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Presentazione libro

video presentazione

Ricevo lettere, commenti  e mail dai tanti che hanno letto tutto di un fiato le mie pagine.  Davvero un’emozione e un grande piacere sapere di essere riuscita ad arrivare al cuore e all’anima di molti.

Lascio anche qui il link a un primo video di presentazione del libro che abbiamo fatto a Firenze.

Spero vi piaccia.


2011 via sms

 

25 dicembre 2010     bip bip

“Caro Babbo Natale…oddio scusa ho sbagliato numero ho fatto quello della Befana!”

5 Gennaio 2011     bip bip

“Presto corri! Nel negozio sotto casa mia sono iniziati i saldi! Potrai trovare 3 scope a 15 Euro…stanotte ne avrai bisogno!”

6 Gennaio 2011     bip bip

“Com’è andata questa notte? Stanca del lavoro? Chiamami quando ti svegli, così mi racconti com’è andata con le nuove scope!”

 

In un certo senso sono contenta che queste vacanze siano quasi finite, magari non riceverò nessun altro sms così “simpatico” fino al prossimo anno.

Dunque eccoci di nuovo qui, davanti ai nostri schermi a raccontarci le nostre vite, i nostri successi, i nostri dubbi, le incomprensioni e gli insuccessi che ci capiteranno lungo tutto questo nuovo anno.

Vi scrivo ancora dalla mia dimora di vacanze sulle Alpi francesi. Il tempo è stato davvero bello e ci ha concesso di organizzare molte attività. Sono oramai una sciatrice di una certa età ed il tempo delle sciate dalle 9 di mattina fino alla chiusura degli impianti è terminata. Mi piace godermi la casa, la tranquillità di un piccolo paese lontano dal caos. Ho fatto molto sci nordico (di fondo) ma non quello tradizionale bensì quello in cui si “pattina”. Faticosissimo, ma divertente anche perché è un’attività s’incornicia in un ambiente boschivo e innevato che è davvero da sogno.

Lo so anche quando scio sono un’inguaribile romantica!

La salute della mia comitiva è stata tutto sommato buona: una distorsione al polso, un ginocchio dolorante, qualche febbrone a 38,7 e una serata di vomito seguita da una notte di febbre a 37,7 … ci sono state vacanze peggiori!

Da parte mia ho cercato in questi quindici giorni di isolarmi e non pensare ai problemi di casa, nonostante il mio commercialista abbia già iniziato ad inviarmi mail con richieste varie di dati mancanti per completare il bilancio della società. Le ho lasciate lì in attesa della prossima settimana, quando il mio mondo si coricherà nuovamente sulle mie spalle…con la speranza che questo 2011 mi regali cuscini abbastanza soffici per sopportare il peso di un nuovo intero anno con un po’ più di leggerezza!

7 gennaio 2011    bip bip

“Con qualche giorno di ritardo … ma auguro a tutti voi un soffice 2011!”


… so this is Christmas

Scatto di Sol'

Ammetto che con l’arrivo di Dicembre la mia idiosincrasia per il Natale fa capolino ogni anno.

A Novembre vedo i camion di elettricisti girare per la città a montare le luci fra i palazzi e sugli alberi, e non posso fare a meno di pensare:”Eccoci qui un’altra volta”.

E’ chiaro che non amo del Natale le vetrine fluorescenti, il “dover” far gli auguri e far regali. Non sopporto lo sperpero di soldi…per non parlare dei cenoni e dei pranzoni, ogni anno uguali nei menù e negli avanzi.

Ma a Natale è certo che riesco ancora a riunire la mia famiglia e a vivere assieme ai figli qualche tradizione casalinga che fa tanto “radici di casa mia”.

In casa viene fatto sia l’Albero che il Presepe, ed è obbligo ogni anno comprare una pallina di vetro per l’Albero e qualche personaggio o attrezzo nuovo per il Presepe. Pensate: negli anni propizi di guadagni le palline nuove erano addirittura tre: una per figlio!  La scorsa settimana sono dovuta andare a Roma e nella mezz’ora libera da impegni sono stata in Piazza Navona per fare acquisti. Ammetto che è stato divertente, ed il clima festivo delle bancarelle non mi è dispiaciuto.

Ma c’è qualcosa nell’aria di questi ultimi Natali che non gira bene, come se stessi forzando le “radici”, come se avessi bisogno di un cambio di tradizioni.

Non credo che cambiare menù possa bastare, certo gioverebbe ad un cappone, ma …


Carogna fetente

Sul Blog di Dubbasonic mi sono domandata pochi giorni fa come mai nei blog di noi  donne c’è sempre una storia di Lei che piange perché Lui l’ha mollata e nei blog dei maschietti l’inverso: in questo caso è sempre Lei quella cattiva.

