Archivi del mese: luglio 2010

im_Perfezione

La perfezione è lo stato finale quando tutte le cose si adattano al proprio e non vi sono crepe, debolezze o errori, ma pace perfetta.

E’ ciò che si cerca di raggiungere a livello spirituale, in effetti un processo infinito. Non possiamo raggiungere la perfezione, in quanto non vi è alcun limite alla conoscenza, saggezza, comprensione o verità. Con la crescita della mente e dello spirito, la capacità aumenta.

Dunque, se si potesse raggiungere la perfezione, l’evoluzione sarebbe priva di significato.

(Spirit Guide, Silver Birch)

 

La donna Solindue che la vita ha costruito in questi 45 anni è una donna-madre sempre presente, disponibile, efficiente. Di quelle, avvalendomi di una famosa pubblicità: che non devono chiedere MAI!

Per carattere cerco di raggiungere la perfezione in tutto, vorrei essere sempre ben vestita, ben curata e avere una casa in perfetto ordine; una macchina pulita, senza graffi e profumata, ed avere i figli più belli, bravi  e perfetti del mondo (loro in verità lo sono, almeno per me).

Continuamente impegnata con il lavoro, la casa, i viaggi e i molti  passatempi come la vela, sono una donna che alla domanda “Come stai?” risponde ogni volta “Benissimo, grazie!” sfoggiando un sorriso più o meno smagliante e subito dopo richiede “E tu? Dimmi di te! I tuoi? E il lavoro?”. Giusto per distogliere l’attenzione dalla mia persona, affinché neanche una smorfia di stanchezza sul volto possa svelare che dietro quel “benissimo”, in realtà spesso c’è poco da sorridere.

Il che è abbastanza normale, perché nella vita di tutti i giorni i problemi sono sempre in agguato, ma per una come me, con una marcata propensione al perfezionismo, ammettere una qualche debolezza o riconoscere di avere dei problemi, per non parlare di chiedere aiuto, è troppo difficile: ammettere di non farcela è un lusso che non oso concedermi.

Tengo tutte le mie fragilità e imperfezioni ben nascoste dentro una corazza dura e impenetrabile. Al di sopra, svolazzante e colorato, c’è un bel vestitino di seta estivo che mostra quanto sia efficiente, che non ho bisogno di aiuto, che non provo paure e che raramente sono sfiorata da dubbi.

Ma la corazza racchiude un corpo delicato e tenero, che ha un bisogno naturale di cure e attenzioni. Un corpo da coccolare che tengo lontano dagli sguardi, solo per me. Raramente lo espongo e forse solo coloro che hanno avuto, hanno o avranno la  “fortuna” di conoscerlo e scoprirlo, potranno dire di aver conosciuto la donna Solindue perfetta…

… perché, diciamocelo:  per essere perfetti bisogna avere almeno un difetto.


In vacanza con Sol’

ROMA — Niente vacanze, la pausa estiva intendo dedicarla al rilancio e alla riorganizzazione del Popolo della libertà. E’ quanto ha detto Silvio Berlusconi – secondo fonti governative – nel corso del Consiglio dei ministri, confermando così l’intenzione di dedicare gran parte di agosto al rafforzamento del partito.

NEW YORK — Quand’era presidente, Bill Clinton avrebbe preferito trascorrere le vacanze a Martha’s Vineyard, l’isola dell’intellighenzia snob e di sinistra. Ma il suo guru Dick Morris lo costrinse più di una volta a scegliere le Montagne Rocciose. «Gli americani erano stufi delle sue foto vacanziere tra yacht e feste esclusive dei ricchi e famosi — rievoca Morris —. Per risollevare i sondaggi, Bill mi ubbidì, pur odiando le Rocky Mountains».

 Quindici anni dopo Barack Obama è costretto a fare lo stesso. La First Family ha cambiato i piani delle sue vacanze estive e nella settimana di ferragosto andrà sul Golfo del Messico devastato dalla marea nera. Nei giorni scorsi sia il presidente sia la First Lady avevano pubblicamente incoraggiato gli americani a trascorrere le ferie lungo la costa del Golfo del Messico per sostenere il turismo, in crisi a causa del petrolio.

