sincope

  

Sincope: la sincope in medicina è una forma di patologia caratterizzata da una improvvisa perdita di coscienza.
Sincope: la sincope in musica,  dal punto di vista ritmico, è un particolare effetto ottenuto dal prolungamento del suono, dal tempo debole della battuta al tempo forte della stessa battuta o di quella successiva.

Sincope: la sua etimologia (dal greco syn koptein ‘spezzare, tagliare insieme’) comunica quell’idea di improvvisa rottura che  in generale la difficile parola lascia trasparire. 

Sincope: la sincope in linguistica esprime la caduta, il perdersi di un suono all’interno di una parola. In  termini drastici sincope è un abbreviazione mediante la quale viene eliminata la parte centrale di una parola: dr [doctor], jr [junior], sr [senior], cfr [dall’imperativo latino confer, confronta].

E dunque veniamo a noi: la sincope linguistica non vuole il punto.

Purtroppo molti di coloro che scrivono sottovalutano l’importanza della punteggiatura (magari io per prima), che invece ritengo debba servire a dare il tempo della lettura e della narrazione. Capita spesso di imbattersi in stonature di ritmo nelle frasi. Forse dovremmo provare a scrivere tenendo in sottofondo un metronomo che ci potrebbe, con le sue oscillazioni, a battere il tempo  e a farci tenere il ritmo giusto fra virgole e punti.

Immagino che ognuno di noi abbia il proprio movimento sinuoso e ondulatorio dell’andamento del paragrafo nella propria testa. Ma quanti di noi usano il punto e virgola? Siamo normalmente abituati, forse per semplicità a fare: frase-punto, frase-punto; oppure frase-virgola, frase-virgola. Provate a scrivere seguendo una regola diversa: frase-virgola, frase-punto e virgola, frase-punto. Vi faccio un esempio:

Questo articolo è diviso, per ragioni di comodità, in paragrafi; ogni paragrafo è più insignificante dell’altro.

Non è meraviglioso? Leggere un articolo con una delicata e musicale cadenza aiuta ad arrivare in fondo al testo senza ansia né affanno; mantenendo il nostro cuore rilassato, con il giusto battito; allontanando  l’odiosa possibilità di accelerazioni brusche e violente che potrebbero comportare cardiopatie importanti con rischio effettivo … di una sincope … che vi obbligherebbe a chiamare il dr di turno!

Se avete dubbi sull’uso della punteggiatura: Accademia della Crusca.

Informazioni su solindue


38 responses to “sincope

  • solindue

    La nostra amica Godot ha scritto per il nuovo numero di The Best, in uscita fra pochi giorni, un articolo meraviglioso:

    “Non tutti sanno che … esiste un decalogo per rendere il vostro blog uno tra i più “cliccati”!

    Questo articolo segue alla lettera le sue indicazioni.

  • spaziocorrente

    Hai ragione, scrivere in modo corretto e piacevole è un fine da perseguire. C’è sempre da imparare ed ogni informazione al riguardo è un tesoro da conservare, non tanto per fare “numero” ma per il piacere di “dire” e di “dare” a chi ti legge.
    Buona giornata

  • arthur

    In genere sto molto attento alla punteggiatura,uso il punto e virgola, ma può succedere, alle volte, di dimenticare qualcosa.

    E poi, dipende sempre da ciò che si scrive. Senza la punteggiatura giusta si corre il rischio di stravolgere il senso di ciò che si voleva dire, quindi l’attenzione è fondamentale.

    E comunque, come dice Spazio, c’è sempre da imparare.

  • Luciano Marcelli

    Non sono affatto un letterato eppure ho la spudoratezza di voler dire la mia. Non volermene, Sol’. Non vogliatemene, amici del blog.
     
    La punteggiatura e l’ortografia, che siano al contempo ricche e corrette, mi rendono la lettura un vero piacere, mentre lo spettacolo di una scrittura distratta mi risulta altrettanto deludente quanto una prosa malferma o un contenuto insipido.
    Un bel concetto va anche ben vestito.
    A questo riguardo sono molto esigente con me stesso; proprio perché la perfezione non esiste, ecco che allora cerco sempre di migliorare e di puntare, senza pretesa di arrivarvi mai, almeno all’eccellenza. Qualora raggiungessi la bontà, sarei già più che soddisfatto.
    Mi piacerebbe essere veramente padrone degli strumenti espressivi e so di non esserlo; a maggior ragione, cerco di restare vigile, quando comunico; soprattutto per iscritto.
    Questo mi porta a tacciarmi e a essere tacciato di perfezionismo; mi dico e mi dicono che faccio il precisino, il pedante. Sono d’accordo: a volte rompo proprio.
     
