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In vacanza con Sol’

ROMA — Niente vacanze, la pausa estiva intendo dedicarla al rilancio e alla riorganizzazione del Popolo della libertà. E’ quanto ha detto Silvio Berlusconi – secondo fonti governative – nel corso del Consiglio dei ministri, confermando così l’intenzione di dedicare gran parte di agosto al rafforzamento del partito.

NEW YORK — Quand’era presidente, Bill Clinton avrebbe preferito trascorrere le vacanze a Martha’s Vineyard, l’isola dell’intellighenzia snob e di sinistra. Ma il suo guru Dick Morris lo costrinse più di una volta a scegliere le Montagne Rocciose. «Gli americani erano stufi delle sue foto vacanziere tra yacht e feste esclusive dei ricchi e famosi — rievoca Morris —. Per risollevare i sondaggi, Bill mi ubbidì, pur odiando le Rocky Mountains».

 Quindici anni dopo Barack Obama è costretto a fare lo stesso. La First Family ha cambiato i piani delle sue vacanze estive e nella settimana di ferragosto andrà sul Golfo del Messico devastato dalla marea nera. Nei giorni scorsi sia il presidente sia la First Lady avevano pubblicamente incoraggiato gli americani a trascorrere le ferie lungo la costa del Golfo del Messico per sostenere il turismo, in crisi a causa del petrolio.

FIRENZE — Per Solindue nessuna costrizione: è stata libera di andare in vacanza dove ha voluto. Gran bella libera scelta! Nei giorni scorsi Solindue è stata a giro per l’Italia con Lui (la cosa è ormai nota…). Accompagnadosi con una berlina vecchia di 10 anni con più di 100.000 km e davvero diversi problemi di elettronica, i due personaggi, riconoscibili dai vestiti sgargianti stile cartone animato, si sono spinti fino in Abruzzo: ai piedi del Gran Sasso.

La scelta di trascorrere le vacanze in una regione d’Italia sicuramente ancora in crisi per il terremoto, non è stata dettata da nessun incoraggiamento politico, ma dalla volontà di conoscere una realtà diversa, volontà stimolata da un’invito di amici “artisti”. Sol’, per mano al suo Lui, ha partecipato nella splendida cornice di Città S. Angelo alla manifestazione tradizionale “Dall’Etna al Gran Sasso”. Ogni anno, per nove giorni, si celebra il gemellaggio tra il comune angolano e la cittadina siciliana di Nicolosi, portando in Abruzzo tradizioni, folklore e piatti tipici della Trinacria, assieme a un giro d’affari che supera agevolmente il milione e mezzo di euro e 150.000 presenze. Fra stand gastronomici, mostre di pietra lavica ceramizzata e botteghe orafe, Solindue è stata invitata a suonare nel gruppo folkloristico abruzzese dei Vurre Vurre. Tamburello alla mano ha tenuto il tempo dalle nove di sera fino alle una e mezza della notte. Senza perder colpo… e (ahimè!) senza capire una parola delle canzoni cantate interamente in dialetto.

Su e giù per il paese di Città S. Angelo, un piccolo presepe illuminato a festa, oltre a suonare e a ballare con il suo Lui la quadriglia, Sol’ ha avuto modo di osservare una realtà diversa e al di là dei mega titoloni dei giornali … ricca di una vitalità inaspettata.

NAPOLI — Subito dopo il terremoto in Abruzzo il clan dei Casalesi si era attivato per accaparrarsi gli appalti della ricostruzione.

Ho letto molto durante questo anno del terremoto, specialmente la voce di Miskappa una nostra collega blogger dell’Aquila senza peli sulla lingua. Le persone con cui ho parlato e mi sono confrontata sono certamente “deluse e avvilite” per le promesse di aiuto e di ricostruzione non mantenute, ma sono certamente persone consapevoli del valore della loro regione, del loro mare, dei loro paesi e delle loro montagne, persone che portano avanti con fierezza una vita ricca di solidarietà reciproca.

A questo punto non mi resta che fare la First Lady della situazione incoraggiando voi italiani a trascorrere qualche giorno di vacanza in Abruzzo. Farà bene a voi per il clima che si respira e un po’ anche all’economia del luogo. Le montagne sono bellissime e non hanno niente da invidiare alle nostre Alpi. I paesini arroccati sui pendii sono davvero deliziosi. La cucina abruzzese invitante con i suoi arrosticini di pecora – una sorta di spiedino composto da pezzettini di carne di castrato, dal sapore molto intenso ma mai esageratamente forte – ben annaffiati dal famoso Montepulciano d’Abruzzo. E se capiterete nel bel mezzo di un’importante festa di paese … cercatemi: quella con la birra e il tamburello in mano sono io!

(Le fotografie presenti in questo articolo sono tutte di proprietà di Solindue. Potete cliccarci sopra, ingrandirle e godervele)

 

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