Attualità

Ho acceso il mio computer questa mattina è sono stata colpita dalla notizia della morte di Pietro Taricone.

“Oh Cielo!” mi son detta … “non il mio Taricone!”

Ricordo bene quel bel ragazzo palestrato che viveva solo di proteine, divenuto famoso nell’edizione del Grande Fratello numero uno. Ricordo lo scandalo del bacio con Cristina – la bagnina- ed il seguito… “il rapporto durato 5 minuti, tra le 5.42 e le 5.47 …” che fece annunciare (e subito dopo sospendere) la messa in onda del Grande Fratello. All’epoca, era il settembre  del 2000, si disse: suvvia ma a quell’ora i bimbi dormono!

Sono passati dieci anni quasi, e Taricone  sulla voce di wikipedia viene ricordato come “attore”.  Leggo che nel 2007 è stato pusher di Diego Armando Maradona, nel film di Risi “Maradona -La mano de Dios”; un anno fa è stato opinionista su la 7 con una rubrica intitolata “Pietro la notizia”. E’ stato compagno di scuola di Roberto Saviano, ha una figlia di quasi sei anni e una compagna polacca.

Avevo perso le sue tracce  e non conoscevo la sua passione per il cielo ed il paracadutismo.  Dall’idea di Leonardo da Vinci, che per primo pensò ad un cono rovesciato in grado di rallentare la caduta di un corpo immerso in un fluido, ne è trascorso di tempo. Dal tre aprile ad oggi già altri due incidenti mortali si sono verificati all’avio-superficie di Terni. Questo è il terzo. Per fortuna, mi dico, soffro leggermente di vertigini e posso solo lontanamente immaginare le sensazioni che si provano a  liberarsi nell’aria. Il volo si dice sia aria, velocità, grandezza; adrenalina pura ed eccitazione che percorre il corpo come una scossa.

Chissà perchè l’uomo è  sempre alla ricerca di quel qualcosa in più che non riesce a trovare dentro di sé … negli elementi della natura aria e acqua: per poi finire a terra.

E’ sera e sono seduta sul divano; prendo il giornale di oggi in mano. Prima pagina: “Taricone precipita col paracadute. E’ gravissimo.” Accedo la televisione. Al telegiornale  passa già la sua bara di legno chiaro diretta al paese dei genitori in Abruzzo.

Non so i paracaduti, ma il tempo vola davvero in fretta e a volte porta via con sé tutti i nostri sogni migliori.

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12 responses to “Attualità

  • Luisa

    Ciao,posso? ho sentito la notizia alla radio. Aveva 35 anni anni, e ora non c’è più. Che modo stupido e terribile di morire,la mattina saluta felice la famiglia e poi più niente. Pensavo alla creaturina,6 anni sono pochi da vivere assieme,porterà con se qualche bel ricordo e un dolore immenso per tutta la vita,non è giusto. Lui ormai non soffre più,ma che tristezza lasciare tante cose incompiute e i propri affetti in questo modo. Chissà se,avendo tempo,avebbe vuluto o potuto rimediare a qualche sbaglio. Ma la vita è così e spesso lascia le cose in sospeso. Lo sappiamo tutti,ma pensiamo tocchi sempre prima agli altri,che noi avremo tempo,che noi saremo padroni del nostro destino, e poi,tò,la fregatura! Procedo con gli scongiuri. ciao

  • carlotta

    Ma perchè,mi chiedo, la morte di un semi-vip-ancora-sconosciuto possa provocare un mare di gossip, interesse, notizie in prima pagina, titoli di testa nei tg e mentre ogni giorno c’è gente che muore sulle strade, spesso in giovanissima età, e non appartenendo a nessuna categoria vip, rimane anonimamente sconosciuta al resto del mondo, perché non ha mai partecipato al Grande Fratello, ma che lascia attoniti e con altrettanto dolore sulle cause della loro morte?
    Personalmente a me dispiace della morte di Tarricone quanto quella di un operaio precipitato dal cantiere dove lavorava nello stesso modo e non perché si chiama Tarricone.
    E’ il concetto e non il gossip che deve far riflettere