    Supponiamo di scorgere uno che vada tranquillamente in giro con la camicia mezza di fuori dai pantaloni, il che può nascere da una deliberata scelta stilistica o da una sciatteria intrinseca. La maggior parte delle volte si comprende bene quale dei due sia il caso, poiché sono l’aspetto generale, l’incedere, lo sguardo, il resto dell’abbigliamento e tanti altri segnali a darcene la percezione.
    Ecco allora che, se mi imbatto in uno scritto al quale si è inteso di dare un vestito volutamente casual, il leggerlo può risultarmi gradevole o meno, secondo lo stile utilizzato, a prescindere dall’interesse che nutro per il testo e dal piacere che esso mi suscita; al contrario, se comprendo che l’autore proprio se ne infischia di come il suo testo sia vestito, allora provo irritazione, la quale, in taluni casi, può essere tale da indurmi ad abbandonare quella lettura.
    Tra le innumerevoli variazioni di stile, per esempio, c’è chi utilizza la “d” eufonica in modo diverso dal mio: a me piace soltanto per prevenire gli incontri di “a” e di “e”, mentre non vi ricorro in altri casi, neppure nelle locuzioni cristallizzate (per esempio, scrivo “per esempio”, invece che “ad esempio”). Un altro caso di scelta stilistica è quello che riguarda il plurale delle parole straniere: a me non piace utilizzare il plurale, dal momento che non conosciamo tutti le medesime lingue straniere (io ne so soltanto due e non si può davvero dire che le domini), mentre l’utilizzo del plurale suppone, sia in chi scrive sia in chi legge, la piena conoscenza delle regole per formarlo. Per questo motivo, evito di fare il plurale anche dei sostantivi stranieri più noti: dirò di aver visto due film, negli ultimi giorni; non due films.
     
    Procedendo, si arriva ai veri errori di ortografia: camminereste seminudi per la città? Sul lungomare in abbigliamento balneare è un conto; ben diverso è starsene davanti a Palazzo Vecchio in mutande, con ai piedi soltanto dei calzini e il busto coperto da nient’altro che una canottiera; sempreché mutande, calzini e canottiera non siano sudici o sdruciti, per di più.
    Ecco: quando leggo che oggi non è ne sabato ne domenica, che bisogna essere rispettosi di se, che siamo quà ad aspettare ancora un pò; quando trovo una serie di punti di sospensione in luogo dei canonici tre; quando incontro una serie di punti esclamativi o interrogativi; quando davanti a “eccetera” manca la virgola; quando tra il soggetto e il verbo fa capolino un’odiosa interpunzione, senza che sia giustificata dalla presenza di una frase incidentale; quando…
     
    Quando qualcuno maltratta la nostra (quindi anche mia) lingua, veste sciattamente il suo testo, trafigge di errori ortografici i suoi concetti, allora davvero mi dimezza il piacere di scoprire che cosa abbia da comunicare.
     
    Senz’altro l’errore è parte integrante dell’esistenza; non per questo lo tollero di buon grado. Senz’altro può accadere di sbattere inavvertitamente un gomito sullo stipite di una porta: per quanto avvenga per errore, non ne soffro di meno.
    L’errore, prima o poi, ci scappa; non per questo rinuncio a cercare la massima pulizia possibile, quando scrivo, e ad aspettarmela, quando leggo; a godermela, quando la realizzo e quando la incontro.
    Certamente, ci sono errori ed errori: uno spazio mancante dopo un segno di punteggiatura o uno spazio di troppo prima del segno si sopportano, se si considera la premura, la voglia, l’entusiasmo di inviare un commento a un articolo interessante su di un blog. Li sopporto, ecco, ma non mi piace affatto lasciare che mi scappino di mano; incontrandone negli scritti altrui, sento un po’ di prurito; tutto qua. Non così in contesti anche appena un po’ più formali.
     
