Il silenzio perfetto

 

C’è un silenzio del cielo prima del temporale, delle foreste prima che si levi il vento, del mare calmo della sera, di quelli che si amano, della nostra anima, poi c’è un silenzio che chiede soltanto di essere ascoltato.

(R. Battaglia, “Un cuore pulito“)

 

Amo molto il silenzio. Situazione ottimale per la concentrazione e la riflessione anche se per me non indispensabile. Con facilità riesco ad estraniarmi dal mondo e dai suoi rumori per poter pensare, immersa nel mio personale silenzio.  Ciò non toglie che sia spesso alla ricerca del silenzio, che non ami anzi affatto lo strillare o lo schiamazzare … a volte mi imbarazzo pure per la mia risata, assai riconoscibile ma, per quanto sincera, troppo “grassa” ed esibita!

Certo è che, nei momenti di forte difficoltà della mia vita, sono stata alla ricerca del vero silenzio. Quel silenzio che rappresenta l’oblio, la voglia di perdita di contatto con la realtà. Un “silenzio perfetto” che fa dimenticare chi siamo e dove siamo. Ho cercato un silenzio che riempisse l’anima solo ad ascoltarlo e che fosse rigenerante per tutte le cellule. Un silenzio che rallentasse il ritmo del mio cuore e del respiro tanto doveva essere intenso. Un silenzio dove poter rilegare i miei dolori più privati, non tanto per dimenticarli, ma perchè a volte non ci sono parole che possano servire a descriverli o ad alleviarli. Ritengo che in quei momenti solo il silenzio possa avvolgere un dolore per renderlo meno assordante, meno fragoroso o rimbombante.

* * * * * * * *

More about Il silenzio perfettoHo letto “Il silenzio perfetto”  di Ilaria Mazzeo edito da Intermezzi.

Ilaria  ha solo 30 anni e questo è il suo primo romanzo breve, che devo ammettere, si legge in un soffio. Una scrittura semplice ma ricca di dialoghi ben articolati.

La trama: un concentrato di dolori, spesso solo sussurrati, o appena accennati che lasciano però il lettore  – almeno quello munito di fantasia – forse troppo libero di immaginarsi i personaggi e le loro storie. In sole centoventi pagine si concentra il dolore di due fratelli abbandonati dal padre; il dolore per la morte di un fratello precedentemente scomparso; il dolore per una storia d’amore ritenuta sbagliata e per questo terminata.   Fra le righe del racconto, si intuisce il dolore del nipotino rimasto orfano (liquidato in una frase “Chi restituirà l’infanzia a questo bambino?), nonchè quello per un vecchio amore abbandonato; il dolore nel rivedere il vecchio padre e potrei forse continuare. Chiaramente, un po’ tanto; quasi il libro fosse dedito alla ricerca di un “dolore perfetto” più che di un tale silenzio … 

Il racconto tende anche, per quanto assolutamente scorrevole,  a non delineare molto i personaggi, tranne giustamente un po’ la protagonista, Ginevra, che rimane però sempre con una consistenza ed un’ampiezza leggermente limitata. Tutto scorre velocemente e velocemente viene liquidato. A momenti resta difficile immedesimarsi in lei, nei sentimenti che prova e infine, considerato il periodo nero che sta passando, non possiamo che condividere la scelta del suo medico nel prescriverle dei potenti e “miracolosi” sonniferi!

Ma, ironia a parte, ci sono tratti di scrittura molto interessanti come le visioni oniriche della protagonista che si sviluppano come un leggero filo conduttore in tutto il romanzo. Presenze costanti che danno un senso alle sue scelte e che forse l’aiutano a non sentirsi così sola e “ad andare avanti come un cavallo con il paraocchi, ben imbrigliato ed addestrato a percorrere sempre la stessa strada“.

Non sono pertanto nel complesso, certo centoventi pagine che si fanno sfogliare senza lasciare il segno. Anzi forse il cruccio arrivati alla fine è che avremmo voluto leggerne ancora, avere altri dettagli e saperne di più. Vi lascio volentieri una traccia che ritengo fra le più interessanti:

“Una volta pronta, mi fermo a fissare il mare. (…) Cammino fin dove si tocca, poi, quando arrivo in prossimità della barriera corallina, mi butto. (…) Ma appena mi riprendo dall’impatto con le meraviglie del mondo sommerso, è qualcos’altro a catturare la mia attenzione: il silenzio.