“Possibile”, terminava il mio ragionamento  “che lo/la stronzo/a di turno non tenga un blog dove raccontare quanto sia stato/a fetente e carogna?”

Dubbasonic mi scrive che è possibile perché i blog hanno la grande capacità di essere solo una FACCIATA, dove mostriamo quindi solo la parte che consideriamo più “in” di noi stessi. Il lato buono, triste, malinconico, dolce,  innamorato … e spesso anche un po’ sfigato.

Forse varrebbe la pena fare assieme un esame di coscienza.

Non sono mai stata lasciata da un uomo (almeno non ancora…) e non ho mai mollato un amore, ma forse un po’ carogna e fetente lo sono stata.

Ho “convissuto”, lavorativamente parlando, con un uomo per quattro anni. Eravamo grandi amici e lavoravamo ogni giorno fianco a fianco alla stessa scrivania. Abbiamo viaggiato assieme per l’Italia in cerca di lavoro e chiuso assieme diversi contratti importanti, divertendoci anche come matti. C’era fra noi una sintonia fantastica. Dopo tanto tempo però qualcosa è andato storto. La sua vicinanza mi faceva mancare l’aria. Abbiamo iniziato ad avere visioni diverse sul lavoro. Non ridevamo più alle stesse battute ed io in particolarmodo ero insofferente.  Cercò di “farmi le scarpe” ma non fu abbastanza  furbo ed io me ne accorsi.   In un balletto troncai un’amicizia e lo mandai fuori dalla società.

Ovviamente questa fu la mia visione di allora.

Oggi a distanza di quattro anni, mi sono resa conto di come io abbia usato un suo “errore” per chiudere un rapporto di lavoro che non sopportavo più, che mi stava stretto e mi soffocava. Certo all’epoca mi sono sentita ferita e tradita dal suo atteggiamento ma non ho voluto sentire scuse o spiegazioni  e so di averlo ferito davvero tanto.

Ci sentiamo ancora tre o quattro volte all’anno e spesso anche se solo per telefono ridiamo come matti ricordando i vecchi tempi. Abbiamo sotterrato il rancore reciproco, ma non esiste più nessuna amicizia. La mia agenda mi ricorda ogni anno che il tredici Luglio è il suo compleanno (domani appunto) e non manco mai una telefonata di auguri.

Oggi, in previsione della telefonata che farò domani di FACCIATA , mi sento un po’ una carogna fetente.


Kiss & ride

 

          

Fra i tanti “poeti illuminati” che circolano nella rete, Spaziocorrente è uno dei miei preferiti. Ha scritto ieri una poesia intitolata AMARE  e abbiamo avuto il seguente scambio di commenti.

Solindue:  “ho solo bisogno di te”… ci vuole coraggio a mostrarsi così “deboli e indifesi” … ci vuole grande sicurezza nell’amore dell’altro.

Spaziocorrente : uhm, coraggio per amare!  Che contrasto. Amare non è ragione e non è mai un salto nel vuoto. Amo perchè sono e quindo ho da dare:  non perdo nulla, perchè l’amore distoglie solo lo sguardo dal particolare ma mai dall’orizzonte di felicità a cui tende all’infinito.
Semmai ci vuole coraggio a trattenere l’amore, per ferite non sanate, per storie andate male, per quel dolore che si pensa dovuto ad un cuore trafitto ed invece era solo posizione sbagliata. Grazie.

Inutile raccontarvi che la sua risposta mi è piaciuta tanto. Spazio è l’amore fatto blog! Non si perde niente ad amare e donare il nostro amore non può che farci crescere e portarci alla felicità! Parole sacrosante! Ma…

Ma mi domando quanto sia facilmente attuabile un tale atteggiamento di apertura … nella pratica di ogni giorno.

Chi non ha mai sofferto per amore, chi non ha mai avuto il cuore graffiato, trafitto o spezzato alzi la mano: e il nostro cuore non era in posizione sbagliata! Abbiamo incontrato persone che si sono prese gioco di noi dei nostri sentimenti; persone che ci hanno imbrogliato, fatto a pezzi e ci hanno mollato lì, in strada sanguinanti. Troppo spesso aver aperto il nostro cuore agli altri  non ha fruttato davvero felicità!

Indossiamo ogni giorno una corazza più o meno leggera per affrontare la vita con tutti i problemi che ci propone quotidianamente. Toglierci l’armatura e lasciare il nostro cuore scoperto e indifeso, non è cosa da tutti i giorni.

