Eyjafjallajokull

Finalmente qualche buona notizia!

Forse voi non ci crederete ma da due giorni Sharm el Sheik è diventata una località esotica. Di quelle difficili da raggiungere. Solitarie. Che richiedono passione e sforzi per essere conquistate. Non più scorribande di Italiani che da Malpensa prendono l’aereo la mattina come fosse una metropolitana  e si ritrovano, tutti assieme  il pomeriggio,  in coda per lo snorkeling. Pesci Napoleone, Angelo, Leone, e Cernie libere di vagabondare nei fondali senza dover sorridere forzatamente agli scatti subacquei dei turisti connazionali. I voli da Milano sono stati cancellati.

Il mare resta calmo, di un azzurro invitante. Le onde scorrono tranquille fino a riva, increspandosi solo un po’ più dolcemente laggiù dove la barriera corallina è rialzata. Niente più Banana boat si aggirano rumorose e schiamazzanti nell’acqua, nè ragazzini immersi in  cavalcate su neri pneumatici.  Ferme in porto anche le glass-boat: magnifica idea di barca con lo scafo di plexiglass che permette al turista di vedere i pesci senza bagnarsi neanche i piedi. Cito pedissequamente la pubblicità: “adatta soprattutto per chi non sa nuotare ma ama comunque  fare un’esperienza diretta a contatto con il mondo marino…” Esperienza diretta a contatto… con un vetro graffiato e opaco, più che con il fondo marino!

Cammelli rilassatamente seduti in riva  al mare e non più obbligati alla “cammellata” sulla spiaggia con la turista imbranata che ridacchia urlacchiando – “Aiuuuuto!” – ad ogni passo.

Ma il silenzio si nota la sera. Terminati gli schiamazzi nei pub anche l’Hard Rock Cafè sembra aver messo il silenziatore alle sue urlanti casse stereofoniche. In realtà io non ho mai capito come si possa fare ad andare in Egitto e finire a mangiare un hamburger “unto e bisunto” all’Hard Rock Cafè di Sharm, lo posso concepire a Memphis … ma tant’è!

Così, mentre è sempre più difficile la situazione dei trasporti aerei  e molti passeggeri, non potendo partire in aereo si sono riversati nelle stazioni e alla ricerca di traghetti – comunque insufficienti ad arginare il problema – una parte del modo sta respirando. Eolo e Vulcano hanno finalmente deciso di allearsi, liberando i nostri cieli da mostri alati che perforano bianche candide nuvole … inquinandole. Pensate, miei cari lettori, che il gas di scarico di un aeromobile contiene: anidride carbonica, vapore acqueo, ossido di azoto, monossido di carbonio, idrocarburi come il metano, solfati, fuliggine  e particelle metalliche!! 

Non sapremo quanto durerà. L’ultima eruzione del vulcano Eyjafjallajokull nel lontano 1821 è durata un anno e mezzo. C’è quindi molta speranza per tutti.

Sopratutto per le aragoste, torturate nei ristoranti di Sharm  in piccole vasche di plastica: loro sì che tirano un sospiro di sollievo, anzi se da ieri provate ad appoggiare un orecchio al vetro della vasca sentirete una nenia ridondante che assomiglia però molto a un coro esultante da stadio: Eyjafjallajokull, Eyjafjallajokuull, Eyjafjallajokuuull, Eyjafjallajokuuuull!!!”  C’è da capirle, ogni giorno in più di vento e di fumate vulcaniche, si traduce per loro in  un giorno in più di vita!

