Proverbi cinesi

I Biscotti della fortuna sono dei biscottini che al loro interno racchiudono un biglietto contenente un saggio consiglio. Vengono normalmente regalati in occidente a fine pranzo nei ristoranti cinesi … in realtà è bene sapere che  questi biscotti sono sconosciuti sia in Cina che a Taiwan. Ma poco importa, i piccoli pezzi di carta che  si trovano all’interno racchiudono frasi profetiche orientaleggianti che tendono a mettere di buon umore, a far riflettere, sognare o sperare.

C’è un ristorante a Milano che sulla porta di entrata/uscita ha un grande vassoio con sopra tanti foglietti colorati e arricciolati. Ogni foglietto di carta contiene una frase, un pensiero, un’aforisma. Manca il biscotto dolce e croccante,  ma il gioco è lo stesso. Vi ho un po’ trascurato nell’ultimo mese, ma sono stata tanto in viaggio per lavoro, piacere, famiglia. Ho portato con me qualche pensiero “cinese” – dal ristorante milanese – che srotolerei volentieri con voi.

  1. Assaggia l’acqua, conosciuta la sorgente. Sono spesso diffidente. Ad esempio, spesso compro libri o musica di autori che già conosco.
  2. Non c’è altezza che abbia sopra di te qualcosa di più alto. Cerco sempre di avere (e dare) il massimo, ma si sa c’è sempre di meglio. Il che significa anche che devo cercare sempre di migliorare, perchè si può.
  3. Se il fiore è buono anche il frutto lo sarà. Se una madre è in gamba, probabilmente lo sarà anche il figlio. Se un mio amico è affidabile, c’è buona probabilità che anche un amico dell’amico lo sia.

1. 2. 3. In altre parole, The Best Magazine di aprile è on line! Conoscete la sorgente. Avete già letto della madre, della nonna e degli amici. Certo è che ogni mese migliora e migliora e migliora … grazie a tutti voi, perchè tutti noi sappiamo bene che

        4.   Non è possibile applaudire con una mano sola!

…. e  voi avete un proverbio, più o meno cinese, da condividere con me? Tanto per applaudire assieme!

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24 responses to “Proverbi cinesi

  • arthur

    Al di là del nostro The Best, volevo dirti che quest’articolo è bellissimo, creativo, ironico, insomma, degno di una The Best.😉

    ‘giorno!

  • Luisa

    Ciao Solindue,non mi viene in mente un degno proverbio cinese e nemmeno nostrano. Perdona quindi i versi di De Andrè:” ama e ridi se amor risponde,piangi forte se non ti sente,dai diamanti non nasce niente,dal letame nascono i fior”. Dal letame nascono i fior è il mio inno all’ottimismo,ci credo fortemente. Applicabile a tutte le situazioni e non solo a quelle amorose.🙂 ciao

  • Fabio

    Mi sembra di ricordarne uno e, se non sbaglio, è di origine cinese: “Ci vogliono dieci dita per suonare il pianoforte”. Ho appena inserito il banner nel blog e…ora mi stampo le pagine della rivista per leggermela tranquillamente prima di andare a nanna. Un salutone, Fabio

    • solindue

      Questo proverbio è carino.
      Mi viene in mente la storiella del ragazzo che deve essere operato ad una mano. Molto preoccupato parla con il chirurgo e domanda. “Dottore, ma una volta guarito saprò suonare il piano?” “Ma certo” risponde il medico con un sorriso rassicurante. “Ah bene, perchè non mi è mai riuscito!”.

      Vergognosa eh!? Beh .. dieci dita le abbiamo tutti!
      Buona lettura Fabio!

  • danysweet

    Molto bello questo tuo pezzo… come del resto siamo abituati da tempo…purtroppo non ho proverbi , che ci vuoi fare… hi hi hi
    a presto sol

  • kate

    Me ne viene giusto uno riguardo a questa giornata:

    “Buon 1° Maggio festa dei lavoratori, ci saranno almeno i dottori?”

    Ciaoooooooooooooooooooooooooooo

    Poi trovo qualcosa di meglio😉

    Ah questa l’ho sentita poco fa in radio….
    “La vita non è un sacco da chiudere e gettare ma una fiamma da accendere e da vivere”..

    Meglio si
    baci baci kate

  • aurora267

    sai nei proverbi c’è molta saggezza popolare, tanta verità,
    una verità semplice ma autentica,
    questo che scrivo non so se sia delle mie parti ma lo condivido in pieno
    “Col tempo e la paglia maturano le nespole”,
    vale a dire che tutte le cose hanno bisogno di un tempo, che non è quasi mai il nostro tempo ma quello che occorre alle cose per maturare, per prendere forma, svilupparsi,
    così è per tutte le cose della vita, ogni nostra cosa, anche le piccole grandi e emozioni, passaggi di crescita, vogliono un loro tempo per svilupparsi e fiorire…
    ciao e buon primo maggio!!

    • solindue

      Molto carino!
      Inoltre adeguato a farci riflettere: viviamo sempre di corsa senza dedicare alle emozioni il tempo che dovremmo. Così ne perdiamo tante per la strada … ancora acerbe!
      Buon 1° maggio anche a te!

