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Virtuale

 

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Sono andata questa mattina a visitare il sito di una mia “amica” e l’ho trovato bloccato. Chiuso. Geschlossen!

“Oh Cielo!” mi sono detta, “eccomi arrivata al virtuale”.  La mia “amica” è sparita nel nulla. Non ho nessuna possibilità di rintracciarla, di sapere se sta ancora bene, cosa le sia successo, se magari le manco.

Sì, perché spesso la mattina andavo a darle il buongiorno e lei veniva da me a salutarmi. Come dire: virtualmente prendevamo il caffè assieme. Ci facevamo gli auguri per il fine settimana. Le mi mandava tanti abbraccioni, ed io spesso la salutavo con un baciotto. Leggevo con piacere i suoi post e mi piaceva commentarli, discuterli e fermarmi a riflettere su ciò che esprimeva. Erano sentimenti spesso importanti. Pensieri che definirei profondi. Non ho mai capito se fosse bionda, mora, o quanto fosse alta, ma sapevo bene come la pensava sull’amore. Perché lei diceva di essersi nuovamente innamorata, di essere felice dell’uomo che aveva incontrato. Raccontava dei suoi pranzi a lume di candela, raccontava dei suoi figli a scuola, e dei problemi che le dava la sua maggiore, con quel ragazzo sempre fra i piedi che a suo avviso le impediva di studiare. Ci eravamo scambiati consigli e insieme avevamo riso pensando a quando noi avevamo sedici anni.  Ho sempre immaginato fosse un normale rapporto di amicizia il nostro.

Lei era sempre una delle prime a leggere i miei articoli. Commentava divertita e diceva che leggermi le dava serenità,  gioia. Per il compleanno di Baby G. aveva scritto un commento di auguri dolcissimo … quasi lo conoscesse, come se fosse stata lì a cantare, mentre lui stava spengendo le candeline sulla torta di crema e cioccolata.

Quindi,  “Amici” blogger, immagino che questo sia il virtuale. La nostra realtà simulata. Acciderbolina devo ammettere che si è raggiunto un livello di realismo così elevato da rendere indistinguibile l’ambiente simulato da quello reale! Perché io ci credo al caffè preso assieme a voi  la mattina. I vostri auguri affinchè il mio fine settimana sia piacevole me li sento dentro che affluiscono attraverso le mie tempie ed arrivavano dritte al cuore.

Certo riflettendo etimologicamente della parola “virtuale” proviene dal latino virtus, un chiaro  riferimento alla virtù. Immagino sia la virtù di fingere con gli altri … questa davvero io dai nostri antenati romani  non l’ho proprio ereditata. Che peccato!

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Bisogno di un proposito?

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D’un colpo ogni cosa è cambiata. Il tono, l’aria, non si sa che pensare, chi ascoltare. Quasi che per tutta la vita ti avessero condotto per mano come un bambino e, a un tratto, ti avessero lasciato: impara a camminare da sola. E non c’è nessuno intorno, né amici, né autorità costituite. Allora ci si vorrebbe affidare all’essenziale, alla forza della vita o alla bellezza o alla verità, perché esse, e non le autorità umane ormai travolte, ti dirigano in modo sicuro e senza riserve più di quanto non avvenisse nella solita vita di sempre, ora tramontata e lontana.

(B. Pasternak, Dottor Zivago).

Ci sono momenti nella vita in cui l’orizzonte scompare e con lui le certezze di un tempo. Non sappiamo più bene a cosa aggrapparci per imparare a camminare da soli. Ogni decisione anche la più banale sembra un macigno che pesa sulla nostra coscienza. Restiamo in balia del fare e del non fare, del vivere e del non vivere, nell’attesa che il peso dei problemi possa diminuire.

Ci sono momenti nella vita in cui l’orizzonte riappare. Magari in lontananza e con lui certezze diverse di quelle di un tempo. Ma sempre pur certezze. A volte basta attendere. Lasciare che il tempo scorra tranquillo. In presenza di un orizzonte quanto meno visibile, il restare in balia del fare e del non fare, resta comunque un modo di vivere. Un’attesa e piacevolmente rilassata, affinché quell’orizzonte non si avvicini da solo.

