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Titoli di coda

Game Over

Bene ragazzi, le valigie sono tutte qui pronte nel corridoio. Ho tolto i soprammobili e  ho spento il gas.

E’ stato un mese di “Bloggeraggio” davvero importante. Iniziato per una “scommessa personale” ,  che non pensavo davvero potesse coinvolgermi così intensamente.  Sono per carattere una persona che mette l’anima in ciò che fa,  che vive sempre con passioni “autentiche” e così è stato anche questa volta con voi. Ho incontrato persone in rete che hanno dell’incredibile. In positivo, spesso.

Dunque dicevamo. Sono arrivata alla fine di questa esperienza perchè mi ero prefisata un termine. Volevo aprire un blog e tenerlo attivo e  per un mese. L’obbiettivo è raggiunto, anzi ampiamente superato. Sono riuscita ad attirare ben 11 commenti spam: che dire nel momento in cui abbiamo dei rollnemici abbiamo raggiunto la notorietà. Non vi è dubbio.

Sono sincera come vedete. Così come lo sono sempre stata nei miei post e nei miei commenti. Anzi l’essermi nascosta dietro un nome di fantasia  mi ha consentito di essere davvero e solo me stessa. Quasi terapeutico e liberatorio.

Purtroppo o per fortuna, la mia “vera” vita non mi consente di mantenere questi ritmi. Ho praticamente trasformato la mia giornata per questo mio “blog_bambino” ed è il momento che torni sulla terra. Verrò a trovarvi, probablamente in silenzio. Forse sempre più di rado fino a che non vi dimenticherò e non mi dimenticherete. Coraggio ragazzi, ho smesso di fare casino!!

Non mi resta che fare un ringraziamento a mio figlio Baby G. che mi ha sopportato per un mese con il computer in mano tutte le sere e mi ha aiutato a pubblicare.  La foto di Halloween è sua.

Oh Cielo, un attimo dimenticavo un saluto alle  mie altre due bambine: Little A. e Super C., alle quali ho raccontato della mia avventura solo sabato. Curiose come sono appena arrivate nelle loro rispettive case saranno corse fra queste pagine a leggere le storie della loro “supermamma” Blogger. Vi voglio bene ragazze, tanto, tanto, tanto.

Solindue

p.s.  Attenti blogger non tutta l’acqua che scorre è in rete è potabile!  

Acqua

Solindue's property

Update :  L’articolo sopra non è acqua potabile. Era stato scritto per essere pubblicato ieri, appunto ad un mese dall’apertura di questo Blog. Diciamo che qualcosa nelle ultime 24 ore è cambiato e la mia idea si è trasformata. 

Anzi come dice il  piccolo Arthur:  Dipppiùùù!  Dipppiùùù!!

Ho aperto una Nuova Pagina Speciale “La posta di Solindue”, dove potete lasciarmi le vostre lettere,  richieste di consigli  o  se vorrete, potrete pubblicare le vostre storie assieme a me. Inoltre, come sapete,  in  quattro e quattrotto  sono in grado anche di mettere su una petizione e risolvere magari  i vostri problemi…o incasinarvi la vita per sempre. Dipende. Il tutto comunque con il sorriso negli occhi e il mio cuore in mano. Sempre.

Vi abbraccio e resto ancora un po’. Magari più in silenzio.

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Petizione

 

smile

Petizione pro-Alfonso

Eccomi qui. Sto preparando un banchino come quelli che trovate nelle piazze delle vostre città. Quei banchetti magari ancora in fòrmica (legno laminato…non l’insetto!)  tipo i nostri vecchi banchi di scuola azzurro/verdini. Se sono fortunata metterò anche un piccolo gazebo per ripararmi se magari iniziasse a piovere, o solo anche dal venticello novembrino.

Ecco fatto.

