, di opinioni, di riflessioni e considerazioni che Sol’ aveva anche cercato in queste poche settimane di abbellire, addobbare e integrare con musiche, sue fotografie o video. Era sempre alla ricerca di novità, curiosa della vita, volenterosa di fare nuove conoscenze ed esperienze, ed era quindi rimasta immediatamente, affascinata da questo suo nuovo gioco, ma non avrebbe certo mai immaginato che tutto ciò le avrebbe cambiato la vita per sempre.

Quel lunedì mattina, acceso il computer, aveva trovato fra sua nuova posta un messaggio quando 1d’un tratto, nel bel centro della stanza, apparve un coleottero.

Sulle prime, in considerazione della calda e intensa penombra che avvolgeva l’ambiente, Sol’ non seppe comprendere se realmente vi fosse qualcosa, là di fronte a lei, o se si trattasse del frutto della sua immaginazione, alimentata dai bagliori dell’ampio visore.

Sollevò la schiena, soppresse il volume, scostò e fece scorrere all’indietro l’auricolare destro, piegò lo schermo verso la tastiera e focalizzò vista e udito su quello che, ora, appariva proprio per quello che era: una sorta di insetto volante, di fattezze e di dimensioni che ella non aveva mai veduto in precedenza.

Continua a leggere ‘A che gioco giochiamo – parte 2 –’

23
Nov
09

A che gioco giochiamo?

 

Buongiorno ragazzi, a che gioco giochiamo questa settimana?

Nascondino…sudoku…tetris….noooo, suvvia siamo blogger, siamo qui per condividere i nostri pensieri, i nostri scritti, i nostri sentimenti.

Questa è quindi la mia idea per i prossimi giorni.

Di seguito troverete l’incipit della “nostra” favola. Ognuno di voi potrà aggiungerne, nello spazio dei commenti, un pezzo che abbia un minimo di senso con i personaggi e la storia che precede. Ognuno con la propria modalità di scrittura. Potete inserirci una poesia se siete poeti, una canzone se siete feticisti di “youtube”, ossimori, proverbi, frasi famose  e ciò che più preferite.

Io alla fine cercherò di farvi da editor, correttore di bozze  e cercherò tra le mie foto la copertina adatta…e vediamo se viene fuori qualcosa di simpatico. Che ne dite? Giochiamo assieme?

C’era una volta un computer.

Era un nuovo notebook Asus, elegante come una farfalla: il “perfetto connubio tra design raffinato e tecnologie avanzate”, così recitava la pubblicità. In effetti aveva un look particolarmente raffinato, un profilo sottile elegante e leggero. La cover esterna era nera, brillante e la tastiera, light-in-motion, si accendeva in presenza di scarse condizioni di luce, permettendo così di poter lavorare comodamente anche in ambienti poco illuminati. O meglio di notte. Anche il display da 15.6 pollici a Led, 16:9 HD si adattava in automatico in base alla luce per garantire la massima visibilità.

In grado, quindi, di distinguersi già al primo sguardo per l’aspetto estetico accattivante e curato in ogni dettaglio - connubio perfetto con lo stile della sua proprietaria -  il nuovo Asus rappresentava anche lo stato della quasi perfezione sul piano delle soluzioni tecnologiche, potendo garantire  performance importanti e al contempo bassi consumi energetici .

Sol’ lo aveva acquistato solo tre settimane fa, e ne era a dir poco entusiasta. Lo utilizzava in massimo modo a casa la sera, nel silenzio della campagna. Una tisana calda e profumata, o una tazza di caffè ben tostato la mattina, un comodo divano, cuffie Sennheiser e un collegamento ADSL veloce costituivano questo suo nuovo divertente mondo…

(…segue)

 

 ”That the powerful play goes on, and you will contribute a verse.”  (W. Whitman)

20
Nov
09

Sì, in 3000. Assieme.

 

Sono circa quaranta giorni che mi avete preso per  mano e mi state accompagnando in questo mio viaggio in rete. Siete passati di qui quasi  in più di tremila!

 Non potrà essere solo per il mio caffè…

 

 Si passeggia. Mano nella mano.  Assieme.

Si corre lungo la rete. Inseguendoci.

Si navigano. Fiumi e torrenti di gioia.

Si salta. Su soffici nubi di fantasia.