Alla fine senza pensarci due volte, basta allungare la mano e la forza della vita è di nuovo lì alla nostra portata.

Pensiero  positivo.


The origin of “The Best”

 

È cosa molto interessante il contemplare questo Web ridente, coperto di molti Blog d’ogni sorta, cogli uccelli dei vostri sogni che cantano nei cespugli, con diversi insetti che romanzano da ogni parte e perchè no, coi vermi che strisciano sull’umido terreno della rete: ed il considerare che queste forme concepite, elaborate e scritte con tanta maestria, tanto differenti fra loro e dipendenti l’una dall’altra, in maniera così complicata, furono tutte prodotte per effetto delle leggi che agiscono continuamente intorno a noi Bolgger. Queste leggi, prese nel senso più largo, sono: lo Sviluppo colla Riproduzione; l’Eredità che è quasi implicitamente compresa nella Riproduzione; la Variabilità derivante dall’azione diretta e indiretta delle condizioni esterne della vita “reale” e dall’uso o dal non-uso; la legge di Moltiplicazione  dei Blog in una proporzione tanto forte da rendere necessaria una Lotta per l’Esistenza, dalla quale deriva l’Elezione naturale, la quale richiede la Divergenza del Carattere e l’Estinzione delle forme di Blog meno perfezionate. Così dalla guerra della natura, dalla carestia e dalla morte segue direttamente l’effetto più stupendo che possiamo concepire, cioè la produzione di Blog più elevati e interessanti. Vi ha certamente del grandioso in queste considerazioni sulla vita in rete e sulle varie facoltà di essa, che furono in origine impresse dal Creatore del Web  in poche forme od anche in una sola; e nel pensare che, mentre il nostro pianeta di onde si aggirò nella sua orbita, obbedendo alla legge immutabile della gravità, si svilupparono da un principio tanto semplice, e si sviluppano ancora infinite forme, vieppiù belle e meravigliose.

Con queste parole (modificate da me nei termini in chiaretto)  si chiude l’Origine della specie di Charles Darwin. L’opera pubblicata nel 1859 capovolse la teoria della nascita dell’uomo e i meccanismi della sua evoluzione.

Considero THE BEST magazine una forma di evoluzione e integrazione del mio e dei vostri Blog. Spero una delle forme  più “belle e meravigliose” auspicate nel lontano ‘800 . La redazione è in fermento. Le rubriche in aumento. La mia posta al collasso.

La prossima settimana dovremo riuscire a mettere on line il primo numero.  Abbiamo, nel frattempo,  deciso di istituire una casella di posta dedicata thebest.redazione@gmail.com .

Come sempre pronti a migliorare assieme a voi.

 


Aspettando Godot

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Quel che si deve fare è ‘passer le temps’.

La piazza è quasi vuota. Gli scricchiolii delle chiusure dei negozi di questa piazza inquietano. 
Non di  meno le sagome che spiccano in fondo alla strada. Dopo tanta pioggia, un rosso tramonto illumina i monumenti.

Come in un fondale  scarno spicca Lei la torre completamente  inanimata. Quella che dovrebbe essere un simbolo del nostro paese ridente, che con la sua stranezza perpetuata nel tempo scandisce le sue stagioni. 
A  quest’ora un luogo che non offre niente.
Solo desolazione e forse paura.
Eventi misteriosi e violenti mi tormentano all’avvicinarsi della notte.

Ricordi angoscianti di un undici settembre di diversi anni fa.
Fitte lancinanti scandiscono ancora il tempo. Un tempo che per molti non c’è più.
Un dolore mi trafigge il corpo e l’anima o forse una paura che si  trasferisce dall’anima al corpo quando qualcosa mi scuote, che sia un pensiero o un ricordo scomodo? Uno stato emotivo alterato?
Un impulso di fuga mi rapisce l’anima.

Devo correre. Fuggire. Mi volto. Il boato.

Due corpi e due anime ammaccate e pericolanti. Io e Lei la torre.  Intrepide, sospese oramai tra ansia e inazione. Il non più.

Le lacrime del mondo sono immutabili. Non appena qualcuno si mette a piangere, un altro, chi sa dove smette. E così per il riso. Non diciamo troppo male, perciò, della nostra epoca; non è più disgraziata delle precedenti. Ma non diciamone neanche troppo bene. Non parliamone affatto.
 
