Archivi categoria: Questions

Suona strano

 

           

Suona strano aver girato qua e là per blog e non averne trovato traccia.

Suona strano che nessuno abbia espresso la propria opinione sul fatto del giorno.

Tutti hanno un’opinione sulla primavera, sul vicino antipatico, sul datore di lavoro insopportabile, sull’ultima riunione della CGIL , sulla nuova proposta governativa, sull’amore che ci ha appena abbandonato o che abbiamo giust’appuno  trovato … ma a giro non c’è nessun pensiero sul fatto del giorno.

Forse bastano i giornali coi loro dettagli.

Forse bastano i filmati coi loro fiumi di parole.

Le foto pubblicate e quelle solo raccontate.

Ma i vostri sentimenti di sconforto o esortazione dove stanno?

Rintanati sotto giacche abbottonate?  Rintuzzati dentro tasche ben cucite?

Mi suona strano ragazzi, voi non sapete quanto mi suoni strano.

Gli Americani hanno ucciso infine Bin Laden; Obama dice: “Il mondo ora è migliore e più sicuro”.

Cosa c’è amici, non ci credete?

 THE PRESIDENT:  Good evening.  Tonight, I can report to the American people and to the world that the United States has conducted an operation that killed Osama bin Laden, the leader of al Qaeda, and a terrorist who’s responsible for the murder of thousands of innocent men, women, and children.

[…]

Let us remember that we can do these things not just because of wealth or power, but because of who we are:  one nation, under God, indivisible, with liberty and justice for all.

Thank you.  May God bless you.  And may God bless the United States of America.

 

Annunci

Scegli maschio o femmina?

 

Ho trascorso quasi 24 ore con i miei tre figli. Cosa sempre più rara … loro crescono e i momenti di riunione sono sempre più difficili da concretizzarsi. Ma tant’è che tutte le volte che riesco a godermi tutti e tre assieme, non posso fare a meno di constatare le incredibili differenze fra le due femmine e Baby G., il maschio.

La filmografia degli ultimi tempi ha sottolineato in maniera esuberante e divertente le differenze, che per quanto conosciute sono state  amplificate dal grande schermo.  “Maschi contro femmine” del 2010 e “Femmine contro maschi” del 2011, sono stati due film italiani  al primo posto d’ incassi per diverse settimane.

Eppure ”  Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò: maschio e femmina li creò.” [Genesi 1, 27]

…  fa pensare che Dio  creò il maschio e la femmina assieme, tanto da arguirne una perfetta simmetria nonchè  la medesima dignità.

Sempre per poi ricredersi, sottolineando presto come: ” Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo” [Genesi 2, 22] … perché “non è bene che l’uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto [Genesi 2, 18] … la simmetria già qui scompare in maniera anche troppo evidente!

 {Mi domando se noi donne  siamo d’aiuto…}

Ora,  comunque,  affiancare i due film di  Fausto Brizzi all’Antico Testamento, potrà far venire la pelle d’oca a molti lettori, però se le differenze fra maschi e femmine sono così evidenti … da qualche parte dovremmo pur cercare una genesi, anche perchè spesso capirne la differenza in anticipo è fondamentale per non aver brutte sorprese nel futuro.

Mi spiego.

Conoscere le peculiarità (se così si possono definire) dell’essere umano maschile aiuta a costruire una pacifica convivenza. Sapere in anticipo che si dimenticherà della ricorrenza del vostro matrimonio ma non quella del derby, servirà a non farne un dramma e a farvi fissare con largo anticipo l’uscita per “teatro e  sushi” con le amiche.

In realtà, la conoscenza delle differenze fra i due sessi è importante, ad esempio,  anche per la scelta del cane. Chi è alla prima esperienza nell’acquisto del nuovo amico, dovrebbe acquistare una femmina per una gestione più semplice e sicura: spesso, invece,  chi sceglie un cane di razza tende a preferire un maschio perchè più maestoso e appariscente, non valutando attentamente anche gli aspetti negativi.
Il cane maschio è tendenzialmente più dominante della femmina, cioè è più portato ad una scalata gerarchica che, se non controllata dal padrone uomo,  porterebbe il cane al comando del branco (nel nostro caso della docile famigliuola) con le spiacevoli conseguenze che ne seguirebbero: un esempio classico il cane che ringhia quando si tenta di farlo scendere dal divano … mettendo a rischio sia il derby di lui, che conseguentemente,  la cena con le nostre amiche! 

