Scrivere

              

E’ tutto qui dentro. Sale spesso in silenzio, in modo confuso, ma il bisogno è  inevitabilmente chiaro.

Non resta che accendere il pc e preparare una pagina bianca. La scrittura fluisce libera, i pensieri che fino a poco prima sembravano confusi si dipanano come una matassa di spago arrotolato.

Il bisogno di raccontarmi, di raccontarvi, di farvi partecipi di miei pensieri è pressante e inderogabile. La prima frase, che arriva prepotente di getto,  è essenziale per rompere il ghiaccio. Si tratta della chiave di volta attorno alla quale ruota tutto il pensiero. L’elemento centrale della mia ideologia del momento.

Subito dopo arriva il divertimento. Trovato il capo della matassa, il filo del pensiero si srotola con una facilità impressionante. Le dita si liberano sui tasti neri  del computer componendo una parola dopo l’altra, una frase dopo l’altra, un paragrafo di seguito all’altro. Non c’è bisogno di ricercare similitudini o difficili ossimori, la scrittura viaggia libera lungo il proprio binario collegata ad un senso di sollievo interno insospettato.

Probabilmente questo senso di alleggerimento è quello che scatena la mia giovialità, il mio continuo senso dell’ironia. Spero di riuscire ogni volta a comunicarvi la mia passione per la vita, in ogni suo aspetto. La mia felicità per tutte le piccole cose che mi circondano, la mia voglia di ricercare il buono ed il positivo in ogni accadimento della giornata.

Infine resta la parte migliore. Una volta liberata dalle parole che vorticosamente si agitavano dentro la mia anima non resta che la scelta della parte grafica. Una foto, un disegno o un’immagine che possa sintetizzare il pensiero, che lo canalizzi  nella direzione giusta.

Quando tutto è completo, la pagina, come un piccolo germoglio è pronta per splendere di luce propria. E’ come se pur appartenendomi, iniziasse un percorso suo proprio, legato ai vostri commenti, alle vostre osservazioni, ai consigli dei lettori.

Chissà, se i miei articoli potessero parlare …  sarebbero felici di come sono stati da me forgiati? Avrebbero forse preferito una diversa punteggiatura o uninterlinea alternativa o un carattere più estroso? Saranno soddisfatti loro … loro che hanno donato a me la gioia di una  fertile fecondità della scrittura?

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27 responses to “Scrivere

  • solindue

    Ho utilizzato per questo articolo un carattere di scrittura più grande del normale … affinché non affatichiate troppo i vostri occhi. Sono troppo importanti per essere trascurati!😉 Vogliatevi bene.

  • arthur

    Credo che se i tuoi articoli potessero parlare, direbbero senz’altro che, di te, apprezzano il garbo nell’uso e nella ricerca della parola che, a seconda della punteggiatura che usi, si enfatizza oppure si accuccia silenziosa in attesa di mostrare quell’ardore che si avverte riga dopo riga, fino a condurci, attoniti e ammutoliti, alla fine di ogni tuo racconto.

    Scrivere è senz’altro un passatempo che libera la mente e predispone l’animo per l’ascolto di sensazioni che, nel bene e nel male, condizionano la nostra esistenza, ma nelle tue parole, anche in quelle più crude, non c’è mai l’abbandono a pensieri tristi e sconsolati, fai dell’ironia un’arma che soggioga la nostra attenzione, lasciandoci dentro la sensazione di aver percorso insieme a te, una strada piena di ostacoli, che però sono solo sorrisi, messi sapientemente lì per condurci, nell’attesa, con mano verso orizzonti che risplendono come il sole.

    E poi… carattere scelto con sapienza, colore delicatamente in evidenza, dimensione che ricorda le vecchie pagine di un giornale dimenticato nel tempo… senz’altro un beneficio per gli occhi che, come giustamente dici, devono essere tenuti da conto, ‘nnagg… come sei saggia!!!😉

    ps: vogliamoci bene!

  • danysweet

    Scrivere è arte non per tutti, tu ci riesci bene… le sensazioni e le emozioni che provi ci arrivano.
    Ognuno ha il proprio stile, le proprie passioni, che cerca di stendere su un foglio bianco, e mentre prende vita, da una sensazione indescrivibile, almeno così mi accade…
    Ci metto l’anima, perchè forse è l’unica cosa che so fare, spero di farla bene. Ciao

  • LaVale

    concordo con danysweet, scrivere non è per tutti, anche se ce lo hanno insegnato a scuola !!🙂 brava

  • koalanation

    ovvio che siano contenti , i tuoi articoli , di essere tuoi , letti da noi , vissuti con noi , ma pur sempre tuoi … ovvio anche che si divertano , almeno quanto noi … o no(i)???
    (che bello non trovi ? quando finisci sul blog di qualcuno e mentre lasci un commento , anche uno scemo come questo , ti scappa un sorriso !…facciamo due !)