    Naturalmente, oltre che assicurarsi della correttezza, è bene curare il respiro, il ritmo del testo, come ancora suggerisce Sol’.
    Al solo scopo di argomentare la mia posizione, ma non certo per insegnare alcunché ad alcuno, sia ben chiaro, poiché questo non è affatto il mio campo, voglio richiamarmi a quel poco che ricordo, dalla scuola superiore, sui poeti latini.
    Per i poeti latini, per alcuni di essi, quanto meno, era fondamentale che le strofe cantassero, al punto di stravolgerne la pronuncia consueta, adeguando il ritmo all’espressione.
    Ricordo ancora, per quanto me ne meravigli io stesso, tre versi delle Bucoliche di Virgilio:

    Sicelides Musae, paulo maiora canamus!
    Non omnis arbusta iuvant humilesque myricae;
    si canimus silvas, silvae sint consule dignae.

    Vediamo una delle traduzioni presenti sulla grande rete, per renderci conto, almeno a grandi linee, del messaggio portato da questi versi:

    Oh Muse sicule, alziamo un poco il tono del canto!
    Non a tutti piacciono gli arbusti e le umili tamerici;
    se cantiamo le selve, le selve siano degne di un console.

    Bene. Torniamo al testo latino. Se leggiamo queste righe come se fossero in prosa anziché in poesia, allora gli accenti (quelli che in italiano sono agli accenti tonici), più o meno, sarebbero i seguenti (li ho evidenziati), ma chiedo aiuto ai letterati, per favore:

    Sicelides Musae, paulo maiora canamus!
    Non omnis arbusta iuvant humilesque myricae;
    si canimus silvas, silvae sint consule dignae.
    Lettura in prosa; da Youtube.

    È già fantastico, evocativo, se letto così.
    Se, tuttavia, declamiamo queste strofe da poeti latini, come tanti di noi ricorderanno dai tempi della scuola, allora le emozioni si moltiplicano (la mia richiesta di aiuto qualificato si fa disperata; nondimeno, oso):

    Sicelides Musae, paulo maiora canamus!
    Non omnis arbusta iuvant humilesque myricae;
    si canimus silvas, silvae sint consule dignae.
    Lettura in poesia; da Youtube.

    Tra le due letture c’è un abisso. Addirittura, nella terza strofa, ci faceva notare la professoressa, l’uso sapiente delle cesure e degli accenti porta ad avvertire come il ritmo di un galoppo!
     
    Già.
     
    Vi giocava un ruolo determinante anche la distinzione tra le vocali lunghe (che più o meno hanno generato, in seguito, gli accenti tonici) e le vocali brevi; ma noi abbiamo perso, con la lingua italiana, la sensibilità a questa varietà. Letterati, vi prego, aiutatemi: ho detto bene?
    Per i nostri geniali antenati era davvero di estrema importanza la metrica, quale guida per il respiro, per il ritmo, per il canto intrinseco della poesia, per il suo stesso significato; la forma e il contenuto davvero erano fusi in un uno indistinto (ma lo sono anche oggi, per molti); essi si spingevano al punto di considerare duttili anche le accentazioni, mentre per la nostra lingua contemporanea gli accenti tonici sono imprescindibili caratteri comunicativi, struttura ed essenza delle parole stesse (non siamo liberi di utilizzare indifferentemente capito, capito e capitò).
     
    Tutto questo viene a dire che sono possibili vari modi di realizzare il processo del comunicare e che si possono stabilire moltissimi stili; certo; però faccio davvero fatica ad apprezzare uno scritto quando si tende addirittura a trascurare l’uso corretto ed efficace della punteggiatura, già in un contesto rilassato, quale può essere quello delle pagine di un blog; figuriamoci in ambiti più formali, i quali, ahinoi, possono essere tutt’altro che immuni da cadute di forma e di stile.
     
    Adesso, non vedo l’ora che venga pubblicato l’intervento di Godot su The Best. Per lo meno, si leggerà qualcosa di autorevole.
    Come giustamente dicono i ragazzi, qua sopra, c’è sempre da imparare. Ho tanto da imparare!
     
    Ciao!

  • melacandela

    Questa è bella! Ms, ce l’andiamo a rileggere, a riascoltare e poi ce la risuoniamo sperando di non perdere i sensi assai rallegrati… Grazie, ciao;

