Dopo qualche mese di FB…chiedo aiuto

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A tutti i miei contatti, chiedo per favore: con i cambiamenti di FB ora si leggono cose su persone che non sono nei nostri contatti. Solo perché un contatto dei nostri mette un commento o mette un “mi piace” amici di amici lo vedono. Non voglio che le persone che non sono tra i miei contatti possano leggere e vedere tutti i miei commenti e le mie cose.
Ma non posso cambiarlo da solo, perché Facebook è configurato in questo modo. Così per favore chiedo di mettere il mouse sul mio nome (senza cliccare), appare una finestra, mettere il mouse sopra “Amici” (senza cliccare), poi cliccare su “impostazioni” e appare una lista. Cliccare su “commenti e mi piace” e rimuovere la crocetta, così la mia attività tra i miei amici e la mia famiglia non diventa di pubblico dominio. Molte grazie!

Incollate questo messagio sul vostro muro affinché i vostri contatti facciano lo stesso, se interessati alla vostra privacy; Grazie

Questo “delirante” messaggio è apparso nella mia home page di Fb pochi minuti fa e la voglia di condividere con qualcuno è stata inebriante.

Sono sparita da WordPress da qualche tempo, stanca di nascondermi dietro un nickname, e sono approdata su Fb: nome, cognome data di nascita e parentela al seguito.

Alla luce del sole ho messo a disposizione della rete la mia vita privata (Mr. Calzino con tanto di foto!!), la mia vita personale (foto a mezzo busto, primi piani, figli ecc…) e i miei lavori fotografici con tanto di inviti alle mie mostre “ufficiali”.

Pensavo che Fb fosse lì per questo, per fuggire dall’anonimato e per essere FINALMENTE SE STESSI, in rete e nel mondo, ma il messaggio appena ricevuto dal mio “amico” mi ha disorientato…

Chiedo aiuto ai miei saggi amici anonimi amici di WordPress.

Dove sto sbagliando?? Perchè mai uno che “tiene” alla sua privacy sta su Fb nome e cognome? Quali mai “MI PIACE” cliccherà il mio “amico” che io non debba sapere?

Ammetto che la cosa mi intriga, ma suvvia non prendiamoci in giro: LA VOGLIA DI PROTAGONISMO E’ SEMPRE IN PRIMO PIANO!


Svegliatevi!!

Siete alla ricerca di movimento,  di tirare fuori un po’ di adrenalina?

http://blackbird.zoomin.tv/players/.pla?pid=monrif&id=458504&w=590&h=400

Andate a vivere in Belgio 🙂

 


C’è sempre un perchè

  • i pantaloni iniziavano a starmi stretti
  • ero stufa di starmene seduta sotto una finestra
  • avevo bisogno di uscire
  • dovevo abbandonare quella  pelle
  • io ho un nome
  • ho un cognome
  • una data di nascita
  • un volto
  • non sono un fumetto
  • non voglio nascondermi
  • non ho niente da nascondere
  • non ho nulla di cui vergognarmi

Sto bene e sto vivendo fuori da qui

  • annuso i fiori
  • corro per le spiaggie
  • bevo vino e mangio dolciumi
  • mi peso la mattina  sulla bilancia
  • faccio fotografie
  • rido, rido molto
  • parlo, parlo poco
  • metto la crema antirughe
  • gioco
  • lavoro
  • amo

Chiunque si presenti con i proprio volto avrà le mie coordinate.

Il tempo degli avatar è passato


AAA Artista cercasi

L’articolo che segue è un estratto a cura di  Iacopo Perfetti  curatore (fra le altre cose) di un concorso che s’intitola “Mine, l’esplosione del sè”.

MINE è, nella sua accezione anglosassone di mio, l’essenza stessa della persona, la sua parte più interiore e privata, l’unica realmente propria. E MINE è, nella sua accezione italiana di mina, una metafora della personalità esplosiva dell’artista tanto ingovernabile quanto visionaria. Perché questa è l’essenza vera di un artista. La sua profonda sensibilità. Un artista è una porta che vede prima di chiunque altro la profondità delle cose e ne da’ una traduzione alle masse così che tutti possano aprire gli occhi. Non si può essere artisti part-time.

