Il Veronese

Dedicherei questo mio piccolo gioco fotografico di auto-inquadramento, all’articolo di Arthur Alto, affusolato, morbide curve…” pubblicato all’inizio di novembre e che  rileggo sempre con molto piacere.
 
 

Il racconto è  invece della nostra amica Lulù
 
 
Convivo da alcun tempo con una lucertola, la quale si è introdotta in casa mia e dà segno di trovarvisi benone.

Non so dire bene se si tratti di lucertola, di geco o di che altro, giacché essa non si lascia osservare che per brevi istanti, raggelata alla mia vista, per poi scivolar via più lesta del mio sguardo; in aggiunta, non coltivo nozioni di erpetologia.

Una buffa avventura, in verità, per chi, come me, se non aborre, di sicuro non ama affatto le creature domestiche e sempre preferì ricusarne la compagnia, in qualsivoglia occasione in cui poté far pesare la propria inclinazione. Massimamente qua, nell’abitazione che conduco io soltanto.

Orbene, direte voi, non sarà poi a tal punto arduo liberarsi di un piccolo sauro. Orsù, provatevi, replico io. Può esser dato l’improbabile caso che, ove abitiate un appartamento disadorno in tutto e privo di recessi, si tratti, per dir così, unicamente di catturare la bestiola, ma già in questo vorrei vedervi all’opera e preconizzo che non avreste impresa agevole. Qualora, al contrario, il vostro focolare sia, similmente al mio, costituito di ambienti convenientemente provvisti di mobilio e di suppellettili, comprenderete come le circostanze risultino ben più avverse.

È mia opinione, alquanto confortata dagli sporadici avvistamenti della bestiola, che essa abbia luogo d’elezione presso gli spazi vacui che intercorrono tra i tomi ospitati dalla porzione di libreria che trovasi a dritta della finestra del soggiorno e la parete retrostante.

Giammai troverei il cuore di nuocerle, tendendole imboscate con trappole di sorta; donde desumo esser destinata a convivervi indefinitamente, fintanto che essa non principi e reputare uggiosa o monotona la mia compagnia ovvero inospitale la mia dimora.

Sulle prime reputai che, difettando in casa alcunché di edule tale da suscitarne l’interesse, salvo quanto tengo, come d’uso, stipato nei luoghi deputati, l’animale avrebbe ben presto preso la via di deschi meglio imbanditi.

M’ingannavo: il rettile ha seguitato ad apparire, di quando in quando, con invariata cadenza. Giudico verosimile, pertanto, che esso si procacci alimenti all’esterno, commetta qualche altra imprudenza vagando per il mondo e che poi, al fine di rinfrancarsi, venga a riparare al sicuro dei miei scaffali, transitando da non so ancora quale pertugio.

In virtù di quanto ho appreso documentandomi opportunamente, prevedo che l’esserino osserverà il naturale periodo di letargo per la durata dell’oramai imminente inverno, per poi destarsi in primavera, quando avrà precipuamente premura di perpetuare la propria specie, nonché di alimentarsi opportunamente.

In conseguenza della mia scelta di non possedere apparecchi televisivi, occupo le serate domestiche con assai più feconde attività, di sovente in amabile compagnia. Intendo tuttavia confessare che, allorquando non ricevo e pertanto mi dedico, solitaria, a pacifiche occupazioni tra le calde mura della casa mia, l’esser conscia della presenza, sebbene non percettibile, di una vita mi dona una qualche letizia.

Mio auspicio è che i miei ospiti non abbiano giammai ad avvedersi dell’imbarazzante presenza, mentre ne ho fatto rivelazione alle due più intime frequentatrici della mia casa e del mio cuore, con solenne promessa di non divulgare il fatto, per le più comprensibili ragioni.

– – –

Convivo, da qualche tempo, con una signora dabbene. Mi sono introdotta nella sua abitazione una sera di fine estate e confesso di aver trovato una sistemazione stabile, fintanto che non principi a risultarmi uggiosa o monotona la compagnia, oggidì alquanto frizzante in verità, ovvero inospitale la dimora.

Ho eletto mia residenza l’interno di un minuto vaso di vetro. Esso è posto, a mero scopo ornativo, sul secondo scaffale dall’alto, in vetro anch’esso, della libreria posta a sinistra della finestra del soggiorno. Una posizione invidiabile, al fine di vigilare su quanto avviene al disotto e, conseguentemente, provvedere alla mia personale difesa, dissimulando la mia presenza.

