Archivi tag: AMORE

Miele

(…) In quanto alle api e , io le considero delle bestie divine, perché vomitano miele, seppure si voglia dire che lo ricevano da Giove. E se è vero che esse pungono, gli è perché là dove è dolcezza, vi troverai unita amarezza. (Petronio)

Appunto, l’amarezza assaporata a seguito di una litigata, ha coinvolto i miei sensi. Così il successivo “fare pace”. Che meraviglia litigare! In dieci minuti buttare fuori la rabbia che teniamo dentro. Alzare la voce, gesticolare a vanvera. Strabuzzare gli occhi e diventare tutti rossi, con il sangue che pulsa nelle tempie e gli occhi sembrano iniettarsi di sangue. Sparare a vuoto tutto ciò che passa per la testa.

Poi guardarsi negli occhi. Basta un secondo. Un attimo, e  vedere che la scintilla è sempre lì. Un attimo di silenzio e la rabbia diventa energia. Il litigio è solo frutto di incomprensioni e di errori di comunicazione. Così ribaltare la guerra in pace può diventare un bel momento, a patto di mettere da parte l’orgoglio.

Dovremmo veramente  ringraziare tutte quelle piccole operose api che donandoci quel delizioso nettare  ci hanno insegnato quanto buona sia la dolcezza.  Così mentre la mia mente vola e le lacrime abbandonano le catene di quella sofferenza forzata, arriva una prima carezza donata con gli occhi, sussurrata con il respiro.  Il profumo dei fiori riempie adesso l’aria fresca della stanza e una piccola ape inizia ad aggirarsi  fra le nostre due corolle profumate, prelevando dai nostri cuori il prezioso nettare che dopo poco addolcirà la nostra tavola.

Adesso anche l’acqua sa di miele. 


Buon non S. Valentino

  

Fa del tuo amore una pioggia di Baci sulle mie labbra. (Shelley)

E’ lunedì mattina ma la vetrina è tutt’ora illuminata. Ancora piena di scatole argentate che riflettono le luci.

“Credimi AMORE, io non sopporto di fare regali per dovere…”

Che faccenda maledettamente pazza è l’amore. (Emanuel Schikaneder)

Nello scaffale in mezzo, piccoli pupazzi di peluche si abbracciano, nascondendo rossi cuoricini palpitanti. Più sotto la riproduzione di un cellulare con la scritta “Amore chiamami” e quella di una vespa color argento anni ’70, tempestata di stelle azzure; due amanti di cartone che sembrano vissuti in  un’altra epoca  abbracciati, si baciano; due grandi labbra, chiaramente rosse, con la scritta “Baciami ancora” spiccano in primo piano.

“Tranquillo TESORO,  neanch’io. Pensa che a Natale faccio i regali solo ai miei figli e a mia nipote. Ma sai sono bambini … c’è tutta la scena delle renne … altrimenti non esiste…”

Armoniosi accenti – dal tuo labbro volavano, e dagli occhi ridenti – traluceano di Venere i disdegni e le paci – la speme, il pianto e i baci. (Ugo Foscolo)

Il negozio accanto espone in vetrina una meravigliosa tavola tonda, elegantemente apparecchiata per due. Tovaglia di lino, brillanti calici di cristallo, candele laccate a torciglione rosse. Sullo sfondo due enormi cuori rossi stilizzati.

“Ti capisco, i regali si fanno quando se ne ha voglia. Vedo un negozio, ti penso e ti regalo quello che più mi piace in quel momento. Quando non te lo aspetti.”

Dall’amicizia all’amore c’è la distanza di un bacio. (Anonimo)

Proseguiamo. Bottiglia di spumante ed una serie di completini intimi attira la nostra attenzione. Attraversiamo la strada e ci avviciniamo. Il negozio è un tripudio di voluttuosità ammiccanti. Sullo sfondo una bella foto di due volti sorridenti e felici. E’ certo che sono innamorati, o almeno sono bravi attori.

“Hai ragione, AMORE,  i regali così valgono il doppio.”

Chi ama non teme la tempesta, teme solo che l’amore si spenga. (Anonimo)

Il bar all’angolo non fa eccezione. E’ tutto un tripudio di rosso e oro. Cioccolatini a cuore ovunque. Entriamo per un caffè. Sul bancone un grande mazzo di rose rosse dentro un vaso, troppo piccolo per contenerle comodamente. Più della metà dei boccioli hanno la testa reclinata in segno di decadimento. Ordiniamo due caffè.  Mi avvicino a un enorme cuore che sembra ricamato con cioccolatini, tulle rosso e una cascata di brillantini dorati.