L’essenza dell’artista è qualcosa che irradia la vita intera e non lascia via d’uscita. L’artista non è il suo prodotto.

L’artista è la sua stessa vita. L’artista è se stesso.

Pensiamo ad un artista come Salvador Dalì. La sua vita è uno schiaffo in faccia al vivere quotidiano è una Celebrazione continua di se stesso e del suo mondo. La forza con cui si prende gioco della società borghese che lo venera come fosse un Dio mente lui sporca un foglio con un pennello intriso di acrilico nero è la sintesi della sua genialità. Una genialità quasi arrogante e, proprio per questo, totale, senza limiti, con un potere che travalica ogni istituzione, ogni luogo comune.

Un mettersi in gioco senza compromessi con la sola convinzione che nel proprio futuro, parafrasando i The Clash, o ci sarà la gloria o ci sarà la morte. Ed è proprio attraverso la personalità eccentrica dell’artista che l’arte torna a svolgere il suo fine più importante. Comunicare. Sorprendere. Shockare. Perché è proprio lo shock uno dei concetti più attuali dell’arte contemporanea. Un tema chiave per comprendere le dinamiche che da Warhol a Hirst ne hanno dettato i paradigmi. Lo squalo in formaldeide di Hirst nasce per shockare. Le prostitute di Teheran dell’artista iraniana Shirin Fakhim nascono per shockare. Il bambino con il tamburello di Cattelan, come le gigantesche sculture di Ron Mueck o quelle perverse dell’artista americano Paul McCarthy o dei Chapman Brothers nascono per shockare.

Questo è il compito di un artista. Avere il coraggio di usare la propria sensibilità per cambiare il mondo. Governare la propria esplosione del sé. E quale momento migliore di questo per farlo. Sono convinto, e lo scrivo con indole più economica che curatoriale, che il mondo, come oggi lo conosciamo, potrebbe essere salvato più da un’opera d’arte che dall’ennesima manovra finanziaria. Il capitalismo ha fatto il suo tempo, il Grande Altro della politica e della religione ci ha abbandonato da diversi anni ormai, quello che ci resta è la cultura e il suo immenso potere rivoluzionario. Dagli errori del passato purtroppo l’uomo sembra non aver imparato nulla. Da una parte del mondo si conservano pezzi di muro come feticci di una vergogna storica che, giuriamo, mai riaccadrà, mentre dall’altra parte del mondo si costruiscono muri sempre più alti come se le lezioni della storia si fossero frantumante di fronte all’arroganza del presente. E’ solo dal futuro che l’uomo potrà imparare a cambiare il presente.

E solo gli artisti hanno la follia necessaria per vedere il futuro.

Concludendo quindi, con una citazione da guerriero della notte, se sei artista come out and play perché questo è il tuo tempo.

Teoria interessante non credete?


E anche questa è andata!

Ieri sera ero ad una cena di auguri di Natale. Bel ristorante fra le colline toscane, compagnia un po’ attempata ma sempre interessante.

Sono rientrata a mezzanotte, ho messo a letto Baby G. e mi sono ritrovata, stanca, davanti allo specchio a struccarmi quel poco di rimmel che mi ero messa.

“Chissa” mi son detta “se sarei invecchiata allo stesso modo se questi ultimi dieci anni fossero stati diversi, se questo autunno fosse stato diverso”.

Non si può sapere cosa sarebbe stato di noi quando si apre una porta e se ne chiude un’altra. Non posso sapere cosa sarà di me da gennaio in poi.

Certo è che la prossima settimana è di trasloco. Da qualsiasi lato si guardi la cosa vado più o meno in pensione anticipata. Situazione in parte voluta e in parte no. Dopo circa  vent’anni lo studio che era di mio marito e poi mio chiude. Tanta roba credetemi… e tanto il fastidio nel vedere tutti i libri riposti nelle scatole da traslocatori sconosciuti.  Nessuno dei miei, oramai ex, collaboratori e soci, interessati e presenti.

