Downshifting

Sto facendo downshifting e non lo sapevo.

Downshifting significa cambiare i parametri, abbassare il tenore di vita, scalare marcia. Convinta che la vita non vada vissuta come se  durasse per sempre (lo diceva anche Seneca 2000 anni fa), sto lavorando da oramai quasi quattro anni alla mia ritirata. Il mio sogno: comprarmi un 40  piedi (una barca a vela intendo) e trasferirmi a giro per il Mediterraneo.

E i soldi? I figli? La famiglia? Il lavoro?

Infatti ragazzi, ci sto lavorando su … e non prevedo nessun drastico cambiamento per i prossimi 5 anni. Ma ieri ho avuto un’illuminazione: ho scoperto di fare downshifting e  di essere sulla strada giusta.

L’illuminazione me l’ha data un ex manager italiano di 43 anni. Il suo nome, Simone Perotti, vi dice niente? Questo signore è autore di un cambiamento radicale nella sua vita. Manager milanese di successo, un 4 luglio a trentadue anni, mentre era immerso nel caos del Grande Raccordo anulare di Roma ebbe un’istante di lucidità, si guardò attorno e capì che le cose così non potevano andare. Le sue passioni erano la scrittura e la barca a vela, ma non aveva tempo per concedersi nessuna delle due: come la maggioranza di noi la mattina si ritrovava in un ufficio, con persone che non avrebbe voluto incontrare,  sognando la libertà di avere un’occasione per fare altro.

L’occasione se l’è costruita nei tredici anni successivi. Nell’autunno del 2009, infine,  è uscito un suo libro: “Adesso basta” edizioni Chiarelettere.  Che dire: sembra che Simone ce l’abbia fatta! Ha iniziato a ridurre le proprie spese, cambiando consumi e  abitudini; ha imparato a stare bene da solo e a ricostruirsi una vita più “umana”, imparando a lavorare per se stesso; restaurandosi una casa da solo, creandosi un orto e viaggiando per mare. Il libro non è solo il racconto del suo “successo”, ma vuole essere un aiuto per tutti quanti (come me) stanno cercando “l’alternativa” al caos dei nostri tempi. Simone ci offre seriamente una mappa per trovare il tesoro, e non ci dice che sarà facile, nè se ce la faremo ma ci offre gli strumenti di riflessione per capire se davvero lo vogliamo e dunque quali passi percorrere per arrivare alla meta “vittoriosi”.

Sì lo so, ragazzi miei, vi vedo scuotere la testa in segno di disincanto: “Bella forza”, vi direte, “ma lui era un manager, sarà ricco. Io invece? Se smetto di lavorare come campo?”.

Simone (che ricco sembra non esserlo) tiene a precisare, che i soldi sono soltanto l’ultimo dei problemi. “Finora abbiamo pensato che ci sia solo un modo di guadagnare soldi e lavorare, cioè il nostro. Non è così” scrive. E lo dimostra con  esempi precisi a partire dalla sua fortunata esperienza, con tanto di tabelle e numeri in colonna.

Personalmente, sono felice di aver letto il suo libro  ed aver visitato il suo blog (QUI). Ho anche parlato con lui e mi ha simpaticamente concesso un’intervista che troverete sul prossimo numero di The Best.

Non so se riuscirò fra qualche anno a completare il mio percorso. Mi piace però tanto, nel frattempo,  gustarmi il mio sogno; limarlo nella sua fattibilità e renderlo sempre più concreto e serio. I cambiamenti che ho attuato alla mia vita negli ultimi quattro anni sono già tanta cosa e altri ne verranno sicuramente. Una cosa è certa ho già raggiunto una libertà di tempi invidiabile e non capisco come tutto il resto dell’universo non veda e non cerchi di cambiare.

“…la nostra vita è troppo programmata, camminate troppo sul solido. Toglietevi le scarpe, bagnatevi i piedi, non vi capiterà niente di così grave. L’acqua dell’oceano, la sua schiuma frizzante, vi faranno intirizzire le caviglie, certamente, ma che bella sensazione di libertà affondare i piedi nella sabbia della battigia!”