Si attraversano. Spiaggie di sabbia colorata.

Si costruiscono. Capanne di sogni sugli alberi.

Si accosta. La testa sulla spalla degli altri.

Si crea.  Amandoci. La vita. 

Assieme.

(grazie)

18
Nov
09

Il Veronese

Dedicherei questo mio piccolo gioco fotografico di auto-inquadramento, all’articolo di Arthur Alto, affusolato, morbide curve…” pubblicato all’inizio di novembre e che  rileggo sempre con molto piacere.
 
 

Il racconto è  invece della nostra amica Lulù
 
 
Convivo da alcun tempo con una lucertola, la quale si è introdotta in casa mia e dà segno di trovarvisi benone.

Non so dire bene se si tratti di lucertola, di geco o di che altro, giacché essa non si lascia osservare che per brevi istanti, raggelata alla mia vista, per poi scivolar via più lesta del mio sguardo; in aggiunta, non coltivo nozioni di erpetologia.

Una buffa avventura, in verità, per chi, come me, se non aborre, di sicuro non ama affatto le creature domestiche e sempre preferì ricusarne la compagnia, in qualsivoglia occasione in cui poté far pesare la propria inclinazione. Massimamente qua, nell’abitazione che conduco io soltanto.

Orbene, direte voi, non sarà poi a tal punto arduo liberarsi di un piccolo sauro. Orsù, provatevi, replico io. Può esser dato l’improbabile caso che, ove abitiate un appartamento disadorno in tutto e privo di recessi, si tratti, per dir così, unicamente di catturare la bestiola, ma già in questo vorrei vedervi all’opera e preconizzo che non avreste impresa agevole. Qualora, al contrario, il vostro focolare sia, similmente al mio, costituito di ambienti convenientemente provvisti di mobilio e di suppellettili, comprenderete come le circostanze risultino ben più avverse.

È mia opinione, alquanto confortata dagli sporadici avvistamenti della bestiola, che essa abbia luogo d’elezione presso gli spazi vacui che intercorrono tra i tomi ospitati dalla porzione di libreria che trovasi a dritta della finestra del soggiorno e la parete retrostante.

Giammai troverei il cuore di nuocerle, tendendole imboscate con trappole di sorta; donde desumo esser destinata a convivervi indefinitamente, fintanto che essa non principi e reputare uggiosa o monotona la mia compagnia ovvero inospitale la mia dimora.

Continua a leggere ‘Il Veronese’

16
Nov
09

Libertà di pensiero

mouthshut
Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948:

Art. 19 : Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.
Qualcuno potrebbe essere interessato alla sottoscrizione.

 

Appello a Sonia Gandhi in difesa della scrittrice Taslima Nasreen .

 

 

15
Nov
09

Florentia

firenze

soliondue's property

Sempre nell’ottica che questo mio blog è il vostro blog, pubblico il bel commento di Lulù alla mia foto Florentia. Da leggere col fiatone! 

(clicca sulla foto per ingrandire e…)

 
 

Intrattengo con Firenze una relazione discontinua. Non vi risiedo, vi abitai per anni e avverto la mancanza. Non la privazione che avverta chi, originario di colà, si trovi ora lontano.
 
La mia nostalgia è quella di non aver radici, di non essere di alcun luogo, di non avere appartenenze. Orsù, non è tristezza. È nostalgia.
 
I miei genitori provengono da altrove, io nacqui in un altrove ulteriore e approdai con loro a Firenze in tenera età.
 
Firenze fu la mia casa a lungo, vi compii tutti gli studi. Partii; dopo molto vi tornai. Attualmente non vi risiedo, ma sono nei paraggi.
 

 
Stagione fredda, la mattina presto. Tuta da ginnastica aderente e felpata, scura. Scarpe di alta tecnologia, lievissime. Corro in una bruma leggera.
 
Quiete, rari veicoli, la cadenza dei miei passi. Il ciclo del mio respiro, in un rapporto uno a quattro con le falcate. Il metronomo batte il Presto.
 
Lascio alle spalle piazza Piave, valico il ponte San Niccolò ed eccomi in viale Michelangelo. L’aria stiletta le narici; il buio è ferito ma non vinto dai lampioni.
 