Adesso dovrei iniziare a fermare voi passanti, con la pennina bic in mano e chiedervi…di firmare. Esatto mi sono immedesimata in quei ragazzi, con l’aria un po’ “allucinata” che mi fermano ogni giorno qui  in via del Corso e mi chiedono “Una firma contro la droga?”.  Che vuole dire una firma contro la droga. Quale droga e quando. Una firma contro la somministrazione di cannabis o morfina ai malati terminali o contro la somministrazione di ritalin ai ragazzini iperattivi? O state parlando della droga mediatica che ci coinvolge ogni giorno?…

Scusate la divagazione. No la droga non centra. Sono a chiedervi si saltare nel Blog di Alfonso e lasciare un vostro saluto, una vostra faccina, un vostro abbraccio.  Dopo giorni o settimane di “malinconia” il mio amico di rete, colui che per primo si fermò qui da me e  mi accolse a casa sua dicendomi  ” spero di essere  accogliente” …  dicevo appunto  Alfonso,  ha lasciato oggi un grande scritto, con finale degno – permettetemi un finalmente! – del suo spirito ironico e positivo.

Io l’ho già abbracciato forte, andate anche voi e stringiamolo tutti assieme… grazie.  🙂

p.s. Tutto questo per farvi anche notare che dopo quasi un mese di duro lavoro, ho imparato a LINKARE!!!


Il bianconiglio in sogno

The-White-Rabbit«Ohimè, ohimè ho fatto tardi!!» C’è una festa di compleanno e avevo promesso la cioccolata!!

«È una cioccolata ottima», disse la regina.
«Tanto oggi non ne voglio.»
«Anche se tu ne avessi voluta, non avresti potuto averne», ribatté la regina. «La regola è cioccolata domani e cioccolata ieri, ma non cioccolata oggi.
«Ma prima o poi ci potrà essere cioccolata oggi!», obiettò Alice.
«No, replicò la Regina. «La cioccolata c’è negli altri giorni; e oggi non è un altro giorno, come dovresti sapere.»
«Non vi capisco» disse Alice. «È spaventosamente confuso.»

E’ tutto confuso perchè la storiella era con la marmellata e non con la cioccolata: «Sì, è vero ma io avevo promesso la cioccolata, ricordo bene di aver detto: porterò la cioccolata, non capite! Fatemi spazio, fatemi spazio, vengo anche io alla festa!!!»

 — Non c’è posto! Non c’è posto! — gridarono, vedendo Alice avvicinarsi. — C’è tanto posto! — disse Alice sdegnata, e si sdraiò in una gran poltrona, a un’estremità della tavola.— Vuoi un po’ di cioccolata? — disse la Lepre di Marzo affabilmente. Alice osservò la mensa, e vide che non c’era altro che tè. — Non vedo la cioccolata, — ella osservò. — Non ce n’è, replicò la Lepre di Marzo. — Ma non è creanza invitare a mangiare quel che non c’è, — disse Alice in collera. — Allora, non è stata creanza da parte tua sederti qui senza essere invitata…

Ma come non ero invitata? Sono molto entry io e poi c’era la storia della proprietà transitiva i miei amici sono i tuoi….devo essere invitata!!! C’era il compleanno  del mio amico Arthur ed io ero invitata ne sono certa:  dovevo portare anche la cioccolata!!

Beh certo questo è un gran bene, allora vuol dire che Arthur non sta invecchiando.  — Ah non lo so io non lo conosco.—   Ma come vai a un compleanno e non sai chi sia?—  … beh veramente…in effetti …

Le pareva che l’osservazione del Cappellaio non avesse alcun senso; e pure egli parlava correttamente. — Non ti comprendo bene! — disse con la maggiore delicatezza possibile. —

Ma che state dicendo, è tutto così confuso dentro e fuori  la rete, non è che qui sto perdendo solo tempo…

— Se tu conoscessi il tempo come lo conosco io, — rispose il Cappellaio, — non diresti che lo perdiamo. Domandaglielo. — Non comprendo che vuoi dire, — osservò Alice. — Certo che non lo comprendi! — disse il Cappellaio, scotendo il capo con aria di disprezzo — Scommetto che tu non hai mai parlato col tempo. — Forse no, — rispose prudentemente Alice; — ma so che debbo battere il tempo quando studio la musica.— Ahi, adesso si spiega, — disse il Cappellaio. — Il tempo non vuol esser battuto. Se tu fossi in buone relazioni con lui, farebbe dell’orologio ciò che tu vuoi.