(Adesso basta, S. Perotti, ed. Chiarelettere, 2009, p. 183)

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21 responses to “Downshifting

  • simone

    Grazie della recensione gioiosa. E complimenti per il tuo approccio. Con questa idea andrai lontano. Non ho mai visto un marinaio con una rotta chiara che non si avvicini al porto che vuole raggiungere. buon vento! ciao. simone

  • Aracne

    Cara Sol,

    ti conosco da una vita, so che sei determinata, tenace, perseverante e coraggiosa…quindi ce la farai, aspetto di vedere ‘quando’…
    Con la solita sconfinata ammirazione
    Aracne

    • solindue

      Determinata, tenace, perseverante e coraggiosa … sconfinata ammirazione … mi inchino ad un’amica che ha una tale considerazione di me.
      Sei certa che ci conosciamo?😆

  • carlotta

    Che meraviglia! E’ un pensiero che mi passa per la testa, non una, ma migliaia di volte quando ogni giorno indosso la divisa…Cambiare vita, cambiare ritmi, regole, a briglia sciolta senza dover timbrare il cartellino, sarebbe il paradiso terrestre. Praticamente si dovrebbe avere il coraggio e la possibilità economica per far si che la tua scelta non pesi negativamente sulla tua esistenza, rimanendo una persona dignitosa e con un normale sostentamento economico. Però l’idea è altamente sfrizzolante e tentante…se potessi lo farei già da domani…se potessi…

    • solindue

      Beh, non è una cosa da poter fare dall’oggi al domani. Ma è una possibilità di vita sulla quale riflettere. Un percorso da fare, magri non semplice ma che può portare a una vita di grandi soddisfazioni e migliori piaceri. Io ne sono certa e Simone ne è la dimostrazione.
      Benvenuta nel mio regno Carlotta. Tolgo il vino dal frigo e festeggiamo il tuo arrivo!

  • Luciano Marcelli

    Per come mi trovo io, l’unico cambio di marcia che posso ancora fare è quello di vendere la casa, così da smettere di pagare il mutuo e di dover lavorare in aeroporto per pagare il mutuo.
    Però Perotti stesso dimostra che una casa ci vuole.
    Sebbene io non ne sia molto convito, tanto che ritengo che potrei vivere a bordo di una barca per diversi anni, temo che in vecchiaia potrei dire grazie oppure vaffa al Luciano di oggi, secondo le scelte; così come potrebbero dirmi grazie oppure vaffa, già da oggi, le pochissime persone veramente care delle quali tengo conto nelle mie elucubrazioni (che non sono ancora veri progetti, per il momento).
    Da settembre inizio una serie di esperimenti, i quali, se via si riveleranno positivi, mi porteranno verso un crescendo di scelte e verso la ridefinizione delle mie priorità, incluse quelle relazionali e affettive. Io lo so già dove voglio andare: bisogna vedere se lo sa anche Luciano… mi spiego?
    Può darsi che un domani non troppo lontano io torni più diffusamente su questo argomento, magari con una esperienza in prima persona da condividere con altri, come ha fatto Perotti: lui parla ai manager, io potrei avere qualcosa da dire ai dipendenti dei ranghi inferiori.
    Si vedrà.

  • solindue

    Dear Luciano,
    nessuno fraintende le tue priorità affettive attuali, ma non vorrei che qualcuno fraintendesse il significato di Downshifting (per brevità DS) e le mie intenzioni.
    Ieri mi ha chiamato un amico che aveva letto l’articolo e mi ha detto “Davvero fra qualche anno vuoi mollare tutto e andartene per sempre?”. NO, nella maniera più assoluta.
    Fare DS non significa fuggire. Fuggire dal sistema non serve, serve cambiarlo.
    Fare DS non significa smettere di lavorare e vivere di carote e insalta in contemplazione su uno scoglio.
    Fare DS significa riappropriarsi della propria vita, delle proprie priorità e dei propri piaceri. Ingegnarsi per trovare un lavoro magari meno “sicuro” ma che ci faccia arrivare la sera a casa stanchi ma realizzati. Un lavoro che possa concederci più tempo libero da dedicare ai nostri hobby, che con il tempo se ben sviluppati potrebbero diventare una fonte di guadagno, benchè più leggera.
    Sono sforzi che evidentemente richiedono una buona dose di coraggio, di equilibrio interiore e tanta perseveranza e volontà. Sforzi che richiedono sacrifici intermini certamente economici ma anche personali.
    Dici bene tu. “Da settembre inizio una serie di esperimenti …” Bravo così si fa!
    …e noi a settembre saremo qui a leggerti, a gioire o a soffrire con te!
    Ti abbraccio.

    “Il tempo di una vita normale anche se serenamente vissuta, resta sempre inadeguato al viaggio.
    Si vive così poco che dobbiamo lottare per la nostra serenità con ogni mezzo.”
    (Martina)

    • Luciano Marcelli

      Bene!
      Se ho qualcuno che tifa per me, è come quando nelle automobili sovralimentate si pigia sull’acceleratore: entra in azione il turbo e non c’è modo di non accorgersene.
      Grazie.