    • solindue

      Riscontro sempre problemi di intasamento neuronale … nel leggerti! Evviva sei una delle mie blogamiche più divertenti. Mai pensato tanto bene di un Koala come adesso. E’ vero che bello!!!

  • Luciano Marcelli

    Quando il sole è nella valle,
    Ecco spunta il rompi***le.

    Ti è scappato uno spazio di troppo (dopo l’apostrofo) e manca una elle: “un’ interinea” voleva essere “un’interlinea”, giusto?

    Smack!

    • solindue

      M’inchino al maestro. Chiedo scusa e ho corretto con tanto di matita rossa. Proprio come a scuola.
      Forse non avrei dovuto.
      Il mio articolo voleva proprio sottolineare il modo naturale di essere e di scrivere, senza artifici, nè correttori automatici. Non scrivo su word per poi fare copia e incolla sul Blog. Vado giù di pancia, di sensi e sentimenti quando scrivo, quando disegno, quando cucino, quando …
      Sono felice di far saltare ogni tanto una doppia, uno spazio o una lettera (sono saltate anche le “acca” a volte!!).
      Il senso della mia vita non è la ricerca della perfezione, ma la condivisione dei sentimenti e delle passioni.
      Ricambio lo Smack
      p.s. Il mio Blog è seguito da bambini niente parolaccie ti prego o dovrò “censurarti”.

      • Luciano Marcelli

        Carissima Solindue,
         
         
        SERIO
        Proprio perché la perfezione non è di questo pianeta e non è della nostra razza, allora tanto più la cerco, sapendo di non poterla raggiungere, ma contando così di migliorare.
        Da un lato contesto molte forme di evoluzione costante che il genere umano si impone: per esempio e soprattutto quelle della crescita economica indefinita o dell’avanzamento di carriera a qualsiasi costo, tipiche del sistema liberistico e capitalistico, ma sposate poi da tutte le compagini sociali, sindacati inclusi, salvo che, negli ultimi anni, si va affermando l’idea della decrescita, del downshifting e così via.
        Dall’altro alla crescita interiore non pongo limiti predefiniti, ma mi regolo di volta in volta. Ecco quindi perché sono perfezionista: sono già così numerose le occasioni di approssimazione, che cerco di limitare o di correggere quelle che sono in grado di individuare. Inoltre, ritengo che la forma sia anch’essa sostanza e che la scrittura possieda una forte componente estetica, che si manifesta anche nella correttezza ortografica, prima ancora che grammaticale, per poi passare alla qualità dell’espressione logica e proseguire con la capacità retorica e le sue forme e così via.
        Quindi, se correggo una persona cara per una svista ortografica è soltanto perché è il solo campo nel quale mi senta di dare suggerimenti, poiché dal livello successivo, quello grammaticale, in su, le zone grigie della mia preparazione si fanno sempre più estese e ne sono consapevole.
        Il notare uno spazio di troppo o una lettera mancante è come il notare una stecca in una registrazione musicale o una sagoma difforme in un disegno o un difetto in una fotografia.
        Però non mi limito a notare: è più forte di me e devo sottolinearlo.
        Insomma, devo rompere le scatole (spero che così vada un po’ meglio, per il tuo blog – lo dico in tono tutt’altro che sarcastico, sia chiaro).
         
        Se l’essere un perfezionista esigente e puntiglioso sia un pregio o un difetto lo lascio dire agli esperti; se mi faccia bene o male non saprei.
        Mentre è sicuro e comprovato che mi arrechi grandi perdite di tempo, che mi complichi l’esistenza (che fatica!) e che non di rado mi procuri degli screzi.
         
        Che vuoi fare? Temo che con il passare degli anni la faccenda sia persino destinata a peggiorare, ahimé.
         
        Inoltre, concentrando l’attenzione sulla forma, ben lungi dal voler negare la sostanza e il suo pregio, intendevo semmai esaltarla, laddove l’unico tratto negativo era nella forma, mentre per tutto il resto non avevo parole da dire che non suonassero banali.
        In ogni caso, come dice il saggio, chi disprezza compra.
         