FIRENZE — Per Solindue nessuna costrizione: è stata libera di andare in vacanza dove ha voluto. Gran bella libera scelta! Nei giorni scorsi Solindue è stata a giro per l’Italia con Lui (la cosa è ormai nota…). Accompagnadosi con una berlina vecchia di 10 anni con più di 100.000 km e davvero diversi problemi di elettronica, i due personaggi, riconoscibili dai vestiti sgargianti stile cartone animato, si sono spinti fino in Abruzzo: ai piedi del Gran Sasso.

La scelta di trascorrere le vacanze in una regione d’Italia sicuramente ancora in crisi per il terremoto, non è stata dettata da nessun incoraggiamento politico, ma dalla volontà di conoscere una realtà diversa, volontà stimolata da un’invito di amici “artisti”. Sol’, per mano al suo Lui, ha partecipato nella splendida cornice di Città S. Angelo alla manifestazione tradizionale “Dall’Etna al Gran Sasso”. Ogni anno, per nove giorni, si celebra il gemellaggio tra il comune angolano e la cittadina siciliana di Nicolosi, portando in Abruzzo tradizioni, folklore e piatti tipici della Trinacria, assieme a un giro d’affari che supera agevolmente il milione e mezzo di euro e 150.000 presenze. Fra stand gastronomici, mostre di pietra lavica ceramizzata e botteghe orafe, Solindue è stata invitata a suonare nel gruppo folkloristico abruzzese dei Vurre Vurre. Tamburello alla mano ha tenuto il tempo dalle nove di sera fino alle una e mezza della notte. Senza perder colpo… e (ahimè!) senza capire una parola delle canzoni cantate interamente in dialetto.

Su e giù per il paese di Città S. Angelo, un piccolo presepe illuminato a festa, oltre a suonare e a ballare con il suo Lui la quadriglia, Sol’ ha avuto modo di osservare una realtà diversa e al di là dei mega titoloni dei giornali … ricca di una vitalità inaspettata.

NAPOLI — Subito dopo il terremoto in Abruzzo il clan dei Casalesi si era attivato per accaparrarsi gli appalti della ricostruzione.

Ho letto molto durante questo anno del terremoto, specialmente la voce di Miskappa una nostra collega blogger dell’Aquila senza peli sulla lingua. Le persone con cui ho parlato e mi sono confrontata sono certamente “deluse e avvilite” per le promesse di aiuto e di ricostruzione non mantenute, ma sono certamente persone consapevoli del valore della loro regione, del loro mare, dei loro paesi e delle loro montagne, persone che portano avanti con fierezza una vita ricca di solidarietà reciproca.

A questo punto non mi resta che fare la First Lady della situazione incoraggiando voi italiani a trascorrere qualche giorno di vacanza in Abruzzo. Farà bene a voi per il clima che si respira e un po’ anche all’economia del luogo. Le montagne sono bellissime e non hanno niente da invidiare alle nostre Alpi. I paesini arroccati sui pendii sono davvero deliziosi. La cucina abruzzese invitante con i suoi arrosticini di pecora – una sorta di spiedino composto da pezzettini di carne di castrato, dal sapore molto intenso ma mai esageratamente forte – ben annaffiati dal famoso Montepulciano d’Abruzzo. E se capiterete nel bel mezzo di un’importante festa di paese … cercatemi: quella con la birra e il tamburello in mano sono io!

(Le fotografie presenti in questo articolo sono tutte di proprietà di Solindue. Potete cliccarci sopra, ingrandirle e godervele)

 


Solindue

 

(Beach View – David Doss)

Solindue è partita.

Un po’ di soppiatto e senza salutare, ma Sol’ non ama gli addii: esprimono tristezza a  prescindere dal viaggio.

