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Cromoterapia

Aprile mi  fa venire in mente i colori pastello. Giallo, rosa e verde tenue. Sarà per la primavera che è all’inizio. Sarà per i fiori che iniziano a colorare i nostri giardini. Sarà per il cielo che dopo tanto grigio invernale spesso risplende di azzurro intenso e contrasta magnificamente con i tetti rosso-arancio della mia città.

I colori e le luci colorate hanno una grande influenza sulla vita di tutti noi. Tutto quanto ha un determinato colore e una vibrazione: le cose, le emozioni, i pensieri.

Sembra inoltre che ci sia la possibilità di interferire sul nostro stato d’animo mediante l’uso di luci colorate, abiti colorati, occhiali con lenti colorate, per riportare così equilibrio là dove è stato momentaneamente perso. Continua a leggere

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The Best Christmasss

Ci sono momenti in cui possiamo coccolare gli altri e momenti in cui abbiamo bisogno noi stessi di coccole.

Natale per me è un momento un po’ particolare, che non riesco ancora a gestire con la dovuta serenità.

Il bisogno di coccole è perciò accentuato e non riesco a donare agli altri quanto magari gli altri si aspetterebbero da me.

Oggi non posso  darvi molto.

Dovrete accontentarvi del magnifico numero di The Best natalizio!

Vi auguro una Felice Lettura, assieme ad un Felice Natale, nonchè ad un Felice 2011.

Oh Cielo, non ditemi che è poco!

 

p.s. Lo so Arthur, la copertina che ho pubblicato qui è diversa da quella definitiva se non erro era la numero tre … ma è giusto che il mondo sappia quanto lavori e quante prove fai prima di arrivare al risultato finale, che è sempre strepitosamente fantastico!

Se anche questo numero di THE BEST è mitico e scintillante davvero merito tuo!


Aurora

 

“Dal Diario di bordo de La Fenice – 4 settembre 2010 “

                       

In cielo è segnato da una lunga scia di nuvole appena accennate che sembrano portarsi via le ultime stelle di una notte di silenzio iniziata alle due e trenta.

L’orizzonte inizia a divenire via, via, sempre più scuro. L’alba è ancora lontana. Nessuna brezza all’orizzonte, più nessuna nave, nessuna luce.

Tutti dormono.

Sono qui sola, legata alla mia barca, per l’ultimo turno di notte. Il rumore di sottofondo è il motore. Nelle cuffie una giostra random di musica soul.

Un infinito telo di seta grigio argento mi circonda: nessuna brezza increspa il mare.

La sensazione è difficilmente descrivibile. Potrebbe essere la scena di un film di paura. Sembra che da un momento a l’altro debba sbucare un mostro fuori da questa calma. Un grande animale marino che inghiottirà me, la barca e tutti i suoi abitanti addormentati. Il senso di infinito è impressionante. Le stelle sono scomparse dietro una coltre di nuvole che da ovest si allunga verso di me, come per inghiottirmi nel suo silenzio.

Spengo la musica. Il tempo trascorre calmo e nel momento di maggior assoluto silenzio, a ore una, scorgo una luce. L’attenzione, prima assopita, si fa vigile. Scruto l’orologio sono le cinque e ventitré. Servirà per questo giornale di bordo.

Conto i segnali luminosi. Una luce, cinque secondi, una luce, cinque secondi. E’ lui. Il Faro delle Formiche di Montecristo. Ero qui in attesa. Un sollievo, la rotta è quella giusta, si torna a casa.

In poco tempo il cielo sopra il Faro inizia a tingersi di rosa. Anche il mare si schiarisce e inizia a incresparsi magicamente per una leggera brezza che sembra annunciare il nuovo giorno. Riaccendo la musica, Nora Jones in sottofondo. I pensieri da prima fitti e concitati per l’avvistamento del Faro si fanno di nuovo rilassati. Le nuvole nel cielo si diradano formando una  linea densa lungo l’orizzonte.

Penso al mio nuovo giorno e certo al futuro che si apre con  questo nuovo autunno. Tanti pensieri e tante risposte che nel silenzio di questo luogo sembrano felicemente schiarisi.

Mi perdo nei miei sogni a occhi aperti, quando la mia attenzione viene svegliata da un movimento nell’acqua. Due delfini alla mia dritta catturano il mio sorriso e la mia concentrazione: davanti a me sta sorgendo il sole.

Un altro giorno è qui.

         

E questo è solo un assaggio di ciò che troverete sul nuovo numero di

The Best Magazine!


Anno 1 giorno 1

Oh Cielo!

… è un anno che sono in rete!

Immagino che in una situazione del genere si debba partire con qualche frase di rito: segnali di riconoscimento verso i lettori e i commentatori, ringraziamenti verso le autorità ed i padroni di casa, baciate di mano a coloro che mi forniscono una veloce linea adsl, per salutare infine tutti i parenti, gli amici e, come si conviene in questi casi, “tutti quelli che mi conoscono”.