Il cassiere sta preparando un cartello.

“Tutto scontato del 50%”

 

S. Valentino … il giorno dopo: anche l’amore è a saldo.

L’amore è la più nobile debolezza dello spirito. (J.Dryden)

 

 


Sogni d’oro

  solindue's property

    

Anche stasera è finalmente giunta l’ora.

La mente inizia a liberarsi dei problemi della giornata. Questi interminabili giorni di pioggia sembrano acutizzare le difficoltà. Ma adesso qui con te sembra tutto così lontano.

Rilassati sul divano, abbassiamo la televisione. La luce è quella del tavolino piccolo, tranquillamente soffusa. Hai preso la piccola trapunta rossa e ti sei avvolto dentro. Anche tu hai bisogno di calore. Mi avvicino, tiro su le gambe che nascondo vicino alle tue. Il calduccio si diffonde anche verso di me.

Ti guardo, ti scruto mentre sorridi ad una battuta del film. Una breve risata un po’ più sguaiata e poi di nuovo rilassato. Ti accomodi meglio sotto la coperta. Allunghi una mano, sfiori la mia. Mi guardi con gli occhi che sorridono. Sembri più felice, più tranquillo.

Non posso non pormi centinaia di domande ogni giorno. La difficoltà di decidere da soli cosa sia bene anche per gli altri a volte mi destabilizza, mi affatica. Cento compromessi, costrizioni, limitazioni e vincoli dai quali non posso nè esimermi nè tanto meno rifiutare.

Mi allungo, cerco il tuo volto, i tuoi occhi. Ti sei addormentato. Il respiro è regolare quasi semplice nella sua linearità. Il volto è disteso, solo i capelli sono ancora arruffati e disegnano sulla tua fronte un cerchio strano. Ti  osservo cercando di custodire nel mio cuore questo interminabile momento di tenerezza che provo. Mi convinco davvero che sei felice.

Con delicatezza mi discosto. Tiro giù le gambe, mi alzo.

Sposto la trapunta. Emetti un piccolo e breve mugolio di disagio.  La fronde si incrina e poi torna rilassata. Le tue labbra sorridono,  magari stai già sognando.

Ti prendo in collo, mi abbracci,  ti sistemo a letto …  non senza averti baciato un’ultima volta.

Sogni d’oro Baby G.


B come … Bacio a pesce

 

Immaginatevi la scena.

Seduti sul divano, in perfetta sintonia, una coppia di genitori con due figli si gustano un tranquillo film serale di metà anni ’90 quando l’immagine si sofferma sulle labbra dei due protagonisti, che dopo un minimo di perplessità, si uniscono in un Bacio assai intraprendente.

Il figlio grande (10 anni) con lo sguardo illuminato, ridacchia in sordina; il bimbo piccolo (anni 5) esclama: “Che fanno mamma? Sembra un Bacio a Pesce!”… immagino intendesse ciò per il prolungato stato di apnea dei due protagonisti!

La bocca è una delle parti del nostro corpo più sensibili e luogo di transito del cibo (quale grande soddisfazione!) ma più che altro è un punto di seduzione e sensualità.

Con le labbra si sorride alludendo a un desiderio di contatto o conoscenza, così come con la bocca appena socchiusa tendiamo ad indicare una buona disponibilità all’incontro.

Al Bacio in sé per sé, ritengo vada l’Oscar quale attività più importante sia nel corteggiamento che nella passione amorosa, e la scenetta alla quale ho assistito e vi ho appena descritto, mi ha fatto riflettere come nel corso degli anni ci sia stata una vera e propria trasformazione dell’interpretazione del Bacio almeno nel cinema.

Penso al famoso Bacio1 fra Rossella e Rhett nel drammatico film di Fleming del 1939, “Gone with the wind” e ai tanti baci immortalati nei filmoni in bianco e nero. L’intensità allora si esprimeva con la capacità dell’uomo di mandare indietro la testa della donna, la quale tendeva ad abbandonarsi completamente nel sicuro abbraccio dell’amato, stimolando il pensiero “Sono tua!”.