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27 responses to “Eyjafjallajokull

  • Luisa

    Ciao Solindue,dalla descrizione che hai fatto verrebbe voglia d’andarci(ok,è così solo perchè ci molte difficoltà per arrivarci).Non c’è caos,non c’è tanta gente,finalmente ci si guarda intorno e si può godere del paesaggio. Sharm e altre località turistiche gettonatissime mi danno l’idea di riserve per turisti,un teatrino i cui i locali recitano il ruolo dei “locali” con orari d’ufficio. Però è anche vero che io ho il mito del Brasile,che un giorno vorrei andarci,che non avrei il coraggio di girare fuori dai percorsi consueti,che sono delicata di stomaco e mangerei solo il cibo più o meno conosciuto,che del vero Brasile non conoscerei niente,sigh…è per questo che sto a casa… ma che disastro di turista:)(ok,un giorno, prima di finire all’ospizio,andrò in Brasile in basssssssa stagione, senza la camicia hawaiana, coi fermenti lattici in borsa, e guarderò cosa c’è oltre il recinto del villaggio). ciaooo:)

    • solindue

      La mia è solo, ovviamente fantasia. Non sono mai stata a Sharm ed immagino che nonostante i voli cancellati da Milano gli alberghi siano comunuqe più o meno pieni. Diciamo che il mio è stato un sogno. Soffro profondamente quando vedo la natura deturpata e inquinata dal turismo irrispettoso. Credo davvero che la Natura ogni tano provi a ribellarsi per farci capire quando è troppo. Ma siamo così duri di comprendonio noi esseri umani!

  • danysweet

    Io preferisco l’italia a questi posti esotici… in fondo cosa c’è da vedere? mentre qui in italia… molto. Ma poi questo è solo il mio parere…

  • Franz

    Brava Sol, hai messo in evidenza alcuni casi limite, che poi tanto limite non sono, della cosiddetta ‘civiltà dei consumi’, che poi tanto civiltà non è.
    Soprattutto il tema del gigantesco inquinamento rappresentato dai voli aerei è estremamente sottovalutato.
    Abbiamo imparato a produrre, guadagnare, e spendere, unicamente in funzione dei limiti del nostro portafoglio; e nessuno ci ha insegnato a tener presenti gli impatti ambientali di ogni nostra azione.

    Finché un giorno come un altro, un vulcano si sveglia, a ricordarci che, alla fine, la Natura non si lascia certo …prendere per il Eyjafjallajokull !
    Franz

    • solindue

      Grazie Franz. Ho giocato come spesso faccio con ironia. Vivo in campagna, vivo in mezzo al mare e so quanto sia facile distruggere ciò che abbiamo di favolosamente bello in natura. Specialmente a noi Italiani manca la cultura del rispetto…quante volte vedo dal finestrino della macchina davanti alla mia uscire velocemente un pezzo di carta o ancor peggio un pacchetto di sigarette accartocciato!!

  • Antonella

    Sarebbe un viaggio straordinario… alcuni anni fa avrei visitato con grande gioia Sharm ed altri posti esotici…. ma oggi ho poca voglia di viaggiare ed amo starmene sempre di più tra le mie cose… Cambierò? Boh!
    Un abbraccio a te!

    • solindue

      Buongiorno Antonella.
      Ci sono momenti per viaggiare e momenti della vita in cui basta un libro per stare in pace con noi stessi.
      Io sarei andata volentieri a Sharm una quindicina di anni fa. Adesso non mi attrae più.

  • alanford50

    Allora quel “Kull” finale o è la solita parolaccia in lingua germanica o molto più facilmente a giudicare dall’insieme alla rinfusa di tutte quelle consonanti ti sei nuovamente addormentata sulla tastiera….uuuhhhmmm mah! chissà se ho indovinato?

    Aaaaa ma parlavi del polverone sollevato dal vulcano che si è testè risvegliato, e della sua capacità di rendere nuovamente il giusto senso delle distanze tra i vari posti e le varie città, a questo proposito non è solo Sharm el Sheik ad essere diventata una località esotica, ma vista l’impossibilità di volare, di prendere i treni e di affittare automibili persino Milano rispetto a Torino è diventata una meta quasi inarrivabile…

    Non condivido il tuo punto di vista circa il fatto che ora il mondo sta respirando grazie al fatto che gli aerei non volando non non inquinano più, se penso che il contenuto di quella polvere ha fatto sparire migliaia di persone a Pompei, Ercolano ecc.ecc. e che sicuramente lascerà strascichi evidenti sulla saluta umana specialemnte alle popolazioni del nord europa, direi con assoluta certezza che sicuramente tra i due erano e sono più benvenuti i fumi di scarico delle migliaia di aerei che giornalmente perfoarno quelle nuvole… non sei daccordo?