Anche quando s’incontra l’Amore (con la A maiuscola) prima di lasciarsi completamente andare e fare il salto nel vuoto, di tempo ne passa.  E ci vuole Coraggio (con la C maiuscola) per non trattenersi, per decidere di contare completamente sull’appoggio dell’altro, sul suo amore; e tanto più  il nostro cuore ha sofferto, più serve tempo perchè l’altro si conquisti la nostra “fiducia”, anzi: serve tempo perchè il suo cuore conquisti  la fiducia del nostro!

AMARE è un’affar serio … da far PAURA!

 


Emergenza connessione

E’ evidente che  nella vita c’è router e router; instradatore e instradatore. Il mio che per semplicità chiameremo James, è un dongiovanni, sempre a caccia, un po’ insofferente ai problemi  ma certamente non noioso. Uno di quei router che non fanno le corse per caricarti le pagine. Anzi spesso la sera si addormenta. A volte si tratta di un sonnelino di pochi minuti, altre volte, più sovente, ha bisogno di essere rinfrescato. Ci sono poi pagine che non ama caricare, forse perchè troppo pesanti o forse perchè  l’età non glielo consente più.  Una volta al giorno, infine, bisogna armarsi di santa pazienza e scollegarlo dalla rete elettrica per poi ricollegarlo, sembra che solo così riesca a recuperare un po’ di energia: a volte, anche per lui, non c’è niente di meglio di una bella sferzata di corrente elettrica!

Parlando in generale, il router è una periferica che si occupa di scegliere quale sia il percorso migliore per i dati scambiati da due computer connessi ad una rete.
Tra il vostro pc e qualunque altro computer in internet, ci sono sicuramente vari router in mezzo, fra i quali James, che voi non vedete, ma che è indispensabile per smistare il  vostro traffico ed il mio. Purtroppo se siete dotati di un router femmina –  immaginiamo che si chiami per semplicità Halle –  i vostri problemi saranno uguali ai miei:  provate ad immaginare l’incontro in rete del mio James con la vostra Halle … capirete bene perchè spesso  entrambi hanno bisogno di una rinfrescatina. 

Invio dati:  James contatta  Halle per una pagina, lei si accende, lo vede e la passione prende il sopravvento. Come nei migliori film di 007  il tutto viene sancito dalla frase: “Oh James …” e la vostra router si è congelata … oramai sentimentalmente coinvolta.

Del resto c’è da comprenderle, nonostante l’età, il mio James resta un router di altri tempi, con quella piccola lucina verde che lampeggiando sembra fare l’occhiolino,  è estremamente romantico,  il che al giorno d’oggi fa di lui un essere straordinario. Certo le sue abitudini di vita lenta e sonnacchiosa non lo rendono, in senso darwiniano, un router desiderabile,  specialmente per una donna che vuole costruirsi un futuro on-line e un blog come di deve, ma per la vostra router Halle, è senza dubbio l’ideale: lento quanto basta, comprensivo e dotato della giusta esperienza.

Purtroppo tutto questo suo flirtare in rete rende il mio lavoro spesso particolarmente snervante, fatto di attese e colpi di scena: bozze non salvate e commenti non inviati ma persi. Ma cosa si può chiedere ad un router dongiovanni? In fondo  la vita è fatta di continui contrattempi e non essendo la perfezione cosa di questo mondo, il mio James viaggia nella perfetta normalità.

Altre sono le emergenze di cui preoccuparsi: le abbiamo affrontate su The Best di maggio. Io credo che abbiamo fatto un gran lavoro e voi?


Un gran bel peccato capitale!

Lo so che in questo blog ci sarebbero dovuti essere i lavori in corso ancora per un po’, ma ho appena fatto una scoperta davvero piacevole e volevo condividerla con voi.

E’ uscito oggi il nuovo libro di Intermezzi Editore. Si intitola “Il paese bello” scritto dal trentenne Cesare Stefano Sgambati.

Troverete qui “Il non più giovane Holden“, uno dei sette racconti che costituiscono il libro. Si legge con il fiato sospeso fino in fondo, trattenendo il respiro e urlando a pieni polmoni per la forza della scrittura.

Sarà il momento, sarà il mio assopimento odierno, ma questo racconto affascinante per la sua crudezza,  mi ha davvero svegliato e colpito positivamente. Sarei curiosa di sapere cosa ne pensate. Coraggio una lettura che richiede solo 10 minuti! … poi cioccolata al peperoncino per tutti, promesso!

Il paese bello
Sette racconti come sette nuovi peccati capitali che costruiscono parola dopo parola una prigione, la cella del nostro bel Paese.

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