Oltrepasso il piazzale con la falcata da pianura e sono sotto le fronde del viale Galileo. Costeggio la scalinata di San Miniato. Ancora avanti e poi a sinistra, nuovamente in salita: Giramontino, Torre del Gallo, Pian dei Giullari a sinistra.
 
Mi segui?

Continua a leggere ‘Florentia’

13
Nov
09

La risposta di Ermanno

La posta di Solindue

Cara Solindue
Anch’io ho letto attentamente la tua lettera e mi ha colpito in modo particolare quando dici che l’amore non si cerca ma ci trova.

Tu fai presto a parlare così, sei una signora con tanta esperienza, almeno io credo, e quindi hai molto più di me le idee chiare sull’argomento. Che dirti, mi chiedi come sono, e la cosa mi mette un po’ in imbarazzo, perché come faccio a descrivermi senza passare per una persona poco obiettiva?

Ebbene, ci provo. Sono alto quel tanto che basta per non dovermi mettere in punta di piedi quando, in mezzo alla folla, guardo le sfilate passare, ho dei lineamenti regolari e per questo dicono che sono molto fotogenico, insomma, in foto sembro più bello di quello che sono, ma in definitiva, tutti dicono che sono carino e questo credo che possa bastare.

Capelli lisci, anzi, dritti, drittissimi, tant’è che avrei voluto che fossero almeno un po’ più ricci, hai presente quelle belle teste piene di boccoli che fanno fascino?

Sono diplomato perito elettrotecnico, mi piace molto lo sport e, infatti, tutte le domeniche, vado sempre alle partite di pallone. Ma non sono un violento, anzi, appena vedo qualche tafferuglio, me la svigno a gambe levate, perché è molto meglio non farsi coinvolgere, che non si sa mai, tu che dici?

Mi piace leggere i romanzi gialli e vedo volentieri i film d’azione, che tra l’altro mi immedesimo anche e tante volte, se c’è una scena un po’ forte, mi emoziono e, beh, devo ammettere che alle volte ho anche pianto, ma mi nascondo, perché mi vergogno e poi non dicono che gli uomini devono essere dei duri?

Non ho un’ideale di donna, non saprei neanche cosa dire in proposito, e comunque, mi piacerebbe incontrare una ragazza di sani principi, certo non pretendo che sia vergine, ma se lo fosse, sarebbe anche meglio. E questo non lo dico perché sono un bacchettone, ma solo perché sarebbe bello che io fossi il suo primo uomo in tutti i sensi, ma mi rendo conto che oggi, da quello che leggo sui giornali, è un po’ difficile, ma ti ripeto che non è una condizione indispensabile. Preferisco le brune alle bionde, ma anche questo non importa tanto e soprattutto, vorrei che fosse autonoma con il lavoro, non perché non voglio mantenerla, ma perché così anche lei si sente più sicura di se.

Come ti ho detto, non ho molta esperienza, qualche amorino ai tempi della scuola, ma mai una cosa seria e che sia durata più di una settimana, anzi, tante volte durava nella mia testa, m’immaginavo come sarebbe potuto essere e un paio di volte mi sono preso anche una scuffiata tremenda, ma lei, anzi, loro, non se ne sono mai accorte.

Ecco, più o meno questo è tutto. Tu dici che è l’amore che ci trova e allora ti domando, visto che tu hai le idee chiare ( se posso permettermi), come mai fino ad ora non mi ha mai trovato?

E considerando il fatto che si usa, ti abbraccio forte anch’io.

Ermanno.

Ps: sono stato da Lulù e mi è sembrata una ragazza a modino e poi, scrive benissimo e mi sa che le chiederò di darmi delle lezioni di bella scrittura, magari può servire con le ragazze, ma a proposito, secondo te, il fatto che io non uso mai la cravatta, può essere discriminante?

 

Statua Solindue’s property

Oh Cielo, Ermanno!!!  Non puoi dire a una signora “ Lei che ha tanta esperienza!!!”  Non sta bene! :-)

Ovviamente, angelo mio, sto scherzando. Sei una persona speciale e vorrei davvero cercare di aiutarti concretamente.

Mi hai posto tante domande, il che fa affiorare una buona dose di insicurezza. Partiamo dunque dal tuo post scriptum relativo all’abbigliamento.