Capita, con sgradevole ricorrenza, che si venga tra noi a trovarsi a una distanza per me intollerabilmente spaventosa: il mio sangue gela e occorre che io faccia ricorso a ogni residua energia, al fine di sottrarmi a quella mole terrificante e a quello sguardo più rapido dei miei movimenti. Ciò pare dover necessariamente accadere, di quando in quando, per quante precauzioni io mi preoccupi di adottare nel corso delle mie gite tra le calde mura della casa, nelle sere in cui la signora, solitaria, si dedica ai più pacifici passatempi.

Nelle non frequenti occasioni in cui il vaso ove risiedo o l’area circostante vengono sottoposti a ispezione, a nettatura o a riordino, ne vengo a conoscenza con largo anticipo, per il daffare che l’operazione comporta, e riparo temporaneamente altrove ovvero esco in cerca di cibo, attraversando la grata per l’aerazione presente sulla parete oppure dall’ampio valico della finestra, ove la rinvenga aperta. Al rientro, provo un intimo, acuto piacere nel rinfrancarmi tra le buone, note, care cose.

Di quassù, non soltanto la mia tranquillità assicuro, ma ancor più un assodato intrattenimento, giacché l’osservazione di quanto avviene può rivelarsi oltremodo interessante e non di rado spassosa. Il che è tanto più gradito, ove si consideri che, per ragioni delle quali non riesco a darmi conto in alcun modo, in questo appartamento manca qualsiasi sorta di apparecchio televisivo.

La signora riceve di sovente la compagnia di signore e signori di sua conoscenza o che le vengono presentati di bel nuovo. Talora ospita alcuni suoi amanti, senza che le sia mai capitato di commettere disdicevoli e imbarazzanti errori. I preparativi, quale che sia l’occasione, preordinata o inaspettata non v’è differenza, costituiscono senza fallo motivo di grande concitazione per la mia ospite, nonché di vivo interesse e di assicurato divertimento per me. Quale privilegio, se possedessi la facoltà di descrivere a parole lo spassoso orgasmo del quale ella cade preda, ogniqualvolta abbia a predisporre al meglio il salotto e il resto della casa per l’arrivo di una visita, quale che sia.

Il mio tempo, dunque, trascorre lieve e mi vien dato il privilegio di assistere a numerosi accadimenti, così come di apprendere le più svariate nozioni, gli uni e le altre preziosi nutrimenti per il mio spirito di lucertola.

Mi rincresce un poco il dovermi disporre, a breve, per il letargo. Questo comporterà il trasferirmi all’interno della lieve cavità presente sul retro della cornice dell’uscio del soggiorno; ergo, sarò preda del buio e, una volta assopita, del silenzio.

Porto pazienza, nondimeno, poiché mi consta, salvo eccezioni delle quali non ho conoscenza, che il riposo sia elemento irrinunciabile per ogni specie vivente evoluta.

In primavera mi desterò, adempirò con vibrante godimento al modesto eppur glorioso compito per la cui esecuzione la natura confida anche in me e riprenderò a cibarmi, errare per il rione, fare conoscenze nuove ma, sopra ogni altra cosa, fruire dei mirabolanti spettacoli serali di casa Lulù.

Informazioni su solindue


14 responses to “Il Veronese

  • arthur

    Il racconto l’avevo già letto e l’ho trovato “pazzesco”, un po’ come tutte le poche cose che ho letto di Lulù (a proposito, dille che sono offeso con lei perchè non è ancora venuta a trovarmi, o forse non lo merito? ‘nnaggia, ‘nnaggia…🙂 , evvabè, come direbbe l’Arthur, non è un obbligo… ), la tua foto la scomponerei in due parti: molto bello il vaso, che mi da l’idea di qualcosa di molto prezioso, e un contorno di quadri, quindi interessante, con un braccio alzato riflesso e… cos’è, una lucertola?

    Molto bella la foto.

    • solindue

      Buongiorno Arthur,
      mi verso il caffè e sono da te.
      Lulù è un personagio difficile, immagino sia passata dalle tue parti e non abbia lasciato commenti. Temo sia un tipo un po’ geloso, sai una prima donna e sul tuo blog di donne con cui dover condividere gli spazi ce ne sono così tante…si sentirà a disagio!
      Il vaso è “il Veronese”, nel quale io e Baby G. ci stiamo riflettendo, assieme ai quadri della stanza.
      La lucertola, trattasi del geco di Lulù. Non chiedermi come sia finita lì…segreto fotografico!!!
      Buona giornata a tutti. Il caffè è qui, io adesso devo scappare!

