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Vento

 

 

              

Freddo, troppo freddo ancora.

Questo inverno è davvero troppo lungo. Il vento questa mattima trascina con se piccoli fiocchi di neve che ruotano vorticosamente nell’aria e non riescono neanche ad atterrare. Vento e ancora vento che solleva polvere lasciando affiorare dal niente la tristezza.

La mia giacca è logorata anche lei da questo inverno. Le maniche hanno preso una forma insolita, la piega del gomito. Il cappello di lana si è slargato e tende a calarmi sugli occhi. Le mie labbra sono rovinate, e ad ogni raffica di vento sento bruciare la pelle del viso.

Per la strada è impossibile incontrare gli sguardi delle persone. Tutti camminano avvolti nei loro pensieri, nei loro cappotti. Baveri alzati e cappelli calati. Testa bassa a contrastare le gelide folate di vento che si insinuano fra le pieghe della sciarpa e dentro le maniche del cappotto.

Le previsioni del tempo non danno segni di speranza. Ancora freddo, ancora neve, ancora gelide giornate di vento.

Immagino che tutto questo avrà un senso. Voglio sperare che lo abbia, almeno per Madre Natura.

“Nessun vento è favorevole per chi non sa dove andare, ma per noi che sappiamo, anche la brezza sarà preziosa.” R.M.Rilke

Ma io dove sto andando?

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Dove sei?

Volti grandi, piccoli, medi, volti che scutano, sorridono, invitano, volti che ballano, da avanspettacolo, volti da mostrare, da passerella, da dèjeuner sur l’herbe, volti floridi, avvolgenti, lucenti, estroversi, sovraesposti, baciati dalla fortuna o sfigurati dalla miseria, volti normali, misteriosi, crucciati, infreddoliti, volti ritmici, saffici, soffici, colorati, volti malinconici, simpatici, dispettosi, ambiziosi, volti provocanti e provocatori, libidinosi, irrispettosi, traumatizzati, emacipati e riservati, volti moralisti, estremisti, esibizionisti, ironici, volti seducenti, giocosi, sfuggenti, volti che recitano, grafici, immaginifici, volti da cinema, da fotografare, fotomontati, sfumati e reclamizzati.

Ferma.  In attesa alla fine del binario 9.

Ti cerco fra la folla.

Dove sei?

(foto: Ernesto Treccani – Popolo di volti – 1975)


Lui, il tempo

tempo

Solindue's property

 

Face Time    – Viso Tempo –

Face time  occurs in “real life”  and contrasts primarily with interaction or contact which occurs over distance (eg. via telephone) and/or electronically (eg. via email, instant messaging, e-commerce, or computer simulations).

 Face time. Tempo di guardarsi in viso, tempo a tu per tu.

Oggi ce n’è sempre meno e ci illudiamo che l’esiguità del tempo che ci riserviamo sia una conseguenza della cosiddetta modernità.

“Per tutto c’è il suo tempo” scriveva l’Ecclesiaste

“C’è un momento per ogni cosa sotto il cielo. Un tempo per nacere e uno per morire, un tempo per piantare e un tempo per svelare ciò che è stato piantato, un tempo per uccidere e uno per guarire, un tempo per piangere e uno per ridere (…)”

Ognuno di noi potrebbe aggiornare banalmente il catalogo biblico aggiungendo:  un tempo per fare la spesa, uno per portare i figli a scuola, un tempo per mandare una mail, uno per aggiornare il proprio Blog. Ma il tempo per guardarsi nello specchio dell’altro, il tempo per noi, per me e per te, quello purtroppo non arriva quasi mai.

Fingiamo di non saperlo ma ne siamo perfettamente consapevoli. Prima o poi ci rendiamo conto che il rinvio al domani, al futuro, è un gioco di prestigio che non può riuscire. Il tempo è l’alleato di tutte le nostre scuse, di tutti i nostri silenzi. Lo crediamo nostro amico, nostro socio e aspettiamo che cali l’asso, ma purtroppo è solo un baro che ci propone le sue carte false. Così lo accusiamo di averci rubato ciò che non abbiamo voluto possedere.

Scusa. Non ho tempo!”  è la nostra scorciatoia, la nostra giustificazione come  a scuola il ritardo o l’assenza. L’eterno rinvio che ci protegge dalla verità e dalla vita. Perchè guardare in faccia l’altro, scrutarlo negli occhi e ascoltarlo significa guardare in faccia noi stessi vedere i nostri occhi e ritrovare nei suoi silenzi i nostri silenzi. Nei suoi dubbi i nostri dubbi.  Nella sua assenza la nostra assenza.

Allora facciamo domani?

Ma domani è un’illusione, solo un pretesto. Il domani è il giorno che non arriverà perchè sarà sempre domani.

Adesso perdonatemi devo andare, non ho più tempo…


Imparzialmente VITA

Una pioggia compassionevole cade dappertutto. Anche oggi.

I – m – p – a – r – z – i – a – l – m – e – n – t – e

Bagnando strade, tetti e grandi distese di terra. Portando VITA ad alberi piccoli e grandi. Un risveglio  di VITA per la natura.

Sto uscendo e stramaledico la pioggia. E con lei  l’ombrello, gli stivali e l’impermeabile, che non ho.

Scappo sotto i tetti, dileguandomi a testa bassa per una città oramai vuota. Il selciato è nero, livido. Il marciapiede è umido, ma che dico bagnato, innondato e qua e là  allagato da una pioggia che porta VITA ad alberi piccoli e grandi.

La strada da percorrere è ancora tanta. Scappo, rintanandomi nel mio maglione e convogliando i miei pensieri all’angolo più caldo di casa mia. “Pensa positivo” mi dico. E’ solo acqua. Acqua che porta VITA ad alberi piccoli e grandi.

Un boato immenso solca la mia anima.          Forse un tuono.          Forse. 

fango                                               Forse no  

E’ solo acqua che non ha trovato alberi, nè piccoli nè grandi, e si è portata via con sé la collina.

Rosa di pioggia

 

 

 

Una pioggia compassionevole cade dappertutto. Anche oggi.


Ricordi 1

Ancora è presente l’ultimo ricordo.

A volte passa come una nuvola veloce e oscura il sole,

vanificando il ricordo di tempi felici.

Ci sono state giornate troppo grandi per essere descritte a parole,

ci sono stati dolori sui quali non ho osato indugiare.

Non fare niente di fretta.

Giudica bene ogni passo e fin dall’inizio

pensa che potrebbe essere la fine.


S P E R A N Z A

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I ricordi si depositano, si sedimentano, si stratificano e tornano a galla. Nella regione dell’invisibile l’emozioni creano tempeste, terremoti o più raramente albe radiose.

A volte vedo un languido tramonto, a volte un cielo radioso, ma spesso c’è una nebbia malinconica e dentro di me cala la notte. In questo caso un’ora può essere eterna, un anno può andarsene in un lampo. L’angoscia dilata sempre il presente, ma resta dentro di me una speranza che mi proietta nel futuro.

Speranza. Energie invisibili e vibrazioni.

Fermati ed ascolta la luce ed il ritmo dentro di te.