Profumo di pane

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Una delle prime cose che ho fatto rientrata dalle vacanze è stato il pane.

Uno s’immagina lavatrici, pulizie, apertura della posta arretrata, ma invece io ho fatto il pane.

Una casa chiusa per quindici giorni, ha bisogno di calore e niente come il profumo del pane fa sentire a casa: immagino sia un po’ come la vista di un San Bernardo quando ti ritrovi congelato in mezzo alla neve!

Non è facile,  in effetti,  ricollegarsi al mondo di sempre dopo un’assenza così prolungata. Tutto sembra pesare. La mente continua a volare altrove. Impossibile impostare l’ordine del giorno. Sembriamo nervosi, scontrosi, irrascibili e insofferenti. La quotidianeità ci sta stretta e allora pensiamo positivo e abituiamo i nostri sensi a un rientro tenero e ottimista. Le valigie da disfare possono attendere.

Non appena il pane è in forno ed il profumo inizia ad invadere la casa, ecco una bella doccia che allontani la stanchezza del viaggio. Le ore di macchina di un rientro sotto la pioggia e il nevischio si possono cancellare con acqua calda e un massaggio con quella buona crema profumanta che ci hanno regalato a Natale e che non abbiamo ancora inaugurato. La pelle prende così vigore e noi ci sentiamo fresche ed in forma subito. Abiti puliti e magari un buon tè bianco, leggero, soreggiato sul divano. Così si può anche iniziare ad aprire la posta arrivata. Le lettere di auguri in ritardo ci faranno sorridere e le bollette da pagare sembreranno meno pesanti.

Due telefonate agli amici per rassicurarli sul rientro in salute, unito a qualche racconto di gioie appena passate e saremo pronti anche a fare la prima lavatrice.

Il profumo del pane arriva fino in camera adesso.

Mi mancava, così come mi mancava un po’ il mio blog e le mie morbide ciabattine nere di Betty Boop.  Certo è che dalla vacanza ho portato con me ricordi di vita magnifici … ma niente nostalgia o mestizia, solo felicità per ciò che ho avuto la possibilità di vivere, di assaporare e di sognare.

Non dimentico mai che vita privilegiata  sia la mia.

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18 responses to “Profumo di pane

  • kate

    Beh allora goditi il profumo del pane e il ritorno a casa…baci kate

    • solindue

      Buongiorno Kate,
      spero che il tuo anno sia iniziato bene. Ho visto però l’articolo nel tuo blog. Talmente duro che non riesco a commentarlo. Ma ti penso qualsiasi cosa stia andando storto.
      Un abbraccio.

  • Luciano Marcelli

    Ciao Sol.

    Bentornata!

    È strano notare quanti punti di contatto vi siano tra il tuo ritorno a casa e il mio, sebbene le cose abbiano seguito un ordine differente.

    La prima cosa che ho fatto, al rientro dalle vacanze, è stato di prendere tutti gli indumenti sporchi dal bagaglio, aggiungervi quelli che già erano nel cesto, suddividere il tutto in cinque mucchi sul pavimento della sala e avviare la prima lavatrice la sera stessa, alle nove e quaranta, con buona pace dei vicini; le altre quattro, la mattina dopo.

    Il tutto, non prima di aver lanciato gli sms di tuttocchei, predisposti già negli ultimi minuti di treno, per rassicurare i miei cari.

    Ero appena rientrato e, naturalmente, in casa non c’era neppure un tozzo di pane. Quindi ho preso due gallette di riso e le ho farcite con una fetta di Raclette, per antipasto; mi sono stappato, per aperitivo, un Franciacorta brut che aspettava in frigo già da tempo; infine, mi sono messo a cucinare: mentre la prima lavatrice faceva il suo mestiere in silenzio due stanze più in là e Radio Due trasmetteva un programma musicale, ho piazzato due hamburger sull’antiaderente, le ho innaffiate con un po’ di brut a metà cottura e poi le ho leggermente salate, in attesa di guarnirle ciascuna con una fetta di Raclette verso la fine, facendo in modo che fondessero il giusto. Un po’ come la vista di innamorati che si avvinghiano nel fuoco d’estate, di lei che si scioglie sul torace di lui, che sta poggiato ai mattoni ardenti del parapetto di lungarno Vespucci.

    Ritrovare subito il senso di casa era importante, dopo un’assenza di dieci giorni. Incluso il caos momentaneo dei bagagli disfatti, degli oggetti da riporre, delle cose preparate ma poi volutamente lasciate in giro per casa, delle valigie e borse e sacche fra le quali ho scelto le due sole da utilizzare, della tuta stagna da kayak che ancora giaceva sul divano dopo l’ultimo utilizzo e relativa sciacquata, pochi giorni prima di partire: tutte cose che ritroveranno la strada del loro posto, per lo più in cantina, nei prossimi giorni, con calma.

