Archivi del mese: marzo 2011

Scegli maschio o femmina?

 

Ho trascorso quasi 24 ore con i miei tre figli. Cosa sempre più rara … loro crescono e i momenti di riunione sono sempre più difficili da concretizzarsi. Ma tant’è che tutte le volte che riesco a godermi tutti e tre assieme, non posso fare a meno di constatare le incredibili differenze fra le due femmine e Baby G., il maschio.

La filmografia degli ultimi tempi ha sottolineato in maniera esuberante e divertente le differenze, che per quanto conosciute sono state  amplificate dal grande schermo.  “Maschi contro femmine” del 2010 e “Femmine contro maschi” del 2011, sono stati due film italiani  al primo posto d’ incassi per diverse settimane.

Eppure ”  Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò: maschio e femmina li creò.” [Genesi 1, 27]

…  fa pensare che Dio  creò il maschio e la femmina assieme, tanto da arguirne una perfetta simmetria nonchè  la medesima dignità.

Sempre per poi ricredersi, sottolineando presto come: ” Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo” [Genesi 2, 22] … perché “non è bene che l’uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto [Genesi 2, 18] … la simmetria già qui scompare in maniera anche troppo evidente!

 {Mi domando se noi donne  siamo d’aiuto…}

Ora,  comunque,  affiancare i due film di  Fausto Brizzi all’Antico Testamento, potrà far venire la pelle d’oca a molti lettori, però se le differenze fra maschi e femmine sono così evidenti … da qualche parte dovremmo pur cercare una genesi, anche perchè spesso capirne la differenza in anticipo è fondamentale per non aver brutte sorprese nel futuro.

Mi spiego.

Conoscere le peculiarità (se così si possono definire) dell’essere umano maschile aiuta a costruire una pacifica convivenza. Sapere in anticipo che si dimenticherà della ricorrenza del vostro matrimonio ma non quella del derby, servirà a non farne un dramma e a farvi fissare con largo anticipo l’uscita per “teatro e  sushi” con le amiche.

In realtà, la conoscenza delle differenze fra i due sessi è importante, ad esempio,  anche per la scelta del cane. Chi è alla prima esperienza nell’acquisto del nuovo amico, dovrebbe acquistare una femmina per una gestione più semplice e sicura: spesso, invece,  chi sceglie un cane di razza tende a preferire un maschio perchè più maestoso e appariscente, non valutando attentamente anche gli aspetti negativi.
Il cane maschio è tendenzialmente più dominante della femmina, cioè è più portato ad una scalata gerarchica che, se non controllata dal padrone uomo,  porterebbe il cane al comando del branco (nel nostro caso della docile famigliuola) con le spiacevoli conseguenze che ne seguirebbero: un esempio classico il cane che ringhia quando si tenta di farlo scendere dal divano … mettendo a rischio sia il derby di lui, che conseguentemente,  la cena con le nostre amiche! 

Ma, ancora più determinante e difficile, sembra sia la scelta del maschio o della femmina … nelle piante di cannabis: specialmente perchè questa pianta (udite, udite!)  tende all’ermafrodismo.  Fortuna (?) vuole che mi sia imbattuta in un sito svizzero che spiega molto bene, con abbondanza di  foto, la differenza fra le due specie, mettendo in guardia i lettori:

Non credete alle classiche storie di chi dice di saper distinguere i maschi dalle femmine tramite le foglie. Sarebbe davvero una brutta sorpresa scoprire di aver ucciso piante femmina credendole dei maschi. Nella scelta la cosa più importante è la pazienza, siate pazienti e sarete ripagati.” 

 L’importanza di una tale conoscenza è presto detta: la canapa cresce in due varietà, o come una pianta femmina o come una pianta maschio. Solo la pianta femmina produce cannabis che si può fumare: le piante maschio producono polline che non contiene THC.  In altre parole, le piante maschili non vi faranno sballare … dovete coltivare le femmine per quello!

{Ecco la prova che le femmine sono  d’aiuto!}

Per serietà etica o/e deontologica, non vi concedo il link del sito, dovete credermi sulla parola –  oppure andarvelo  a cercare  – oppure, come vi consiglio io,  fare affidamento come dice il nostro amico svizzero sul vostro intuito e la vostra pazienza  per  la scelta di ogni essere vivente di casa:  sia esso uomo, animale o pianta.

 


CouchSurfing

Vorrei parlare a tutti i ventenni, a quelli che trascorrono i fine settimana ciondolando negli centri commerciali. Avete mai pensato di viaggiare?

Zaino in spalla e via. Perchè vivere la vita, ragazzi miei, fa tutto un altro effetto …  dal vederla riprodotta al cinema. Perchè è viaggiando che si cresce, che ci si misura con gli altri e con le proprie capacità.

Se solo avessi ancora vent’anni … io farei del CouchSurfing. 