    A proposito domani sembra (il condizionale è dobbligo) che si tornerà almeno qui in Italia a volare, quindi tutto è finito in fumo……ahahah.

    Ciaooo neh!

    Franz a giudicare dal senso della desinenza della parola con cui chiudi il tuo intervento direi che l’hai interpretata nel mio stesso modo…ahahah

    Ma sti stranieri che bisogno hanno di dare ed attribuire nomi così difficili alle cose, noi Italiani portatori sani della millenaria cultura ci siamo limitati a chiamare un vulcano molto semplicemente “Vulcano”, più semplice di così…no? mannaggia mannaggina…

    Ari-Ciaooo neh!

    • solindue

      Buongiorno Alan,
      non vorrei deluderti ma temo che le ceneri dell’Eyjafjallajökull non faranno sparire nessuno … neanche un possibile vicino di casa antipatico!
      Niente a che vedere con l’esplosione del Vesuvio. Ad oggi per capire se ci saranno dei danni ambientali va ancora visto se l’eruzione sarà di portata tale da avere un effetto che vada al di là di quello locale, sia in termini di impatto da polveri e da altri agenti chimici, sia di quello climatico. In particolare molto dipenderà, a parte la durata dell’eruzione dell’Eyjafjallajökull, dal comportamento che avrà il vicino – e più grande – vulcano Hekla (spero questo nome sia di vostro gradimento!), le cui eruzioni sono molto più frequenti del primo. Occorrerà inoltre vedere come si muoveranno le ceneri nell’atmosfera. Per gli esperti, i possibili effetti climatici annessi all’eruzione in corso sono per ora da considerarsi minimi. Effetti di più lungo termine, comunque, potrebbero essere annessi anche alla copertura, da parte delle ceneri eruttate, di ampi spazi di calotta glaciale, elemento che avrebbe un significativo effetto sull’albedo delle zone in questione, col risultato di un aumento del calore intercettato. Come dire sarà un’estate calda!
      Ti abbraccio.
      (fonte Greenreport)

      • alanford50

        “non vorrei deluderti ma temo che le ceneri dell’Eyjafjallajökull non faranno sparire nessuno … neanche un possibile vicino di casa antipatico!”

        Ovviamente scherzavo quando ho accostato l’accadimento di Pompei con quello odierno in Islanda, è evidente che si tratta di ben altra cosa, ma non sono completamente daccordo con la frase da te citata, ho visto immagini di zone nel nord europa dove alcune macchine camminavano su strade con un buona ventina di centimetri di quella malsana polvere, vorrei ricordare che tra le tante sue componenti, oltre allo zolfo contiene minerali vitrei (tipo l’amianto) e miriadi di altre schifezze del genere, bene quei venti centimetri di polvere se non vengono al più presto irrorati con la pioggia diventeranno polveri micidiali, per la flora e la fauna di quelle zone e non solo, senza andare a toccare il discorso della ricaduta sulla catena alimentare ecc.ecc. quindi è vero che non ha ucciso ne sotterrato nessuno (per fortuna) ma ci saranno inevitabili strascichi, per esempio quelle polveri si poseranno sui vari ghiacciai (anche i nostri), che a loro volta si scioglieranno nelle fresche acque tanto amate ed usate dall’uomo, sia per bisogno primario che per irrigare i campi per l’agricoltura, e tutti quei bei minerali entreranno a far parte della natura (in senso lato), quindi non c’è nulla da stare contenti ne troppo tranquilli, e se pensiamo che tutto questo può andare avanti a tempo indeterminato……

        Io comunque spero che me la cavo…. Ciaooo neh!

  • Luciano Marcelli

    Aeroporto di Firenze Peretola.
    Ore 10:40.

