Archivi del giorno: 25 novembre 2009

A che gioco giochiamo – parte 2 –

 Ecco qui di seguito il racconto scaturito dalle vostre fervide menti in questi due giorni. Siete davvero bravi, sono orgogliosa di voi.

Ho sistemato direi bene l’incrocio fra Stella ed Arthur, mentre qualche problema ho ancora con Alan, il nostro eclettico Alan (!). Potrei organizzare dei flash back con il suo racconto, ma per farlo ho bisogno dell’insieme della storia. Dunque leggete ciò che mi sono inventata per darvi il senso della cosa e  la possibilità di continuare a giocare.

Siete il gruppo più fantastico di giocatori che abbia mai incontrato. una grande soddisfazione avervi come amici.

Speriamo che il gruppo si allarghi, il gioco è aperto a tutti coloro che passano di qui e ne hanno voglia.

Ecco qui dunuqe la nostra storia. Buon proseguimento…

p.s. Ho messo i vostri nomi per adesso in nota all’inizio dei vostri racconti…poi vediamo. La parte in corsivo qua e là è la mia.

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C‘era una volta un computer.

Era un nuovo notebook Asus, elegante come una farfalla: il “perfetto connubio tra design raffinato e tecnologie avanzate”, così recitava la pubblicità. In effetti aveva un look particolarmente raffinato, un profilo sottile elegante e leggero. La cover esterna era nera, brillante e la tastiera, light-in-motion, si accendeva in presenza di scarse condizioni di luce, permettendo così di poter lavorare comodamente anche in ambienti poco illuminati. O meglio di notte. Anche il display da 15.6 pollici a Led, 16:9 HD si adattava in automatico in base alla luce per garantire la massima visibilità.

In grado, quindi, di distinguersi già al primo sguardo per l’aspetto estetico accattivante e curato in ogni dettaglio – connubio perfetto con lo stile della sua proprietaria – il nuovo Asus rappresentava anche lo stato della quasi perfezione sul piano delle soluzioni tecnologiche, potendo garantire performance importanti e al contempo bassi consumi energetici .

Sol’ lo aveva acquistato solo tre settimane fa, e ne era a dir poco entusiasta. Lo utilizzava in massimo modo a casa la sera, nel silenzio della campagna. Una tisana calda e profumata, o una tazza di caffè ben tostato la mattina, un comodo divano, cuffie Sennheiser e un collegamento ADSL veloce costituivano questo suo nuovo divertente mondo..

Aveva aperto un blog presa un giorno da uno strano schiribizzo. Un blog – il termine che deriva dalla contrazione Web-log (traccia su rete) – era una sorta di diario on line, un raccoglitore di pensieri, di opinioni, di riflessioni e considerazioni che Sol’ aveva anche cercato in queste poche settimane di abbellire, addobbare e integrare con musiche, sue fotografie o video. Era sempre alla ricerca di novità, curiosa della vita, volenterosa di fare nuove conoscenze ed esperienze, ed era quindi rimasta immediatamente, affascinata da questo suo nuovo gioco, ma non avrebbe certo mai immaginato che tutto ciò le avrebbe cambiato la vita per sempre.

Quel lunedì mattina, acceso il computer, aveva trovato fra sua nuova posta un messaggio quando 1d’un tratto, nel bel centro della stanza, apparve un coleottero.

Sulle prime, in considerazione della calda e intensa penombra che avvolgeva l’ambiente, Sol’ non seppe comprendere se realmente vi fosse qualcosa, là di fronte a lei, o se si trattasse del frutto della sua immaginazione, alimentata dai bagliori dell’ampio visore.

Sollevò la schiena, soppresse il volume, scostò e fece scorrere all’indietro l’auricolare destro, piegò lo schermo verso la tastiera e focalizzò vista e udito su quello che, ora, appariva proprio per quello che era: una sorta di insetto volante, di fattezze e di dimensioni che ella non aveva mai veduto in precedenza.

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