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Suona strano

 

           

Suona strano aver girato qua e là per blog e non averne trovato traccia.

Suona strano che nessuno abbia espresso la propria opinione sul fatto del giorno.

Tutti hanno un’opinione sulla primavera, sul vicino antipatico, sul datore di lavoro insopportabile, sull’ultima riunione della CGIL , sulla nuova proposta governativa, sull’amore che ci ha appena abbandonato o che abbiamo giust’appuno  trovato … ma a giro non c’è nessun pensiero sul fatto del giorno.

Forse bastano i giornali coi loro dettagli.

Forse bastano i filmati coi loro fiumi di parole.

Le foto pubblicate e quelle solo raccontate.

Ma i vostri sentimenti di sconforto o esortazione dove stanno?

Rintanati sotto giacche abbottonate?  Rintuzzati dentro tasche ben cucite?

Mi suona strano ragazzi, voi non sapete quanto mi suoni strano.

Gli Americani hanno ucciso infine Bin Laden; Obama dice: “Il mondo ora è migliore e più sicuro”.

Cosa c’è amici, non ci credete?

 THE PRESIDENT:  Good evening.  Tonight, I can report to the American people and to the world that the United States has conducted an operation that killed Osama bin Laden, the leader of al Qaeda, and a terrorist who’s responsible for the murder of thousands of innocent men, women, and children.

[…]

Let us remember that we can do these things not just because of wealth or power, but because of who we are:  one nation, under God, indivisible, with liberty and justice for all.

Thank you.  May God bless you.  And may God bless the United States of America.

 


Quick drop box

Arrivi ad un punto della vita in cui le candeline non possono essere più posizionate sulla torta. Era già qualche anno che i miei figli facevano salti da giganti per recuperare quei ceri enormi che valgono dieci anni. Erano poi passati alle candeline a forma di numero per poi, infine, rinunciare.

Sapevo che prima o poi sarebbe successo. Ed eccomi qui, al 30 novembre 2010.

Il telefono ha iniziato a lanciare i bip di messaggi da mezzanotte e qualche minuto. Poi si è calmato riprendendo alle 6:02. Alle sette e venti la prima telefonata…”Auguri mamma!”

Alle sette e trenta ho aperto il blog … sapevo che Arthur  e i ragazzi di The Best, non avrebbero lasciato trascorrere la giornata senza regalarmi i fuochi d’artificio. Infatti sono senza parole …

Vi ringrazio, davvero commossa,   per la vostra amicizia.

Arthur…sei un mito…anzi dippiù!!

Schhhhh….


Game of life

Non farti fregare ancora una volta.

Non credere a ciò che leggi sui giornali. Sono solo fiabe di altri.

Non ascoltare ciò che gli altri ti suggeriscono. Accedi a una musica solo tua.

Non ascoltare la pubblicità. Compra solo ciò di cui hai bisogno.

Non ascoltare le previsioni del tempo. Apri la finestra e osserva.

Non andare alle sfilate di moda. Pensa ai vestiti nel tuo armadio.

Mangia solo quando hai fame. Dormi quando hai sonno.

Ama.

Cancella i pregiudizi verso le persone. Osservale nude.

Dimentica le esperienze negative che ti condizionano la vita. Il passato mente.

Diffida dei miracoli altrui.  Tu sei il miracolo.

Vivi da protagonista.

Non guardare l’orologio. Non pensare alle ore. Il tempo è un’invenzione.

Non farti fregare ancora una volta.

Oggi non è lunedì.

Voltati sull’altro fianco e continua a sognare.


Nulla è per sempre

… neppure le pause.

Né tantomeno i vestiti di un blog, per non parlare del  taglio di capelli .

Non so quanto sia incostanza o noia. Voglia di cambiamento. Come se il nuovo taglio di capelli facesse di me una persona diversa. Beh certo è che quando mi guardo allo specchio il risultato è diverso.

Ma  gli anni che sono trascorsi sono sempre lì.

Tanto più le parole scritte  bianco su nero fra le pagine di un diario.  Si possono rileggere e rileggere anche grigio su nero.