        In alternativa, perché non tacere? Avrei potuto evitare ogni commento. Limitarmi a leggere e finita là, senza necessariamente dire la mia.
        La risposta a questa legittima osservazione cercherò di fornirtela in separata sede, se ne avrò il modo e l’occasione.
         
         
        TRA IL SERIO E IL FACETO
        Capperi, qua dicono già tutti grandi cose del tuo articolo (e non è certo la prima volta). Io, per quanto apprezzi il tuo scritto, avevo voglia, piuttosto, di giocare, di punzecchiare, di fare un momentino la voce fuori dal coro (a proposito di imperfezione).
        Quanto a quelle cose che rompo, c’era un problema di rima baciata. Ti prego.
        Inoltre è un detto popolare e qualche licenza espressiva si può tollerare, forse. Non lasciamo, d’altronde, che la nostra gioventù fruisca di pellicole, dischi e trasmissioni ben più volgari di così?
         
         
        FACETO
        No, no, faceto voi, che io sono stanco.
         

  • Piccola Emme

    La foto con le penne mi piace molto, ma non riesco a capire se è ritoccata al computer o se è senza ritocchi. A scuola quando devo scrivere un testo all’ inizio non mi vengono molte idee, ma quando prendo il via mi frullano in testa così tante idee che ne devo scegliere solo qualcuna. Scrivere è bello!

    • solindue

      Buonasera dolcissima Emme!
      Vedo che sei riuscita a convincere mamma a scrivermi!😉
      Evviva! Non ci crederai ma la foto è stata fatta venerdì scorso da Baby G. E’ evidente che siete stati attratti dalla stessa immagine. La foto è stata ritoccata da me nel senso che ho dovuto tagliarla per renderla più piccola e quindi più adatta alla pagina del blog. Per il resto (colori e luci) è naturale.
      E’ bello sapere che già alla tua età ti piace scrivere … hai provato a tenere un diario con i tuoi pensieri, i tuoi sogni e le tue idee?
      Bacino della buonanotte … corri a nanna che è tardi!

  • spaziocorrente

    Scrivere è mostrare quella parte di noi che abbiamo vissuto nel’animo, visionato nella mente, armeggiato con i sogni, liberato con le azioni e finalmente tradotto, inchiostrando in modo personale quel che ne è rimasto.

    Scrivi, scrivi… che noi ti leggiamo con piacere.
    Ciao

  • solindue

    Caro Luciano,
    il notare uno spazio di troppo l’archivierei sotto A.M.D. “Attenzioni Maniacali per i Dettagli”, sono sfumature di pedanteria che possono risultare fastidiose e spesso denotano egocentrismo e presunzione.
    La tua SERIA spiegazione mi fa capire che egocentrismo e presunzione non c’entrano. Ma, se è plausibile che l’unico tratto negativo che hai notato erano le mie due sviste ortografiche, mi resta difficile però credere che un tipo come te non avesse altre parole da dire “che non suonassero banali”, soprattutto alla luce del fatto che per il commento delle 1:38 hai utilizzato ben 570 parole (ovvero 3.493 caratteri, spazi inclusi ). Il che vuole significare ben 213 parole in più addirittura del mio articolo!! !

    Fra il RISO e il FACETO: veniamo alla rima baciata (Smack):

    ecco alcune alternative , affinché la nostra gioventù fruisca del nostro migliore insegnamento:

    Quando il sole è nel vallone,
    ecco spunta Lucianone!

    Quando il sole picchia forte ;
    Luciano mio è alle porte!

    Quando il sole è lì che cuoce,
    Lucianino urla a gran voce!

    Potrei continuare ma vedi bene che la parola rompi***e può essere facilmente sostituita con Luciano… senza variare il risultato😆

    Infine per arrivare al FACETO … ho faceto io un po ‘ troppo, lo so, ma solo nella speranza di aver reso felice anche Estragone!

    P.s: Ho giocato con gli spazi … spero non me ne vorrai!? 😉

    Dimenticavo: “ahimè” vuole l’accento acuto e non grave come hai messo tu … sbagliando … ops!

  • Luciano Marcelli

    Grazie per la benevolenza, per la pazienza e per avermi regalato qualche risata.