Suvvia, ma vi sembro il tipo?

Forse in una situazione del genere dovrei sciorinarvi il numero di articoli fatti, farmi bella con il numero di visitatori avuti o enumerarvi tutte le mie attività ed il numero di blog che sto tenendo contemporaneamente in rete, senza dimenticarmi di TB, DeviantART, aNoobi e chi più ne ha più ne metta.

Maddai ragazzi, potrei mai?

No, che non potrei. Anzi vi regalo una curiosità negativa di questo blog: schhhhh è la pagina che ha avuto meno cliccate in questo lungo anno. Incredibile vero? Eppure è lì che vi aspetto ogni giorno.

Ma è così che funziona il mondo… e va bene anche così, almeno per me artista della vita, con una continua, maledetta  “fame vagabonda di sapere”, di conoscere, di scoprire, di essere. Voi siete la mia scoperta continua, la mia fonte di conoscenza, di rivelazione; ognuno di voi con la propria differente sensibilità e conoscenza. Che belli che siete!

Non cerco regali per questa festa, ma anzi ho pensato di donarvi io una mia foto per festeggiare questo piccolo compleanno. Spero che  doni un po’ di quiete e tranquillità alle vostre anime così complesse e troppo spesso tormentate.

Anno uno giorno uno.

Come direbbe il mio grande Amico …”l’avventura continua”.  😉

><  sospiro  ><

 


Editoriale TB#5

Bene ragazzi, eccoci tutti riuniti nuovamente, nella sala d’attesa di questa stazione.

Abbiamo viaggiato assieme per sei lunghi mesi, confrontandoci e regalandoci reciprocamente i nostri sogni le nostre avventure. Quelle fatte e quelle da intraprendere. Da un viaggio non si torna mai uguali a come si era partiti. Ogni viaggio è un investimento su noi stessi, un arricchimento delle nostre risorse emotive e intellettuali. Un investimento sulla nostra anima. Ecco questo è stato per me The Best.

Ho viaggiato volentieri con voi anche se non ho mai avuto una vera e propria meta. Forse l’unica meta era il percorso stesso, senza un punto di arrivo.

E’ come se vi vedessi adesso, accampati qui intorno a me. Vestiti comodi, valige accatastate e zaini in spalla. Le ultime chiacchiere prima dei saluti.

Ognuno di noi nelle valige che ha preparato ha messo dentro una parte di sé, dei propri sogni. I libri preferiti, le foto di famiglia e gli indirizzi degli amici, quelli a cui inviare le cartoline. La maglietta o il golfino senza il quale non andiamo da nessuna parte. Il nostro portafortuna.

… leggi il resto su THE BEST # 5

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Downshifting

Sto facendo downshifting e non lo sapevo.

Downshifting significa cambiare i parametri, abbassare il tenore di vita, scalare marcia. Convinta che la vita non vada vissuta come se  durasse per sempre (lo diceva anche Seneca 2000 anni fa), sto lavorando da oramai quasi quattro anni alla mia ritirata. Il mio sogno: comprarmi un 40  piedi (una barca a vela intendo) e trasferirmi a giro per il Mediterraneo.

E i soldi? I figli? La famiglia? Il lavoro?

Infatti ragazzi, ci sto lavorando su … e non prevedo nessun drastico cambiamento per i prossimi 5 anni. Ma ieri ho avuto un’illuminazione: ho scoperto di fare downshifting e  di essere sulla strada giusta.

L’illuminazione me l’ha data un ex manager italiano di 43 anni. Il suo nome, Simone Perotti, vi dice niente? Questo signore è autore di un cambiamento radicale nella sua vita. Manager milanese di successo, un 4 luglio a trentadue anni, mentre era immerso nel caos del Grande Raccordo anulare di Roma ebbe un’istante di lucidità, si guardò attorno e capì che le cose così non potevano andare. Le sue passioni erano la scrittura e la barca a vela, ma non aveva tempo per concedersi nessuna delle due: come la maggioranza di noi la mattina si ritrovava in un ufficio, con persone che non avrebbe voluto incontrare,  sognando la libertà di avere un’occasione per fare altro.

L’occasione se l’è costruita nei tredici anni successivi. Nell’autunno del 2009, infine,  è uscito un suo libro: “Adesso basta” edizioni Chiarelettere.  Che dire: sembra che Simone ce l’abbia fatta! Ha iniziato a ridurre le proprie spese, cambiando consumi e  abitudini; ha imparato a stare bene da solo e a ricostruirsi una vita più “umana”, imparando a lavorare per se stesso; restaurandosi una casa da solo, creandosi un orto e viaggiando per mare. Il libro non è solo il racconto del suo “successo”, ma vuole essere un aiuto per tutti quanti (come me) stanno cercando “l’alternativa” al caos dei nostri tempi. Simone ci offre seriamente una mappa per trovare il tesoro, e non ci dice che sarà facile, nè se ce la faremo ma ci offre gli strumenti di riflessione per capire se davvero lo vogliamo e dunque quali passi percorrere per arrivare alla meta “vittoriosi”.

