Archivi del mese: Mag 2011

La MIA opportunità

 

Sarò breve e verrò subito al sodo.

Io son stufa del “Carpe diem”! Del dover vivere alla giornata; del dovermi gustare di ciò che il giorno mi offre; di fare il pesciolino rosso in una boccia.

Non voglio più star ferma ad aspettare tutte quelle piccole cose che la vita forse potrebbe  regalarmi dall’alba  al tramonto.

Sono stanca di dovermi accontentare di scendere la mattina a comprare il pane da quello squallido fornaio sotto casa, o di  far finta di apprezzare il caffè bruciato del bar all’angolo.

Vivere rintanati nell’oggi e in tutte le sue  “piccole cose”,  è solo un modo per sfuggire alla vita. Se il fuori ci spaventa allora restiamo fermi sotto il nostro piccolo cielo e continuiamo a ripeterci che “va tutto bene”.

Il mio essere sempre pronta a un sorriso, ad ascoltare gli altri, a preoccuparmi degli altri, a volergli capire, comprendere e scusare per i loro sbagli, è solo un modo per non occuparmi di me stessa, è un non voler riflettere sulle mie imperfezioni, un tentare di sfuggire dai miei errori e dai miei problemi.

E’ troppo tempo che ho la schiena spezzata a forza di  seminare un misero orticello, di coltivare insalata che mangeranno le lumache, di concimare albicocche che vengono poi addentate da sciami di moscondori.

Non era oggi che volevate concedermi la mia opportunità?

Chiedo venia, ma non importa io la MIA opportunità me la prendo… e al diavolo Orazio:  voi cogliete pure l’attimo, io colgo il MIO FUTURO!


…di attrazione e

Fili di Vento

Pensare che io sia insensibile e indifferente a ciò che mi ha accolto in questi tanti mesi è sbagliato.

Vi vedo, vi sento e qua e la vi seguo.

Ma non sempre  riesco a coniugare il verbo giusto. Manca la congiunzione adatta e la parafrasi non riesce. Il commento non nasce o, peggio ancora, muore sul nascere.

Un po’, lo ammetto, è perché in questa primavera ho letto e patito fortemente i sentimenti negativi che a fiumi son scorsi nei diversi spazi personali. Dentro di me è venuto a mancare il “senso della cosa”, non trovo il bandolo della matassa, non ritrovo il sentimento giusto e positivo che mi legava  a questo mondo blog.

Immagino sia la certezza che qui non è per niente differente che qua. Tutto il mondo è paese e la rete non sfugge a questa patetica simmetria. Devi sempre e comunque guardarti le spalle. “Occhio Sol’ a cosa scrivi, dove lo scrivi e perché lo scrivi”.

La foto che ho postato è di Vento. Ha fatto il giro dei blog,  vuoi perché è una magnifica  metafora della vita (questa la bellissima visione di Arthur), vuoi perché racchiude in sé l’estro ironico e creativo della sua brava padrona.

Personalmente l’ho scelta perché questo ondulare alternato di filari lucenti è ciò che provo attualmente per questo nostro mondo: una corrente alternata, un  flusso variabile in intensità, di attrazione e


Un pensiero o due

C’è niente da fare, funziona sempre così.

Due sono le possibilità: o mi sveglio alle cinque del mattino e inizio a rigirarmi nel letto, oppure salto impaurita sul cuscino al suono della sveglia.

Il primo caso capita perché sono attorniata da problemi. Allora il sonno è difficile e all’interno della mia testa c’è un continuo rimuginare di cose. Programmi, teorie, idee e pensieri che si affollano, si spingono, premono, si strattonano. Se poi, fra le cinque e le cinque e trenta, capita che nella mia mente si accenda una lampadina, anche minuscola, allora sì che son guai. Partono tutta una serie di schemi mentali per i quali, quella nuova idea, utopia o visione, potrebbe essere risolutiva piuttosto che inutile. Se facessi, se dicessi, se investissi, se capitasse, se… e giù elucubrazioni e fantasticherie: io faccio così e lui potrebbe dire, dopo essere stata e aver concluso, affinché anche lei…