Come dice Koala (hai letto vero le sue risposte? E’ la peluche più saggia che giri in rete, vai a trovarla) la cravatta non è importante. I vestiti sono evidentemente  il nostro specchio esteriore. Dobbiamo sentirci bene in essi. Se giacca e cravatta ti fanno sentire troppo rigido…lascia perdere. Una bella camicia sopra un paio di pantaloni grigi è perfetta anche per una serata romantica.

E’ chiaro però che la propria persona va curata. A tale proposito mi dici che ti piace lo sport. Ermanno mio caro, sarebbe bello ti piacesse  FARE sport. Prova a iscriverti ad una palestra.  Prendi lezioni di tennis. Vai in piscina. Credimi è un toccasana sia per il fisico che per lo spirito. Una buona palestra è un ottimo posto per fare conoscenze, senza dubbio meglio di internet. Dobbiamo investire su noi stessi e fare qualche sacrificio.

Sembri comunque un ragazzo che ha diversi interessi, e questo è un bene. Rende le persone interessanti e comunuqe le fa crescere anche culturalmente. Continua a leggere, ad andare al cinema e alla partita, ma prova a non andarci da solo. Inizia con l’invitare un amico o collega di lavoro; poi magari un’altro e un’altro ancora. Finirai per essere invitato ad uscire a tua volta e potrai crearti delle amicizie, che potranno essere anche femminili.

Koala ti ha suggerito anche di andare a vivere da solo. Concordo pienamente. A trentacinque anni, devi renderti indipendente. Assolutamente.  Tu per primo cerchi una donna sicura di sè e indipendente…vogliamo presentarci al mondo ancora come il coccolo di mamma?!?

Ma dopo tutti questi suggerimenti, passerei alla questione importante. Direi cruciale. Giustamente mi suggerisci: se l’ AMORE  CI TROVA, perchè  me non mi ha ancora trovato?

Perchè l’amore ci trova troppo spesso impreparati. L’amore arriva, bussa e non ci trova pronti ad accoglierlo. Chissà quante volte hai sfiorato una mano o incontrato uno sguardo e ti sei ritirato. Fuggendo. Dobbiamo essere predisposti positivamente ad ogni incontro; ad imparare a riconoscere le possibilità che la vita ci offre e ad afferarle….rischiando un po’. Con tanta paura, magari, perchè l’amore a volte ci copre di delusioni. Ci graffia il cuore o ci ferisce a sangue.

Pochi giorni fà un mio amico ha scritto commentando una di  queste mie pagine :

l’amore “mi trafigge lo sterno mi strazia l’addome. Colpendo il cuore e rimestandomi le viscere. Che favola!”

Ecco qua. Mi chiedo: esiste descrizione migliore del “dolore” che si prova ad innamorarsi? Siamo pronti, Ermanno, a tutto questo? Nel momento in cui lo siamo, stanne certo, che L’AMORE CI TROVA.

Ti aspetto ancora fra le mie pagine.

13
Nov
09

Caro Ermanno

Statua

Solindue's property

Caro Ermanno,

la natura di questa vita di rete è davvero strana. Ho appena aperto questa nuova rubrica ed ecco arrivare fra le mie pagine, dopo la “Signorina Lulù” , un gran bel giovanotto, serio e con sani principi: “la voglia di farsi una famiglia”.

Ho letto diverse volte la tua cortese lettera, perchè qualcosa stonava. Trovavo qualcosa in quelle frasi che non mi convinceva. Ma non riuscivo a capacitarmi cosa fosse. Non c’è una tua descrizione fisica, trentacinque anni, carino…e non ci parli delle caratteristiche fisiche o caratteriali che cerchi nella tua “Lei”. Sono certa che vorrai far tesoro di questo mio consiglio e scriverci qualcosa di più di te e delle tue aspirazioni.

Ma non è questo che stona nella tua cara lettera.

Il fatto poi che a trentacinque anni tu non abbia ancora avuto una “vera” fidanzata, caro mio Ermanno, non deve bloccarti. Credimi è il privilegio che potrai offrire alla tua futura compagna. Il potersi donare per la prima volta è il regalo che potrai farle e che certamente presto, la persona giusta saprà apprezzare.

No, Ermanno, ho infine capito cosa stride nella tua missiva. Il tuo voler cercare una fidanzata, un’amore.

Su internet, per strada o in discoteca. L’amore non si cerca.

