Archivi del mese: febbraio 2011

Consapevolezza

Hei  Tutto ok? Io sono un lettore esperto e traggo da uno scritto quello che potrei trarre da una chiacchierata a quattrocchi. 
Posso permettermi di dire che il tuo tono è più malinconico del solito?
Sembri quasi rassegnata a qualcosa che debba succedere per forza, sembra che ti stia lascinado scivolare su qualcosa che sai già che non porterà a niente di buono ma che non si può frenare.
Sbaglio? Spero di sì. Ma credo di no. 
Sei stanca. Vero?
                
                       
Io su quella panchina mi ci sono seduta.
          
Il primo pensiero è stato di stupore “Ma guarda” mi son detta “Aracne è passata di qua ed ha avuto davvero un’idea geniale!”
Un po’ di lana colorata e un semplice giardino, intirizzito ancora dall’ultimo gelo invernale, diventa più solare, più caldo, quasi primaverile.
Ma, se per riscaldare una panchina invecchiata può bastare un po’ di lana colorata, per rianimare un’anima un po’ ingrigita serve qualcosa di più intenso. Prima di tutto la consapevolezza che qualcosa dentro non funziona.
               
Io su quella panchina mi ci sono seduta e ho cercato di riflettere.
                
Con sorpresa ho ricevuto pochi giorni fa una mail da un amico che non sentivo da tempo. Con gioia gli ho riscritto raccontandoli la vita dell’ultimo anno, un po’ come fosse un “oroscopo dal passato”: amore, lavoro, salute, denaro. E lui, come potete leggere, mi ha trovato malinconica e rassegnata. Acciderbolina! Tanta roba! Così tanta al punto che io non ne avevo nessuna consapevolezza. Possibile??
Sono stanca, è vero. Lo si legge nei miei occhi, nel mio volto e lo si leggerà nelle parole che scrivo. E’ stato un altro lungo inverno.
Malinconica…mah ho sempre pensato di essere una persona allegra e lontana dalla malinconia finanche da quella un po’ bohèmienne che fa tanto chic.
Rassegnata, davvero mai. Dubito che esista una lottatrice più accanita di me. E poi rassegnata di cosa: mi piace la mia vita,  è faticosissima, ma mi piace.
 
Dopo un po’ di riflessione io da quella panchina mi sono alzata…
      
… infreddolita, ma con la chiara consapevolezza che “il mio amico” non sia proprio un esperto lettore come sostiene… ed il peggio è che Lui non ne è consapevole! 
 
 
 
 
 
 

Come nascono le buone idee

4 minuti e 11 secondi per ascoltare la tesi di  Steven Johnson: il segreto per costruire o creare qualcosa,  sta nel condividere il pensiero, l’idea embrionale, e colmarne l’incompletezza tramite la relazione con altre persone. Solo così si arriva nel tempo all’elaborazione e all’evoluzione della stessa.

 


Mi ha sorpreso l’aver trovato questo magnifico e divertente filmato – fatto da geniali creativi  britannici i Cognitive Media specializzati in comunicazione visuale – che serve a veicolare la vendita del libro (edito da Penguin e non ancora tradotto in italiano), proprio nei giorni che hanno seguito la mia intervista con  ragazzi  di  “SapienzaVela”.

Se avete un briciolo di curiosità guardate il video e poi leggete la mia intervista pubblicata su


The Best Magazine 1, anno 1, 2011

[Clicca qui e vai al blog]

il numero è interamente dedicato al mare

e loro sono i miei ragazzi: quelli che senza neanche aver letto il quinto libro di Steven Johnson, hanno costruito, condiviso e creato davvero qualcosa di più di una semplice idea!



Dire, fare, baciare…

               

(…)

Sì, so fare un mucchio di cose: informatica; musica; primo soccorso; tenere i bambini; andare a vela, a motore, a remi, pagaiare e nuotare; ispezionare gli aeroplani; tradurre testi; trattare di matematica e di materie scientifiche in generale.
So anche strabuzzare gli occhi asimmetricamente, cioè con uno che guarda diritto e uno che guarda verso il naso.

(…)

Questo commento di Luciano al mio articolo precedente mi ha fatto riflettere e deprimere. “Caspita!” mi son detta “io non so fare nulla…” Mi son dunque messa lì sul lettone a pensare e a cercare di mettere giù anche io una lista di cose che so fare, anche se fare è un po’ generico: bisogna saperle fare bene!