  • koalanation

    Ecco VIRGOLA no no ma allora mi leggi nel pensieeeeeeeeerooooPUNTO ESCLAMATIVO PUNTO ESCLAMATIVO PUNTO ESCLAMATIVO Ieri ho scritto un articolo un pò di corsa APERTA PARENTESI e quando mai io non sono di corsa o in ritardo o qualcosa di simile CHIUSA PARENTESI e ne ho programmato la pubblicazione PUNTO E VIRGOLA stamattina ripensandoci ho avuto veri attimi di terrore DUE PUNTI APERTE VIRGOLETTE Cielo VIRGOLA non ho controllato la punteggiatura PUNTO ESCLAMATIVO CHIUSE VIRGOLETTE PUNTO
    A CAPO
    Sei consapevole che ora avrò crisi paranoiche ossessivocompulsive ogni volta che VIRGOLA scrivendo di corsa VIRGOLA sicuramente dimenticherò pezzi di punteggiatura PUNTO INTERROGATIVO
    A CAPO
    E chissà quante volte avrò già riempito commenti e post di assolutamente inutili punti di sospensione PUNTINI DI SOSPENSIONE (TRE) ehhhhh mi arrendo PUNTO ESCLAMATIVO

    …ih ih ih ih ih …

  • Godot

    Sincopeeeeeeeeeeeeeee!!!😀

  • solindue

    Carissimi,
    mi spiace davvero. Sono qui con il capo cosparso di cenere a chiedere perdono.
    Giuro su tutto ciò che ho di più caro che quando questa mattina ho scritto questo articolo legando, come di mio vizio (o virtù?) due assurdità fra di loro – sincopi a punti e virgola -non mi sarei mai aspettata di attivare il neurone di Luciano a tal punto.
    Anzi, al contrario, mi sembrava di aver postato un articolo talmente insulso da poter stare tranquilla tutto il giorno.
    Che devo dirvi, è andata come è andata. Spero mi perdonerete.
    Grazie per i vostri commenti “sintetici”: siete degli amici!😆

    To Luciano: sei una meraviglia e io ti adoro, lo sai vero?

  • Darling

    Ciao Sol’, pensa questa volta sono qui a ringraziarti. Non certo per quel tuo inutile e zuccheroso “sei una meraviglia e io ti adoro…”, ma perchè da un paio di giorni Lucio è più “silenzioso”. Immagino riesca a sfogarsi qui!😆 😆

    @Lucio: Smack-a-chi?
    (Si possono mettere, Tesoro, due faccine sorridenti una dopo l’altra…o è grammaticalmente scorretto?)

  • Estragone

    A Sol’ una domanda su Luciano: ci è o ci fa?

    A Darling un consiglio su Luciano: tienilo d’occhio.

    • solindue

      Carissimo Estragone, conosco poco Luciano, ma da quanto emerge per es. dalla lettura dei suoi – spesso bizzarri – racconti, immagino si stia divertendo alle mie spalle. In altre parole ci fa.
      Ma chissà forse alla fine il messaggio potrebbe sembre essere semplificato anche con il celebre motto (uno dei tanti) insegnatoci da Forrest Gump “Stupido è chi lo stupido fa”.

      A Darling un consiglio su Luciano: lascialo divertire.

  • Darling

    Mi sembra si stia divertendo anche troppo!

  • Luciano Marcelli

    NUMERO ZERO
    Basta parlare al singolare del mio neurone, dal momento che non ne ho uno, ma tre: due in attività, che sono il minimo per avere almeno una sinapsi alla volta, e uno di scorta; si alternano con un sistema semplice di turnazione, con la guardia “diana” spezzata in due, in modo da permettere la sfasatura.
    Siccome me li hanno dati maschi tutti e tre, non si sono mai potuti riprodurre; per di più, come è naturale, stanno invecchiano.
    In qualità di impiegato pubblico, inoltre, patisco il blocco delle assunzioni che da decenni vige nel settore e, pertanto, non posso neanche assumerne di nuovi, salvo che per alcuni periodi brevi, con contratti a progetto: il guaio è che si tratta, in tali casi, di personale altamente qualificato, il cui impiego depaupera pesantemente le già carenti risorse disponibili; donde il ricorso assai sporadico che vi faccio.
     
    NUMERO UNO
    Stai a vedere che adesso non posso neanche baciare un’amica! Se vuoi, Darling, posso mettermi il burka…
     
    NUMERO UNO ZERO
    Ehi, non ho bisogno di “sfogarmi”, come se fossi un torello ingalluzzito sempre all’attacco di avversari e di femmine. La mia, se proprio vogliamo qualificarla, è voglia di volare, ma capisco che a molti possa non parere così. Peccato che tra di essi si contino persone a me molto care.
     
    NUMERO UNO UNO
    Mettete tutte le faccine che vi pare e la punteggiatura che volete; anche io farò come mi piace e ognuno leggerà quello che più gli aggrada.
     
