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Un TvB per l’estate

… e con i migliori auguri di Eric Clapton si apre oggi la copertina del vostro The Best estivo, dedicata alla MUSICA (anche) PER L’ANIMA.

Ben 22 articoli e  tre nuovi collaborati  questo mese: Morena Fanti, Panirlipe e Pensieri Stranieri. Averli con noi, assieme a tutti gli altri che hanno collaborato con la redazione nel corso di questo anno e mezzo, è senz’altro la conferma del risultato di un’evoluzione davvero positiva: ancora una volta siamo riusciti nell’armonico coinvolgimento di un isolato scrittore “solista”, nella nostra orchestra, ricca di tonalità variabili e realizzata unendo la passione e la bravura  di tanti “primi violini”. Questa la finalità di The Best e non possiamo che andarne fieri.

Le poltrone in velluto rosso nella platea del teatro sono libere per voi. Accomodatevi ed ascoltate la sinfonia che preferite. Al termine non vi resterà che applaudire estasiati!

Buon ascolto e buona estate,

Sol’

The Best on line

The Best da sfogliare

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Come nascono le buone idee

4 minuti e 11 secondi per ascoltare la tesi di  Steven Johnson: il segreto per costruire o creare qualcosa,  sta nel condividere il pensiero, l’idea embrionale, e colmarne l’incompletezza tramite la relazione con altre persone. Solo così si arriva nel tempo all’elaborazione e all’evoluzione della stessa.

 


Mi ha sorpreso l’aver trovato questo magnifico e divertente filmato – fatto da geniali creativi  britannici i Cognitive Media specializzati in comunicazione visuale – che serve a veicolare la vendita del libro (edito da Penguin e non ancora tradotto in italiano), proprio nei giorni che hanno seguito la mia intervista con  ragazzi  di  “SapienzaVela”.

Se avete un briciolo di curiosità guardate il video e poi leggete la mia intervista pubblicata su


The Best Magazine 1, anno 1, 2011

[Clicca qui e vai al blog]

il numero è interamente dedicato al mare

e loro sono i miei ragazzi: quelli che senza neanche aver letto il quinto libro di Steven Johnson, hanno costruito, condiviso e creato davvero qualcosa di più di una semplice idea!



Downshifting

Sto facendo downshifting e non lo sapevo.

Downshifting significa cambiare i parametri, abbassare il tenore di vita, scalare marcia. Convinta che la vita non vada vissuta come se  durasse per sempre (lo diceva anche Seneca 2000 anni fa), sto lavorando da oramai quasi quattro anni alla mia ritirata. Il mio sogno: comprarmi un 40  piedi (una barca a vela intendo) e trasferirmi a giro per il Mediterraneo.

E i soldi? I figli? La famiglia? Il lavoro?

Infatti ragazzi, ci sto lavorando su … e non prevedo nessun drastico cambiamento per i prossimi 5 anni. Ma ieri ho avuto un’illuminazione: ho scoperto di fare downshifting e  di essere sulla strada giusta.

L’illuminazione me l’ha data un ex manager italiano di 43 anni. Il suo nome, Simone Perotti, vi dice niente? Questo signore è autore di un cambiamento radicale nella sua vita. Manager milanese di successo, un 4 luglio a trentadue anni, mentre era immerso nel caos del Grande Raccordo anulare di Roma ebbe un’istante di lucidità, si guardò attorno e capì che le cose così non potevano andare. Le sue passioni erano la scrittura e la barca a vela, ma non aveva tempo per concedersi nessuna delle due: come la maggioranza di noi la mattina si ritrovava in un ufficio, con persone che non avrebbe voluto incontrare,  sognando la libertà di avere un’occasione per fare altro.

L’occasione se l’è costruita nei tredici anni successivi. Nell’autunno del 2009, infine,  è uscito un suo libro: “Adesso basta” edizioni Chiarelettere.  Che dire: sembra che Simone ce l’abbia fatta! Ha iniziato a ridurre le proprie spese, cambiando consumi e  abitudini; ha imparato a stare bene da solo e a ricostruirsi una vita più “umana”, imparando a lavorare per se stesso; restaurandosi una casa da solo, creandosi un orto e viaggiando per mare. Il libro non è solo il racconto del suo “successo”, ma vuole essere un aiuto per tutti quanti (come me) stanno cercando “l’alternativa” al caos dei nostri tempi. Simone ci offre seriamente una mappa per trovare il tesoro, e non ci dice che sarà facile, nè se ce la faremo ma ci offre gli strumenti di riflessione per capire se davvero lo vogliamo e dunque quali passi percorrere per arrivare alla meta “vittoriosi”.

Sì lo so, ragazzi miei, vi vedo scuotere la testa in segno di disincanto: “Bella forza”, vi direte, “ma lui era un manager, sarà ricco. Io invece? Se smetto di lavorare come campo?”.