Ma, ancora più determinante e difficile, sembra sia la scelta del maschio o della femmina … nelle piante di cannabis: specialmente perchè questa pianta (udite, udite!)  tende all’ermafrodismo.  Fortuna (?) vuole che mi sia imbattuta in un sito svizzero che spiega molto bene, con abbondanza di  foto, la differenza fra le due specie, mettendo in guardia i lettori:

Non credete alle classiche storie di chi dice di saper distinguere i maschi dalle femmine tramite le foglie. Sarebbe davvero una brutta sorpresa scoprire di aver ucciso piante femmina credendole dei maschi. Nella scelta la cosa più importante è la pazienza, siate pazienti e sarete ripagati.” 

 L’importanza di una tale conoscenza è presto detta: la canapa cresce in due varietà, o come una pianta femmina o come una pianta maschio. Solo la pianta femmina produce cannabis che si può fumare: le piante maschio producono polline che non contiene THC.  In altre parole, le piante maschili non vi faranno sballare … dovete coltivare le femmine per quello!

{Ecco la prova che le femmine sono  d’aiuto!}

Per serietà etica o/e deontologica, non vi concedo il link del sito, dovete credermi sulla parola –  oppure andarvelo  a cercare  – oppure, come vi consiglio io,  fare affidamento come dice il nostro amico svizzero sul vostro intuito e la vostra pazienza  per  la scelta di ogni essere vivente di casa:  sia esso uomo, animale o pianta.

 


Consapevolezza

Hei  Tutto ok? Io sono un lettore esperto e traggo da uno scritto quello che potrei trarre da una chiacchierata a quattrocchi. 
Posso permettermi di dire che il tuo tono è più malinconico del solito?
Sembri quasi rassegnata a qualcosa che debba succedere per forza, sembra che ti stia lascinado scivolare su qualcosa che sai già che non porterà a niente di buono ma che non si può frenare.
Sbaglio? Spero di sì. Ma credo di no. 
Sei stanca. Vero?
                
                       
Io su quella panchina mi ci sono seduta.
          
Il primo pensiero è stato di stupore “Ma guarda” mi son detta “Aracne è passata di qua ed ha avuto davvero un’idea geniale!”
Un po’ di lana colorata e un semplice giardino, intirizzito ancora dall’ultimo gelo invernale, diventa più solare, più caldo, quasi primaverile.
Ma, se per riscaldare una panchina invecchiata può bastare un po’ di lana colorata, per rianimare un’anima un po’ ingrigita serve qualcosa di più intenso. Prima di tutto la consapevolezza che qualcosa dentro non funziona.
               
Io su quella panchina mi ci sono seduta e ho cercato di riflettere.
                
Con sorpresa ho ricevuto pochi giorni fa una mail da un amico che non sentivo da tempo. Con gioia gli ho riscritto raccontandoli la vita dell’ultimo anno, un po’ come fosse un “oroscopo dal passato”: amore, lavoro, salute, denaro. E lui, come potete leggere, mi ha trovato malinconica e rassegnata. Acciderbolina! Tanta roba! Così tanta al punto che io non ne avevo nessuna consapevolezza. Possibile??
Sono stanca, è vero. Lo si legge nei miei occhi, nel mio volto e lo si leggerà nelle parole che scrivo. E’ stato un altro lungo inverno.
Malinconica…mah ho sempre pensato di essere una persona allegra e lontana dalla malinconia finanche da quella un po’ bohèmienne che fa tanto chic.
Rassegnata, davvero mai. Dubito che esista una lottatrice più accanita di me. E poi rassegnata di cosa: mi piace la mia vita,  è faticosissima, ma mi piace.
 
Dopo un po’ di riflessione io da quella panchina mi sono alzata…
      
… infreddolita, ma con la chiara consapevolezza che “il mio amico” non sia proprio un esperto lettore come sostiene… ed il peggio è che Lui non ne è consapevole! 
 
 
 
 
 
 

Filosofia spicciola

 

Quando stavo per compiere i miei diciott’anni ero ansiosa di prendere la patente. Un po’ come tutti, sognavo davanti a me la libertà che le quattro ruote potevano regalarmi. L’emozione si è dopo un po’ affievolita. Adesso quando passo le mie giornate in coda penso con tenerezza ai miei sogni di ragazzina.

Sogni e realtà spesso non coincidono.

Lo stesso è capitato quando studiavo. Stufa dello stress da esame sognavo di finire in fretta e mettermi a lavorare. L’emozione dei primi guadagni si è subito scontrata con la riduzione delle vacanze. Ricordo il mio primo mese di luglio trascorso in ufficio … e qualche amica ancora all’università che fra un esame e l’altro se ne andava al mare. Che tristezza pensavo, sarà così d’ora in avanti la mia vita? Ho cercato quindi, finché ero ancora in tempo, l’indipendenza lavorativa, per poter decidere della mia vita, svincolandola il più possibile dagli “obblighi da dipendente”.

(Anche se svincolati dagli obblighi in questa vita non lo si è mai.)