– E adesso che facciamo?
– Non lo so. 
–  Perché?
–  Aspettiamo Godot.
–  Già, è vero.

OH CIELO!!!

(Dedicata al nio nuovo lettore Esragone ed al mio Quid Pluris…)

UPDATE 10.12.2009  

Assurdo per Assurdo…foto di NON STATICHE … PRESENZE… 


C’incontriamo oggi…

Oh Cielo ha detto di sì, che verrà!

Mi domando perchè dobbiamo sempre fare il primo passo noi donne. Mamma che stress. E poi figurati se io non dovevo fare il fenomeno…

…. ti aspetto in Piazza San Pancrazio, seduta sui gradini della chiesa (attento, ci sono due chiese, una più grande e una più piccola, non puoi sbagliare… ), non ti dico come sono, che abiti indosso, se porto la frangetta o i capelli raccolti…

 a parte sa benissimo che ho il taglio a Valentina e poi ci voleva un secondo ad inviargli una foto…

Ma come mi vengono mi domando.  Sol’, Sol’ ne combini sempre una. Ma oramai è fatta. Suvvia vestiamoci…  Jeans, maglietta rossa come nella storia…  ecco fatto. Oh Cielo il computer!

…  posso usare il mio Compact Regimental come segno di riconoscimento, che terrò sulle mie gambe, così non potrai sbagliarti…

Ma cosa avrò nella testa…  aspetta mi trucco un po’, almeno il mascara…  uffa guarda qui che faccia…  così davvero non va…  mettiamoci anche un po’ di crema…  ma mica posso nascondermi dietro un paio di occhiali da sole, diamine…  siamo in Dicembre…

……ma dov’è? Vuoi vedere che non viene. Son qui da dieci minuti su questi gradini di pietra con il computer sulle gambe, che sfigata…  è anche l’ora della messa, continua a salire gente che mi guarda. Ma di lui nessuna traccia. Bella figura, adesso mi danno buca anche i blogger….  ha detto che veniva un po’ prima e che a tracolla, avrebbe avuto

 il suo Ragtime, fiammante e nuovo di zecca,

così per poterlo riconoscere… boh io non so neanche cosa sia un Ragtime…  vabbè comunque vuoi che non lo riconosca. Suvvia lo sentirò arrivare in lontananza. Lo so. Il mio cuore lo sa e inzierà a sussultare non appena arriverà in questa piazza.

Sentirò fermarsi il tempo.

Lo so.

Questi gradini diventeranno uno scivolo per una mia nuova vita. I gradini della Chiesa di San Pancrazio…  sarà la “nostra” chiesa…   San Pancrazio…   Oh Cielo!!!! Ma questa non è San Pancrazio,  Sol’!!! San Pancrazio è l’altra piazza!!!! Corri, Sol’ corri…..

Da non credere ho sbagliato chiesa….    forse era destino che dovessimo rimandare l’incontro…


Il Veronese

Dedicherei questo mio piccolo gioco fotografico di auto-inquadramento, all’articolo di Arthur Alto, affusolato, morbide curve…” pubblicato all’inizio di novembre e che  rileggo sempre con molto piacere.
 
 

Il racconto è  invece della nostra amica Lulù
 
 
Convivo da alcun tempo con una lucertola, la quale si è introdotta in casa mia e dà segno di trovarvisi benone.

Non so dire bene se si tratti di lucertola, di geco o di che altro, giacché essa non si lascia osservare che per brevi istanti, raggelata alla mia vista, per poi scivolar via più lesta del mio sguardo; in aggiunta, non coltivo nozioni di erpetologia.

Una buffa avventura, in verità, per chi, come me, se non aborre, di sicuro non ama affatto le creature domestiche e sempre preferì ricusarne la compagnia, in qualsivoglia occasione in cui poté far pesare la propria inclinazione. Massimamente qua, nell’abitazione che conduco io soltanto.