In altre parole girerei il mondo cercando ospitalità sui divani degli altri! Il Couchsurfing funziona così: da una parte c’è chi mette a disposizione una stanza o il divano della sua casa, mentre dall’altra c’è chi parte per  paesi stranieri e cerca un posto in cui poter sostare per qualche giorno. È un’esperienza che sicuramente offre la possibilità di viaggiare a costi molto bassi ma dà anche la possibilità di creare dei legami e farsi amici in tutto il mondo.

Come funziona:

  • La prima cosa da fare è ovviamente registrarsi sul sito ufficiale … gratuitamente.
  • È importante completare il proprio profilo con più informazioni possibili: la chiarezza delle informazioni è la base di questa community.
  • Si inizia poi a cercare un divano, almeno una settimana prima della partenza comunicando chiaramente a chi ci vuole ospitare di cosa si ha bisogno e per quanti giorni. Più sarà chiaro lo scambio, più facile sarà non restar delusi dall’esperienza.
  • Una volta arrivati “sul divano”, dovremmo cercare di essere un buon ospite. Il servizio è gratuito ma un pensiero dal paese da cui si proviene è sicuramente benvenuto, ricordando sempre che non si tratta solo di avere un posto dove dormire, ma di incontrare persone che vivono in altri paesi.
  • Infine, se si è  trovato il “divano perfetto, al ritorno dal viaggio scriveremo le nostre referenze positive (o negative) che  saranno molto utili per gli altri couchsurfer!
  • Semplice non credete?
  • Le statistiche dicono che ad oggi nel mondo ci sono 1.226.011 divani disponibili. Uno è il mio. Perchè non ho più ventanni e il mal di schiena mi sconsiglia di dormire su di un divano “sconosciuto”, ma questo non limita la mia volontà di fare conoscenze e  amicizia. Anzi.

    In altre parole sto dall’altra parte del CouchSurfing …  quindi … indovinate chi dorme sul mio divano stanotte?


    Ho buone notizie

    Oggi è primavera e io voglio essere positiva, vedere il bicchiere  mezzo pieno, anzi pieno fino all’orlo, quasi traboccante.

    Non per questo metterò la testa sotto la sabbia, dimenticandomi i disastri nucleari in Giappone, disastro forse scongiurato, forse nascosto, forse allentato. No, le immagini del Giappone devastato sono lì, ma vorrei esultare perchè in Giappone, nonostante terremoto e tsunami, qualcosa ha funzionato. Qualcosa che forse non si vuol far sapere o che nessuno urla ai quattro venti … e mai metafora è stata più azzeccata.

    Le centrali eoliche giapponesi sono le uniche che hanno resistiro al sisma e sono quelle che stanno alimentando il paese. Perfino gli impianti “offshore” del parco eolico Kamisu (nella foto) che distano 300 km dall’epicentro del sisma hanno retto.

    E ancora. Non solo le maggiori turbine eoliche del paese sono pienamente operative, ma le aziende elettriche hanno chiesto ai proprietari dei vari parchi eolici di intensificare le operazioni di produzione di elettricità per cercare di compensare, quanto possibile, le carenze di energia elettrica nella parte orientale del paese orfana dell’energia nucleare.

    E’ così che mentre la borsa di Tokio è crollata dopo il sisma, le azioni del Japan Wind Development Co. Ltd. hanno fatto un balzo dai 31.500 yen dell’11 marzo, ai 47.800 yen del 16 marzo.

    Ritengo la notizia positiva, non perchè io abbia mai investito in titoli eolici giapponesi (non penserete che io faccia cose così sensate!) ma perchè forse alla fine il buono paga sempre… anche in termini monetari.

    Riflettete governanti e investitori, riflettete.


    Serve un Dio in Giappone?

     

    Provengo da una normale famiglia italiana e sono stata cresciuta con  una media istruzione cattolica. Ricordo che mio padre ogni tanto pregava.

    La confusione che c’è stata nella mia vita negli ultimi dieci anni mi ha portato a sentirmi una non credente.

    Come tutti voi ho visto le immagini dell’apocalisse in Giappone. Seguo con ansia le notizie, leggo i giornali e guardo i filmati. Il cuore stretto, la tristezza negli occhi e le solite domande nella mia testa.

    Ieri  mi è stata inoltrata la mail di una ragazza giapponese, certa Cie, che chiede di inviare i nostri pensieri positivi, di “luce, speranza e compassione” per aiutare tutti coloro che soffrono in un paese così lontano dal nostro, ma nello stesso tempo così vicino: il dolore a noi, per quanto lontani, è arrivato pesantemente.

    Nello specifico Cie chiede con un passaparola online, uno o due minuti di concentrazione in modo da focalizzare tutti assieme i nostri sentimenti positivi, ogni giorno, alle 14 (più o meno nella pausa pranzo) quando in Giappone saranno le ventidue.  A quell’ora gli amici giapponesi attenderanno l’arrivo del relativo flusso di positività, nella speranza che ciò  possa in qualche modo aiutarli (nella mail, in realtà, si parla addirittura di  riuscire a bloccare le radiazioni nucleari trasformandole in pura luce…).