Mi domandavo quanti di voi si possono ritenere soddisfatti del proprio lavoro. E’ quello che volevate? O forse, come spesso capita, anche per voi la realtà ha modificato i vostri sogni?

Ho iniziato a tenere un blog perché un giornalista si lamentò con me del suo lavoro. Chi di noi, almeno una volta nella vita, non ha voluto fare da grande il giornalista, o il fotografo? Quando una passione diventa routine il divertimento purtroppo decade e la passione si allenta fino a scomparire. Tutto finisce per essere “l’ennesimo” articolo scritto sul difficile momento politico, o “l’ennesimo” reportage fotografico sulla spazzatura a Napoli.

Quante delusioni e quante insoddisfazioni ci siamo costruiti addosso senza volere, e chiusi nella morsa dei doveri non riusciamo a liberarcene.

E’ così che spesso ci sfoghiamo e scappiamo rifugiandoci in atteggiamenti poco edificanti. Quante persone rientrano stanche, deluse e insoddisfatte dal lavoro, in una famiglia “inesistente” che non li comprende , e finiscono per cercare una falsa felicità su strani [leggi porno] siti in internet?

Quanta tristezza! Giovani scappate finché siete in tempo da un lavoro che non vi soddisfa!

Scrivo tutto questo perché mi sento in colpa per Silvio. Come cittadina italiana sento di avelo deluso. Vedo da una parte Lui, con la sua voglia a di farci crescere, con la Sua passione per questo Stato e dall’altra Noi che non siamo stati all’altezza; Noi che non lo abbiamo compreso; Noi che siamo diventati la sua “l’ennesima” sconfitta.

 

JOHANNESBURGH (SUDAFRICA) – Nuovo declassamento dell’economia italiana ad opera del Fondo Monetario Internazionale. Il quale da Johannesburgh comunica le stime dei Paesi nel 2011 e nel 2012. Per l’Italia c’è un ulteriore declassamento: nel 2011 il nostro Paese crescerà solo dell’1% (il governo italiano parla di un 1,1-1,2%) e nel 2012 dell1,3%. Dati notevolmente inferiori anche alla media europea (1,5% nel 2011, 1,7% nel 2012) e a quella di altri Paesi come la Germania (2,2% nel 2011, 2% nel 2012) che fanno da traino. Anche per gli Stati Uniti si prospetta un biennio di crescita molto solida, con un 3% nel 2011 e un 2,7% nel 2012.

[25.01.2011 – http://www.julienews.it/]

Siamo Noi che lo abbiamo abbandonato solo in casa dove Lui poi non ha potuto far altro che dare libero sfogo a quello che è l’istinto primario di ogni uomo: la ricerca di una facile felicità! Festini e strani balli sono solo l’ignobile fuga di un uomo amareggiato e deluso dal proprio lavoro.

Quanta tristezza! Coraggio Sivio, fatti forza e disfati di questo sporco e deprimente  lavoro di politico che ti sta portando solo  al degrado: credici sei perfettamente in tempo! La strada è spianata, vai pure, nessuno ti fermerà!


Casalinghe disperate

“Ma la doccia … non si dovrebbe lavare da sola? Com’è che si sporca? Se ci si fa una doccia ogni giorno, in QUELLA doccia, automaticamente, lavi anche la doccia.

No?

Non ha senso?

… e quindi mi stai dicendo che mi lavo in qualcosa di sporco? Com’è sta cosa? Non mi quadra proprio per niente.”

 

I figli crescono. Crescono con una velocità impressionante.

La conversazione sopra riportata l’ho avuta con Medium A. diciannove anni. Vive da un anno con un’amica a Milano  e non smette di stupirmi per la sua organizzazione. Quando torna a casa a Firenze, si sdraia sul letto con il computer sulle gambe e non si rialza fino ad un’ora prima della partenza del suo treno per Milano. Evidentemente quando è a “casa sua” a Milano, oltre a studiare si dà da fare con pulizie, spesa e cucina. L’ultima sua richiesta è stato un piccolo robot per cucinare … altrimenti “i dolci non vengono bene come dovrebbero“.

La risposta alle domande sulla pulizia del bagno gli è stata fornita dalla sorella Big C. venticinque anni da sei cittadina della capitale. Lei sì che si è organizzata bene lontano da casa! Ha immediatamente fornito “nome e cognome”, assieme alle istruzioni per l’uso, dello spray da utilizzare per la pulizia della doccia.

Io sono rimasta ad ascoltare. Con la testa che flashava di ricordi.