Orbene, direte voi, non sarà poi a tal punto arduo liberarsi di un piccolo sauro. Orsù, provatevi, replico io. Può esser dato l’improbabile caso che, ove abitiate un appartamento disadorno in tutto e privo di recessi, si tratti, per dir così, unicamente di catturare la bestiola, ma già in questo vorrei vedervi all’opera e preconizzo che non avreste impresa agevole. Qualora, al contrario, il vostro focolare sia, similmente al mio, costituito di ambienti convenientemente provvisti di mobilio e di suppellettili, comprenderete come le circostanze risultino ben più avverse.

È mia opinione, alquanto confortata dagli sporadici avvistamenti della bestiola, che essa abbia luogo d’elezione presso gli spazi vacui che intercorrono tra i tomi ospitati dalla porzione di libreria che trovasi a dritta della finestra del soggiorno e la parete retrostante.

Giammai troverei il cuore di nuocerle, tendendole imboscate con trappole di sorta; donde desumo esser destinata a convivervi indefinitamente, fintanto che essa non principi e reputare uggiosa o monotona la mia compagnia ovvero inospitale la mia dimora.

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Titoli di coda

Game Over

Bene ragazzi, le valigie sono tutte qui pronte nel corridoio. Ho tolto i soprammobili e  ho spento il gas.

E’ stato un mese di “Bloggeraggio” davvero importante. Iniziato per una “scommessa personale” ,  che non pensavo davvero potesse coinvolgermi così intensamente.  Sono per carattere una persona che mette l’anima in ciò che fa,  che vive sempre con passioni “autentiche” e così è stato anche questa volta con voi. Ho incontrato persone in rete che hanno dell’incredibile. In positivo, spesso.

Dunque dicevamo. Sono arrivata alla fine di questa esperienza perchè mi ero prefisata un termine. Volevo aprire un blog e tenerlo attivo e  per un mese. L’obbiettivo è raggiunto, anzi ampiamente superato. Sono riuscita ad attirare ben 11 commenti spam: che dire nel momento in cui abbiamo dei rollnemici abbiamo raggiunto la notorietà. Non vi è dubbio.

Sono sincera come vedete. Così come lo sono sempre stata nei miei post e nei miei commenti. Anzi l’essermi nascosta dietro un nome di fantasia  mi ha consentito di essere davvero e solo me stessa. Quasi terapeutico e liberatorio.

Purtroppo o per fortuna, la mia “vera” vita non mi consente di mantenere questi ritmi. Ho praticamente trasformato la mia giornata per questo mio “blog_bambino” ed è il momento che torni sulla terra. Verrò a trovarvi, probablamente in silenzio. Forse sempre più di rado fino a che non vi dimenticherò e non mi dimenticherete. Coraggio ragazzi, ho smesso di fare casino!!

Non mi resta che fare un ringraziamento a mio figlio Baby G. che mi ha sopportato per un mese con il computer in mano tutte le sere e mi ha aiutato a pubblicare.  La foto di Halloween è sua.

Oh Cielo, un attimo dimenticavo un saluto alle  mie altre due bambine: Little A. e Super C., alle quali ho raccontato della mia avventura solo sabato. Curiose come sono appena arrivate nelle loro rispettive case saranno corse fra queste pagine a leggere le storie della loro “supermamma” Blogger. Vi voglio bene ragazze, tanto, tanto, tanto.

Solindue

p.s.  Attenti blogger non tutta l’acqua che scorre è in rete è potabile!  

Acqua

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Update :  L’articolo sopra non è acqua potabile. Era stato scritto per essere pubblicato ieri, appunto ad un mese dall’apertura di questo Blog. Diciamo che qualcosa nelle ultime 24 ore è cambiato e la mia idea si è trasformata. 

Anzi come dice il  piccolo Arthur:  Dipppiùùù!  Dipppiùùù!!

Ho aperto una Nuova Pagina Speciale “La posta di Solindue”, dove potete lasciarmi le vostre lettere,  richieste di consigli  o  se vorrete, potrete pubblicare le vostre storie assieme a me. Inoltre, come sapete,  in  quattro e quattrotto  sono in grado anche di mettere su una petizione e risolvere magari  i vostri problemi…o incasinarvi la vita per sempre. Dipende. Il tutto comunque con il sorriso negli occhi e il mio cuore in mano. Sempre.

Vi abbraccio e resto ancora un po’. Magari più in silenzio.