    L’  AMORE    CI   TROVA

Non importa come, non importa dove, non importa ciò che stiamo facendo. L’amore è lì, fermo dietro l’angolo di una strada. L’amore arriva con uno sguardo fugace in libreria. L’amore si nasconde  nell’imprevisto sfiorarsi di due mani. Lo trovi serpeggiare fra le righe di una lettera che appare tardi la sera sullo schermo di un computer,  quando oramai stai per spegnerlo.

Internet è senz’altro un posto magico. Potrà servirti per parlare, condividere sensazioni o problemi. Fare tante amicizie. E’ vero le persone si sono anche conosciute e  innamorate on line. Puoi leggere fra queste pagine migliaia di questi racconti. Sarà forse per te certamente importante ascoltarli, assaporarli e  farne tesoro.

Ma l’amore, Ermanno, l’amore, non puoi sapere se Lui  ti stia aspettando fra questi schermi.

Sono certa però che un giorno, aprendo un semplice pacchetto di patatine resterai tu stesso per primo stupito. Come regalo troverai un  diamante… e non sarà davvero prevedibile.

Ti abbraccio forte e se tornerai a parlarci di te, sarà per me un grande privilegio ascoltarti.

Tua  Solindue.

12
Nov
09

La lettera di Ermanno

La posta di Solindue

Ricevo questa bella lettera da Ermanno e volentieri pubblico.

Buongiorno Solindue,
Sono capitato per caso in questo tuo spazio e ho letto di questa tua iniziativa che trovo davvero utile e interessante.

Come la Signorina Lulù, io sono nuovo dell’ambiente, ho appena comprato un pc, l’ho collegato alla mia nuova linea adsl e adesso vado ad esplorare questa rete che tanto fa parlare di sé.
Da quel poco che mi sembra di capire, tu sei una signora molto gentile e disponibile (scusa ti do del tu, posso?), sensibile ai problemi altrui, non per niente dedichi una pagina a chi, come me, ha solo bisogno di parlare, anche per confrontarsi con realtà diverse dalle sue.

Vivo ancora con i miei genitori, ho trentacinque anni, lavoro in un cotonificio e mi occupo della gestione del personale. Non ho una fidanzata, anzi, devo confessarti che non l’ho mai avuta e la cosa, incomincia a pesarmi.

Tra l’altro, dicono che sono anche un ragazzo carino, ma quando sono con una donna, non riesco a spiaccicare neanche una parola e quindi, faccio quasi sempre la figura del citrullo.
Frequento degli amici che ormai sono tutti sposati, con me sono molto carini, ma io mi sento a disagio a uscire con loro e allora cerco sempre delle scuse per restarmene a casa. La mia mamma e mio papà dicono che è normale, che c’è bisogno di tempo e tra l’altro hanno anche provato a farmi conoscere una signorina, ma tutte le volte che uscivo con lei, dovevo pagarle la cena e poi la discoteca, e poi la consumazione al bar, insomma, era diventata una spesa non indifferente da sopportare. Non sono uno spilorcio, per carità, ma lavorando entrambi, mi sembrava anche giusto che pagasse qualche volta anche lei, d’altra parte, io sono un impiegato, che ha un po’ di risparmi da parte, è vero, ma quelli voglio tenermeli per quando mi farò una famiglia anch’io e mi sembra la cosa più giusta da fare.

Comunque, con quella signorina ho chiuso, lei mi ha detto che voleva fare le cose serie, ma io non me la sono sentita, anche perché se era spendacciona adesso, chissà dopo come sarebbe stata. Mi piaceva anche, sono persino riuscito a darle un bacio una sera mentre pioveva ed era stato molto romantico, poi lei mi ha detto che aveva paura di innamorarsi di me e così io l’ho lasciata.

Cara Solindue, (se posso permettermi di chiamarti così), adesso sono ad un bivio, ma non so cosa fare. Vorrei tanto avere una ragazza con la quale fare dei programmi per il futuro e alcuni miei amici mi hanno detto che in internet si conoscono tante ragazze e che alcuni si sono anche innamorati, ma io non so da dove incominciare e allora volevo chiederti di darmi una mano, se puoi, ma così senza impegno e nel caso, ti ringrazio anticipatamente.

Grazie anche dell’attenzione.
Ermanno.

