Lo sai che lo so

Lo so che mi hai mentito, o almeno che hai volutamente omesso di raccontarmi tutto.

Lo sento dall’ondeggiare della voce quando mi parli. Lo sento dalla variazione dei toni, da quell’oscillare fra alti e bassi.  Lo vedo nei tuoi occhi che evitano d’incontrare i miei. Li vedo svolazzare fra le pareti e il soffitto; si concentrano sulla luce artificiale, sul quadro appeso lì sul muro. Guardo le tue mani, normalmente tranquille, che gesticolano senza armonia, quasi volessero cancellare su una lavagna immaginaria quel racconto rimasto a metà; volutamente lasciato sospeso all’inizio di un precipizio. E’ lì, fermo che si  dondola, in attesa che qualcosa accada. Ma non accadrà niente.

Rifletto, seduta sul divano. Sospiro. No anzi non è un sospiro, è solo un respiro più profondo, perchè l’istinto mi spinge a smascherarti. Sarebbe così semplice! Ma non voglio, dunque cerco di rilassarmi e mantengo tutta la mia razionalità. E tu continui a parlare come niente fosse, sorridi.

Non posso non domandarmi il perché di questa tua menzogna. Cosa ti ha spinto a non dirmi, a non raccontarmi. Sono talmente brava che finisco per pensare che la colpa sia mia, del mio modo di essere spesso “brusca”, del mio non concedermi errori e nel non volerne concedere agli altri. Pensi che non sarei stata capace di ascoltarti? Di capirti?  Di accettare?

Ecco, finalmente mi guardi negli occhi e sorridi. Pensi forse di avercela fatta. Ma il mio volto è immobile. Non  ricambio il tuo sorriso.

 Allora ti siedi anche tu sul divano. Lontano da me con le braccia conserte.  Il tuo sguardo si ferma, sconfitto. Lo sai che ho capito e questa mia calma ti innervosisce. Avresti voluto sentirmi urlare, strillare, esplodere in un ringhio feroce. Volevi lottare, fronteggiarmi e contraddirmi. Avevi pronte così tante scuse! Eri pronto a ribattere, a combattere, ad attaccare e  a misurarti con me.

So bene a  cosa stai pensando: così non è leale! E’ una sconfitta assurda, senza possibilità di recupero, né tanto meno di tempi supplementari.

Nessuna chance,  credimi mi spiace … ma in guerra e in amore tutto è concesso.

つづく

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16 responses to “Lo sai che lo so

  • Luciano Marcelli

    Al corso per volontari della Croce Rossa Italiana che sto frequentando ci hanno insegnato una cosa: bisogna sempre avviare le procedure di Basic Life Support. Sempre, senza domandarsi se sia utile o meno, perché siamo volontari “laici”, ossia non siamo medici e quindi non abbiamo alcuna preparazione, né facolta, di fare diagnosi; neppure diagnosi di decesso.
    Quindi, ogni volta che ci prendiamo cura di una persona che non mostra più segni vitali, pratichiamo comunque il BLS (con le dovute precauzioni per la nostra propria incolumità); lo pratichiamo sempre, non potendo noi dire se il paziente sia ancora vivo o meno.
    C’è però un’eccezione, come vuole ogni buona regola: il BLS non si pratica nel caso in cui le condizioni del paziente siano palesemente incompatibili con la vita. Non si tratta di diagnosticare un decesso, ma di effettuare la constatazione di un fatto palese. Alcuni esempi, per quanto raccapriccianti: persona decapitata, persona carbonizzata, corpo in avanzato stato di decomposizione; non è un elenco rigido, tantomeno ci è stato fornito dai nostri formatori. Si tratta di utilizzare il buonsenso, caso per caso. Tutto qua.
    Ora: il soggetto della foto che accompagna questo tuo articolo mi sembra proprio carbonizzato. Chiaro: dovrei essere là, per dire qualcosa di più preciso.
    Comunque, se così fosse, la conclusione, ahimé, è semplice: inutile tentare di rianimare un defunto.
    A proposito: so che non me lo dirai, ma sarei proprio curioso di sapere chi sia il tizio o la tizia a cui si riferisce e si indirizza questo tuo scritto, così come mi piacerebbe conoscere fatti, misfatti, antefatti e postfazione della vicenda che lasci soltanto trasparire. Vedi, secondo me hai per le mani il materiale per un bel racconto, forse anche per un romanzo.
    Un bacio.