In questo modo fra un giro di cuscino a destra e un giro a sinistra arrivano le sei e quarantacinque e con loro il suono dolce e sussurrato della mia sveglia. Quasi un sollievo. L’obbligo di alzarmi corrisponde di solito nella mia mente al momento delle statistiche, quello in cui, cioè, nella mia testa parte il calcolo delle percentuali di possibilità di successo o insuccesso della nuova pensata. Le percentuali nel caso in cui lui, sempre che lei, a meno che non capiti che loro, tenendo sempre ben in mente anche che …

Nel secondo caso, quando invece la sveglia rimbomba come un allarme antincendio nella mia camera e io presa di sorpresa, nel mezzo del sonno, salto letteralmente sul materasso e il mio cuore schizza violento nel petto, in quel caso dicevo, la voglia di alzarmi è pari a zero. Spenta la sveglia mi rintuzzo sotto le coperte, mi aggiusto il cuscino e riportato il cuore al suo normale battito mi godo cinque minuti di meritato relax. Se ho dormito fino alle sei e quarantacinque significa che mi sono addormentata alle tre: attorniata da preoccupazioni il sonno è difficile e all’interno della mia testa c’è un continuo ponderare di cose, programmi, teorie e pensieri che gremiscono, pressano, si affollano…


Red

Mercoledì esce il Rosso.

Chiunque sia nei pressi di una roulette, casinò o simili si dia da fare. Puntata minima 7 euro, il prezzo di un biglietto del cinema in 2D.

La percentuale di vincita per puntata sul rosso alla roulette  francese è  del 47,8%:  lo zero non conta. Non è molto, lo so, Ma se credete sia più producente azzeccare un film divertente, ironico e ben costruito, allora mercoledì potreste puntare sul film  RED.

Il colore non cambia.

Il cast  –  termine cinematografico che indica l’insieme degli attori che partecipa ad una produzione (possibile non esista un termine italiano?) – è,  come vedete, di prim’ordine: Bruce Willis (un mito), Morgan Freeman (il migliore), John Malcovich (semplicemente folle), Helen Mirren (graziosa macchina mortale), Karl Urban (dalle mille sfaccettature),  Brian Cox (puro wiskey) e Mary Louise Parker (bella e intrigante).

 R.E.D. è l’acronimo di Retired Extremely Dangerous e  racconta di un gruppo di agenti segreti in pensione a cui la CIA vuole dare la caccia. In altre parole ex agenti, con la paranoia di essere sempre spiati, che ricompongono la squadra per salvarsi  la vita. Il film scorre alla grande, ben equilibrato fra tensione, azione, intrattenimento e puro spasso.

Spettacolare la scena in cui Malcovich è capace di centrare il pieno il razzo di un bazooka con un proiettile. Ma non vi racconterò altro.

E’ un film davvero sopra le righe, che ho avuto il piacere di vedere a  dicembre all’estero in lingua originale. Vi lascio qui il trailer … anche solo questo ne vale la pena!

 


Suona strano

 

           

Suona strano aver girato qua e là per blog e non averne trovato traccia.

Suona strano che nessuno abbia espresso la propria opinione sul fatto del giorno.

Tutti hanno un’opinione sulla primavera, sul vicino antipatico, sul datore di lavoro insopportabile, sull’ultima riunione della CGIL , sulla nuova proposta governativa, sull’amore che ci ha appena abbandonato o che abbiamo giust’appuno  trovato … ma a giro non c’è nessun pensiero sul fatto del giorno.

Forse bastano i giornali coi loro dettagli.

Forse bastano i filmati coi loro fiumi di parole.

Le foto pubblicate e quelle solo raccontate.

Ma i vostri sentimenti di sconforto o esortazione dove stanno?

Rintanati sotto giacche abbottonate?  Rintuzzati dentro tasche ben cucite?

Mi suona strano ragazzi, voi non sapete quanto mi suoni strano.

Gli Americani hanno ucciso infine Bin Laden; Obama dice: “Il mondo ora è migliore e più sicuro”.

Cosa c’è amici, non ci credete?

 THE PRESIDENT:  Good evening.  Tonight, I can report to the American people and to the world that the United States has conducted an operation that killed Osama bin Laden, the leader of al Qaeda, and a terrorist who’s responsible for the murder of thousands of innocent men, women, and children.

[…]

Let us remember that we can do these things not just because of wealth or power, but because of who we are:  one nation, under God, indivisible, with liberty and justice for all.

Thank you.  May God bless you.  And may God bless the United States of America.