L’inverno è stato lungo ma d’una intensità che lei non prevedeva, principalmente grazie al suo nuovo blog, a tutti i suoi nuovi amici, nati per caso, ma che in pochi mesi hanno raggiunto quasi le 20.000 visite.  Una vera e propria scarica di adrenalina giornaliera; persone che l’hanno seguita, sostenuta e aiutata ad andare avanti … fortissimamente.

Solindue, un nick, una scelta singolare, ma non certo una scelta decisa dal caso. 

Sol’ vive da più di 25 anni in una grande casa di campagna condivisa, fino a pochi anni fa con altre sei persone, due cani e un gatto: un caos intorno che pochi possono immaginare. Ma l’energia, allora, non le mancava.

Poi in tanti hanno finito per prendere strade diverse, divise equamente fra cielo e terra. A ottobre 2009  nella grande casa erano rimasti in due. Lei e Baby G: 

Sol_in_due, appunto.

Ma il mondo aveva in riserva altre storie per Lei. Il mondo offre sempre altre strade.

Poco dopo aver scritto la  pagina Solindue perché  … perchè  ci sarà un due da qualche parte – le si presentò davanti un tipo. Portava delle strane scarpe, ma si manifestò  avvolto in un pacchettino delizioso. Al primo approccio Sol’ pensò a un errore di spedizione e con gentilezza (forse neanche troppa)  rimandò velocemente il tipo al mittente.

Ma Lui, il tipo dalle strane scarpe, non si dava per vinto e insisteva:

– “L’indirizzo di spezione è giusto”, diceva Lui, “apri il pacchetto e prova a guardare”.-

 

 

 

– “No, grazie davvero” rispondeva Lei, “adesso non ho assolutamente tempo”. –

 

 

     

Il balletto andò avanti per almeno un mese. Infine, certo grazie alla tenacia dell’uomo dalle strane scarpe, Sol’  iniziò ad aprire il pacchetto, lentamente, con diffidenza e  poco per volta. Ogni tanto dava una sbirciatina dentro. Poi richiudeva.

Son trascorsi più di otto mesi  da allora, e anche questo lungo inverno ha terminato il suo percorso, assieme alla primavera e a un pezzettino di questa afosa estate. Sol’ ha tolto i maglioni di lana e le calze. Riposto gli anfibi nella scatola e indossato i sandali. Sempre con il suo pacchettino vicino, finché, gustando patatina dopo patatina è arrivata alla sorpresa.

Adesso Sol’ ha per mano il regalo, avvolto con semplice carta bianca e ha scoperto che oltre alle strane scarpe, il tipo ama sfoggiare anche pantaloni colorati  e porta sempre con sè tanta allegria e sincerità.

Oggi  Solindue è partita.

Con l’uomo dalle scarpe strane e i pantaloni colorati.

Lei e Lui.

Sol_in_due.


Che scocciatura! O no?

Sono nata negli anni ’60. Cresciuta senza airbag, nè cinture di sicurezza, nè tanto meno specchietti retrovisori laterali.  Ricordo bene l’acquisto del mio primo motorino “Ciao” bianco ad appena 14 anni: entrai in un negozio con mia madre e ne usci un oretta dopo a cavallo del mio “bolide”. Senza casco, nè patentino.

Ho conosciuto la sicurezza nelle strade un poco alla volta. Regola dopo regola: che noia il casco nelle giornate afose; che scocciatura le cinture di sicurezza che stringono al collo! Ma tant’è che ci si abitua e male non fa. Anzi.

Pochi giorni fa ho ricevuto una raccomandata verde. Una multa. Viaggiavo in città con il cellulare all’orecchio. Una pattuglia che veniva nell’altro senso di marcia mi ha visto, ha preso la targa della mia macchina e dopo meno di due mesi è arrivata la multa.

Stizza e rabbia. Che scocciatura! Più di 100 euro, via 5 punti dalla patente  e ritiro della stessa se recidiva nel biennio!  Oh Cielo! Non parlo normalmente al cellulare in auto, ma capita. Se squilla rispondo più rapidamente possibile e poi dopo richiamo. “Ma che sfiga”, mi son detta,  “beccata” in un momento di fragilità!