    Sotto un cielo il cui grigiore, non dissimile dal grigiore di mille e mille altre occasioni, mi appare oggi (immotivatamente, forse) alquanto sinistro, giacché sulla Toscana incombe la nostra giusta dose della famigerata nube, tra i 1700 e i 3400 metri di quota (fonte Regione Toscana), sotto questo cielo, dicevo, atterra l’Alitalia da Fiumicino.

    Ieri sera, l’ENAC ha annunciato che a decorrere dalle 08:00 di oggi sarebbe stato “gradualmente riaperto l’intero spazio aereo italiano, iniziando con i voli nazionali sulla direttrice nord-sud e viceversa” (fonte ENAC).

    Ciao.

  • Luciano Marcelli

    Aeroporto di Firenze Peretola.
    Ore 11:33.

    È ripartito per Roma.

  • Luciano Marcelli

    Aeroporto di Firenze Peretola.
    Ore 11:45.

    Decollato un Meridiana… Che traffico!

    • solindue

      Ciao Luciano!
      Non so chi sia ripartito per Roma, ma (colpetto di tosse) sono felice (colpetto di tosse) che sia decollato un Meridiana! Forse un giorno potresti SINTETICAMENTE (favore personale!🙂 ) raccontarci qualcosa sull’emissioni di gas – tossici o meno – degli aeromobili (colpetto di tosse … scusa ma gira un aria malsana qui in Toscana, sarà la nube di Eyjafjallajökull!).

  • arthur

    Anch’io non sono mai stato a Sharm e se devo essere sincero, mi sa che non ci andrò mai, anche perché corro il rischio di vedere nello stesso albergo il mio vicino di casa e già mi basta, quando l’incontro dentro nell’ascensore.

    Comunque, al di là di queste mie considerazione, che bella cosa che hai scritto, bella, auspicabile, un bel sogno.

    A me piace viaggiare, ma non amo più i posti pieni di gente vociante e maleducata, incurante di ciò che la circonda, sai quanta barriera corallina viene distrutta da bagnanti che senza alcun criterio la calpestano o la deturpano per portar via il souvenir?

    Gentaglia!

    Facciamo così, perché non scriviamo ognuno un sogno che abbiamo nel cassetto? (dopo la pubblicazione di The Best però…🙂 )

  • kate

    Buongiorno di sole Sol, con un caldo abbraccio un sorriso e un cappuccino…ma si dai anche un cornetto appena sfornato…giornata dolcissima🙂 kate

  • E.kOALA

    Sogno di una notte di mezza … primavera !
    In linea col tuo pensiero , dentro lo stesso sogno;la natura ci parla e noi non la stiamo mai a sentire , ora ci obbliga e lo fa a modo suo.

    Non sai quanto mi sarei goduta quel cielo libero e quei giorni pigri se solo dall’ufficio non mi fossero arrivate quel milione e mezzo di telefonate … mi godevo già la traversata in mare , da un capo all’altro del paese , col vento nei capelli e il mare nei polmoni, che bello ! Peccato mi sia svegliata , con la gente in aeroporto che mi calpestava il cervello …ahi!

    ps: sono tornata , ad ogni modo , con mio sommo dispiacere , ma sono tornata!

    pps: ho anche fatto i compiti , in ritardo , ma fatti😉

  • arthur

    @ Koala e Solindue: ‘nnagg… !

  • LaVale

    Ciao Sol,
    quante volte le comodità hanno finito per incastrarci? in fila al villaggio turistico per quell’ultima aragosta stanca, in fila alla medina per comprare un orpello che nemmeno ci piace … forse questo vulcano ci ha permesso di sederci un secondo, e apprezzare il viaggio, non solo la meta!

  • Fabio

    Giorni fa’, tornando da Rimini, ho trovatoi l’aeroporto di Bologna chiuso e, per prender l’aereo, sono sceso a Roma in macchina…una faticaccia! Un caro saluto e…buon 25 aprile, Fabio

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