E’ come se qualcuno avesse tolto il sonoro al mondo. Sono sola, come spesso mi accade, ma stavolta non c’è nessun rumore di fondo a turbare il rumore dei miei pensieri. (…) Mi sento protetta come non mi accadeva da tempo, avvolta come sono nell’abbraccio dell’oceano che quietamente mi accoglie, senza pormi domande, senza cercare di turbare in alcun modo il dolore che ad ogni bracciata mi riaffiora dentro, ma delicatamente, sotto forma di una melanconia dolce, irresistibile.”

Chiaramente una bella lettura – a tratti anche intensa – che ci avvolge con piacere, e che tenta di proiettarci  dentro l’anima di una giovane donna moderna che cerca, certo non senza fatica, di  “sopravvivere” ad una vita troppo spesso per tutti noi non proprio gentile.

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30 responses to “Il silenzio perfetto

  • arthur

    Ma che bella recensione che hai fatto… Assunta!😉

    E a proposito del silenzio… beh, nel senso che hai inteso tu, lo amo anch’io, per esempio in macchina, mentre guido, anche se sono in compagnia, mi piace andare con la mente altrove e tante volte mi è capitato di trovare la soluzione a cose che stavo facendo o ad inventarmene delle altre.

    Per il resto, il silenzio non è stato mai compagno della mia vita, anzi, alle volte trovo che sia come un macigno e, per questo, lo rifuggo.

  • Ilaria

    Grazie per la bella recensione, credo che tu abbia “capito” il mio romanzo, e questo, quando accade, fa sempre molto piacere…

    • solindue

      Mi fa piacere che tu abbia apprezzato la recensione, comprese le parti più critiche e ironiche, ma è il mio modo di essere. Ho preso seriamente l’iniziativa quindi ho letto con molta attenzione il tuo romanzo. E’ stata una lettura piacevole e sono stata me stessa nel descriverla.
      Ti abbraccio.

  • Luisa

    Ciao,io non amo la confusione, i rumori forti,non ho l’animo da discotecara per farla breve. In questi anni mi sono abituata ad un certo silenzio a causa della malattia di un famigliare. C’è silenzio e silenzio e quello assordante della solitudine decisamente non lo amo. Sono entrata in una casa e c’era quel tipo di silenzio. Mi ha angosciata,mi ha fatto venire voglia di scappare. Son tornata a casa con sollievo. Da me c’è un’altra aria e il più delle volte,si sta bene,tranne per le feste. ciao:)

  • melacandela

    Il silenzio è quanto di meglio…
    (anche se il libro in questione non lo conoscevamo ancora…)
    ciao!

  • alanford5o

    Come non amare il silenzio, uno stato che ha del miracoloso, anche se è vero che per noi il vero silenzio non esiste, per noi il silenzio ha sempre e comunque un suo rumore, che oltretutto non è mai uguale, sa differenziarsi a seconda di dove questo silenzio prende possesso dello spazio che ci circonda, io amo persino quell’attimo di silenzio tra una nota e l’atra dolcemente scandita da un generoso pianoforte, tra una parola e l’altra, quegli intercalari che dividono il nostro mondo fatto di frastuoni più o meno percepibili.

    “Una volta pronta, mi fermo a fissare il mare. (…) Cammino fin dove si tocca, poi, quando arrivo in prossimità della barriera corallina, mi butto. (…) Ma appena mi riprendo dall’impatto con le meraviglie del mondo sommerso, è qualcos’altro a catturare la mia attenzione: il silenzio.”

    In effetti, forse, l’unico vero silenzio ce lo regala solo l’acqua, quando ci invade il padiglione auricolare, si crea un cuscinetto capace di isolarci dal mondo rumoroso a cui noi siamo costantemente abituati, non per nulla la morte per annegamento viene, non so fino a che punto giustamente, non avendoci mai provato e non avendo proprio nessuna intenzione di provarci, chiamata “la dolce morte”, dicono che è una situazione molto strana, proprio dovuta alla totale mancanza di rumore ed anche al lieve stordimento dovuto al respirare acqua in combinazione con quello strano assoluto e assurdo silenzio, bbbbrrrrr che pauraaaa, viva il rumore ed il surrogato del silenzio.

    Ciaooo neh!

    • solindue

      AAAlann!!! hai visto troppi film di Dario Argento!
      Sai che sognare di morire annegati è presagio di una vita di dolore … altro che “dolce morte”, mettiamo su un bel cd e andiamo a ballare per la strada!

      • alanford50

        Mannaggia mannaggina, non è che sono un cultore della “dolce morte” anzi, io mi rifacevo all’immagine regalatami dalle parole virgolettate, parole che hanno richiamato un antico modo di descrivere i sintomi dell’annegamento, è vero, è forse un tantino esagerato, ma assolutamente e crudelmente dato per vero, ovviamente nulla di personale e nessun riferimento a fatti o persone….glu glu glu….

        Esistono senz’altro silenzi più godibili….ahahahah..

        Ciaooo neh!

  • arthur

    Ma come, Solindue, non ami le discoteche? Ed io che volevo invitarti a ballare, magari un bel tango argentino, oppure una salsa portoricana… maddai!

    E tornando al silenzio… come ho già detto, non amo il silenzio nel senso di mancanza di condivisione, c’è gente che è abituata a vivere nel suo silenzio, che gli altri sono come se fossero trasparenti. Avevo una cognata, tanto tempo fa, che ogni volta che arrivava, entrava dalla porta, posava il cappotto e girava per casa come se nulla fosse. Io, spesso, la guardavo a bocca aperta, abituato ad essere accogliente con le persone che venivano a trovarmi, accoglienza che era fatta di “un saluto” quantomeno e invece lei, niente, come se nulla fosse.

    Ecco, ci sono persone che riescono ad isolarsi talmente tanto che tutto il resto non esiste più, e allora… detesto queste cose.

    E poi… beh, in vacanza ho l’abitudine di alzarmi presto la mattina e, se sono al mare, vado a camminare, godendomi il silenzio della mattina, il silenzio del mare che a quell’ora è “muto”, il silenzio della città che si sveglia… questo è un silenzio che adoro.

    • solindue

      Niente salsa per me, Arthur … so di averti deluso. Ma la mia timidezza non mi permette di “ballare in pubblico”.
      Il silenzio all’alba, in riva al mare, in solitudine … questo sì che fa per me! Andiamo in vacanza?

      • arthur

        Non preoccuparti, nessuna delusione e poi, come giustamente hai detto, non si può amare ciò che non si conosce e allora… si può iniziare con una passeggiata, poi alternando il piede sinistro con quello destro, cerchiamo d’immaginare di essere su di una linea retta, in equilibrio e contando fino a dieci, dopo s’inizia a canticchiare “uno, due, tre…” battendo il tempo con le mani, dapprima lentamente e poi sempre più velocemente; il ritmo deve poter entrare nella mente e da lì, scorrere come un ruscello in piena tra le viscere più nascoste del tuo corpo, fino ad impossessarsi delle ossa, i muscoli si contraggono in un’esplosione che trova giovamento solo dopo che corpo, mente e anima sono un tutt’uno, in una imprescindibile, meravigliosa armonia…

        … e per le vacanze… uhmmm… che bella idea!

  • Luisa

    Ciao,posso aggiungere una nota positiva al mio commento un po triste di qui sopra? Condivido il piacere per il bel silenzio,nel mio caso del micro paese che si risveglia. Piacere da gustare in estate quando si dorme con la finestre aperte e intorno alle 4 del mattino ci sono le prime auto che passano. OK,c’è anche la nettenza urbana che turba la pace svuotando i bidoni del vetro,pazienza. Meno male che passano a giorni alterni. Però durante la siesta pomeridiana c’è solo il canto delle cicale e credetemi riempie il cuore di gioia.ciao

  • arthur

    Oh mannaggia, con questo silenzio perfetto qui, ancora tutto tace.

    Dormigliona!

    ‘giorno…🙂

    ps: e poi non dire che ti butto giù dal letto, vista l’ora.

