Il Lontano West

Troppo facile affermare che il mondo sia cambiato. Troppo scontato.

Nel 1860/61 durante i 18 mesi di attività dei Pony Express che portavano la posta dal Missouri alla California in 10 giorni, se avevi meno di 18 anni, sapevi andare a cavallo ed eri orfano, in America, era facile anche trovare lavoro.

Poi è nato il telegrafo, il primo accenno di rete, di collegamento e tutto è cambiato.

Oh Cielo il dolce Far West! Ho sempre adorato  i film di Sergio Leone, le musiche di Ennio Morricone. Quante volte avrei voluto entrare anche io in un saloon, o cavalcare in quelle immense praterie. Cosa avrei dato per andare alla ricerca dell’oro in California, lungo i fiumi con il mio piattino di ferro, o semplicemente per saper preparare quell’immancabile zuppa di fagioli che sembra fosse presente a tutte le cene.

Sarei stata brava anche a sparare con la pistola. Ho un ottima mira già adesso, e all’epoca senza le difficoltà  di oggi nell’allenarmi, sarei diventata velocissima. Avrei piazzato i barattoli di latta fuori di casa, su quel tronco di albero appena tagliato e mi sarei divertita a colpirlo tante volte, e ancora altre volte.

E non fatemi pensare ai vestiti? Quei corpetti attillati, quei gonnelloni … per non parlare degli stivaletti!

Ma ci pensate che mi sarei costruita la casa da sola (suvvia, con l’aiuto della comunità), tutta in legno tirando su le pareti tutte assieme; avrei cucito le tendine di cucina, rigorosamente a quadretti bianche e rosse; e raccolto i fiorellini selvatici, che avrei sistemato in una brocca al centro della tavola.

In realtà prima di sognare, quella pubblicità mi aveva fatto fare un diversa riflessione.

1860:  America, pur rischiando la vita, un ragazzo minorenne,  poteva essere libero e guadagnare 100 dollari al mese facendo il Pony Express…

2010: Sud del Mondo : in Africa i bambini non mangiano cacao, lo raccolgono. Per 10 dollari gli sfruttatori comprano ragazzini dalle famiglie per ridurli a schiavi da usare nella raccolta dell’alimento più amato dal ricco Occidente.

Dov’è che abbiamo azzoppato il cavallo?

Informazioni su solindue


6 responses to “Il Lontano West

  • arthur

    Dirti che ti vedo anch’io nel Far West è dir poco, e ti ci vedo anche con il cinturone legato ai fianchi con la cintura piena di pallottole, un fazzoletto intorno al collo e perché no, magari anche con un sigarillo ai lati delle labbra, ma così giusto per darti un contegno…😆

    Mi piace la considerazione che hai fatto, perché spesso me la faccio anch’io (‘nnagg… un altro punto in comune… ).
    Stiamo andando verso un punto di non ritorno? Potrebbe essere, considerato che sempre più spesso le logiche di potere economico, pur di raggiungere certi obiettivi, sono disposti a mettere in ginocchio l’economia di intere nazioni.

    Parli dei bambini che non mangiano e che raccolgono cacao? E cosa dire allora delle miniere di diamanti in Sud Africa?

    Ricordi la mia letterina a Babbo Natale? Era soltanto un gioco, perché nel gioco si riesce a coltivare l’utopia e la speranza: un ultima spiaggia!

    ps: eddai, sono il primo…😉

  • solindue

    In effetti al di là del gioco di immedesimarmi nei panni di una Lucky Luke femmina, dall’ottocento ad oggi una parte di questo mondo ha cavalcato moltissimo… ma forse non sempre ci rendiamo conto che lo abbiamo fatto a discapito di intere popolazioni.
    Dirò di più: che lo stiamo facendo a discapito del “Sud del Mondo”.

    p.s. è una magia essere i primi vero?😆

  • Luisa

    A me piaceva il tf “I ragazzi del Pony Express”. Avevo notato che erano tutti attori molto giovani, sembrava strano,ma proprio per questo non perdevo una puntata. Non sapevo che i veri Pony Express venissero scelti apposta molto giovani. Forse all’epoca procurarsi il pane da ragazzini era cosa normale, e non ci si faceva troppo caso. Mio padre a 6 anni lavorava,ma lui è del ’29…oggi non ci si vorrebbe credere che in certe parti del mondo non è cambiato niente, eppure…la miseria è la stessa, le facce stanche e tristi, idem

  • solindue

    Io invece ho adorato “La casa nella prateria”, praticamente Laura Ingalls era il mio secondo nome!

    • Luisa

      La casa nella prateria ci ha fatto compagnia per anni. Praticamente siamo cresciute assieme a Laura. Avrei tirato volentieri i boccoli a Nellie Oleson! Il primo tf western che ricordo è “Alla conquista del west” dove c’era lo zio Zeb, la zia Molly e il mitico Luke perennemente in fuga. Poi “Bonanza”…cavolo, è passato tanto tempo da allora…

  • Luciano Marcelli

    Fu il mio capoufficio dell’epoca in cui lavoravo all’aeroporto di Bergamo che per primo mi fece scoprire una diffusa metafora: “Ai tempi di Maria Antonietta, quella del pane e delle brioche, poteva anche darsi che gli appartenenti ai ceti privilegiati, fino ai regnanti, non fossero veramente consapevoli delle condizioni di vita della grande maggioranza del loro popolo o che potessero fingere di ignorarle”.
    Sottinteso: oggi, noi privilegiati del pianeta non abbiamo neppure la scusa dell’ignoranza. Sappiamo tutto, molto bene e in tempo reale, riguardo a come vive la grande maggioranza degli abitanti dei nostri simili.
    D’accordo: è stato già detto e magari anche io l’ho già ripetuto. Non per questo è meno vero. Non di meno, ce ne freghiamo, per lo più.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: