Archivi del giorno: 26 novembre 2009

Sol’_in_blue

(….segue A CHE GIOCO GIOCHIAMO)   Scostò la tenda. Il suo cuore inizio nuovamente a sussultare. Sempre più forte. I suoi battiti sembravano rimbombare nella stanza. Poggiò una mano sul petto, comprimendo il seno ancora nudo come per fermare quel battito. Ma non poteva servire. La vena sul collo pulsava. Cercò di respirare. Una volta, e poi ancora una. Fuori non sembrava esserci anima viva.

Forse l’ombra vista nello specchio era stata un’immaginazione. Forse stava impazzendo. O forse…

(Monica) Sol era in un suo mondo parallelo. I pensieri ancora annebbiati. O forse, non erano solo pensieri. Era ancora li, davanti al suo immenso specchio nel bagno, e con la coda dell’occhio guardava la porta della doccia. All’improvviso l’ombra di lui sempre più grande. Sol si strofinò gli occhi. Ma chi era questo lui di 999999 anni, il coleottero gigante o il misterioso uomo delle mail? Ma come, Sol si domandò: come faccio io a non saperlo? E linneo? Confusione nella mente di Sol. All’improvviso si ricordò del libro che l’amica Stella le aveva consigliato e che lei aveva divorato. Si ricordò di Luca e di quel messaggio ricevuto per errore. Lei, che per giorni aveva sognato di trovare, un giorno, il suo Luca. Allora corse al computer e si accorse che entrambe le mail provenivano da Luca. “Sol Sol” si disse, cosa ti sta succedendo? Luca, ma chi è Luca?

Luca era il terzo di cinque fratelli, aveva vissuto un’infanzia felice, distinguendosi per intelligenza e vivacità. Della madre aveva ereditato la fine sensibilità, del padre il temperamento sanguigno, la passione per le donne e la disinvoltura nel contrarre debiti, cosa che aveva portato la famiglia da una condizione agiata ad una difficile situazione economica.  Luca non aveva tardato a manifestare una personalità priva di complessi e inibizioni, portata al confronto competitivo con la realtà

(Lorena) Quando entrò  nel 1981 in Comune, non esistevano i computer ma c’erano solo i terminali ne esisteva uno per tutto il settore collegato col ced centrale, Luca  aveva perfettamente in mente due trascinatori ad anelle dentellate, posti ai lati della stampante (che regolarmente si spaccavano e dal ced  le inviavano per sostituirle). A seconda delle stampate aveva la carta più larga e più stretta da cambiare all’occorrenza. Si ricordava le ore ad inserire in “atms” le presenze alla mensa dei bambini per mandare i bollettini di pagamento alle famiglie… Ed ancora ricordava bene quei “cassoni” delle prime macchine da scrivere elettroniche “Editor 4” della Olivetti …Successivamente arrivarono le prime macchine da scrivere a testina rotante  intercambiabile della Ibm,  le prime che avevano anche il nastro correttore e via andare. … Luca usava ancora i ciclostili prima a mano (a manovella) e poi elettrici, quante volte usandoli, scaricando male a terra la corrente prendeva delle piccole scosse. Usava inchiostrarle con un inchiostro ad olio nerissimo aprendo un tappo in cima al rullo, che colava da tutte le parti e con quelle ci stampava le matrici dei consigli di quartiere …altri tempi …Ed oggi  a Luca sembrava, impossibile ed incredibile, avere un computer collegato in rete a fibre ottiche. … E poi internet ecc. ecc. Altro che passi da gigante aveva  fatto il web dagli anni ’80 ad oggi!!!

Per Luca quella era ‘ la più grande rivoluzione, in assoluto, del secolo passato!!

Aveva incontrato Sol’ in rete e fra loro era nata subito una assidua frequentazione nel rispettivi Blog.

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Sol’_in_blue copertina

Ecco pubblicata la foto, se non vi piace cercherò di fotografare un coleottero….  SOL’_IN_BLUE PHOTO

Per godere appieno delle forti sensazioni che la foto potrà scatenare…io accenderei anche un po’ di musica…giusto?


Optical illusion

Ok tutto è pronto. Con un difficile ma geniale autoscatto, pochi minuti fa ho ripreso Sol’ sotto la doccia. Tempo di gestire la fotografia e la pubblicherò nel mio blog fotografico, affinche voi scrittori possiate dirmi se la ritenete soddisfacente quale copertina per la nostra storia. Essendo Sol’ una pesona abbastanza alta mi vedo costretta a “tagliarle gambe” per il resto è stata ripresa interamente nel suo lato A…forse non il migliore, ma…

Adesso faccio un salto in palestra, vista la foto…non ho un attimo da perdere! 😉

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Di seguito un regalo di LuLù. Buona giornata a tutti!

Una e cinque di notte. L’altoparlante del Regionale annuncia la mia stazione. Mi preparo alla porta sul lato sinistro guardando la marcia. Disorientata alcuni istanti, realizzo: il convoglio si arresta al binario secondo, sul lato opposto a quello sempre osservato.

Problemi lungo la linea? Pesante ritardo annunciato per il senso contrario.

Scendo: nebbia densa d’intorno. Altri tre come me.

Odore acre lieve, nell’aria.

Mi incammino; i miei tacchi producono il suono consueto, ma procedo assai più dei minuti usuali. Avanzo fino al primo schiarire e non sono arrivata.  È l’orario del bianco e del nero; l’ora del grigio, del bianco e del nero. È l’ora in cui, se l’aria è umida e spessa, vieta che il sole ridia i colori alle cose.

Il clinker bruno di sempre si tramuta in nuvole grigie, davanti a me, un passo davanti; a ogni avanzare parrei dover scendere dal solido piano di cotto e trovarmi tra nembi di ghiaccio, ma non avviene: il marciapiede si estende se incedo, nell’indefinito colore d’ombra di stanza dei miei di quando ero bambina al risveglio.

Se voglio sapere, se voglio colori, un gesto ci vuole.

Mi raccolgo. Mi tuffo; di là oltre il noto.