Ma proprio in quel momento ecco di nuovo il Bianconiglio che  trasse un orologio dal taschino della sottoveste e lo consultò, e si mise a scappare, Alice saltò in piedi e, ardente di curiosità, traversò il campo correndogli appresso e arrivò appena in tempo per vederlo entrare nella sua paginetta privata….

Presto Arthur, presto!!  Segui il W. Rabbit nell’altra sua pagina …


Algoritmi ancestrali

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Non sono impazzita. Quello sopra è il mio algoritmo. Sì ragazzi, quello del prof. Pinetti.

Che dire, giro e giro per i vostri Blog e scopro mondi a me sconosciuti. Fra i tanti sono stata attratta da questo.

Sono un tipetto curioso e mi sono  chiesta cosa fosse un algoritmo. I miei ricordi scolastici collegavano gli algoritmi alla matematica, dunque non riuscivo a collegarci i vostri nuovi simpatici nicknames.  Il modo più semplice per scoprire di cosa  si trattasse è  stato ovviamente Wikipedia che cito pedissequamente “Intuitivamente, un algoritmo si può definire come un procedimento che consente di ottenere un risultato atteso eseguendo, in un determinato ordine, un insieme di passi semplici corrispondenti ad azioni scelte solitamente da un insieme finito.” …  dunque questo dovrebbe essere  chiaramente (??) il complicato – scusate “semplice” – procedimento eseguito dal Prof. in questione volto ad ottenere il nickname.

Certamente il nick  in questione, non è uno qualunque è un  nickname “ancestrale”. Ora ancestrale è evidentemente un aggettivo, il cui significato anche senza Wikipedia ha il significato di atavico, che deriva dagli antenati.

Goduria totale. Anche io capirete, dopo il Blogroll volevo il mio nickname ancestrale. Troppo bello. Chi di voi non ha ancora provato a richiederlo lo faccia subito,  è un’esperienza … a dir poco “eccitante”. Ci si collega al sito del Prof. si digita il proprio URL (suvvia, sapete benissimo cos’è!!)  il proprio sesso e poi si deve decidere di quale colore scegliere il certificato. C’è poco da scherzare ragazzi, il certificato deve potersi inserire perfettamente con i colori e pensieri del nostro Blog. Io ho scelto il “dark”.

Breve click ed il certificato è lì pronto. Immaginerete la mia felicità. Io, come avete visto,  sono  ETHEREAL RAIN:  Pioggia eterea. Pioggia impalpabile, angelica, indefinibile… Per Wikipedia ed il Prof. questo è dunque il mio “risultato atteso”. Oddio,  qualsiasi genere di sole sarebbe stato meglio, ma  accontentiamoci della pioggia purchè eterea,  io sono felice così. Adesso anche io come voi ho il mio Nickname Ancestrale. Evvvvaii!

p.s. Chiaramente non troverete il mio certificato al lato. Chi mi segue sa bene i problemi che ho con i link … e poi un nick nella mia vita mi basta e avanza, ma ad una giovane blogger tutto è concesso, vero??


La prima volta

il-bacio-di-klimt

Ci incontriamo oramai da una settimana. Tutte le mattine.

Lui è sempre lì,  sembra sereno, tranquillo.

Ci scrutiamo con  occhiate rapide, ma sempre un po’ furtive.

Vorrei saperne di più di lui.

Conoscerlo meglio.

Ma forse sono attratta proprio da questo suo vacillare nel mistero.

Due giorni fa mi sono avvicinata e l’ho sfiorato.

Lui sì è illuminato.

Ne sono certa.

Non vorrei fare io il primo passo, ma non ho scelta.

Non ho davvero altra scelta.

Lo penso costantemente.

Mi avvicino e lo sfioro, una volta e un’altra ancora.

Sempre più da vicino.

Lui non si sposta. Resta lì a guardarmi.