  • solindue

    Il soggetto della foto fa parte della scenografia di uno spettacolo tratto dalla tragedia della Thyssen Krupp di Torino. Lo spettacolo, di Pippo del Bono, ha girato nei nostri teatri lo scorso anno e s’intitolava “La menzogna”.
    La scena iniziale si apriva così, nel silenzio. Silenzio e memoria che, di fatto, erano i punti di partenza e i nodi centrali di tutta la rappresentazione…e lo sono evidentemente nella mia storia.

    Un bacio.

  • Luciano Marcelli

    Innanzitutto chiedo perdono se ho offeso la sensibilità di qualcuno, mentre è rimasta senz’altro toccata la mia, adesso, al conoscere cosa fosse e cosa rappresentasse quella figura sul pavimento. Infatti, ci avevo giocato perché ipotizzavo che si trattasse di un vecchio bronzo, anche un po’ mal conservato, preso da chissà quale collezione d’arte o da chissà quale soffitta.
    In secondo luogo: silenzio e memoria. Ganzo. Lo dico senza punto esclamativo, ma rimane ganzo.

    • solindue

      Nessuna sensibilità sarà rimasta offesa.
      Sono invece fiera di avere fra i miei lettori un volontario della Croce Rossa … comunque anche io non farei la respirazione bocca a bocca a un decapitato! (Maddai c’è bisogno di un corso!)

      p.s. Silenzio e memoria: spesso tanto silenzio e poca memoria.

  • ilbambi

    Mi piacerebbe avere una piccola parte dell’autocontrollo e della razionalità che hai dimostrato di avere in questa occasione..
    Fabio.

  • arthur

    Bacio!

    Beh, come vedi, mi sono portato avanti e anziché dirtelo alla fine, lo dico prima, non si sa mai come va a finire.🙂

    Com’è?

    Forse dovrei chiederlo a chi era seduto con le braccia conserte accanto a te sul divano, al quale non nascondo la mia solidarietà. Non perché ha mentito, ma perché malgrado si fosse accorto di aver senz’altro perso la partita, ha preferito portare avanti le sue macchinose argomentazioni e d’altra parte, diciamoci la verità, cos’altro avrebbe potuto fare? Ammettere così tutto d’un fiato di aver commesso il “fatto”?

    Maddai, non è umano e poi anche al condannato a morte viene offerta l’ultima occasione, non credi?

    Sì, lo ammetto, il menzognero in questione mi è simpatico, ma non perché ami la menzogna, ma solo perché con te sarebbe stato difficile averla vinta, non solo, ma perché tu sapevi di averla vinta perché conoscevi a fondo i fatti e gli antefatti.

    Insomma, per essere chiari, se tu gli avessi detto subito che era inutile arrampicarsi sugli specchi, magari lui ti avrebbe guardato teneramente negli occhi ed avrebbe ammesso tutte le sue colpe, forse…🙂

    A parte questa dissertazione pseudofilosofica, per nulla al mondo mi sarei perso una scena del genere, se non altro per vedere alla fine che alla resa ci sarebbe stata senz’altro come contropartita, un sorriso di tenerezza, perché con te, non sarebbe stato possibile diversamente.

    E per finire, concordo con l’amico Luciano, quell’immagine porta un po’ fuori strada e poi, (come vedi questa volta non sono di parte…), è un po’ raccapricciante.

    Brrrrrrrrr!!!

  • alanford50

    E’ vero il fatto che tendenzialmente i maschietti restino sempre un pochino bambini, ma la colpa se di colpa si può parlare è in primis delle stesse donne quando sono mamme, che così li crescono, perché in fondo così le soddisfa crescere i propri bambini, specialmente se maschi, da subito li si considera più deboli, più bisognosi di aiuto, di protezione e di coccole e questo porta i crescituri a fare di certe abitudini virtù.