    NUMERO UNO ZERO ZERO
    Se parliamo di donne, ci faccio; ma non mordo. Se parliamo di idiozia, ci sono (tre neuroni!); ma non dormo (enigmisti, vi piace?).
     
    NUMERO UNO ZERO UNO
    “Tienilo d’occhio”… “Tienilo d’occhio”? “Tienilo d’occhio” a chi? Mi devo offendere?
     
    NUMERO UNO UNO ZERO
    “Lascialo divertire”: ecco, finalmente una buona idea, sebbene non mi senta esattamente di dover essere autorizzato da qualcuno, per questo.
    Nuovamente si parla di me in terza persona. Beh, d’altronde è giusto: con gli interdetti si fa così e io c’ho (tutti in coro) “soltaaanto treee neuroooni”.
     
    NUMERO UNO UNO UNO
    Ma Darling, vorresti davvero che il tuo Lucianuccio rinunciasse alla propria esuberanza e divenisse un musone, serioso e monotono? Accipicchia, se aggiungi anche questi, agli altri miei numerosi difetti, stiamo lustri!
    Eppoi, lo sai che sono tutto per me, amoruncolo mio. Pciù!
     
    NUMERO UNO ZERO ZERO ZERO
    Basta così, che con due neuroni accessi alla volta, faccio già fatica a contare: tocca utilizzare il sistema binario, perché i due, poverini, non conoscono altro stadio che “accesso” o “spento”. Per scrivere due bischerate, come in questo commento, impiegano circa il triplo del tempo che occorre a una squadra cerebrale standard e allora è bene risparmiare almeno sull’algebra e tralasciare la conversione al sistema decimale, quando non è strettamente necessaria.

  • Estragone

    Carissimo Luciano, la tua fiera affermazione «Eppoi, lo sai che sono tutto per me, amoruncolo mio.» chiarisce molte cose, e non mi resta che compatire la tenera Darling… A meno che non si tratti di una deplorevole svista, come dire… una sincope freudiana…

  • Luciano Marcelli

    Quel “me” è un lapsus in piena regola, caro mio.
    Vuol dire che, tra i miei numerosi difetti, Darling dovrà annotare anche l’egocentrismo, se già non l’ha fatto.
    Tuttavia non credo che sia da compatire, fiera e battagliera com’è: se ne mangia dieci come me.

  • solindue

    Oh Cielo!😆 E pensare che io avevo riso pensando fosse una tua battuta!😆
    Ti prendo troppo poco sul serio vedi.
    Oh poor my dear Darling … altro che sincope freudina … Luciano caro, forse a volte basterebbe dare meno importanza ai punti e virgola!

    • Darling

      Sinceramente io tutto questo ridere e divertirsi non lo capisco.
      Ho sempre capito poco anche questa vostra storia del blog. Capisco che ci sia bisogno di buttare fuori i propri pensieri e problemi: una volta bastava un diario, un quaderno; adesso dobbiamo essere moderni ed emancipati così creiamo pagine su pagine di parole con la scusa di non usare la carta e di non abbattere piante. Mi sta bene.
      State attenti però a raccontare ai vostri “darling” di questi giochi così personali perchè rischiate, fra un lazzo e l’altro, anche di ferirli.

      @Estragone: Compatirmi? Naaaa posso solo farvi “invidia”😉

      @Sol’: ho usato anche io un punto e virgola e una sincope musicale: se provi a canticchiare il mio commento sentirai il prolungamento del suono della nota “re” al terzo rigo!

  • arthur

    ‘nnagg… !!!

    Evvabè, dopo tutti questi punti e virgola, non so più da dove incominciare.
    Tra l’altro “vedo” tante facce nuove, Darling, per esempio… cara Darling,(un nome, una promessa?) piacere di fare la tua conoscenza e se per caso c’hai un po’ di tempo, vienimi a trovare, che da me oltre ai punti e virgola usiamo anche i due punti, gli esclamativi, le faccine sorridenti, i puntini, tanti puntini…

    @ Luciano: scusa, ma che ti è preso? So che ogni tanto ti lasci prendere da sacro furore, ma questa volta… inszomma, per leggerti tutto c’ho impiegato tutta la pausa pranzo, sei riuscito poi mettere insieme i tuoi due neuroni?🙂

    Evvabè… vista l’ora e visto che non c’è più nessuno… cara Solindue, shhhhh, te lo dico in un orecchio (sai com’è, con tutta ‘sta gente che gira da queste parti…. )…

    ‘notte e sogni d’oro!

    ps: ehh… piccola, copriti che ti raffreddi, non è ancora tempo per buttare all’aria la copertina.😆

  • alanford50

    A proposito di punteggiature varie, beccatevi queste:

    -.-. .. .- — — — -. . ….

