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Casalinghe disperate

“Ma la doccia … non si dovrebbe lavare da sola? Com’è che si sporca? Se ci si fa una doccia ogni giorno, in QUELLA doccia, automaticamente, lavi anche la doccia.

No?

Non ha senso?

… e quindi mi stai dicendo che mi lavo in qualcosa di sporco? Com’è sta cosa? Non mi quadra proprio per niente.”

 

I figli crescono. Crescono con una velocità impressionante.

La conversazione sopra riportata l’ho avuta con Medium A. diciannove anni. Vive da un anno con un’amica a Milano  e non smette di stupirmi per la sua organizzazione. Quando torna a casa a Firenze, si sdraia sul letto con il computer sulle gambe e non si rialza fino ad un’ora prima della partenza del suo treno per Milano. Evidentemente quando è a “casa sua” a Milano, oltre a studiare si dà da fare con pulizie, spesa e cucina. L’ultima sua richiesta è stato un piccolo robot per cucinare … altrimenti “i dolci non vengono bene come dovrebbero“.

La risposta alle domande sulla pulizia del bagno gli è stata fornita dalla sorella Big C. venticinque anni da sei cittadina della capitale. Lei sì che si è organizzata bene lontano da casa! Ha immediatamente fornito “nome e cognome”, assieme alle istruzioni per l’uso, dello spray da utilizzare per la pulizia della doccia.

Io sono rimasta ad ascoltare. Con la testa che flashava di ricordi.

Me le vedo piccoline che fanno i propri passi, al mare,  con vestitini colorati di San Gallo. Me le rivedo correre sulla spiaggia, giocare a fare i castelli di sabbia e sbuffare inconsapevolmente ogni volta che una formina non veniva come doveva, ma si rompeva. Avevamo una formina verde a forma di tartaruga ed era quasi impossibile riuscire a “sfornare” la testa della tartaruga attaccata alla corazza! Quanti gelati o dolci di sabbia ho fatto finta di mangiare. Loro all’ombra dietro l’ombrellone “cucinavano” e io con un cucchiaino colorato di plastica del gelato fingevo di adorare quelle torte; “Mmmh che squisitezza!” poi di nascosto  buttavo via la sabbia e quando rendevo la zuppierina vuota loro ridevano felici!

Adesso sfornano veri biscotti e cheese cake fantastici.

Inutile che vi racconti come  il tempo sia volato …


Ancora Cattelan


…ultimamente sembra che qui non si riesca che a parlare di arte … arte? … sì ARTE!

Il DITO MEDIO di Maurizio Cattelan  a Piazza Affari è il solo simbolo di contemporaneità a Milano.  Per favore lasciamolo.

Maurizio Cattelan, L.O.V.E.
I nostri amministratori dovrebbero capire che il DITO di Maurizio Cattelan davanti alla Borsa, in Piazza Affari a Milano, rappresenta il solo e unico simbolo di contemporaneità, in  una città ansimante e affaticata come Milano. Sarebbe un vero e proprio delitto rimuoverlo. Si rimuovano invece tutte le altre sculture sparse nella diverse piazze della città, ormai obsolete e degradate. Invece il dito di Maurizio Cattelan, in marmo di Carrara, si integra perfettamente nell’architettura della Piazza e degli edifici attorno.
Il Sindaco Letizia Moratti, poco attenta ai segnali della cultura e dell’arte di oggi, ci
regali per favore questo bellissimo segnale che il mondo ci invidia.

Giancarlo Politi
Direttore di Flash Art


Villaggio Barona

                      

Inaugurato nel 2003, il Villaggio Barona nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Attilio e Teresa Cassoni e la Parrocchia dei Santi Nazaro e Celso con il supporto dell’Associazione di volontariato Sviluppo e Promozione e ha portato alla riqualificazione di un’area milanese di oltre 45.000 mq, fino a qualche anno fa occupata da attività industriali e artigianali, e alla trasformazione della stessa in un complesso adibito a  servizi di assistenza (centro di aggregazione per anziani autosufficienti e per disabili, nido per bimbi di famiglie in difficoltà, poliambulatorio psichiatrico dell’ospedale S. Paolo di Milano, assistenza al disagio psichico), residenze (dedicate a famiglie in difficoltà, malati terminali, anziani non autosufficienti), pensionato per studenti, attività commerciali e verde pubblico.

Non so se sia tutt’oro quel che luccica, per onestà ammetto di non averlo mai visitato e di leggere su Wiki: “Nel 2006 un servizio del noto programma televisivo Le Iene aveva provato a dimostrare che il quartiere di Barona non fosse tanto diverso da quello napoletano di Scampia. Nel servizio andato in onda, però, il giornalista Giulio Golia, recatosi in via Mazzolari, ha dovuto constatare come in realtà la zona fosse molto tranquilla; il servizio finiva con le riprese degli interni di uno dei condomini della via, rimarcando solo la qualità scadente del complesso immobiliare e i relativi disagi degli inquilini”.

Immagino quindi, che da allora,  molti ancora siano stati gli sforzi fatti e tante le soddisfazioni ottenute, almeno a leggere dai numerosi eventi organizzati dalle diverse associazioni legate al Villaggio; non ultima questo anno, il 14 aprile,  la quarta edizione  del Seminario di formazione per giornalisti sui temi del disagio e della marginalità, dal titolo: “Giornalisti nonostante. Sottotitolo: Sussulti, idee, scenari per una formazione bella e possibile”.

Il valore sociale di ogni iniziativa svolta al Villaggio Barona si inquadra nella tolleranza e nel rispetto della diversità; nella volontà di creare proprio all’interno del Villaggio tutto quanto possa contribuire a rendere la vita dei residenti il più normale possibile allontanando il rischio di ghetizzazione cui, in una realtà come questa, si può venire facilmente incontro.

In questa cornice socio-culturale, si svolgerà il prossimo  4 – 5 – 6  giugno, per il secondo anno consecutivo, l’iniziativa SCRIVERE SUI MARGINI  Festival delle letterature  e delle società. Obiettivo principale dell’evento è il porre l’attenzione sui margini della nostra società partendo dai racconti, dai luoghi e dai personaggi.

Ho trovato l’evento, la sua realizzazione, nonché la sua collocazione all’interno del Villaggio Barona, estremamente interessante ed ho quindi  intervistato per voi il suo “creatore”: Alessandro Zaccuri … e scusatemi se è  poco!

L’intervista uscirà su The Best Magazine di fine mese, ma se non potete attendere fino ad allora … suvvia ragazzi, vi regalerò il trailer!

The Best Magazine_intervista Zaccuri.