Archivi categoria: Recensioni

Red

Mercoledì esce il Rosso.

Chiunque sia nei pressi di una roulette, casinò o simili si dia da fare. Puntata minima 7 euro, il prezzo di un biglietto del cinema in 2D.

La percentuale di vincita per puntata sul rosso alla roulette  francese è  del 47,8%:  lo zero non conta. Non è molto, lo so, Ma se credete sia più producente azzeccare un film divertente, ironico e ben costruito, allora mercoledì potreste puntare sul film  RED.

Il colore non cambia.

Il cast  –  termine cinematografico che indica l’insieme degli attori che partecipa ad una produzione (possibile non esista un termine italiano?) – è,  come vedete, di prim’ordine: Bruce Willis (un mito), Morgan Freeman (il migliore), John Malcovich (semplicemente folle), Helen Mirren (graziosa macchina mortale), Karl Urban (dalle mille sfaccettature),  Brian Cox (puro wiskey) e Mary Louise Parker (bella e intrigante).

 R.E.D. è l’acronimo di Retired Extremely Dangerous e  racconta di un gruppo di agenti segreti in pensione a cui la CIA vuole dare la caccia. In altre parole ex agenti, con la paranoia di essere sempre spiati, che ricompongono la squadra per salvarsi  la vita. Il film scorre alla grande, ben equilibrato fra tensione, azione, intrattenimento e puro spasso.

Spettacolare la scena in cui Malcovich è capace di centrare il pieno il razzo di un bazooka con un proiettile. Ma non vi racconterò altro.

E’ un film davvero sopra le righe, che ho avuto il piacere di vedere a  dicembre all’estero in lingua originale. Vi lascio qui il trailer … anche solo questo ne vale la pena!

 

Annunci

Come nascono le buone idee

4 minuti e 11 secondi per ascoltare la tesi di  Steven Johnson: il segreto per costruire o creare qualcosa,  sta nel condividere il pensiero, l’idea embrionale, e colmarne l’incompletezza tramite la relazione con altre persone. Solo così si arriva nel tempo all’elaborazione e all’evoluzione della stessa.

 


Mi ha sorpreso l’aver trovato questo magnifico e divertente filmato – fatto da geniali creativi  britannici i Cognitive Media specializzati in comunicazione visuale – che serve a veicolare la vendita del libro (edito da Penguin e non ancora tradotto in italiano), proprio nei giorni che hanno seguito la mia intervista con  ragazzi  di  “SapienzaVela”.

Se avete un briciolo di curiosità guardate il video e poi leggete la mia intervista pubblicata su


The Best Magazine 1, anno 1, 2011

[Clicca qui e vai al blog]

il numero è interamente dedicato al mare

e loro sono i miei ragazzi: quelli che senza neanche aver letto il quinto libro di Steven Johnson, hanno costruito, condiviso e creato davvero qualcosa di più di una semplice idea!



Idea regalo originale

Questo anno ho avuto l’idea – incredibilmente singolare – di consigliarvi alcuni regali per questo Natale … come dire “utili”.

  1. Alberi da frutto;
  2. Polli viaggiatori;
  3. Ceste di frutta;
  4. Filtri per l’acqua;
  5. Palloni da calcio;
  6. Kit di primo soccorso;
  7. Set di colori;
  8. Biciclette;
  9. Zanzariere;
  10. uno Yak peloso.

Sono alcuni dei ventitrè regali, davvero per ogni tasca, che potrete fare senza code nei negozi,  collegandovi alla Lista dei desideri di  “Save the Children”.

Forse non hai mai pensato di regalare uno yak peloso ai tuoi amici, ma per tanti bambini proprio questo è il dono più desiderato!

… e poi volete mettere: quando vi chiederanno “Cosa hai regalato quest’anno?“, poter rispondere a testa alta:  “Una femmina di  Yak !“.

Personalmente pensavo a qualcosa anche di più  coinvolgente: di sostenere un bambino a distanza e di contribuire  così in prima persona ai cambiamenti  di una comunità nel suo insieme. Potrei studiare e conoscere  un nuovo mondo, la storia di una famiglia e di un bambino; avrei un nuovo volto a cui scrivere e potrei (forse un giorno) andare ad incontrarli all’interno del progetto di collaborazione con Save the Children, cercando di creare un legame duraturo e senz’altro unico. Se questo mio progetto andrà avanti vi farò sapere.

Comunque, qualunque cosa desideriate regalare ai vostri cari … vi prego amici miei, non regalate mutantine rosse: non porteranno fortuna a nessuno, anzi, saranno solo causa di bucati rosa durante tutto il 2011!

Parola di Sol’!


Inalberarsi

Linus: Ieri sono stato in ascensore.
Violet: Io soffro di claustrofobia negli ascensori.
Linus: Io soffro di claustrofobia perfino in una stanza piccola…
Violet: Io soffro di claustrofobia nei negozi, se c’è tanta gente.
Linus: Io soffro di claustrofobia solo a essere in certe città…
Charlie Brown: Io soffro di claustrofobia nel mondo.  