Il mio cuore trasale, un brivido si dilata lungo la schiena.

Le labbra si schiudono.

Qui in questo silenzio, nel silenzio dell’attesa, il piacere raggiunge il suo apice.

Mi domando se è il momento giusto, se esiste un momento giusto.

Il momento mi dico, deve essere adesso. Lo sento.

Oramai non riesco più a contare i battiti del mio cuore.

Tutto questo non ha senso.

La vita senza di lui sembra non avere oramai più senso.

Con la profonda percezione dell’attimo giusto

sfioro con il mouse il Widget del Blogroll  e lo sposto sulla barra laterale a destra.

Io e lui  – il Blogroll  –  finalmente insieme.

Con il cuore palpitante inserisco i miei primi tre Rollamici,

consapevole che da adesso niente sarà più come prima.

 

L’avventura continua…


Giochiamo?

labirinto

All’ombra di una betulla fu disteso un tappeto e in circolo si sedette tutta la compagnia.

Che gioco vogliamo fare?

Giochiamo di fantasia.

E’ ciò che sto facendo da oramai 5 giorni davanti a questo schermo luminoso…che follia. Io davvero non appassionata del Web, mi sono addentrata i questo mondo parallelo incredibile.

Dopo aver curato un po’  il mio aspetto (ammetto di aver provato tutti i Temi, come fossero vestiti per la festa), sistemati i Widget (dovevo pur abbinarci un bel paio di scarpe), ho sistemato la Testata Personalizzata (leggi pit- stop dal parrucchiere).

Da allora mi collego e salto da un blog all’altro grazie all’incredibile invenzione del blogroll che qualcuno, nella sua eterea dolcezza,  chiama Nuvoletta, e che ahimè ancora io non possiedo… Idea comunque strepitosa, che presto farò mia.

Ho imparato in un batter d’occhio a Scrivere, Modificare articoli, Salvarli, Leggerli in anteprima, Ricorreggerli, Aggiungerne nuovi, Inserire foto, video e Commentare. Leggo i vostri commenti, aggiungo Pagine, Tag e Categorie. Ma quando pensavo di aver raggiunto il massimo col Link al numero dei vostri Click (trovo assolutamente esilarante l’idea di titolarlo Quante volte figliolo? fantastica DM!)…ecco che scopro nella mia bacheca “Le statistiche del Blog”.

Signori ma questa è economia pura! E posso spaziare dalla micro-economia (dati per ogni singola pagina) alla macro-economia (dati giornalieri, settimanali e mensili) del mio Blog. Non poteva qui certo mancare il grafico dell’andamento del mio “prodotto”  (per gli interessati l’indice è  in strepitosa salita). Fantastico, che dico straordinario!

Giochiamo ancora, amici blogger, giochiamo! State investendo esclusivamete in  prodotti con range AAA+.

Chi copia è perduto!

La vostra mascotte  Solindue

P.s. ma non ho ancora capito: CSS è l’acronimo ridondante di Come Sopravvivere  Senza?


Uno spazio nuovo

Difficile pensare di affrontare l’ignoto di nostra spontanea volontà.

Normalmente desideriamo mantenere ogni cosa sotto controllo, e spesso oramai non pensiamo neppure di fare un viaggio senza una cartina dettagliata.

Non a caso ci siamo inventati il tomtom.

E se invece cominciassimo nuovamente a perderci per le città? Per i calli di Venezia, per le strette strade fiorentine?  Perdiamoci fra i monumenti, perdiamoci nei prati, per le piazze, senza una meta.

Di più, come unica vera meta il percorso stesso, senza nessun punto di arrivo.

Affrontare un viaggio con queste prerogative significa  non  tornare mai uguali a come si era partiti. Alla fine diventa un investimento su se stessi, sulla propria anima, un arricchimento delle proprie risorse.

Penso che quello mio sarà un lungo percorso ed è quindi meglio che mi metta in marcia. In fondo anche il percorso più lungo inizia con un primo passo.

Ma il mio viaggio come ricerca dell’io nell’altro, aspetterà.

Difficile la rinascita.

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