Nulla è per sempre.

Gli amici non sono per sempre.

In rete poi, arrivate vi fermate, e schizzate via con una tale velocità che a volte penso cerchiate di essere dimenticati subito.

Ma non si dimentica il vecchio taglio di capelli, resta la foto sulla patente, quella con la camicia così colorata che non posso credere di averla indossata.

Restano tutti i vostri commenti, con quegli insoliti avatar così gioiosi, o romantici, o arrabbiati. Tutte le faccette gialle che illuminano il discorso, e lo fanno più lieve, più insonoro.

Nulla è per sempre.

Tranne sembra alcuni diamanti.

Ma né io, né il mio blog siamo diamanti. Tutt’al più perline colorate con le quali puoi creare un braccialetto, magari col filo elastico per poterci giocare. E quando il filo si rompe, con le perline rimaste ti diverti ad invertire i colori. Una sequenza diversa per un nuovo giro di giostra.

Non chiedetemi perché mi sono tagliata i capelli.

Nulla è per sempre …


Aurora

 

“Dal Diario di bordo de La Fenice – 4 settembre 2010 “

                       

In cielo è segnato da una lunga scia di nuvole appena accennate che sembrano portarsi via le ultime stelle di una notte di silenzio iniziata alle due e trenta.

L’orizzonte inizia a divenire via, via, sempre più scuro. L’alba è ancora lontana. Nessuna brezza all’orizzonte, più nessuna nave, nessuna luce.

Tutti dormono.

Sono qui sola, legata alla mia barca, per l’ultimo turno di notte. Il rumore di sottofondo è il motore. Nelle cuffie una giostra random di musica soul.

Un infinito telo di seta grigio argento mi circonda: nessuna brezza increspa il mare.

La sensazione è difficilmente descrivibile. Potrebbe essere la scena di un film di paura. Sembra che da un momento a l’altro debba sbucare un mostro fuori da questa calma. Un grande animale marino che inghiottirà me, la barca e tutti i suoi abitanti addormentati. Il senso di infinito è impressionante. Le stelle sono scomparse dietro una coltre di nuvole che da ovest si allunga verso di me, come per inghiottirmi nel suo silenzio.

Spengo la musica. Il tempo trascorre calmo e nel momento di maggior assoluto silenzio, a ore una, scorgo una luce. L’attenzione, prima assopita, si fa vigile. Scruto l’orologio sono le cinque e ventitré. Servirà per questo giornale di bordo.

Conto i segnali luminosi. Una luce, cinque secondi, una luce, cinque secondi. E’ lui. Il Faro delle Formiche di Montecristo. Ero qui in attesa. Un sollievo, la rotta è quella giusta, si torna a casa.

In poco tempo il cielo sopra il Faro inizia a tingersi di rosa. Anche il mare si schiarisce e inizia a incresparsi magicamente per una leggera brezza che sembra annunciare il nuovo giorno. Riaccendo la musica, Nora Jones in sottofondo. I pensieri da prima fitti e concitati per l’avvistamento del Faro si fanno di nuovo rilassati. Le nuvole nel cielo si diradano formando una  linea densa lungo l’orizzonte.

Penso al mio nuovo giorno e certo al futuro che si apre con  questo nuovo autunno. Tanti pensieri e tante risposte che nel silenzio di questo luogo sembrano felicemente schiarisi.

Mi perdo nei miei sogni a occhi aperti, quando la mia attenzione viene svegliata da un movimento nell’acqua. Due delfini alla mia dritta catturano il mio sorriso e la mia concentrazione: davanti a me sta sorgendo il sole.

Un altro giorno è qui.

         

E questo è solo un assaggio di ciò che troverete sul nuovo numero di

The Best Magazine!


Anno 1 giorno 1

Oh Cielo!

… è un anno che sono in rete!

Immagino che in una situazione del genere si debba partire con qualche frase di rito: segnali di riconoscimento verso i lettori e i commentatori, ringraziamenti verso le autorità ed i padroni di casa, baciate di mano a coloro che mi forniscono una veloce linea adsl, per salutare infine tutti i parenti, gli amici e, come si conviene in questi casi, “tutti quelli che mi conoscono”.