    Certamente: una doccia era irrinunciabile per risorgere al quotidiano, dopo l’estraniazione e l’estasi di quella vacanza.

    Imminenti impegni con la famiglia d’origine per i giorni seguenti mi imponevano di darmi un ordine per il giorno dopo, con tanto di sveglia alle sette: le altre lavatrici (poi fatte e stese), la posta elettronica (della quale ho evaso l’essenziale), la posta cartacea (idem), il blog e gli amici bloghisti (ai quali riprendo a dedicarmi soltanto adesso), il bancomat (dal quale non sono ancora passato) e altro ancora, che nel frattempo ho dimenticato. Ho finito per programmare troppe cose, tant’è che il giorno dopo mi sono scoperto insofferente, nervoso, reattivo; senz’altro, è stato per il sommarsi del distacco dalla favola e dell’incapacità di riprendere il ritmo delle cose.

    È stata una gran bella vacanza. Una vacanza con la M maiuscola.

    Sicuro, Sol: anch’io mi ripeto molto spesso di essere un privilegiato.

    A bientôt.

  • arthur

    Chissà che bello vederti con le tue morbide ciabattine nere di Betty Boop, andare per casa, con la tazza di tè in mano, guardandoti intorno per “ritrovare” gli angoli della tua casetta che per un bel po’ avevi abbandonato…

    Hai descritto questo tuo rientro quasi fosse la sceneggiatura di un film, infatti, mentre leggevo, ti seguivo con lo sguardo, immaginando man mano le cose che descrivevi, compreso il buon odore del pane appena sfornato… ma, sai fare anche il pane?

    ‘nnagg… che donna!!!

    Luciano: anche tu hai a che fare con le lavatrici?

    E per entrambi direi che il privilegio è uno stato dell’animo, a prescindere da quello che si ha o si possiede e per non sembrare troppo scortese (😉 ), anche se magari non c’entro molto con il vostro discorso, voglio confessarvi che anch’io mi sento un privilegiato e nel farlo, vorrei estendere l’augurio anche a chi vive una vita fatta di scontento, proprio perché la vita è soltanto una e allora…

  • solindue

    Accipicchia ragazzi, per niente sintetici oggi, eh?

    To Luciano: vacanza con la M maiuscola nel senso di Meravigliosa, immagino…
    To Arthur: tutti sappiamo fare il pane: farina, sale, acqua e lievito. Il profumo è assicurato e quasi istantaneo, il risultato a volte scarso. Comunuqe su due cose hai ragione:
    1) la vita è una quindi sorridiamo, anche se baby G. ha nuovamente la febbre;
    2) … che donna! confermo!😆

  • Luciano Marcelli

    Sol: ti aspettavo, su questo punto. M sta per Magia! What else?

    Arthy: una vita sola, sicuro. Meglio ricordarselo spesso; meglio.
    Quanto al privilegio: è sì uno stato mentale, ma è innegabile che le condizioni materiali contribuiscono a fare la differenza. Detto da un modesto impiegato, quale sono, significa riconoscere la fortuna di sapere che anche questo mese arriverò più o meno in fondo senza troppi patemi, per giunta essendomi concesso una splendida vacanza (possibile anche grazie a degli amici molto accoglienti).

  • kate

    Anch’io vorrei sorridere in questo nuovo anno ma a quanto pare non posso farlo, e non per problemi d’amore o di scontento ma per problemi di salute che nel giro di due mesi hanno schiacciato mia madre (mio padre di conseguenza) e me…non scendo in particolari, ma quello che mi fa stare ancora peggio è il non poter parlare con la mia famiglia per non farli preoccupare e così resto in un muto silenzio esattamente come la foto del mio blog, chiusa nella disperazione dell’attesa, del dolore fisico e del dover cercare di essere più che posso serena per non trascinare tutto questo in un inferno.
    Beh…vi posso assicurare che il dover far finta di nulla con mio figlio e con i miei e la cosa più difficile…
    Purtroppo anche il mio compagno è lontano e così il circolo è completo!
    In questo caso benedetti i pc i telefoni e gli amici virtuali e non….grazie di cuore siete importantissimi per me in questo momento e anche in altri in cui ho condiviso allegria!
    un abbraccio kate

  • kate

    P.S. Grazie Sol lo so che ci sei anche se non lasci cose scritte nel mio blog…capisco che sia forte come immagine.
    Grazie Arthur, che quasi in silenzio hai lasciato le tue bellissime parole…
    grazie

  • arthur

    @ Luciano: c’hai ragione da vendere, indubbiamente una sicurezza economica è importante e purtroppo tanta gente non ce l’ha.