Da gennaio inizia davvero una nuova vita. Tutta da costruire.  Tornerò in palestra, tornerò in barca a vela e cercherò di dedicarmi alle mie rughe: mi sono costate anni di fatica … devo coccolarle per bene!


Una fiaba d’uovo

Solinduephoto

Un contadino trovò un giorno nel suo pollaio un uovo tutto d’oro. Pensò di aver visto male, si avvicinò meglio, lo prese in mano…
-E’ proprio d’oro- disse al colmo della gioia -d’oro zecchino!
Prese il prezioso uovo e, con molta cura, lo portò in casa. Anche la moglie rimase dapprima stupita poi felice disse al marito:
-Siamo ricchi. Abbiamo una gallina che fa le uova d’oro. Non saremo più costretti a lavorare.
-Aspettiamo a essere così sicuri- rispose il marito -può essere un caso. Non sappiamo ancora se possediamo una gallina che ci fa le uova d’oro o se questo è piovuto, chissà come, dal cielo.
Il giorno seguente ansioso ed emozionato il contadino entrò nel pollaio. L’uovo d’oro era là, e l’uomo tirò un gran sospiro di sollievo.
-E’ proprio vero!- gridò quindi alla moglie uscendo di corsa dal pollaio.
-Abbiamo una gallina che fa uova d’oro. Dobbiamo scoprire quale fra le nostre pollastre ci fa le uova d’oro, così la separeremo dalle altre e la nutriremo meglio.
Spiarono a lungo il pollaio e scoprirono qual’era la preziosa gallina, poi costruirono solo per lei un pollaio più spazioso e più bello in cui la rinchiusero da sola a fare le uova d’oro. Non ebbero più bisogno di lavorare e diventarono ricchi. Però, man mano che si arricchivano e che la loro fattoria si ingrandiva senza che dovessero lavorare, i due cominciarono a chiedersi perchè dovevano stare ad aspettare un solo uovo al giorno e dicevano:
-Certo che un uovo al giorno non è poi tanto! Se ne facesse almeno due!
-Secondo me- dichiarò un giorno il contadino -questa gallina ha un mucchio d’oro nella pancia e noi stiamo qui ad aspettare un piccolo uovo al giorno, mentre potremmo diventare ricchissimi in un momento solo.
Con questo pensiero in testa uccise la gallina che faceva le uova d’oro, ma trovò che dentro era fatta come tutte le galline.
Così, per l’avidità di arricchirsi, perse anche la possibilità di ricevere quanto aveva ricevuto fino a quel giorno.

[http://www.pinu.it/]


Colpita e affondata

A inizio mese sono stata Padova a visitare la mostra/mercato di arte contemporanea Arte Padova.

Negli ultimi anni queste mostre mercato sono cresciute numericamente come funghetti, a immagine  e somigliaza di quelle più famose di Bologna  o Basilea.

Le trovo molto divertenti, specialmente quelle più “piccole” perché oltre a trovare i “soliti” artisti famosi (Pomodoro, Fonatana, Isgrò, Castellani ….) hanno sezioni riservate ai giovani, con idee e intuizioni spesso davvero geniali e interessanti.

Nello specifico la mostra di Padova aveva una sezione riservata agli “Under 5.000”, dove la cifra sta per il costo relativamente basso delle opere in esposizione e vendita.

In realtà, ad essere totalmente sincera, sono stata a Padova perché a Gennaio dovrei esporre una mia fotografia all’Arte Fiera-off  di Bologna, proprio attraverso  una di queste giovani gallerie, quindi la mia visita a Padova era pilotata da un interesse MOLTO personale.

A gennaio, quando sarà e se sarà, incroceremo tutti assieme le dita … affinché il 2012 sia un anno di svolta positiva!

Dimenticavo, al rientro in treno da Padova ho giocato a battaglia navale con Mr Calzino e ho perso miseramente … colpita e affondata!

Evidentemente il 2011 non è davvero il mio anno fortunato.