Coppia di fatto?

Scrivo questo articolo per avere illuminazioni al riguardo.

Inizierò con il fare ammenda per non essermene interessata fino ad adesso, ma davvero non avrei mai pensato che la cosa avrebbe potuto un giorno riguardarmi. Niente di più sbagliato, ma che volete farci, non si finisce mai d’imparare.

Detto questo, partirò con il raccontare, specialmente per tutti gli amanti del privato altrui (in questo caso del  mio), che la mia “storia” con Mr. Calzino (di qui apresso chiamato L.) sta procedendo alla grande e ci stiamo avvicinando al mitico traguardo dei 24 mesi: due anni.

Capirete che non vorrei arrivarci impreparata. Un minimo di organizzazione per l’evento ci vuole. Ma che fare? Perchè una cosa è festeggiare due anni di  un semplice “stare assieme” … ben altra cosa poter dire: “siamo una coppia di fatto”.

Mi domando quindi se esista un periodo di prova prima di potersi considerare tali; c’è forse l’obbligo di un conto corrente cointestato? E’ forse necessaria la nascita o programmazione di un figlio? C’è obbligo prolugata coinvivenza? Ci vuole il riconoscimento della comunità?

Ebbene sì lo ammetto. Io ed L. non viviamo sotto lo stesso tetto, ma bensì a 25 km di distanza; non abbiamo un conto cointestato e non abbiamo previsto di proliferare. Restano quasi due anni di vita condivisa, assaporata  e combattuta assieme e magari centinaia di programmi futuri.

Per quanto riguarda il “riconoscimento” di me e L. come coppia … diciamo che almeno in un caso dobbiamo ancora lavorarci su. Un po’ come sta facendo l’Autorità Nazionale Palestinese, per farsi riconoscere quale stato membro dell’ONU. Non so se il paragone sia calzante, ma nonostante i due anni assieme, c’è ancora qualcuno che insiste a non volerci considerare una  “coppia” … di qui il dilemma: stiamo sbagliando qualcosa?

E voi, siete una “coppia di fatto”? Lo siete mai stati? Potete aiutarmi?

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32 responses to “Coppia di fatto?

  • arthur

    Un amico mio in questi giorni è stato operato al cervello per un tumore che, per fortuna, sembra essere benigno.

    Da nove anni sta con una donna, una mia amica, l’uno a 70 chilometri circa di distanza dall’altro. Prima che fosse operato, essendo la sua “fidanzata” un medico, ad una delle prime visite che ha dovuto fare, il dottore di turno scrivendo un questionario domanda alla sua collega, la “fidanzata” del mio amico, cosa fossero l’uno per l’altro.

    Lei è rimasta per un attimo in silenzio, imbarazzatissima, perché non sapeva cosa rispondere. Lui, il mio amico, notando l’impasse, risponde prontamente che non erano sposati, ma che era la sua compagna.

    In effetti, coma altro definirsi dopo nove anni di stare insieme?

    Probabilmente sono una coppia di fatto, anche se non vivono insieme? In un certo senso immagino di sì, anche se a riguardo ho dei dubbi, perché non credo che sia determinante il conto cointestato, o la programmazione di un figlio, ma la convivenza sì, credo sia importante, altrimenti anche la condivisione non la si può ritenere a tutti gli effetti completa.

    Ma questo ovviamente è un mio parere, perché nella mia vita non sono mai riuscito a fare il fidanzato a lungo termine e perché, forse, non ho paura di dividere i calzini sporchi ( …) con l’altra.

    Il tuo, credo, sia un caso particolare, certi ostacoli non vi consentono di prendere a cuor sereno l’idea di una convivenza, almeno in tempi brevi, ma al di là di tutto, l’importante è come ci si sente, e se si è felici, se come dici vai alla grande, non stai sbagliando nulla, il resto è soltanto letteratura.