    E’ ampiamente risaputo che ai bambini piccoli quando sono consci (e lo sono quasi sempre) di avere messo le dita nel vasetto della marmellata, si aspettano, se scoperti, di essere sgridati, interpretano il caxxiatone come una forma di perdono riparatore e la conferma che nonostante tutto il bene che unisce i due contendenti non viene comunque mai meno, questa abitudine ce la portiamo sempre dietro anche quando ormai cresciuti ci si aspetta atteggiamenti forse più maturi, ma almeno per la nostra cultura è quasi tutto così normale in fondo, senza contare che tendenzialmente questa abitudine e continua ricerca del caxxiatone e relativo conseguente perdono è in fondo trasversale ai sessi, anche se ovviamente è più vicino al modo di essere dei maschietti.

    Poi subentra il diverso metodo di sentire e vivere il concetto di riparabilità dei danni commessi o subiti, tendenzialmente per le femminucce il limite, la soglia di rottura è più alto ma una volta raggiunto non tornano quasi mai indietro, per i maschietti quel limite e quella soglia è molto più indefinibile ed elastico, da qui le relative incomprensioni e le incapacità di accorgersi quando tale limite e soglia vengono superati, è un mondo difficile…..

    Uuuhhhmm forse come al solito ho fatto la pipì fuori dal vasino, ahahah, spero di no….

    Ciaooo neh!

  • BabEle

    Mi è familiare questa scena.

  • solindue

    To Arthur, Alan e BabEle:
    I vostri commenti sono molto interessanti.
    Partirei dalla fotografia. Vero raccapricciante, ma rappresenta bene lo stato d’animo di chi si tiene tutto dentro, si contorce e si autopunisce di un qualcosa che magari non ha fatto ma di cui si prende le sue colpe.
    Forse siamo noi, con i nostri atteggiamenti a spingere gli altri a mentire. Questo fa ancora più male.

    La cosa interessante però è che, tutti abbiate immaginato la scena con me seduta sul divano ed il mio lui (quel maschietto_rimasto_bambino molto simpatico ad Arthur) in piedi.
    Non è che voi maschietti per caso avete un po’ “la coda di paglia”? … E come dice Babele avete già vissuto la scena?
    Tiro ad indovinare… la menzogna per voi sarebbe forse nascondere di avere “un’amante”?

    Suvvia ragazzi troppo scontato! Vedremo … la storia continua.

    Bacio per tutti:uno per uno.

    p.s. Nessun problema Alan, ho già pulito in terra!😆

  • arthur

    Maddai… mentire perché si ha un’amante, ma ti pare logico?😆

    Sono stato un bambino un po’ bricconcello e qualche volta è successo anche a me che arrivasse qualche nota a casa e così, un’arrampicata sugli specchi, che poi era la mia specialità…😉

    Scherzo ovviamente, come tutti i bambini, anch’io qualche volta ho mentito, e non ci trovo nulla di male.

    E sul mentire perché i nostri atteggiamentio alle volte portano a farlo… non sarei così sicuro di questa cosa, anche perché non sempre siamo la causa dei comportamenti degli altri e comunque, mi sembra di capire che è stata una marachella, che magari con un po’ di attenzione, potrebbe non ripetersi più.

    Ciao… ‘pranzo!

    • solindue

      Oh Cielo povero Baby G. davvero ha fatto una marachella e non ha detto niente?
      Ora vado subito a sgridarlo…non mi ero accorta di nulla…ma tu Arthur come fai a saperlo?😆

  • CoscienteMente

    Belle parole ma prive di morale. Se alla violenza rispondo con altra violenza, di tipo psicologico in questo caso, otterrò sempre e solo violenza. L’unico vero vincitore è colui che rende partecipi gli altri del proprio perdono. Tutto il resto equivale a sconfitta.

    • solindue

      Siam donne non sante. Non sempre il perdono ci scivola giù dal cuore come miele.
      Comunque infine fu perdonato…
      Benvenuto CoscienteMente, sono felice che qualcuno si sia preso la briga di leggere i nie “vecchi” scritti.
      A presto.

  • CoscienteMente

    Sono capitato per caso in questo blog e ho voluto lasciare traccia del mio sentire solo perchè non condividevo a pieno il tuo pensiero, tutto qui. L’importante non è quello che scrivi o che impari durante il tuo percorso esistenziale ma quello che sai mettere in pratica. Ciao

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