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…di attrazione e

Fili di Vento

Pensare che io sia insensibile e indifferente a ciò che mi ha accolto in questi tanti mesi è sbagliato.

Vi vedo, vi sento e qua e la vi seguo.

Ma non sempre  riesco a coniugare il verbo giusto. Manca la congiunzione adatta e la parafrasi non riesce. Il commento non nasce o, peggio ancora, muore sul nascere.

Un po’, lo ammetto, è perché in questa primavera ho letto e patito fortemente i sentimenti negativi che a fiumi son scorsi nei diversi spazi personali. Dentro di me è venuto a mancare il “senso della cosa”, non trovo il bandolo della matassa, non ritrovo il sentimento giusto e positivo che mi legava  a questo mondo blog.

Immagino sia la certezza che qui non è per niente differente che qua. Tutto il mondo è paese e la rete non sfugge a questa patetica simmetria. Devi sempre e comunque guardarti le spalle. “Occhio Sol’ a cosa scrivi, dove lo scrivi e perché lo scrivi”.

La foto che ho postato è di Vento. Ha fatto il giro dei blog,  vuoi perché è una magnifica  metafora della vita (questa la bellissima visione di Arthur), vuoi perché racchiude in sé l’estro ironico e creativo della sua brava padrona.

Personalmente l’ho scelta perché questo ondulare alternato di filari lucenti è ciò che provo attualmente per questo nostro mondo: una corrente alternata, un  flusso variabile in intensità, di attrazione e

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C’incontriamo oggi…

Oh Cielo ha detto di sì, che verrà!

Mi domando perchè dobbiamo sempre fare il primo passo noi donne. Mamma che stress. E poi figurati se io non dovevo fare il fenomeno…

…. ti aspetto in Piazza San Pancrazio, seduta sui gradini della chiesa (attento, ci sono due chiese, una più grande e una più piccola, non puoi sbagliare… ), non ti dico come sono, che abiti indosso, se porto la frangetta o i capelli raccolti…

 a parte sa benissimo che ho il taglio a Valentina e poi ci voleva un secondo ad inviargli una foto…

Ma come mi vengono mi domando.  Sol’, Sol’ ne combini sempre una. Ma oramai è fatta. Suvvia vestiamoci…  Jeans, maglietta rossa come nella storia…  ecco fatto. Oh Cielo il computer!

…  posso usare il mio Compact Regimental come segno di riconoscimento, che terrò sulle mie gambe, così non potrai sbagliarti…

Ma cosa avrò nella testa…  aspetta mi trucco un po’, almeno il mascara…  uffa guarda qui che faccia…  così davvero non va…  mettiamoci anche un po’ di crema…  ma mica posso nascondermi dietro un paio di occhiali da sole, diamine…  siamo in Dicembre…

……ma dov’è? Vuoi vedere che non viene. Son qui da dieci minuti su questi gradini di pietra con il computer sulle gambe, che sfigata…  è anche l’ora della messa, continua a salire gente che mi guarda. Ma di lui nessuna traccia. Bella figura, adesso mi danno buca anche i blogger….  ha detto che veniva un po’ prima e che a tracolla, avrebbe avuto

 il suo Ragtime, fiammante e nuovo di zecca,

così per poterlo riconoscere… boh io non so neanche cosa sia un Ragtime…  vabbè comunque vuoi che non lo riconosca. Suvvia lo sentirò arrivare in lontananza. Lo so. Il mio cuore lo sa e inzierà a sussultare non appena arriverà in questa piazza.

Sentirò fermarsi il tempo.

Lo so.

Questi gradini diventeranno uno scivolo per una mia nuova vita. I gradini della Chiesa di San Pancrazio…  sarà la “nostra” chiesa…   San Pancrazio…   Oh Cielo!!!! Ma questa non è San Pancrazio,  Sol’!!! San Pancrazio è l’altra piazza!!!! Corri, Sol’ corri…..

Da non credere ho sbagliato chiesa….    forse era destino che dovessimo rimandare l’incontro…