Me le vedo piccoline che fanno i propri passi, al mare,  con vestitini colorati di San Gallo. Me le rivedo correre sulla spiaggia, giocare a fare i castelli di sabbia e sbuffare inconsapevolmente ogni volta che una formina non veniva come doveva, ma si rompeva. Avevamo una formina verde a forma di tartaruga ed era quasi impossibile riuscire a “sfornare” la testa della tartaruga attaccata alla corazza! Quanti gelati o dolci di sabbia ho fatto finta di mangiare. Loro all’ombra dietro l’ombrellone “cucinavano” e io con un cucchiaino colorato di plastica del gelato fingevo di adorare quelle torte; “Mmmh che squisitezza!” poi di nascosto  buttavo via la sabbia e quando rendevo la zuppierina vuota loro ridevano felici!

Adesso sfornano veri biscotti e cheese cake fantastici.

Inutile che vi racconti come  il tempo sia volato …


Il Lontano West

Troppo facile affermare che il mondo sia cambiato. Troppo scontato.

Nel 1860/61 durante i 18 mesi di attività dei Pony Express che portavano la posta dal Missouri alla California in 10 giorni, se avevi meno di 18 anni, sapevi andare a cavallo ed eri orfano, in America, era facile anche trovare lavoro.

Poi è nato il telegrafo, il primo accenno di rete, di collegamento e tutto è cambiato.

Oh Cielo il dolce Far West! Ho sempre adorato  i film di Sergio Leone, le musiche di Ennio Morricone. Quante volte avrei voluto entrare anche io in un saloon, o cavalcare in quelle immense praterie. Cosa avrei dato per andare alla ricerca dell’oro in California, lungo i fiumi con il mio piattino di ferro, o semplicemente per saper preparare quell’immancabile zuppa di fagioli che sembra fosse presente a tutte le cene.

Sarei stata brava anche a sparare con la pistola. Ho un ottima mira già adesso, e all’epoca senza le difficoltà  di oggi nell’allenarmi, sarei diventata velocissima. Avrei piazzato i barattoli di latta fuori di casa, su quel tronco di albero appena tagliato e mi sarei divertita a colpirlo tante volte, e ancora altre volte.

E non fatemi pensare ai vestiti? Quei corpetti attillati, quei gonnelloni … per non parlare degli stivaletti!

Ma ci pensate che mi sarei costruita la casa da sola (suvvia, con l’aiuto della comunità), tutta in legno tirando su le pareti tutte assieme; avrei cucito le tendine di cucina, rigorosamente a quadretti bianche e rosse; e raccolto i fiorellini selvatici, che avrei sistemato in una brocca al centro della tavola.

In realtà prima di sognare, quella pubblicità mi aveva fatto fare un diversa riflessione.

1860:  America, pur rischiando la vita, un ragazzo minorenne,  poteva essere libero e guadagnare 100 dollari al mese facendo il Pony Express…

2010: Sud del Mondo : in Africa i bambini non mangiano cacao, lo raccolgono. Per 10 dollari gli sfruttatori comprano ragazzini dalle famiglie per ridurli a schiavi da usare nella raccolta dell’alimento più amato dal ricco Occidente.

Dov’è che abbiamo azzoppato il cavallo?


Questione di prezzo

“Se c’è una cosa che mi fa imbestialire sono le leggi fatte per i ricchi”. Tuonava così un mio amico pochi giorni fa.

Ricordate la multa che presi per aver fatto “uso durante la marcia di apparecchio radiotelefonico non a viva voce nè dotato di auricolare” … con la successiva decurtazione di 5 punti dalla patente?

Bene, se io avessi omesso, senza giustificato e documentato motivo, di fornire i miei dati, ovvero quelli del conducente dell’autoveicolo, sarei stata soggetta ad una ulteriore pena pecuniaria di 263 Euro (art. 126bis) e avrei tranquillamente mantenuto i miei cinque punti sulla patente.

In altre parole e fatti due conti, con meno di quattrocento euro si può tranquillamente parlare al telefono in auto con le amiche.

* * * * * *

Nel  Comune di Silvi Marina – ridente località balneare in provincia di Teramo – con 500 Euro si può “contrattare il prezzo” di una prestazione sessuale con una donna, uomo o quel che sia.

In altre parole e fatti due conti  … a Silvi costa solo un po’ di più!

Tratta: 50 mila vittime assistite in Italia

Rapporto Save the Children, Nigeria e paesi dell’Est in testa

ROMA – Almeno 50 mila vittime di tratta e sfruttamento in Italia hanno ricevuto protezione, assistenza ed almeno un primo aiuto fra il 2000 e il 2008. Fra queste ci sono anche minori, quasi mille. Il rapporto annuale di Save the Children sulle ”Nuove schiavitù”’ conferma la gravita’ di un fenomeno che nel mondo stima 2.7 milioni di vittime (80% donne e bambine) e 32 miliardi come giro d’affari. Nel nostro paese le vittime di tratta e sfruttamento – secondo i dati del ministero per le pari opportunita’ – provengono per lo piu’ da Nigeria, Romania, Moldavia, Albania, Ucraina.