Mi ha chiamato un amico questa sera alle 00.01. Ha aperto la telefonata dicendomi “E’ domani Charlie Brown!”. Avevamo avuto qualche sera fa una bella discussione – sempre a telefono – e sembra che non riusciamo ad andare oltre (forse io non riesco ad andare oltre).

Sì lo so, ho un gran bel caratterino, il fatto forse è che come Charlie Brown “soffro di claustrofobia nel mondo” e come Charlie Brown amo far volare gli aquiloni colorati … solo che mi finiscono sempre su quell’albero “mangia-aquiloni”!  Le due cose immagino che vadano di pari passo: più gli aquiloni si “inalberano“**, più io soffro di claustrofobia verso gli altri.

Ma in fondo aveva ragione lui, Schulz: è già domani.

La rabbia e arrabbiature  finiscono sempre per transitare nella regione dell’oblio. Prima di ricevere la telefonata era proprio di questo avrei voluto parlarvi questa notte…

                      

L’Oblio è una facoltà attiva possiamo decidere ciò che vogliamo dimenticare.

     

(Nietzsche)

**Sinonimi di “inalberarsi”: arrabbiarsi, impermalirsi, indignarsi, piccarsi || Vedi anche: adombrarsi, aversene a male, impennarsi, indispettirsi, inquietarsi, irritarsi, risentirsi, spazientirsi, stizzirsi, prender cappello, prendersela, scocciarsi, seccarsi, offendersi.


Downshifting

Sto facendo downshifting e non lo sapevo.

Downshifting significa cambiare i parametri, abbassare il tenore di vita, scalare marcia. Convinta che la vita non vada vissuta come se  durasse per sempre (lo diceva anche Seneca 2000 anni fa), sto lavorando da oramai quasi quattro anni alla mia ritirata. Il mio sogno: comprarmi un 40  piedi (una barca a vela intendo) e trasferirmi a giro per il Mediterraneo.

E i soldi? I figli? La famiglia? Il lavoro?

Infatti ragazzi, ci sto lavorando su … e non prevedo nessun drastico cambiamento per i prossimi 5 anni. Ma ieri ho avuto un’illuminazione: ho scoperto di fare downshifting e  di essere sulla strada giusta.

L’illuminazione me l’ha data un ex manager italiano di 43 anni. Il suo nome, Simone Perotti, vi dice niente? Questo signore è autore di un cambiamento radicale nella sua vita. Manager milanese di successo, un 4 luglio a trentadue anni, mentre era immerso nel caos del Grande Raccordo anulare di Roma ebbe un’istante di lucidità, si guardò attorno e capì che le cose così non potevano andare. Le sue passioni erano la scrittura e la barca a vela, ma non aveva tempo per concedersi nessuna delle due: come la maggioranza di noi la mattina si ritrovava in un ufficio, con persone che non avrebbe voluto incontrare,  sognando la libertà di avere un’occasione per fare altro.

L’occasione se l’è costruita nei tredici anni successivi. Nell’autunno del 2009, infine,  è uscito un suo libro: “Adesso basta” edizioni Chiarelettere.  Che dire: sembra che Simone ce l’abbia fatta! Ha iniziato a ridurre le proprie spese, cambiando consumi e  abitudini; ha imparato a stare bene da solo e a ricostruirsi una vita più “umana”, imparando a lavorare per se stesso; restaurandosi una casa da solo, creandosi un orto e viaggiando per mare. Il libro non è solo il racconto del suo “successo”, ma vuole essere un aiuto per tutti quanti (come me) stanno cercando “l’alternativa” al caos dei nostri tempi. Simone ci offre seriamente una mappa per trovare il tesoro, e non ci dice che sarà facile, nè se ce la faremo ma ci offre gli strumenti di riflessione per capire se davvero lo vogliamo e dunque quali passi percorrere per arrivare alla meta “vittoriosi”.

Sì lo so, ragazzi miei, vi vedo scuotere la testa in segno di disincanto: “Bella forza”, vi direte, “ma lui era un manager, sarà ricco. Io invece? Se smetto di lavorare come campo?”.

Simone (che ricco sembra non esserlo) tiene a precisare, che i soldi sono soltanto l’ultimo dei problemi. “Finora abbiamo pensato che ci sia solo un modo di guadagnare soldi e lavorare, cioè il nostro. Non è così” scrive. E lo dimostra con  esempi precisi a partire dalla sua fortunata esperienza, con tanto di tabelle e numeri in colonna.

Personalmente, sono felice di aver letto il suo libro  ed aver visitato il suo blog (QUI). Ho anche parlato con lui e mi ha simpaticamente concesso un’intervista che troverete sul prossimo numero di The Best.

Non so se riuscirò fra qualche anno a completare il mio percorso. Mi piace però tanto, nel frattempo,  gustarmi il mio sogno; limarlo nella sua fattibilità e renderlo sempre più concreto e serio. I cambiamenti che ho attuato alla mia vita negli ultimi quattro anni sono già tanta cosa e altri ne verranno sicuramente. Una cosa è certa ho già raggiunto una libertà di tempi invidiabile e non capisco come tutto il resto dell’universo non veda e non cerchi di cambiare.