Quanta strada per arrivare ai film di oggi, dove l’immagine si poserà prima sulle labbra che non saranno mai sottili: una bocca carnosa è la sola oramai considerata simbolo di erotismo e aggressività sessuale. Il movimento  sarà sempre rallentato, sottolineando il colore intenso delle labbra e perpetrando nell’incertezza. Lo spettatore resterà  lì, sospeso nel breve spazio di insicurezza che separa le morbide labbra dei due attori, immedesimandosi nei loro respiri, sospiri e desideri. Le bocche dei protagonisti infine  si apriranno e l’immagine si concentrerà sul successivo infinito movimento che come in un gioco erotico segnalerà  l’intensità, stimolando questa volta  il pensiero “Suvvia, sbrigati che c’ho voglia!”.

Trovo il Bacio una cosa bellissima, un affascinante contatto e un importante scambio sentimentale. Partendo dai baci innocenti, quelli dati sulle guance che comportano sempre e comunque un coinvolgimento affettivo. Baciare il proprio partner è certamente un modo per sedurre carico di valori: importante in un corteggiamento carico di passione, così come nei preliminari amorosi.

Sono stati fatti centinaia di studi relativi al Bacio e il risultato è sempre lo stesso: baciarsi fa bene! Come il sorriso, il Bacio attiva un’infinita serie di muscoli del viso, calma la mente e allevia il dolore grazie alla produzione di endorfine, il battito cardiaco e la pressione arteriosa aumentano …

… e che dire degli ormai famosi Baci a Pesce ( … sospiro …!) quelli prolungati che ci tolgono il respiro. Quelli pieni e tondi in cui l’apporto di ossigeno a disposizione del cervello si riduce, e noi ci sentiamo confusi e annebbiati fino a quando il nostro corpo, aumentando la frequenza respiratoria, ci convince che siamo pronti a morire per amore … stimolandoci infine  il pensiero “Oh Cielo! Speriamo sia la volta buona?!”.


Ma voi piace baciare?

 

1. Leggo: “L’aneddoto più famoso del film “Via col Vento” è legato al fatto che Vivien Leigh detestava le scene in cui doveva baciare Gable che, benché ancor giovane, già portava la dentiera e aveva, secondo l’attrice, un alito “mefistofelico”.

Parola di Wikipedia …ma da non credere!!!

 


Ultimi riflessi II

Solindue's property

Correva l’anno 2009, quando a conclusione di un  fine settimana …come dire alternativo o birichino, postavo una mia foto, con accennata, nell’angolo destro,  una linea gialla e sottotitolavo:

Forse non avrei mai dovuto oltrepassare la “linea gialla”

Bene, questo pomeriggio l’ho fatto di nuovo.

Premetto che avevo letto all’epoca  – nel lontano 2009 – con serietà e consapevolezza i vostri consigli e/o commenti, ma questo non è servito a tenermi lontana dal ripetermi.

Il problema, evidente, è che amo il rischio. Rischio che io ritengo calcolato…ma chi può dirlo?! Non ne sono mai certa fino all’ultimo. E allora allungo, tiro e moltiplico la situazione fino a che non diventa, a mio sentire,  “troppo pericolosa” e mollo. Lascio la presa. Chiaramente pronta a pagarne le conseguenze. Conseguenze che io ritengo calcolate…ma chi può dirlo?!

Il quesito è: imparerò mai?  Potrò mai smettere di godere nel portare le situazioni al limite? Quante volte ancora oltrepasserò quella linea gialla, nella consapevolezza per di più che rischio anche sofferenze altrui?

Confesso in realtà che provo un gran piacere a essere un po’ birichina e a trasgeredire alle regole, ma a volte, come questo pomeriggio, sembra che io lo faccia per mettere alla prova gli altri, per vedere fin dove arrivano, come reagiscono, per capire che persone sono, convinta, consapevole e sicura che comunque sarò io a dire stop, nel caso il gioco diventasse troppo “esuberante”… certo sempre con un mio dispedio di energie,  logoramento e sovraffaticamento non indifferente. Ma fa parte del “gioco”. Ogni vetta va raggiunta con travaglio e sacrificio.

Beninteso che se mi guardo indietro mi sovviene da esclamare:” Oh Cielo, come sono birichina!”

 Aggiungendo poi “Oh Cielo però, quali vette sto scalando!”