La cosa che mi ha però fatto riflettere è stata la reazione “dell’uomo dalle strane scarpe” (vedi il mio articolo “Diversità”) e quella di Medium A. (mia figlia 19enne patentata il 7 luglio appena) quando ho loro raccondato della mia “sfortuna”. Se speravo in qualche loro comprensione mi ero sbagliata. Mi hanno urlato e inveito contro con appellativi diversi ma ugualmente coloriti ” **** non devi telefonare in auto!!” … E’ evidente che loro tengono a me e alla mia salute, più di quanto non abbia fatto io negli ultimi tempi.

Non ho potuto far altro che abbassare le cresta e dare loro piena ragione. Ho tirato fuori l’auricolare e non appena entro in auto adesso, dopo essermi allacciata le cinture, lo collego al telefonino e parto più tranquilla.

In Inghilterra  viene trasmesso  questo filmato durante le lezioni di guida allo scopo di sensibilizzare i giovani a non usare il telefonino alla guida. Se siete maggiorenni e non avete appena mangiato guardatevi pure il filmato: 4 minuti che potrebbero salvare la vita a voi e a noi.

Personalmente pensavo di scrivere ai due Vigili che mi hanno  multato per ringraziarli. A volte sono davvero una stupida … scusate!

 

 


Editoriale TB#5

Bene ragazzi, eccoci tutti riuniti nuovamente, nella sala d’attesa di questa stazione.

Abbiamo viaggiato assieme per sei lunghi mesi, confrontandoci e regalandoci reciprocamente i nostri sogni le nostre avventure. Quelle fatte e quelle da intraprendere. Da un viaggio non si torna mai uguali a come si era partiti. Ogni viaggio è un investimento su noi stessi, un arricchimento delle nostre risorse emotive e intellettuali. Un investimento sulla nostra anima. Ecco questo è stato per me The Best.

Ho viaggiato volentieri con voi anche se non ho mai avuto una vera e propria meta. Forse l’unica meta era il percorso stesso, senza un punto di arrivo.

E’ come se vi vedessi adesso, accampati qui intorno a me. Vestiti comodi, valige accatastate e zaini in spalla. Le ultime chiacchiere prima dei saluti.

Ognuno di noi nelle valige che ha preparato ha messo dentro una parte di sé, dei propri sogni. I libri preferiti, le foto di famiglia e gli indirizzi degli amici, quelli a cui inviare le cartoline. La maglietta o il golfino senza il quale non andiamo da nessuna parte. Il nostro portafortuna.

… leggi il resto su THE BEST # 5

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Carogna fetente

Sul Blog di Dubbasonic mi sono domandata pochi giorni fa come mai nei blog di noi  donne c’è sempre una storia di Lei che piange perché Lui l’ha mollata e nei blog dei maschietti l’inverso: in questo caso è sempre Lei quella cattiva.

“Possibile”, terminava il mio ragionamento  “che lo/la stronzo/a di turno non tenga un blog dove raccontare quanto sia stato/a fetente e carogna?”

Dubbasonic mi scrive che è possibile perché i blog hanno la grande capacità di essere solo una FACCIATA, dove mostriamo quindi solo la parte che consideriamo più “in” di noi stessi. Il lato buono, triste, malinconico, dolce,  innamorato … e spesso anche un po’ sfigato.

Forse varrebbe la pena fare assieme un esame di coscienza.

Non sono mai stata lasciata da un uomo (almeno non ancora…) e non ho mai mollato un amore, ma forse un po’ carogna e fetente lo sono stata.