Il risultato temo  sia quasi insufficiente …

Prima di tutto so ascoltare, poi so lavorare a maglia, andare a vela (anch’io!), nuotare, sciare, giocare a tennis e a ping pong; so parlare inglese e francese; so usare una macchina fotografica e dipingere con i colori ad olio; so quanto è faticoso allevare figli da sola; so tagliare l’erba, le siepi e coltivare fiori. So raccogliere le olive. Sono molto brava ad organizzare la vita degli altri e a fare i dolci e le marmellate. In generale, anzi, direi che so cucinare … anche se, pensandoci bene,  è capitato che qualcuno a volte si sia lamentato. Infine, direi che so fare l’amore … o almeno:  fino ad oggi nessuno si è mai lamentato! 


Filosofia spicciola

 

Quando stavo per compiere i miei diciott’anni ero ansiosa di prendere la patente. Un po’ come tutti, sognavo davanti a me la libertà che le quattro ruote potevano regalarmi. L’emozione si è dopo un po’ affievolita. Adesso quando passo le mie giornate in coda penso con tenerezza ai miei sogni di ragazzina.

Sogni e realtà spesso non coincidono.

Lo stesso è capitato quando studiavo. Stufa dello stress da esame sognavo di finire in fretta e mettermi a lavorare. L’emozione dei primi guadagni si è subito scontrata con la riduzione delle vacanze. Ricordo il mio primo mese di luglio trascorso in ufficio … e qualche amica ancora all’università che fra un esame e l’altro se ne andava al mare. Che tristezza pensavo, sarà così d’ora in avanti la mia vita? Ho cercato quindi, finché ero ancora in tempo, l’indipendenza lavorativa, per poter decidere della mia vita, svincolandola il più possibile dagli “obblighi da dipendente”.

(Anche se svincolati dagli obblighi in questa vita non lo si è mai.)

Mi domandavo quanti di voi si possono ritenere soddisfatti del proprio lavoro. E’ quello che volevate? O forse, come spesso capita, anche per voi la realtà ha modificato i vostri sogni?

Ho iniziato a tenere un blog perché un giornalista si lamentò con me del suo lavoro. Chi di noi, almeno una volta nella vita, non ha voluto fare da grande il giornalista, o il fotografo? Quando una passione diventa routine il divertimento purtroppo decade e la passione si allenta fino a scomparire. Tutto finisce per essere “l’ennesimo” articolo scritto sul difficile momento politico, o “l’ennesimo” reportage fotografico sulla spazzatura a Napoli.

Quante delusioni e quante insoddisfazioni ci siamo costruiti addosso senza volere, e chiusi nella morsa dei doveri non riusciamo a liberarcene.

E’ così che spesso ci sfoghiamo e scappiamo rifugiandoci in atteggiamenti poco edificanti. Quante persone rientrano stanche, deluse e insoddisfatte dal lavoro, in una famiglia “inesistente” che non li comprende , e finiscono per cercare una falsa felicità su strani [leggi porno] siti in internet?

Quanta tristezza! Giovani scappate finché siete in tempo da un lavoro che non vi soddisfa!

Scrivo tutto questo perché mi sento in colpa per Silvio. Come cittadina italiana sento di avelo deluso. Vedo da una parte Lui, con la sua voglia a di farci crescere, con la Sua passione per questo Stato e dall’altra Noi che non siamo stati all’altezza; Noi che non lo abbiamo compreso; Noi che siamo diventati la sua “l’ennesima” sconfitta.

 

JOHANNESBURGH (SUDAFRICA) – Nuovo declassamento dell’economia italiana ad opera del Fondo Monetario Internazionale. Il quale da Johannesburgh comunica le stime dei Paesi nel 2011 e nel 2012. Per l’Italia c’è un ulteriore declassamento: nel 2011 il nostro Paese crescerà solo dell’1% (il governo italiano parla di un 1,1-1,2%) e nel 2012 dell1,3%. Dati notevolmente inferiori anche alla media europea (1,5% nel 2011, 1,7% nel 2012) e a quella di altri Paesi come la Germania (2,2% nel 2011, 2% nel 2012) che fanno da traino. Anche per gli Stati Uniti si prospetta un biennio di crescita molto solida, con un 3% nel 2011 e un 2,7% nel 2012.

[25.01.2011 – http://www.julienews.it/]

Siamo Noi che lo abbiamo abbandonato solo in casa dove Lui poi non ha potuto far altro che dare libero sfogo a quello che è l’istinto primario di ogni uomo: la ricerca di una facile felicità! Festini e strani balli sono solo l’ignobile fuga di un uomo amareggiato e deluso dal proprio lavoro.

Quanta tristezza! Coraggio Sivio, fatti forza e disfati di questo sporco e deprimente  lavoro di politico che ti sta portando solo  al degrado: credici sei perfettamente in tempo! La strada è spianata, vai pure, nessuno ti fermerà!