    Ps: ieri sono andato a trovare il mio amico all’ospedale. Lo dimettono tra un paio di giorni e andrà a vivere per un po’ dalla sua compagna “fidanzata”, giusto il tempo di fare un po’ di convalescenza assistita (lei è medico…)

    Uscendo dall’ospedale, la mia amica mi ha chiesto di interessarmi perché vuole cambiare casa, visto che sono il suo architetto di (s)fiducia. (🙂 )

    Le ho chiesto cosa cercasse e la risposta è stata: “Una casa come quella che ho, cioè a dire un ampio trilocale, ma con un grande terrazzo. “

    “Pensi ancora di vivere da sola?” le ho chiesto?

    “ Sì, non ho dubbi in proposito”

    ‘nnagg… !!!

    Ps: Ciao Mr. Calzino!😉

    • solindue

      Prima di tutto vorrei abbracciare fortissimamente forte il tuo amico.
      Per quanto riguarda la terminologia, anche io mi diverto a considerarmi “fidanzata”. E’ un termine un po’ antico e comunemente usato per i ventenni alle prime esperienze. Essendo noi una coppia sulla cinquantina … fa sorridere.
      Quando io e L. ci presentiamo, anche noi usiamo più normalmente definirci “compagni”. In effetti siamo compagni d’avventura e stiamo facendo un po di strada assieme.

      Per il vivere assieme … ti sbalordirò: sto svalutando il “dormire con un piede qui e uno là” … ma le difficoltà sono ancora molte. sigh!

  • semprevento

    giuridicamente parlando le coppie di fatto dovrebbero essere quelle che convivono. sotto lo stesso tetto….non importa avere conti cointestati ( mi piace “cointestaticonconti”)..DEVONO AVERE LO STESSO DOMICILIO…UN Pò COME AGLI ARRESTI.🙂
    Per quanto riguarda tutto il resto….io sono stata coppia di fatto per 20 lunghissimi anni…poi però mi son sentita dire dall’avvocata: era molto meglio se Ti facevi sposare!
    Non ricordo quanto tempo deve trascorrere dal giorno in cui vai in comune e prendi il domicilio col tuo lui, per essere considerata coppia e avere eventualmente qualche diritto di moglie…..uhm..cosa piuttosto superflua…
    Se tutto questo ambaradan non ti interessa (come penso) credo che alla domanda : chi è il signore con lei, tu possa rispondere tranquillamente:il mio compagno di vita, e che vita!!!!😀

    ma che hai??? chiede lui…
    Io? nulla! risponde lei…
    ..e si sa cosa significa….
    Quindi tesora…resta amabilmente così come sei :lol

    …sto scherzando Signor Calzino!
    tanti cari saluti…senza troppa psicologia sociale…

  • solindue

    Ciao Ventolino! Vent’anni di “coppia di fatto” è tanta roba!!
    però mi hai avvilito: giuridicamente serve il domicilio coatto dunque!
    Accidenti dovrò pensare allora ad un festeggiamento da fidanzatini in erba!🙂

  • arthur

    Wow, socina bella, che bella notizia che mi dai!!!

    E poi, vuoi mettere che risparmi i calzini d’inverno per riscaldarti i tuoi (bei ) piedini?🙂

    A parte gli scherzi, non vi ho mai visto dal “vivo”, ma non so perché, vi vedo bene insieme e sono sicuro che siete una bella coppia e poi entrambi avete un bel sorriso, cosa chiedere di più?🙂

    Quindi, alè, dai tempo al tempo.

    • solindue

      Non correre troppo tesoro mio … diciamo che sto rivalutando il dormire insieme per lunghi periodi … per andare oltre ci vuole ancora tempo, come dici tu.
      Chissà resteremo “compagni” a vita e qualcuno continuerà a non considerarci una “coppia stabile e di fatto” per questo…

  • semprevento

    com’è dolce Arthur..sempre positivo, LUI!!!
    che l’amor lo benedica!
    ..stavo pensando…ma io oggi, se avessi un compagno con il quale non vivo ma che frequento assiduamente, come lo presenterei?
    …questo è il mio fidanzato? aaaah no !!!
    No davvero! mi vergognerei come una ladra…e neppure mi piace il termine ” il mio uomo”….aah no , mica è roba mia…no, no, no. già l’aggettivo MIO e MIA , mi vanno stretti…compagno mi piace di più…convivente..uhm, un pò meno…ma data l’esperienza un pò reticente lo sono…

    beh, comunque io il signor Calzino un lo conosco, te, bella Sol neppure, ma ti leggo…quindi….visto che …alla luce dei fatti…. sono ottimista come l’Arthurino!