    • solindue

      La morte di una persona provoca un immenso dolore nei parenti, negli amici e nei conoscenti.
      Questo capita sia per un operaio, per un vecchio, un giovane o un Vip.
      Semplicemente più la persona è famosa e più sono le persone “conoscenti” addolorate.
      Non ho letto gossip sulla morte di Taricone, ma tanto sconforto per la morte di un ragazzo giovane.
      Personalmnete proprio la morte a 35 anni di un ragazzo normale che aveva avuto un destino “fortunato” ha fatto riflettere per l’ennesima volta sull’ incertezza dell’oggi.

  • Luisa

    A me ha impressionato che io e lui fossimo quasi coetanei, poi Taricone o non Taricone poco importa. Si parla di lui e si riflette su tanti che se ne vanno prematuramente,in un modo o in un altro…

  • dubbasonic

    Luisa ha ragione che modo stupido di morire..io l’ho conosciuto proprio era un grande..
    sol io dico che pero’ in questo caso la morte è sempre da tenere in considerazione… pietro non è morto mentre faceva la doccia in casa e gli è cascato sul tetto un aereoplano….
    ne parlavo con eristelle sul suo blog.

    • solindue

      E’ vero Dubba, non stava facendo la doccia.
      Torniamo alla domanda di sempre. Era destino? O no. Se l’è andata a cercare?
      Personalmente credo che siamo noi gli artefici del mostro destino, ma io non son credente…Immagino che Pietro come tutti noi abbia fatto le sue considerazioni sulla vita e sul valore che lui dava al volo ed al resto. Ci son passioni che sono fortissime, per le quali “perdiamo la testa” e che anche se fatte con tutte le precauzioni sono comunque più pericolose di altre.
      Certo avrebbe potuto pensare alla figlia, alla famiglia, anzi immagino lo abbia fatto, ma spesso e specialmente quando siamo stati “baciati dalla fortuna”, diveniamo talmente sicuri di noi che ci sentiamo invincibili.

  • dubbasonic

    io non credo nel destino…per lo meno non come la visione di un grande libro celestiale dove tutto è gia scritto, perchè in quel caso vorrei proprio conoscere chi ha scritto il mio capitolo e dirgliene 4.
    come non credo nelle coincidenze, agli incontri inaspettati che dici “TOH CHE COINCIDENZA” non ci si incontra per caso, oddio forse è il destino..sono un po’ confuso,,credo nel destino quindi..credo in confucio, credo solo al minimo delle sue massime, credo che non sono molto stabile..e ho finito l’ultima sigaretta del pacchetto di riserva…era destino che la finissi scrivendoti? uff mi tocca uscire..

  • LaVale

    non dirò nulla di più per quanto riguarda il dispiacere per ogni giovane persona che viene a mancare, ma ancora una volta, quando ho sentito della morte di un giovane, sono tornata a casa e ho baciato il mio uomo, e ancora una volta gli ho detto che sono innamorata di lui e che per me è una persona speciale

    • Luciano Marcelli

      Esatto. E’ codesta l’emozione che suscitava anche in me una notizia che, per il resto, non mi ha coinvolto più di tanto, se non con l’amaro di una vita intravista in TV tanti anni fa e che ora non c’è più.
      Cercavo cosa provavo e non capivo.
      Ecco: è proprio codesto che tu dici che mi ha suonato dentro, sentendolo sia applicato da parte mia alla mia compagna, sia viceversa.
      Ciao Vale.

  • arthur

    Non credo sia questione di sentirsi invincibili o altro, se si fanno delle attività estreme può darsi che i pericoli siano maggiori, ma non è detto, non nel senso che mi sembra di avere inteso nei vostri discorsi.

    Sono credente, anche se all’acqua di rose e non so se credere nel destino o in un grande libro dove ci sono scritte le “verità”, quel che so è che se deve succedere, succede, il resto non conta.

    Invece la morte di un giovane grida vendetta dentro di me, perché non lo ritengo giusto, ma tant’è…

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