    Però su ahimè ho da ridire. Posto che consulterò fonti autorevoli, ho sempre scritto ahimé, con l’accento grave, dal momento che lo pronuncio come me te, perché, affinché, che, eccetera, le cui e, finali, nella pronuncia fiorentina, sono gravi.

    Innanzitutto chiedo ai toscani veraci, quale io non sono, di confermare o smentire questo primo punto, ossia quello della pronuncia di ahimé.

    Fino a oggi, inoltre, traevo motivo di conforto dal fatto che ahimé mi appare come lemma composto di ahi, quale espressione di dolore e simili, e me. Di nuovo, in fiorentino me ha l’accento grave. Fiorentini, confermate?

    Posto quanto sopra, tu adesso hai instillato in me il tarlo del dubbio. Ricorrerò, quindi, alle fonti più autorevoli disponibili e mi documenterò.

  • Piccola Emme

    Una volta avevo un diario dove ci scrivevo le cose che mi succedevano a scuola ma ora non ci scrivo più perché non mi succedono molte cose, e le poche cose che mi succedono non ho mai il tempo per scriverle. Ho avuto anche un quadernino dove scrivevo i miei sogni. Era bello!

    • solindue

      Ma ciao Piccola Emme!
      Sai che invece io non ho mai tenuto un diario? Però continuo a tenere un quadernino rosso dove trascrivo le frasi che mi affascinano di più durante la lettura di un libro. Sai tipo la frase che ho trascritto dal libro “Memorie di una Geisha” e che puoi leggere sul lato destro del mio blog. Spesso la sera lo sfoglio, leggo le frasi, le rileggo e rifletto … più divertente che contare le pecore per addormentarsi, non credi?
      Certo che un quaderno dove scrivere i propri sogni è davvero una bella idea! Ci penserò su … Bacino.

  • Estragone

    Carissima Sol, non nego che mi fa molto piacere ritrovare il verboso fiume di parole di Luciano amabilmente contenuto dalle tue squisite risposte. Tanto più che lo scambio di riflessioni che avete testé postato su «scrivere» ha fatto chiarezza su un sospetto che nutrivo da tempo: leggendo i vostri scambi precedenti mi ero quasi convinto che fra te e Luciano ci fosse una frequentazione personale e questo mi poneva in una condizione di grande svantaggio, ma evidentemente non è così: solo una persona che non ti capisce può scriverti per sottolineare il fatto che manca un apostrofo; solo chi non ti conosce può costringerti a mettere per scritto quanta passione poni in tutto (e dico tutto…) quello che fai.
    Sono qui al binario nove (come un Hachiko umano) che ancora ti aspetto, non ti ho mai vista (forse mai ti vedrò), ma mi basta leggere quello che scrivi per capire che per te, come per me «Il senso della vita non è la ricerca della perfezione, ma la condivisione dei sentimenti e delle passioni».

    • solindue

      Oh Cielo, Estragone! Una frequentazione personale fra me e Luciano!!!
      Suvvia ragazzi ma quanti “amori” mi attribuite!
      Mi piace molto come Luciano scrive e leggevo volentieri i suoi racconti sul suo blog. Sono in tanti ultimamente ad avere un periodo di “fermo”. Vedo tanti blog dormienti da tempo. Ritrovare quindi un Luciano in perfetta forma verbale ieri mi ha fatto davvero piacere e mi sono divertita in quello scambio di riflessioni.

      Dunque, tranquillo, nessuna posizione di svantaggio per te, e poi non farmi il geloso! Piuttosto vieni via da quel binario nove … ma non hai freddo? Hachiko almeno era fornito di una bella pellicciotta! E tu?

  • kokeicha

    Quando scrivo non penso mai a se ciò che ho scritto sarebbe soddisfatto di essere quello che è, ma se io sono soddisfatta di quello che ho scritto.
    Tanti grandi scrittori lavoravano in quest’ottica… gli articoli non sono interessanti che per quella parte di noi che lasciano intravedere. Anche nel purismo più assoluto o nella rottura più totale.

    • solindue

      Buonasera Kokeicha,
      in effetti io parlavo del lato estetico, di come un articolo viene forgiato. Degli spazi, delle interlinee e non del contenuto.
      Se un’articolo potesse vedersi allo specchio, mi domandavo sarebbe felice della visione? Io dopo che ho messo giù le idee ed i sentimenti metto molta attenzione anche alla forma, come dire anche l’occhio vuole la sua parte!
      Buonaserata!

  • stefano re

    Io credo che parlino già. Bello!

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