Ho “convissuto”, lavorativamente parlando, con un uomo per quattro anni. Eravamo grandi amici e lavoravamo ogni giorno fianco a fianco alla stessa scrivania. Abbiamo viaggiato assieme per l’Italia in cerca di lavoro e chiuso assieme diversi contratti importanti, divertendoci anche come matti. C’era fra noi una sintonia fantastica. Dopo tanto tempo però qualcosa è andato storto. La sua vicinanza mi faceva mancare l’aria. Abbiamo iniziato ad avere visioni diverse sul lavoro. Non ridevamo più alle stesse battute ed io in particolarmodo ero insofferente.  Cercò di “farmi le scarpe” ma non fu abbastanza  furbo ed io me ne accorsi.   In un balletto troncai un’amicizia e lo mandai fuori dalla società.

Ovviamente questa fu la mia visione di allora.

Oggi a distanza di quattro anni, mi sono resa conto di come io abbia usato un suo “errore” per chiudere un rapporto di lavoro che non sopportavo più, che mi stava stretto e mi soffocava. Certo all’epoca mi sono sentita ferita e tradita dal suo atteggiamento ma non ho voluto sentire scuse o spiegazioni  e so di averlo ferito davvero tanto.

Ci sentiamo ancora tre o quattro volte all’anno e spesso anche se solo per telefono ridiamo come matti ricordando i vecchi tempi. Abbiamo sotterrato il rancore reciproco, ma non esiste più nessuna amicizia. La mia agenda mi ricorda ogni anno che il tredici Luglio è il suo compleanno (domani appunto) e non manco mai una telefonata di auguri.

Oggi, in previsione della telefonata che farò domani di FACCIATA , mi sento un po’ una carogna fetente.


Kiss & ride

 

          

Fra i tanti “poeti illuminati” che circolano nella rete, Spaziocorrente è uno dei miei preferiti. Ha scritto ieri una poesia intitolata AMARE  e abbiamo avuto il seguente scambio di commenti.

Solindue:  “ho solo bisogno di te”… ci vuole coraggio a mostrarsi così “deboli e indifesi” … ci vuole grande sicurezza nell’amore dell’altro.

Spaziocorrente : uhm, coraggio per amare!  Che contrasto. Amare non è ragione e non è mai un salto nel vuoto. Amo perchè sono e quindo ho da dare:  non perdo nulla, perchè l’amore distoglie solo lo sguardo dal particolare ma mai dall’orizzonte di felicità a cui tende all’infinito.
Semmai ci vuole coraggio a trattenere l’amore, per ferite non sanate, per storie andate male, per quel dolore che si pensa dovuto ad un cuore trafitto ed invece era solo posizione sbagliata. Grazie.

Inutile raccontarvi che la sua risposta mi è piaciuta tanto. Spazio è l’amore fatto blog! Non si perde niente ad amare e donare il nostro amore non può che farci crescere e portarci alla felicità! Parole sacrosante! Ma…

Ma mi domando quanto sia facilmente attuabile un tale atteggiamento di apertura … nella pratica di ogni giorno.

Chi non ha mai sofferto per amore, chi non ha mai avuto il cuore graffiato, trafitto o spezzato alzi la mano: e il nostro cuore non era in posizione sbagliata! Abbiamo incontrato persone che si sono prese gioco di noi dei nostri sentimenti; persone che ci hanno imbrogliato, fatto a pezzi e ci hanno mollato lì, in strada sanguinanti. Troppo spesso aver aperto il nostro cuore agli altri  non ha fruttato davvero felicità!

Indossiamo ogni giorno una corazza più o meno leggera per affrontare la vita con tutti i problemi che ci propone quotidianamente. Toglierci l’armatura e lasciare il nostro cuore scoperto e indifeso, non è cosa da tutti i giorni.

Anche quando s’incontra l’Amore (con la A maiuscola) prima di lasciarsi completamente andare e fare il salto nel vuoto, di tempo ne passa.  E ci vuole Coraggio (con la C maiuscola) per non trattenersi, per decidere di contare completamente sull’appoggio dell’altro, sul suo amore; e tanto più  il nostro cuore ha sofferto, più serve tempo perchè l’altro si conquisti la nostra “fiducia”, anzi: serve tempo perchè il suo cuore conquisti  la fiducia del nostro!

AMARE è un’affar serio … da far PAURA!