Sì lo so, ragazzi miei, vi vedo scuotere la testa in segno di disincanto: “Bella forza”, vi direte, “ma lui era un manager, sarà ricco. Io invece? Se smetto di lavorare come campo?”.

Simone (che ricco sembra non esserlo) tiene a precisare, che i soldi sono soltanto l’ultimo dei problemi. “Finora abbiamo pensato che ci sia solo un modo di guadagnare soldi e lavorare, cioè il nostro. Non è così” scrive. E lo dimostra con  esempi precisi a partire dalla sua fortunata esperienza, con tanto di tabelle e numeri in colonna.

Personalmente, sono felice di aver letto il suo libro  ed aver visitato il suo blog (QUI). Ho anche parlato con lui e mi ha simpaticamente concesso un’intervista che troverete sul prossimo numero di The Best.

Non so se riuscirò fra qualche anno a completare il mio percorso. Mi piace però tanto, nel frattempo,  gustarmi il mio sogno; limarlo nella sua fattibilità e renderlo sempre più concreto e serio. I cambiamenti che ho attuato alla mia vita negli ultimi quattro anni sono già tanta cosa e altri ne verranno sicuramente. Una cosa è certa ho già raggiunto una libertà di tempi invidiabile e non capisco come tutto il resto dell’universo non veda e non cerchi di cambiare.

“…la nostra vita è troppo programmata, camminate troppo sul solido. Toglietevi le scarpe, bagnatevi i piedi, non vi capiterà niente di così grave. L’acqua dell’oceano, la sua schiuma frizzante, vi faranno intirizzire le caviglie, certamente, ma che bella sensazione di libertà affondare i piedi nella sabbia della battigia!”

(Adesso basta, S. Perotti, ed. Chiarelettere, 2009, p. 183)


Emergenza connessione

E’ evidente che  nella vita c’è router e router; instradatore e instradatore. Il mio che per semplicità chiameremo James, è un dongiovanni, sempre a caccia, un po’ insofferente ai problemi  ma certamente non noioso. Uno di quei router che non fanno le corse per caricarti le pagine. Anzi spesso la sera si addormenta. A volte si tratta di un sonnelino di pochi minuti, altre volte, più sovente, ha bisogno di essere rinfrescato. Ci sono poi pagine che non ama caricare, forse perchè troppo pesanti o forse perchè  l’età non glielo consente più.  Una volta al giorno, infine, bisogna armarsi di santa pazienza e scollegarlo dalla rete elettrica per poi ricollegarlo, sembra che solo così riesca a recuperare un po’ di energia: a volte, anche per lui, non c’è niente di meglio di una bella sferzata di corrente elettrica!

Parlando in generale, il router è una periferica che si occupa di scegliere quale sia il percorso migliore per i dati scambiati da due computer connessi ad una rete.
Tra il vostro pc e qualunque altro computer in internet, ci sono sicuramente vari router in mezzo, fra i quali James, che voi non vedete, ma che è indispensabile per smistare il  vostro traffico ed il mio. Purtroppo se siete dotati di un router femmina –  immaginiamo che si chiami per semplicità Halle –  i vostri problemi saranno uguali ai miei:  provate ad immaginare l’incontro in rete del mio James con la vostra Halle … capirete bene perchè spesso  entrambi hanno bisogno di una rinfrescatina. 

Invio dati:  James contatta  Halle per una pagina, lei si accende, lo vede e la passione prende il sopravvento. Come nei migliori film di 007  il tutto viene sancito dalla frase: “Oh James …” e la vostra router si è congelata … oramai sentimentalmente coinvolta.

Del resto c’è da comprenderle, nonostante l’età, il mio James resta un router di altri tempi, con quella piccola lucina verde che lampeggiando sembra fare l’occhiolino,  è estremamente romantico,  il che al giorno d’oggi fa di lui un essere straordinario. Certo le sue abitudini di vita lenta e sonnacchiosa non lo rendono, in senso darwiniano, un router desiderabile,  specialmente per una donna che vuole costruirsi un futuro on-line e un blog come di deve, ma per la vostra router Halle, è senza dubbio l’ideale: lento quanto basta, comprensivo e dotato della giusta esperienza.

Purtroppo tutto questo suo flirtare in rete rende il mio lavoro spesso particolarmente snervante, fatto di attese e colpi di scena: bozze non salvate e commenti non inviati ma persi. Ma cosa si può chiedere ad un router dongiovanni? In fondo  la vita è fatta di continui contrattempi e non essendo la perfezione cosa di questo mondo, il mio James viaggia nella perfetta normalità.

Altre sono le emergenze di cui preoccuparsi: le abbiamo affrontate su The Best di maggio. Io credo che abbiamo fatto un gran lavoro e voi?