    Buona giornata
    vento♥

  • solindue

    … e presentarlo come “quello del 2010 – 2011” …😆

  • Giulio GMDB©

    Definire una coppia di fatto solo quando vive sotto lo stesso tetto mi sembra riduttivo (altrimenti quelli sposati che per qualche motivo vivono a centinaia di km di distanza cosa dovrebbero essere: divorziati di fatto?)
    Anche la questione “fidanzati” fa un po’ ridere: secondo me la parola va bene per definire due che hanno già deciso di sposarsi a breve. Per tutti gli altri trovo corretto definirsi compagni, compagni di vita. E non credo che ci debbano essere termini per considerarsi una coppia di fatto ma solo la comune decisione di considerarsi tale… 🙂

    • solindue

      Grazie Giulio! La penso assolutamente come te.
      Infatti ho giocato sulla terminologia … ad una certa età e magari con un matrimonio (o due a volte) alle spalle credo anche io che il termine giusto sia “compagni”.
      In realtà questo articolo è nato da una constatazione – che mi ha molto urtato – che qualcuno molto vicino a noi non ci consideri una coppia uficiale, forse per il solo fatto che non abitiamo assieme.
      Ti dirò che mi interessa il giusto di ciò che pensano gli altri, anzi forse meno, ma comunque ero interessata a capire cosa ne pensavate voi, e quali erano le vostre esperienze.
      Grazie!

      • arthur

        Guarda che è “normale” non essere considerati una coppia solo perché non si vive insieme, lo è per certe persone che considerano il pezzo di carta il lasciapassare giusto per questo tipo di convivenza.

        Quindi, non ti curar di loro e…🙂

        Ps: per quanto riguarda il mio amico… è uscito dall’ospedale e visto che la sua compagna che lo aveva assistito per una settimana di seguito era un po’ stufa di averlo ancora tra i piedi, è andato a casa sua. Ricominciano come prima a vedersi il sabato e la domenica, una volta da luio e una volta da lei.😆

        • solindue

          Certo che non mi curo di loro … ma sono comunque atteggiamenti che feriscono, tantopiù quando vengono da persone “vicine”.

          p.s. Ma che amici hai? Lei è stufa di averlo accudito per una settimana?

  • antonio

    mi è venuto in mente che una mia cugina stipulò una assicurazione (con una compagnia americana). Loro fecero un sopralluogo per verificare la convivenza !!! Al momento del decesso di lui non ci furono problemi per la riscossione … e questo vent’anni fa !!!

  • aquilanonvedente

    Comunque, è sempre meglio essere una coppia “di fatto” piuttosto che soltanto una coppia “di diritto”.
    Nel primo caso, si è una coppia vera, nel secondo si è solo un’accoppiata…:mrgreen:

  • Thumper

    “Compagni” mi sa molto di collettivo…😉

    Io sono da 15 anni metà di una coppia di fatto.
    Lui parla di me come di sua moglie, io di lui come di mio marito.
    Specifichiamo l’assenza di titolarità solo nelle comunicazioni ufficiali.
    E funziona.