Suvvia, ma vi sembro il tipo?

Forse in una situazione del genere dovrei sciorinarvi il numero di articoli fatti, farmi bella con il numero di visitatori avuti o enumerarvi tutte le mie attività ed il numero di blog che sto tenendo contemporaneamente in rete, senza dimenticarmi di TB, DeviantART, aNoobi e chi più ne ha più ne metta.

Maddai ragazzi, potrei mai?

No, che non potrei. Anzi vi regalo una curiosità negativa di questo blog: schhhhh è la pagina che ha avuto meno cliccate in questo lungo anno. Incredibile vero? Eppure è lì che vi aspetto ogni giorno.

Ma è così che funziona il mondo… e va bene anche così, almeno per me artista della vita, con una continua, maledetta  “fame vagabonda di sapere”, di conoscere, di scoprire, di essere. Voi siete la mia scoperta continua, la mia fonte di conoscenza, di rivelazione; ognuno di voi con la propria differente sensibilità e conoscenza. Che belli che siete!

Non cerco regali per questa festa, ma anzi ho pensato di donarvi io una mia foto per festeggiare questo piccolo compleanno. Spero che  doni un po’ di quiete e tranquillità alle vostre anime così complesse e troppo spesso tormentate.

Anno uno giorno uno.

Come direbbe il mio grande Amico …”l’avventura continua”.  😉

><  sospiro  ><

 


Che scocciatura! O no?

Sono nata negli anni ’60. Cresciuta senza airbag, nè cinture di sicurezza, nè tanto meno specchietti retrovisori laterali.  Ricordo bene l’acquisto del mio primo motorino “Ciao” bianco ad appena 14 anni: entrai in un negozio con mia madre e ne usci un oretta dopo a cavallo del mio “bolide”. Senza casco, nè patentino.

Ho conosciuto la sicurezza nelle strade un poco alla volta. Regola dopo regola: che noia il casco nelle giornate afose; che scocciatura le cinture di sicurezza che stringono al collo! Ma tant’è che ci si abitua e male non fa. Anzi.

Pochi giorni fa ho ricevuto una raccomandata verde. Una multa. Viaggiavo in città con il cellulare all’orecchio. Una pattuglia che veniva nell’altro senso di marcia mi ha visto, ha preso la targa della mia macchina e dopo meno di due mesi è arrivata la multa.

Stizza e rabbia. Che scocciatura! Più di 100 euro, via 5 punti dalla patente  e ritiro della stessa se recidiva nel biennio!  Oh Cielo! Non parlo normalmente al cellulare in auto, ma capita. Se squilla rispondo più rapidamente possibile e poi dopo richiamo. “Ma che sfiga”, mi son detta,  “beccata” in un momento di fragilità!

La cosa che mi ha però fatto riflettere è stata la reazione “dell’uomo dalle strane scarpe” (vedi il mio articolo “Diversità”) e quella di Medium A. (mia figlia 19enne patentata il 7 luglio appena) quando ho loro raccondato della mia “sfortuna”. Se speravo in qualche loro comprensione mi ero sbagliata. Mi hanno urlato e inveito contro con appellativi diversi ma ugualmente coloriti ” **** non devi telefonare in auto!!” … E’ evidente che loro tengono a me e alla mia salute, più di quanto non abbia fatto io negli ultimi tempi.

Non ho potuto far altro che abbassare le cresta e dare loro piena ragione. Ho tirato fuori l’auricolare e non appena entro in auto adesso, dopo essermi allacciata le cinture, lo collego al telefonino e parto più tranquilla.

In Inghilterra  viene trasmesso  questo filmato durante le lezioni di guida allo scopo di sensibilizzare i giovani a non usare il telefonino alla guida. Se siete maggiorenni e non avete appena mangiato guardatevi pure il filmato: 4 minuti che potrebbero salvare la vita a voi e a noi.

Personalmente pensavo di scrivere ai due Vigili che mi hanno  multato per ringraziarli. A volte sono davvero una stupida … scusate!