  • Estragone

    Cara Darling, mi sa che hai spudoratamente ragione: non posso che invidiarti, in fondo tu hai trovato il tuo “re” e puoi vivere la tua storia d’amore e una storia d’amore val bene la sopportazione di qualche difettuccio, in fondo, si sa, amare vuol dire accettare e non giudicare; mentre io sono qui che continuo ad aspettare chi non arriverà mai e rosico.

    • Darling

      @ Estragone
      Sei così convinto che le persone abbiano dei difetti? Non siamo mica macchine! Le macchine possono nascere difettose perchè l’uomo può sbagliare; ma quelli che tu ritieni siano i “difettucci” di Luciano … credimi, per me son pregi!

      Per quanto riguarda il tuo aspettare rosicando: ragazzo mio, sei tu che hai scelto il teatro dell’assurdo!😆

  • barbie

    buongiorno cara,
    un abbraccio e tre punti esclamativi!!!😉

  • Franz

    Strano come alla stessa parola possano corrispondere, sia pure in campi diversi, dei concetti così distanti: quella che in medicina indica un evento non immediatamente simpatico, in campo musicale dà il nome ad un effetto di solito molto gradevole (se i miei ricordi in materia non mi ingannano, tutta la musica reggae si basa su quello).
    Per quanto riguarda poi il punto e virgola, da quando in tempi non lontanissimi ho fatto amicizia con lui, è diventato un compagno prezioso dei miei scritti.
    Temo però che alle nuove generazioni, e non solo ad esse, non serva che per comporre l’emoticon, cioé la faccina, quella della strizzata d’occhio 😉

    Ciao !
    Franz

    • solindue

      Oh Cielo Franz, fai proprio parte delle nuove generazioni anche tu!
      Suvvia, non puoi dirmi che hai fatto amicizia con il punto e virgola e usarmelo solo per farmi l’occiolino! Ma non è serio!😉

  • riccardo

    @ Luciano: molto stimolanti, i tuoi commenti. Me li voglio rileggere con calma.
    Comunque, posso dire (senza temere di trovarmi in disaccordo con me stesso, il che mi capita spesso) di condividere senz’altro il tuo amore per la “pulizia” linguistica.
    @ Koalanation: sei troppo divertente! E non lo dico perchè ora io abbia un attacco di buonismo (infatti lo detesto) ma perchè il tuo commento ha un RITMO trascinante.
    @ Darling: un blog nasce dall’esigenza di comunicare anche con altre persone; col diario questo non è possibile. Naturalmente, almeno per quanto riguarda me sul blog evito di parlare di cose troppe personali (per quelle il diario va benissimo, come del resto anche le lettere… e lo dico senza alcuna ironia).
    Il pericolo d’offendere qualcuno, sia pure involontariamente, esiste; ma con la persona in questione ci si può anche chiarire.
    Dulcis in fundo, SOL’!
    Il tuo post dimostra come la sciatteria non abbia ancora vinto. Brava la nostra boss(a),che a questo punto potremmo anche battezzare neo-Pandora! Lei scrive (tu scrivi) e si scatenano tempeste sintattico-grammaticali. Per una volta, le porte dell’Inferno (anti-lingua) non praevalebunt.
    Mi unisco quindi all’elogio del punto e virgola, alias ;.
    Solo, osservo (del resto sommessamente) che come diceva Kant: “Il genio dà regole all’arte.” Ciò significa che lo scrivente trova in sè stesso le norme per la regolazione del proprio discorso.
    Non che stravolga le leggi della lingua, questo no; ma inventa qualcosa che dopo di lui, diventa norma. Finchè non arriverà qualcuno che inventerà dell’altro, che a sua volta diventerà norma ecc. ecc.
    Come esempio possiamo citare il monologo di Molly Bloom nell’Ulisse” di Joyce, quello stream of consciussness che per 55 pp.(!) prescinde allegramente da punti, virgole ecc.
    Del resto, nel suo commento Koalanation si dimostra mollybloomiana.
    Salludus a tottus (saluti a tutti)!

  • Luce

    Grazie a tutti voi per qualche granello di ignoranza in meno. Ne sono felice.

    Luce felice

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: