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Partenze

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 Kublai domanda a Marco: “Quando ritornerai al Ponente, ripeterai alla tua gente gli stessi racconti che fai a me?”

“Io parlo parlo” Dice Marco, “ma chi mi ascolta ritiene solo le parole che aspetta. Altra è la descrizione del mondo cui tu presti benigno orecchio, altra quella che farà il giro dei capannelli di scaricatori e gondolieri sulle fondamenta di casa mia il giorno del mio ritorno, altra ancora quella che potrei dettare in tarda età, se venissi fatto prigioniero da pirati genovesi e messo in ceppi nella stessa cella con uno scrivano di romanzi d’avventura. Chi comanda al racconto non è la voce: è l’orecchio”.

(Italo Calvino, Le città ivisibili)

Le valigie sono pronte, finalmente si parte. Una breve check list per controllare che ci sia tutto.

– n. 2 caricatori cellulari ;

– n. 1 caricatore batteria macchina fotografica;

– n. 1 caricatore pc;

– n. 1 caricatore DS;

– n. 1 caricatore PSP;

– n. 5 libri;

– n. 6 banconote da 50;

– n. 2 carte di credito;

– n. 5 valigie;

– n. 3 zaini.

– cappello, guanti, sciarpotta e scarpette rosse…

La mia partenza è illuminata da un magnifico raggio di luce. Al mio rientro saprete.

Io racconterò con la mia voce e ognuno di voi ascolterà con il proprio orecchio….

A presto, vostra Sol’


La lettera di Ermanno

La posta di Solindue

Ricevo questa bella lettera da Ermanno e volentieri pubblico.

Buongiorno Solindue,
Sono capitato per caso in questo tuo spazio e ho letto di questa tua iniziativa che trovo davvero utile e interessante.

Come la Signorina Lulù, io sono nuovo dell’ambiente, ho appena comprato un pc, l’ho collegato alla mia nuova linea adsl e adesso vado ad esplorare questa rete che tanto fa parlare di sé.
Da quel poco che mi sembra di capire, tu sei una signora molto gentile e disponibile (scusa ti do del tu, posso?), sensibile ai problemi altrui, non per niente dedichi una pagina a chi, come me, ha solo bisogno di parlare, anche per confrontarsi con realtà diverse dalle sue.

Vivo ancora con i miei genitori, ho trentacinque anni, lavoro in un cotonificio e mi occupo della gestione del personale. Non ho una fidanzata, anzi, devo confessarti che non l’ho mai avuta e la cosa, incomincia a pesarmi.

Tra l’altro, dicono che sono anche un ragazzo carino, ma quando sono con una donna, non riesco a spiaccicare neanche una parola e quindi, faccio quasi sempre la figura del citrullo.
Frequento degli amici che ormai sono tutti sposati, con me sono molto carini, ma io mi sento a disagio a uscire con loro e allora cerco sempre delle scuse per restarmene a casa. La mia mamma e mio papà dicono che è normale, che c’è bisogno di tempo e tra l’altro hanno anche provato a farmi conoscere una signorina, ma tutte le volte che uscivo con lei, dovevo pagarle la cena e poi la discoteca, e poi la consumazione al bar, insomma, era diventata una spesa non indifferente da sopportare. Non sono uno spilorcio, per carità, ma lavorando entrambi, mi sembrava anche giusto che pagasse qualche volta anche lei, d’altra parte, io sono un impiegato, che ha un po’ di risparmi da parte, è vero, ma quelli voglio tenermeli per quando mi farò una famiglia anch’io e mi sembra la cosa più giusta da fare.

Comunque, con quella signorina ho chiuso, lei mi ha detto che voleva fare le cose serie, ma io non me la sono sentita, anche perché se era spendacciona adesso, chissà dopo come sarebbe stata. Mi piaceva anche, sono persino riuscito a darle un bacio una sera mentre pioveva ed era stato molto romantico, poi lei mi ha detto che aveva paura di innamorarsi di me e così io l’ho lasciata.

Cara Solindue, (se posso permettermi di chiamarti così), adesso sono ad un bivio, ma non so cosa fare. Vorrei tanto avere una ragazza con la quale fare dei programmi per il futuro e alcuni miei amici mi hanno detto che in internet si conoscono tante ragazze e che alcuni si sono anche innamorati, ma io non so da dove incominciare e allora volevo chiederti di darmi una mano, se puoi, ma così senza impegno e nel caso, ti ringrazio anticipatamente.

Grazie anche dell’attenzione.
Ermanno.


La lettera di LuLù

La posta di Solindue

Ricevo questa prima lettera e volentieri pubblico.

Ciao Solindue.

Non ci conosciamo. Mi chiamo Lulù.

Mi trovo in ambasce, giacché sono nuova del regno del blog e tutto è inedito e strabiliante per me.
Mi sono chiesta se potessi contare sul benevolo consiglio di chi vanta un’esperienza come la tua. Ho visitato vari autori di questa galassia e le tue pagine sono quelle che esercitano su di me il fascino maggiore, per la grafica, per i temi trattati, per le maniere che usi.

Se desidero avere un posto tra i blogger è per un motivo preciso, oltre che per lo scambio umano che sicuramente mi arricchirà. Lo dichiaro senza remore: vorrei divenire una scrittrice. Di romanzi. Partendo, magari, dai racconti.

Ecco allora la prima cosa che ti chiedo: ritieni che un blog possa essere un modo appropriato per farmi conoscere? Vedo che altri fanno transitare anche da questi paraggi le proprie fatiche letterarie.

Ho poi un’altra richiesta e tremo nel formularla, perché temo un tuo sdegnato rifiuto, sacrosanto per altro: leggeresti qualcuno dei miei racconti? Sono brevissimi, brevissimi.
Sappi anche che non hanno spessore di grande letteratura. Se qualcuno mai giungerà a definirmi “scrittrice”, allora vi affiancherà senz’altro l’aggettivo “illetterata”: un apparente ossimoro, del quale la letteratura italiana è però tutt’altro che scevra e questo mi consola e mi dà il coraggio di provarci.

Qualunque risposta mi darai, anche nessuna, spero ardentemente che ti risolverai a non privare la comunità della tua presenza. Sono l’ultima degli ultimi, qua dentro, ma sento che donne come te sono imperdibili.

Un timido ma raggiante saluto
L

p.s.: il mio blog puoi trovarlo all’indirizzo http://lulu82.wordpress.com/