“…la nostra vita è troppo programmata, camminate troppo sul solido. Toglietevi le scarpe, bagnatevi i piedi, non vi capiterà niente di così grave. L’acqua dell’oceano, la sua schiuma frizzante, vi faranno intirizzire le caviglie, certamente, ma che bella sensazione di libertà affondare i piedi nella sabbia della battigia!”

(Adesso basta, S. Perotti, ed. Chiarelettere, 2009, p. 183)


Un’ossessione per donne e felini

I migliori clienti per il profumo “Obsession for man” di Calvin Klein, sembrano essere i giaguari.

E’ il risultato di uno studio di Pat Thomas curatore della Wildlife Conservation Society e responsabile di un parco americano che ha testato l’effetto di ben 24 profumi sull’olfatto di questi grandi felini. Ma la notizia, già di per sè sensazionale, va oltre. Un collega dello studioso ha deciso di utilizzare la scoperta in una riserva naturale del Guatemala, spruzzando l’ “Ossessione” su tronchi e fotocamere nascoste attirando così i giaguari e riuscendo a studiarli e catalogarli come non mai. Nei prossimi mesi anche nei parchi del Nicaragua, Bolivia e Perù verrà utilizzato il profumo nell’ambito di una ricerca per la salvaguardia di questi felini. L’unico problema il costo: ogni boccetta 60 dollari.

Mi sembrava carino e utile avvisare tutti i miei lettori maschi fruitori di tale profumo, di non avvicinarsi troppo alle gabbie dei felini degli zoo del pianeta: sembra che nemmeno una leccornia come il pasticcio di coniglio e manzo faccia eccitare giaguari e puma come qualche goccia di Obsession. Questo perchè nella fragranza si trova un’essenza che riproduce sinteticamente il profumo naturalmente estratto dalle ghiandole dello “zibetto”, mammifero in via d’estinzione. Sostanza che riproduce un ferormone carico evidentemente di sex appeal per i felini … e forse anche per le donne, almeno quelle più “selvagge”!

Gli uomini potevano chiudere gli occhi davanti alla grandezza, davanti all’orrore e turarsi le orecchie davanti a melodie o a parole seducenti. Ma non potevano sottrarsi ai profumi. Poiché il profumo è fratello del respiro. Con esso penetrava gli uomini, a esso non potevano resistere, se volevano vivere. E il profumo scendeva in loro, direttamente al cuore e là distingueva categoricamente la simpatia dal disprezzo, il disgusto dal piacere, l’amore dall’odio.

Colui che dominava gli odori, dominava il cuore degli uomini.

Das Parfum – di Patrick Süskind

(libro da cinque stelle)


Se ce lo chiede LUI

         

Tutta presa dal mio “Post vacation Blues” stavo per perdermi la sua lettera. Sarebbe stata davvero una tristezza.

Adoro la sua voce, le sue canottiere slargate e passerei ore a guardarlo mentre ripara un orologio. Ancora 37 giorni ed aprirà il suo nuovo sito … sto in attesa … oramai aspetto da una vita.

La sua lettera viene pubblicata oggi da La  Repubblica e ovunque catalogata come notizia di politica. Il Celentano predicatore – perché è di lui che sto parlando –  mancava dalla ribalta da tempo. Finalmente si fa sentire, con una lettera, che ammetto mi lascia un po’ delusa. L’invito a spengnere il televisore (in questo caso se Masi oscurerà Anno Zero di Santoro) mi ricorda il suo “Fantastico 8”, programma Rai che si occupava nel lontano 1980 della Lotteria. All’epoca l’invito a spengere la telvisione fece un record di audience pazzesco, ma si sa, lo diceva lui ed erano altri tempi.

La lettera, ben scritta e priva, ahimè (!), di errori grammaticali, è ben lontana dagli sproloqui che il Mio caro Celentano ci aveva abituati: ricordate quando, in piena campagna elettorale referendaria, sciorinò il suo monologo contro la caccia in cui si definì “figlio della foca” invitando gli elettori a scrivere sulle schede elettorali la frase “La caccia è contro l’amore”, ignorando che questo atto avrebbe causato la nullità delle schede stesse? Un mito….anche per il famoso  errore di ortografia: Celentano infatti, scrisse “La caccia e contro l’amore” (con la e senza accento!) e continuò imperterrito il monologo senza mai accorgersi dell’errore! Ma si sa, lo diceva Lui ed erano altri tempi.

Comunque, tanto più se lo dice Lui, anche io  non credo che nel 2012 ci sarà la fine del mondo, e risvegliata dal mio “torpore  Blues”, sono preoccupata per questo nostro Mondo tanto quanto Celentano … mi domando però … com’è che dopo tanti anni il Mio amico Molleggiato si è risvegliato? Che anche lui fosse affetto dal “Post Vacation  Blues”? Sarà davvero preoccupato per il suo amico Santoro e la nostra amata Sorella Terra? O ci sarà dietro qualcosa di personale? Un programma da far decollare o un nuovo album da pubblicizzare?

…però, suvvia, se ce lo chiede Lui … spengeremo nuovamente  la nostra tanto amata televisione!