      P.s.: la metafora di cui sopra viene da uno che l’automobile l’ha ceduta amichevolmente alla ex moglie in fase di separazione e che lo scooter portato con sé l’ha venduto l’anno scorso; tanto per dire di downshifting, sai.

  • arthur

    In una vita vissuta quasi sempre rincorrendo il Carpe Diem, ho imparato che non sempre le priorità sono quelle di cui noi abbiamo veramente bisogno e ancora di più l’ho imparato vivendo con una donna che nella sua vita aveva dovuto affrontare, senza volerlo, delle scelte obbligate, dopo la morte del marito a 33 anni e della figlia a 22 anni.

    Da lei ho imparato che “abbiamo due giorni da stare al mondo”, che l’apparire, l’ostentare è fine soltanto a se stesso, che non serve a nulla rincorrere l’irraggiungibile, che è importante volersi bene, senza perdere di vista i rapporti con chi ci sta vicino o soltanto intorno.

    Purtroppo viviamo una vita spesso inghiottiti da un meccanismo che noi per primi abbiamo voluto che ci fosse e abbandonarlo non è certamente facile.

    Nella mia vita ho avuto parecchie soddisfazioni e malgrado oggi mi senta meno coinvolto di un tempo, non rinnego assolutamente le scelte fatte o le cose a cui ho dovuto per necessità di cose rinunciare. Però ho anch’io un desiderio (non lo chiamo sogno perché so che è realizzabilissimo…) ed è quello di passare la mia vecchiaia in una casa in riva al mare.

    Vecchiaia che è essenzialmente un eufemismo, nel senso che questo “sogno” voglio realizzarlo il prima possibile, magari continuando a fare il lavoro che faccio o dedicandomi completamente ad un altro sogno nel cassetto, che è quello di scrivere.

    Non ho anch’io intenzione di rinunciare alle mie comodità, l’acqua potabile o il riscaldamento, fanno ormai parte dei miei bisogni, ma ridimensionare la mia vita per renderla più a misura mia e delle persone che mi stanno accanto, quello sì… una casetta a Filicudi, con un terrazzo sul mare, coperto da cannette, dove c’è un tavolo lungo lungo con sopra tutte le cose che mi servono per stare in contatto con il mondo, una persona da amare e tanti amici da ospitare, sempre e solo con il sorriso sulle labbra, sempre e solo lontano da tutto ciò che in qualche modo possa condizionare ancora le mie scelte.

    Ps: ovviamente ci sarà in rada una boa per fare attraccare le barche e la tua, cara Sol, sarà sempre la benvenuta.

    ps di ps: Luciano, con o senza canottiera, aspetto anche te…🙂

  • solindue

    Maddai Arthur,
    Non si fa DS a Filicudi! Non dopo il 1986 … Cioè da quanto hanno portato l’elettricità sull’isola.
    Così siam bravi tutti!
    Però son d’accordo con Luciano … Vengo senza dubbio a trovarti. Barca o non barca!

  • superdelly

    Il tempo passa troppo velocemente, sono d’accordo.
    E oggi è già PRIMO LUGLIO!

  • kate

    Cambiare direzione verso quelle che sono le cose importanti della vita, lasciarsi andare e un pò riprogrammare, quasi come trasferirsi dalla città alla campagna, e non farlo solo esternamente ma anche nell’anima…bello, veramente allettante….credo di cominciare a conoscere un pò questa sensazione…anche io sto cercando di trovare la mia Rinascita…

    baci baci kate

    • solindue

      …già le cose importanti della vita. Credo che cambino col passare degli anni. Anche per questo ci ritroviamo spesso come spaesati in una vita che ci va stretta. Abbiamo cambiato taglia e non ce ne siamo accorti.

      • Luciano Marcelli

        Ecco, hai ragione: dovrò decidermi un giorno a regalare i vari capi di larga taglia che usavo diversi chili fa. Della roba che ho nell’armadio uso quasi esclusivamente gli indumenti della 48 e della 46, mentre gli altri me li metto soltanto quando non ho preparato nulla (ossia, quando mi si inceppa il ciclo lavare-stendere-stirare, lavare-stendere-stirare, lavare-stendere-stirare, lavare-stendere-stirare, lavare-stendere-stirare, lavare-stendere-stirare, lavare-stendere-stirare, lavare-stendere-stirare, lavare-stendere-stirare, lavare-stendere-stirare, lavare-stendere-stirare, lavare-stendere-stirare, lavare-stendere-stirare, lavare-stendere-stirare, …). Forse potrei prenderlo come un mantra e magari trarne ausilio per raggiungere l’illuminazione. Un mantra attivo, una meditazione dinamica.

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