  • Luce

    Ho a lungo riflettuto su IL SILENZIO PERFETTO perchè mai avrai abbinato perfetto a silenzio. Per alcuni è una condizione ideale per riflettere, per concentrarsi, per pensare, per amare, per lavorare. Per altri il silenzio è un buco nero nella loro vita. Tante sono le persone che lo temono come fosse un guerriero del male.

    Io adoro il silenzio della mia anima che contrasta con il mondo di rumori in cui viviamo. Il silenzio di quando stacco con il mondo esterno e dialogo con me stessa. Il silenzio di quando in mezzo ai boschi in sella alla mia bici ritrovo l’energia dai miei amici alberi e dell’amica aria e della terra di quando cado e tocco a mani nude. Il silenzio dei boschi innevati quando vado a sciare. Io adoro il silenzio che rompe la routine dei rumori.

    Luce silenziosa e Luce rumorosa

    • solindue

      Che bello ti firmi Luce Silenziosa e Luce Rumorosa … in effetti per quanto la luce non produca di per se un rumore, una luce fioca può essere la versione sussurrata di una parola, mentre una luce accecante può essere interpretata come un gran rumore per gli occhi. Bella storia!

  • Franz

    Dato che purtroppo riesco a leggere molto meno di quanto mi piacerebbe, la mia lista d’attesa tende sempre a crescere; non credo dunque, nonostante la sua brevità, che accoglierò il suggerimento di questa lettura, che mi sembra tu stessa solo in parte abbia apprezzato.
    Quanto al silenzio, anche per me è da sempre una dimensione fondamentale, che mi è amica, e che ricerco quotidianamente nella mia vita di singolo.
    Non così è per tutti: un televisore acceso di solito serve a ‘fare compagnia’ in tutte le case, più o meno affollate di gente, mentre le nostre città, e a volte anche quel che resta delle nostre campagne, sembrano in uno stato di perenne lotta contro di esso.
    Ma sarebbe meglio chiamarla fuga.

    A te il mio saluto sussurrato.
    Franz

    • solindue

      Spesso più che fare compagnia il televisore è un abitudine. Si entra in casa e lo si accende, anche se a volte sarebbe meglio tenerlo spento e dialogare con i propri “cari”. Penso alle serate di una volta, trascorse intorno a un caminetto a leggere, magari per i bambini della casa, a voce alta un libro…troppo romantica eh?

  • Fabio

    Il silenzio? Per me è solo un sogno. Abito in una via trafficatissima e, a volte , un po’ di quiete mi farebbe veramente piacere. Son contento se verrai a Cagliari. Ti aspetto. Il nostro golfo è bellissimo per la vela. Un salutone, Fabio

    • solindue

      ‘giorno Fabio, io invece abito in campagna e d’estate mi danno fastidio anche gli uccellini che fischiettano troppo presto la mattina … per questo scappo in mezzo al mare!

  • alanford50

    Anche se abito in una cittadina, vivo in una zona molto alberata, quindi molto frequentata dagli uccellini che d’estate al mattino verso le 5 al loro rumoroso darsi “il buongiorno” mi fanno sempre gioire e considerare quel loro salutarsi fischiettante come facente parte dei meravigliosi rumori del silenzio, poi per fortuna al primo spuntar del sole me ne vado a dormire e lascio tutto il mondo fuori…..

    Ciaooo neh!

  • aurora267

    c’è un silenzio bellissimo, che amo molto, che è dialogo con noi stessi,ascolto del proprio battito del cuore, del viaggio nei sentieri nascosti della nostra anima,
    questo silenzio mi piace e non mi fa paura, quello che non amo invece è il silenzio delle persone, di quel non saper comunicare, quello mi fa paura

  • kate

    “Silenzio”…ancora una volta in un modo o nell’altro si ripresenta questa parolina dal suono profondo e dal significato così diverso per ognuno di noi…da Alan ad Arthur a me a Stella e ora Sol, in ognuno dei nostri blog è passata per esprimere uno stato d’animo passato o attuale che abbiamo voluto condividere…bello condividere!

    Un abbraccio kate

  • kate

    Buongiornooooooooooooooooooooooooooo Sol un caffe????????????????????

    Due chiacchiere e un cornetto?

    Ok dai ti do 10 minuti per alzarti e prepararti…ma sei una dormigliona!
    😉 kate

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