Simone (che ricco sembra non esserlo) tiene a precisare, che i soldi sono soltanto l’ultimo dei problemi. “Finora abbiamo pensato che ci sia solo un modo di guadagnare soldi e lavorare, cioè il nostro. Non è così” scrive. E lo dimostra con  esempi precisi a partire dalla sua fortunata esperienza, con tanto di tabelle e numeri in colonna.

Personalmente, sono felice di aver letto il suo libro  ed aver visitato il suo blog (QUI). Ho anche parlato con lui e mi ha simpaticamente concesso un’intervista che troverete sul prossimo numero di The Best.

Non so se riuscirò fra qualche anno a completare il mio percorso. Mi piace però tanto, nel frattempo,  gustarmi il mio sogno; limarlo nella sua fattibilità e renderlo sempre più concreto e serio. I cambiamenti che ho attuato alla mia vita negli ultimi quattro anni sono già tanta cosa e altri ne verranno sicuramente. Una cosa è certa ho già raggiunto una libertà di tempi invidiabile e non capisco come tutto il resto dell’universo non veda e non cerchi di cambiare.

“…la nostra vita è troppo programmata, camminate troppo sul solido. Toglietevi le scarpe, bagnatevi i piedi, non vi capiterà niente di così grave. L’acqua dell’oceano, la sua schiuma frizzante, vi faranno intirizzire le caviglie, certamente, ma che bella sensazione di libertà affondare i piedi nella sabbia della battigia!”

(Adesso basta, S. Perotti, ed. Chiarelettere, 2009, p. 183)


Villaggio Barona

                      

Inaugurato nel 2003, il Villaggio Barona nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Attilio e Teresa Cassoni e la Parrocchia dei Santi Nazaro e Celso con il supporto dell’Associazione di volontariato Sviluppo e Promozione e ha portato alla riqualificazione di un’area milanese di oltre 45.000 mq, fino a qualche anno fa occupata da attività industriali e artigianali, e alla trasformazione della stessa in un complesso adibito a  servizi di assistenza (centro di aggregazione per anziani autosufficienti e per disabili, nido per bimbi di famiglie in difficoltà, poliambulatorio psichiatrico dell’ospedale S. Paolo di Milano, assistenza al disagio psichico), residenze (dedicate a famiglie in difficoltà, malati terminali, anziani non autosufficienti), pensionato per studenti, attività commerciali e verde pubblico.

Non so se sia tutt’oro quel che luccica, per onestà ammetto di non averlo mai visitato e di leggere su Wiki: “Nel 2006 un servizio del noto programma televisivo Le Iene aveva provato a dimostrare che il quartiere di Barona non fosse tanto diverso da quello napoletano di Scampia. Nel servizio andato in onda, però, il giornalista Giulio Golia, recatosi in via Mazzolari, ha dovuto constatare come in realtà la zona fosse molto tranquilla; il servizio finiva con le riprese degli interni di uno dei condomini della via, rimarcando solo la qualità scadente del complesso immobiliare e i relativi disagi degli inquilini”.

Immagino quindi, che da allora,  molti ancora siano stati gli sforzi fatti e tante le soddisfazioni ottenute, almeno a leggere dai numerosi eventi organizzati dalle diverse associazioni legate al Villaggio; non ultima questo anno, il 14 aprile,  la quarta edizione  del Seminario di formazione per giornalisti sui temi del disagio e della marginalità, dal titolo: “Giornalisti nonostante. Sottotitolo: Sussulti, idee, scenari per una formazione bella e possibile”.

Il valore sociale di ogni iniziativa svolta al Villaggio Barona si inquadra nella tolleranza e nel rispetto della diversità; nella volontà di creare proprio all’interno del Villaggio tutto quanto possa contribuire a rendere la vita dei residenti il più normale possibile allontanando il rischio di ghetizzazione cui, in una realtà come questa, si può venire facilmente incontro.

In questa cornice socio-culturale, si svolgerà il prossimo  4 – 5 – 6  giugno, per il secondo anno consecutivo, l’iniziativa SCRIVERE SUI MARGINI  Festival delle letterature  e delle società. Obiettivo principale dell’evento è il porre l’attenzione sui margini della nostra società partendo dai racconti, dai luoghi e dai personaggi.

Ho trovato l’evento, la sua realizzazione, nonché la sua collocazione all’interno del Villaggio Barona, estremamente interessante ed ho quindi  intervistato per voi il suo “creatore”: Alessandro Zaccuri … e scusatemi se è  poco!

L’intervista uscirà su The Best Magazine di fine mese, ma se non potete attendere fino ad allora … suvvia ragazzi, vi regalerò il trailer!

The Best Magazine_intervista Zaccuri.