    @ Kate: sei fantastica e ti ringrazio per questo, ma tu non devi ringraziarmi, perché le parole, per noi blogger, sono l’unica cosa che abbiamo, perché magari se fossimo uno vicino all’altro ti guarderei e in silenzio cercherei di ascoltarti, quindi…

    @ Sol’: adoro il brodino, se poi ci metti anche il formaggino (MIO), diventa il massimo, tra l’altro io quando lo faccio, uso la pasta ditalini e la “servo” un po’ asciutta e mi piace assai, assai… inszomma, è una mia specialità…🙂

    A proposito, c’ho un paio di ricette da postare… beh, un po’ più appetitose del brodino, ovviamente.

  • kate

    Beh Arthur è vero che noi blogger non abbiamo che parole, ma se dietro non c’è un cuore le parole le senti distanti e finte…stai pur certo che con te non avviene….e anche se sei lontano è un pò come se mi guardassi ascoltandomi…bella sensazione…di protezione…
    a proposito io vado pazza per la minestrina col formaggino mio, anche se la gente mi prende in giro…un segreto…compro ancora i barattolini di omogeneizzato di frutta!!!!!!!!!!!!!!!!
    mmmmmmmhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh

    besitos kate

    notte notte Sol

  • solindue

    Oh Cielo ragazzi!!! Profumo di pane fatto in casa, minestrina con formaggino sciolto dentro, omogeneizzato di frutta…vogliamo parlare di “mela e biscottini Plasmon” grattati assieme?

    p.s. ore 22.35 Baby G. sta mangiando pane e salame…immagino stia guarendo in fretta! pfiuuu!

    baci_della_buonanotte_per_tutti

  • Franz

    Cara Sol,
    il racconto di come hai vissuto il difficile momento del rientro a casa testimonia una cosa importantissima: la tua capacità di volerti bene.
    E’ una dote indispensabile per affrontare la vita al meglio, ed essere poi capaci di diffondere serenità e fiducia, come d’altra parte testimoni tu stessa nella frase finale.

    Anche semplicemente il lento allungarsi della luce dei pomeriggi, nel cammino del nuovo anno verso la stagione della sua pienezza, potrà dunque essere per te fonte di gioia.

    Te lo auguro, insieme a mille altre cose belle, e aggiungo un bacione.
    Franz

  • koalanation

    No va beh … cosi non vale però … io sono qui digiuna da ieri sera (perchè, non so come, non ho fatto in tempo a mangiare!) e tu mi parli di profumo di paaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaneeee!!!

    Qualche anno fa lavoravo in una ditta di fronte la quale c’era una piccola fabbrichetta a conduzione familiare di brioches …e pane ovviamente !!! Immaginati le mie giornate …testa fuori dalla finestra ad annusare l’aria e perenne acquolina !GNAAAAAAAAAM!

    Buon ri-inizio Sol … tutti ai blocchi di partenza , prontiiiiiii , VIAAAAAAAAAA!

  • solindue

    To Franz:
    Se non volessi bene a me stessa non potrei volerne agli altri, e sono certa di avervelo già detto che vi adoro!!! Ricambio il bacione da Firenze…
    To Koala:
    insisto, ma non sarà il momento di togliersi il cappello da Babbo Natale…o lo tieni per confonderci le idee?

  • kokeicha

    Trovo che sia un ottimo modo di rientrare in casa, un ottimo modo di riappropriarsi dei propri spazi. Mi piacerebbe saper fare il pane… io, non ti sorprenderà, uso il tè e i suoi mille aromi diversi.
    Un saluto😉

    • solindue

      Adoro il tè, caldo in inverno, con un goccio di latte o così com’è, sensibilizzante acuto, leggermente amaro, forte e intraprendende.
      Verrò senza dubbio da te domani pomeriggio per il tuo “tè virtuale”. Posso portare pasticcini di pasta di mandorle?

  • Lorena

    Mia carissima solindue, tu hai fatto il pane al rientro delle vacanze. Un po’ mi assomigli…sai cosa faccio io??? Come ieri sera… Dopo una giornata passata fuori casa tra lavoro ecc. Ebbene arrivata in casa mi sono fatta un tisana bollentissima, per scaldarmi, perchè ero infreddolita, mi sono rilassata, ho guardato un po’ di tele e dopo ho fatto una torta. Come tu hai fatto il pane, io ho fatto una torta, adoro farle. Mi da senso di casa, di tepore e di dolcezza. Una torta agli amaretti, farina di castagne, ecc. che questa mattina ho regalato a delle mie amiche. Dovevo sgombrare lo zaino?? L’ho fatto questa mattina prima di iniziare la giornata….Ti abbraccio forte forte e a presto. :-)) Lorena.

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