  • Manfredi

    Chi più spende meno spende.

    A volte è così, in effetti

    • solindue

      Ciao Manfredi, ti dirò … I soldi vanno e vengono e poi… è molto più facile costruire una fortuna che conservarla.😆
      benvenuto in questo blog di pazzerelloni!

  • Luce

    Sol-issima carinissima,
    concordo con Athurino, articolo bellissimissimo. Il mio proverbio cinese, si si cinese, incontrato in un corso di Marketing anni fa è: se non sai dove stai andando arriverai sicuramente in un altro posto. Ma noi lo sappiamo dove stiamo andando: sul magazine più figoso che c’è…. (l’aggettivo figoso mi mancava, sentito ieri in un prazo di prima comunione: sostantivo figata – aggettivo figoso mi ha risposto il pargolo)
    Luce confusa sulla lingua italiana

    • solindue

      Beh Luce mia cara, il “Manuale di lingua e mitologia urbana” mi segnala, oltre a Figata e Figoso, l’esistenza di “Figomane”: ovvero quell’esemplare maschile di razza umana che impegna ogni pensiero, attività o comportamento nella risoluzione del problema di come ottenere ancora più … donne. Qualcuno dice si tratti del 99.999% degli uomini.
      [fonte citata]

  • Luciano Marcelli

    Quanto alla faccenda di cosa si possa o non si possa fare con un numero limitato di mani e/o di dita, mi è tornato subito in mente uno dei più noti koan che vengano narrati nelle raccolte di racconti zen.

    Farò certamente ingiustizia riportandolo qua con parole mie, ma non sono a casa e non ho il testo sotto mano. Se volete, potete trovarne una versione assai raffinata, pur nella semplicità dello zen, sui testi a cui alludevo, primo fra tutti (per me, per lo meno), il mai tramontato “101 storie zen”, dei mitici Paul Reps e Nyogen Senzaki: per ricordarmi io, con la mia scandalosa indolenza mnemonica, oltre al titolo, anche i nomi degli autori (li ho citati giusti, ho controllato), vuol proprio dire che mi è piaciuto; infatti, basta considerare quanto sia consunta la copertina (color arancio, mi sembra), dopo che mi passata e ripassata tra le mani più e più volte, nel corso dei decenni, e quanto siano ingiallite, con varie sfumature, le pagine.

    Stringi!

    Ok, ok.

    Il koan che ho in mente, come chi ha letto quel racconto avrà già immaginato, è quello di un maestro che chiese a un allievo: mostrami il suono di una sola mano (rinnovo la mia richiesta di venia: cito a memoria e forse me lo invento perfino; quello che conta, tuttavia, è il concetto, come in ogni storia… credo).
    Il giovane prese così a meditare sopra questo koan. Vi si dedicò per un certo tempo e poi si presentò dal maestro, riproducendo con le dita di una sola mano il fruscio delle fronde degli alberi, quando sono agitate dal vento; ma il maestro gli disse che non era quello il suono di una sola mano.
    Così l’allievo riprese a meditare e, quando fu certo di aver intuito ciò che il maestro desiderava, gli si presentò di nuovo, facendogli ascoltare, prodotto da una sola mano, il gorgogliare dell’acqua di un ruscello, quando essa incontra le rocce; ma anche in questo caso il maestro non approvò.
    Più volte il giovane monaco propose al maestro le sue risposte a quel bizzarro quesito, ma soltanto per vedersele rifiutare una a una.
    Fino a quando, una sera o una notte, mentre era assorto in meditazione nella sua essenziale stanzetta, alla luce di una candela, comprese, in un istante, quale fosse il suono di una sola mano.
    Il giorno seguente tornò dal maestro e gli mostrò il suono senza suono.

    Ti chiedo scusa Sol’: non è propriamente un proverbio, ma forse può andar bene lo stesso.

    Fin qua la sapienza antica tratta da una raccolta di racconti sullo zen, nella forma che questo acquisì in estremo oriente, dove giunse dopo aver dragato la conoscenza dei popoli di un’ampia parte dell’Asia, attraverso un lungo cammino nello spazio e nel tempo.

    Molto più prosasticamente e, senz’altro, sbagliandomi di grosso, mi viene da pensare, con anche maggiore ingenuità di quanta ne avesse dimostrata a lungo quel giovane monaco, che tuttavia si possa applaudire con una sola mano: se si schioccano le dita, il suono è simile a quello di un applauso in sordina.
    Presuntuosa esibizione, Luciano – mi rimprovero subito dopo – la quale non può in alcun modo togliere nulla al fascino di un detto così ben detto.
    Concentrato sul gesto e sulla ragionevolezza, pretendevo di contrastare l’immagine e il senso.

    Bye bye.

  • Giovanna Amoroso

    Adoro i proverbi!!!

    Cari saluti

    Giovanna

    • solindue

      Ciao Giovanna,
      adori i proverbi? Bene eccone qui uno simpatico!

      L’ambizione dell’uomo è come il serpente che, visto un elefante, se lo vorrebbe ingoiare: qualunque meta raggiunga non riesce mai a essere soddisfatta.

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