 

 

 


Profumo di pane

solindue's property

Una delle prime cose che ho fatto rientrata dalle vacanze è stato il pane.

Uno s’immagina lavatrici, pulizie, apertura della posta arretrata, ma invece io ho fatto il pane.

Una casa chiusa per quindici giorni, ha bisogno di calore e niente come il profumo del pane fa sentire a casa: immagino sia un po’ come la vista di un San Bernardo quando ti ritrovi congelato in mezzo alla neve!

Non è facile,  in effetti,  ricollegarsi al mondo di sempre dopo un’assenza così prolungata. Tutto sembra pesare. La mente continua a volare altrove. Impossibile impostare l’ordine del giorno. Sembriamo nervosi, scontrosi, irrascibili e insofferenti. La quotidianeità ci sta stretta e allora pensiamo positivo e abituiamo i nostri sensi a un rientro tenero e ottimista. Le valigie da disfare possono attendere.

Non appena il pane è in forno ed il profumo inizia ad invadere la casa, ecco una bella doccia che allontani la stanchezza del viaggio. Le ore di macchina di un rientro sotto la pioggia e il nevischio si possono cancellare con acqua calda e un massaggio con quella buona crema profumanta che ci hanno regalato a Natale e che non abbiamo ancora inaugurato. La pelle prende così vigore e noi ci sentiamo fresche ed in forma subito. Abiti puliti e magari un buon tè bianco, leggero, soreggiato sul divano. Così si può anche iniziare ad aprire la posta arrivata. Le lettere di auguri in ritardo ci faranno sorridere e le bollette da pagare sembreranno meno pesanti.

Due telefonate agli amici per rassicurarli sul rientro in salute, unito a qualche racconto di gioie appena passate e saremo pronti anche a fare la prima lavatrice.

Il profumo del pane arriva fino in camera adesso.

Mi mancava, così come mi mancava un po’ il mio blog e le mie morbide ciabattine nere di Betty Boop.  Certo è che dalla vacanza ho portato con me ricordi di vita magnifici … ma niente nostalgia o mestizia, solo felicità per ciò che ho avuto la possibilità di vivere, di assaporare e di sognare.

Non dimentico mai che vita privilegiata  sia la mia.


Il Paradiso è…

Solindue's property

Un giorno l’Allievo chiese al proprio Maestro:

“Maestro, ma esiste il Paradiso su questa terra?”

“Ma certo che esiste.” rispose il Maestro.

“Maestro, ma esiste anche l’Inferno, su questa Terra?”

“Ma certo mio caro che esiste anche l’Inferno.”

“Scusa ancora Maestro, ma quali sono le persone che vivono nell’Inferno?”

“Tutti coloro che non si sono accorti che questo è il Paradiso”. **

Alla Vigilia di queste settimane di festa vorrei dedicare questo dialogo a tutta la mestizia e scontentezza che continuo a riscontrare fra le pagine dei giornali, quando la sera accendo la televisione e anche in molti dei vostri birbantissimi blog.

Il dialogo è lineare e rappresenta molto bene il mio pensiero personale. Se vogliamo, qui su questa terra, possiamo trovare il nostro piccolo Paradiso personale .  

 Un caffè al mattino,  tostato male, ma preso guardando negli occhi un amico, è il Paradiso.

Dieci minuti dopo pranzo seduta in poltrona con le pagine del mio libro preferito, è il Paradiso.

Vedere che il tanto sospirato golfino rosso è arrivato finalmente in vetrina scontato, è il Paradiso.

Potersi soffermare a guardare un  prato bianco di brina al mattino, è il Paradiso.

Offrire un cappuccino caldo ad Alì, il mio amico del Senegal, è il Paradiso.

Dipingere di azzurro la porta di cucina, è il Paradiso.

Il beep del tuo sms che mi da il bacio della buonanotte, è il Paradiso.

Riscoprire la gioia della  libertà dopo che tu mi hai lasciato, è il Paradiso.

Trovare subito  le chiavi della macchina nella borsa al mattino, è il Paradiso.

Lo spi che si gonfia stagliandosi colorato nel cielo, è il Paradiso.

La barretta di cioccolato fondente che ho appena finito…quella sì che mi ha fatto stare in Paradiso!

**(Ricordo di aver letto un dialogo simile in un racconto di Borges, non ricordo quale e chiedo scusa. Suvvia ogni tanto concedetemi una mezza citazione!!)