    Io davvero non saprei. Sono molto scettica e diffidente. Però il mio poter solo stare a guardare mi irrita, il sentirmi inutile e  infeconda mi indispone; mentre l’idea che  il mondo intero alla stessa ora possa fermarsi e concentrarsi tutto quanto su un’unica finalità positiva mi e sembrata un’idea grandiosa.

    Un minuto solo per me e il mio alter ego giapponese, senza dover passare attraverso la “mediazione” di nessun altro.

    Poco fa, alle 14 appunto, mi sono allontanata dal mio lavoro, ho appoggiato la schiena alla mia sedia e ho pensato alle immagini devastanti che porto dentro da giorni e che non vorrei mai aver visto. Forse il mio referente giapponese non avrà avuto nessun sollievo, ma a me è piaciuto così.

     

     

    [nella foto “Les escabrilles mentales de Folon”]


    Pragmatiche certezze

    Sì, ho trascorso un bellissimo fine settimana.

    NO, non mi è pesata la pioggia battente.

    Sì, sono stata anche al cinema.

    NO, non ho mangiato la pizza.

    Sì, ho visto le immagini del Giappone.

    NO, non ho letto i giornali.

    Sì, mi si è chiuso lo stomaco.

    NO, non posso non pensarci.

    Sì, la Fiorentina ha vinto.

    NO, non ho vinto il concorso.

    Sì, devo farmi la ceretta.

    NO, non andrò dal parrucchiere.

    Sì, un giorno mi comprerò la barca.

    NO, non posso smontare la mia vita adesso.

    Sì, i babà erano davvero squisiti.

    NO, non ti darò la ricetta del mio cheese cake.

    Sì, ieri sera ho visto la Littizzetto.

    NO,  non mi ha fatto molto ridere.

    Sì, smack, smack, smack era la parte più SENSUALE del tuo discorso.

    NO, non avrai la paternità di questo articolo.

    Sì, ci dovevi pensare prima.

    NO, non mi sento in colpa.


    48 metri s.l.m.

     

    Qualcuno viaggiava tre metri sopra il cielo, io sto circa 48 metri sopra il livello del mare. Peccato che la definizione di livello del mare sia artificiale in quanto non è possibile determinarne un valore unico per tutto il mondo …  si sa il mare varia con le maree e  i movimenti ondosi. Ahimé!

    Tanto nella nostra vita è deciso per approssimazione, con il semplice scopo di semplificarci la vita. Ma non sempre è così. Il continuo insinuarsi di dubbi e incertezze nella nostra testa ci rende insicuri e spesso instabili. Il senso di vuoto, quel “non sapere dove andare a sbattere la testa” è sempre più presente nelle nostre vite. Troppo spesso sarebbe davvero importante poter sistemare dei paletti, delle certezze, per poter fare un punto della situazione e andare a capo.

    E’ notizia di qualche mese fa, che i segni zodiacali siano cambiati. Uno studio della Minnesota Planetarium Society ha ricalcolato le date in quanto sembra che, col passare dei secoli, l’oscillazione dell’asse terrestre abbia  fatto cambiare l’allineamento delle stelle col sole.

    Pare che il mondo non sia stato sconvolto da questo annuncio, ma chi faceva riferimento ai segni, all’astrologia, ai pianeti nelle case e alle stelle nei cieli,  dovrà tenerne di conto. In altre parole l’oroscopo che leggete la mattina potrebbe essere quello sbagliato! Vi segnalo quindi le nuove date di riferimento per i segni zodiacali:

    Capricorno dal 20 gennaio al 16 febbraio
    Acquario dal 16 febbraio all’11 marzo
    Ariete dal 18 aprile al 13 maggio
    Pesci dal 11 marzo al 18 aprile
    Toro dal 13 maggio al 20 giugno
    Gemelli dal 21 giugno al 20 luglio
    Cancro dal 20 luglio al 10 agosto
    Leone dal 10 agosto al 16 settembre
    Vergine dal 16 settembre al 30 ottobre
    Bilancia dal 30 ottobre al 23 novembre
    Scorpione dal 23 novembre al 29 novembre
    Sagittario dal 17 dicembre al 20 gennaio

    Il buco tra il 30 novembre e il 17 dicembre andrebbe riempito dall‘Ofiuco, un arcaico segno zodiacale ideato dai Babilonesi ed eliminato in seguito per far coincidere ogni segno con la durata di un mese.

    A questo punto non sto a ricordarvi che il mio compleanno cade appunto il 30 di novembre.

    Quindi è deciso: approssimazione per approssimazione, io non starò nell’Ofiuco … ma me ne sto 48 metri s.l.m.

     

    [La rilevazione “48 metri s.l.m.” nella foto  è situata approssimativamente alla base del Ponte Vecchio]