    • solindue

      Marito e moglie dici …mmmmh …. solo che L. non ha ancora il divorzio dal suo primo (o forse era già l’ennesimo …) “amore”… quindi non vorrei me lo accusassero di “bigamia”!!😆

  • semprevento

    oddio…..sivviaaaa….
    non si deve cadere in questa trappola…
    non vorrei essere bigotta ma ciò che conta è l’amorrr!!!
    i legàmi???’ seeeeee mica sono una salsiccia…se amo, amo e basta….io spesso ho detto ..ti presento il, mio amore…Mi pare una buona soluzione o no?
    un pò confusa ma credo tu abbia capito..😆

  • solindue

    Non sono una salsiccia … è la miglior negazione abbia mai sentito. Certamente me la rivendo!😆

  • Farnocchia

    Hai aperto un bel discorso!
    Io non abito col secchione, ci dividono 12 km.. non abbiamo intenzione di procreare.. l’università ci succhia l’anima ecc. Ma se dovessi dare il nome di una persona responsabile per conto mio e dei miei guai (..e se la legge me lo permettesse) farei solo un nome: SECCHIONE!😀

  • carlotta

    Il tuo legame cara Sol, non fa una grinza. Ammetto che detto da me, cioè da una persona che ama prima la sua libertà e poi tutto il resto, sia alquanto fuorviante…
    Forse la tua è una paura atavica, ancestrale di non voler ripercorrere un sentiero accidentato da te percorso precedentemente e con esiti negativi.
    Posso capirti e sono solidale con te. Ma poi ti chiedo e se ti svegliasse di soprassalto di notte, nel tuo letto ed invocheresti il conforto dell’uomo che ami, ma che è lontano da te….quanti kilometri? 25? allora tutte le nostre paure, timori, ripercussioni, scelte, critiche e varie “amenità” vanno a farsi friggere.
    A proposito, hai mai mangiato la frittura di notte? Baci

  • solindue

    La vita è più complicata di come può sembrare dalla finestra di un blog.
    La mia vita fino ad adesso è stata sì accidentata, ma almeno quella sentimentale non ha avuto nessuna accezione negativa.
    Nessun uomo mi ha mai fatto del male, qualcuno mi ha fatto arrabbiare – certamente – ma se viviamo lontani attualmente è sia per amore della nostra reciproca libertà, sia per non danneggiare altre persone.
    Ci sarà tempo perchè la situazione cambi … e da una parte, credimi, non vedo l’ora di svegliarmi la notte dai miei ricorrenti incubi e potermi rincuorare fra le sue braccia.

    p.s. nessuna frittura la notte … non ho più l’età!

  • Jaulleixe

    Ciao, ci era sfuggito questo tuo post! Dunque, noi abbiamo avuto lo steso problema terminologico e “identitario” con la società, seppur con presupposti differenti. Nello specifico: siamo una coppia giovane che sa quanto “serio” sia il proprio impegno ma, causa assenza cerimonia matrimoniale, “faticava” a vedersi riconosciuto il proprio status di stabilità. “Fidanzato” è in effetti un termine che allude a una transitorietà e, anche se tutto va bene, nessuno vi considererà indissolubilmente legati finché non convolate a nozze. E uno che il matrimonio, per varie ragione, non lo vuole o non se lo può permettere?
    Basta. Abbiamo scoperto che nel nostro Comune era stato istituito un registro delle coppie di fatto e non ci siamo fatti sfuggire l’occasione. Certo in assenza di una legge nazionale la cosa non ha (ancora) ricadute legali. Non ha nemmeno un rituale istituzionalizzato per cui abbiamo preferito non scimmiottare il matrimonio con ricevimento et similia. Ma il valore simbolico c’è tutto. Abbiamo risolto la questione con un bigliettino mandato per posta: “A. e J. comunicano la propria unione civile avvenuta il… a….” Ovviamente (quasi) tutti hanno pensato a un matrimonio “segreto” in Comune 😦 Sorvoliamo sui qui pro quo che ne sono conseguiti… l’importante ora è aver sancito che siamo l’uno il Lebenspartner dell’altra (il tedesco è l’unica lingua che – per ora – ci è sembrato riuscire a condensare in una parola il giusto termine: “compagno di vita”) anche dinanzi agli altri… Purtroppo stando al nostro regolamento comunale il requisito della coabitazione è necessario, quindi, Sol’, non è forse la risposta che cercavi tu… ma da qui all’istituzione di una legge nazionale (mobilitiamoci per la raccolta firme per un disegno di legge da portare in Parlamento!) molte cose possono cambiare!

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