12
Nov
09

Cara Lulù

tappeto rosso

Solindue's property

Cara Lulù,

mi rendo conto solo adesso a quale genere di difficoltà io stia andando incontro nell’aver aperto la pagina della Posta. Oh Cielo!! Dare consigli io agli altri…. io che non riesco neanche a consigliare me stessa!

Inizierò comunque stendendo il tappeto rosso nella mia elegante dimora e  ringraziandoti per esserti rivolta a me usando parole così gentili. Purtroppo la mia esperienza in rete non è davvero un granchè, sono qui solo da un mese.  Mi dichiari con la tua candida sincerità che vuoi diventare scrittrice. Credo sia un sogno meraviglioso comune forse a molti blogger. Certamente da coltivare.

Ritengo che questo possa essere un modo interessante per farsi conoscere e per testare i lettori.  Altri prima di te, proprio grazie al passaparola della rete,  ce l’hanno fatta. In effetti, la mia breve esperienza qui mi insegna che non è affatto semplice confrontarsi con gli altri continuamente. Scrivere cose interessanti, quasi ogni giorno e con “successo”.  Vedrai quanto facile sia  ricevere un breve commento di cortesia, un saluto,  e quanto difficile riuscire a scatenare interesse e dunque un  dibattito.

Dovrai armarti di coraggio e ricorda:  tanta costanza. Non dovrai abbatterti se vedrai tanti passaggi nel tuo blog e nessun commento. E’ deludente all’inizio, lo so. La domanda che uno si pone è evidente e chiara “Sto scrivendo scemate?” Ma non è così. Almeno non sempre: noi blogger siamo timidi e spesso prima di lasciare un commento leggiamo lo scritto, poi ce ne andiamo, poi torniamo. Poi lo rileggiamo ed infine, se ci ha lasciato qualcosa dentro lo commentiamo. Spesso anche dopo diversi giorni. Nel frattempo, capirai, la tensione cresce!

Detto questo, se vorrai inviarmi un tuo racconto, ben volentieri lo leggerò. Anzi se ti può interessare possiamo pubblicarlo anche qui da me oltre che nel tuo blog. Così per dargli più visibilità. Non devi fare altro che inviarmelo per mail.

Infine, sono convinta che molti dei miei amici che leggeranno la tua lettera e la mia risposta, saranno ben felici di condividere con te, anzi con noi, la loro esperienza di scrittori: soprattutto coloro che ce l’hanno fatta! Andrò a chiamarli per te, nella speranza di riuscire a farti raggiungere da consigli ben più illuminanti e lungimiranti dei miei.

Benvenuta fra noi Lulù!




IO

INVIDIO COLORO CHE TEMONO L''INFERNO. IO NON TEMO NULLA PER QUESTO HO TANTA PAURA...

 

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da: Memorie di una Geisha – A.Golden

Ora so che il nostro mondo è tanto instabile quanto un'onda che si innalza in mezzo all'oceano. Quali siano stati i nostri conflitti e i nostri trionfi, per quanto indelebile sia il segno che questi abbiano potuto lasciare su di noi, finiscono sempre per temperarsi come una tinta ad acquerello su un foglio di carta.

Solindue by Alan

ETHEREAL RAIN: materia che c’è ma non si vede, ma che si percepisce, perché ti avvolge in modo totale, nel senso letterale del termine è quella pioggia che pur non essendo evidente nè irruente, bagna tutto e tutti ed ogni riparo è praticamente inutile, così come è inutile cercare di sfuggirgli, vista la leggerezza della materia stessa, capace però di lasciarsi trasportare dall’aria e dal vento, capace di regalare sensazioni particolarmente piacevoli ed accattivanti, sicuramente piacevolmente avvolgenti.

da: La solitudine dei numeri primi – P. Giordano

I numeri primi sono divisibili soltanto per uno e per se stessi. Se ne stanno al loro posto nell'infinita serie di numeri naturali schiacciati come tutti fra due, ma un passo in là rispetto agli altri. Sono numeri sospettosi e solitari. A volte penso che in quella posizione ci siano finiti per baglio, come se fossero rimasti intrappolati, come perline infilate in una collana.

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Se…

Se hai qualcosa d'importante da dirmi, per amor del cielo parti dalla fine.
Se fossi fuoco brucerei il male, se fossi acqua spegnerei gli inferi, se fossi aria potrei volare tra terra e polvere...

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