  • kate

    Non ho molto tempo in questi giorni e quindi passo per salutarti e darti il buongiorno…
    ciao Kate

  • lulu82

    Carissima Solindue,

    mi rallegro che tu abbia dato seguito al tuo intento.

    “Bella boccia!”, direbbe il mio fratellone, nel suo gergo riccamente popolato di locuzioni pittoresche.

    Esulto nel constatare che condividi con il geco mio ospite segreti che ignoro. Evviva!

    Stenterai nel prestar fede a quel che ora ti narro: al destarmi, or non è guari, avvertivo un per me inconsueto desiderio di una tazzina di castana e aromatica bevanda… No, non di rhum Añejo Reserva, per carità: era desiderio di caffé, naturalmente, da gustare in alternativa all’usuale bionda compagna di ogni mia prima colazione… Per amore, no: non la birra! Il te, of course, il te.

    Immagina quindi la gradita sorpresa nel constatare che ne avevi preparato tu per tutti.
    Benché tu sia già via, come posso desumere, assorta dalle quotidiane incombenze, ne prendo volentieri.

    Grazie.

     

    Caro Arthur,

    non potrei concepire luogo migliore per risponderti che presso la tua pagina Alto, affusolato, morbide curve ondulate….

    Vengo senza indugio colà a farti visita.

     

    Porgo a entrambi i migliori auspici per la giornata.

  • solindue

    Lulù, perbacco come sarebbe “bella boccia” il mio vaso di vetro!!!!
    Dovrai farmi conoscere il tuo fratellone, un giorno.
    Ho seguito il tuo passaggio da Arthur…caspiterina che linguaggio sempre più forbito…mi lascia sempre entusiasta la tua lettura, credimi.

    to Kate:
    bentornata piccola! Mi sei mancata, ma è stato un periodo un po’ complicato per tutti. Dai che oggi qui c’è il sole!!!

  • kate

    Anche qui, ma la situazione è difficile visto che mia madre non sta bene e io non so come decidere al meglio per la mia vita.

    Continuerò a riflettere…kate

    • solindue

      Ciao Kate,
      Mi dispiace. Ho lanciato lì una frase “Dai che oggi c’è il sole” senza immaginare i tuoi problemi che non volevo ovviamente sminuire. Purtroppo non ci conosciamo ed è difficile potersi aiutare con qualche frase. Anche io ho un genitore molto malato e dunque so bene quanti e quali problemi questo possa comportare. Ci troviamo spesso davanti a decisioni da prendere che comportano sacrifici o serie difficoltà. Spero tu abbia qualcuno, anche solo un’amica, che ti possa aiutare nella tua riflessione.
      Ti abbraccio forte.

  • lagiraffa

    Bellissimo il vaso, arricchito dal geco diventa ancora più bello😉 e complimenti a Lulù, che non conoscevo, per il suo racconto, bella avventura convivere con un geco!

    • solindue

      Ciao Giraffa,
      sono contenta che sei passata a trovarmi. Spero non avrai finito tutte le foglioline di Koala…Oh Cielo! Oltre al caffè la mattina dovrò passare in giardino a fare rifornimento prima di uscire…
      Grazie per il complimento sulla foto, è il mio ultimo divertimento, giocare con le luci e gli oggetti è davvero uno spasso!
      Anzi ragazzi, vi prometto presto una qualche nuova foto_invenzione qui o se viene qualcosa di serio sul mio sito vero di fotografie!!!

  • koalanation

    Ohhhh ..aiutooooooooo mi gira la testaaaaaaaaa!!!!! Ho seguito il geco ovunque nei suoi vagabondaggi …che fatiiiiiiiiiiiiicaaaaaa!!!!😛

    Ehm , se qualcuno volesse darlo in adozione sappiate che io adoro i gechi e le lucertoline ( anche One ) in genere … ne ho anche uno tatuato !!!:-D

    PS:GIRAFFA si è mangiata le mie fogliolineeeeee? Uh? E da quando le Giraffe mangiano eucalipto… ora si che mi gira la testa ! Appena mi si ferma vado a trovare Giraffa , non sia mai che si dica che tratto con indifferenza i miei simili !!!:-D

    @SOLINDUE : Mirror ha ragione … ma di che ci facciamo???Dici che l’eucalipto fa effetto cannabis?

  • kate

    Si ho amici cari, anche voi lo siete e in qualche modo mi aiutate a ragionare quando spesso mi perdo…ma alla fine si decide soli, e le cose vanno ponderate sperando che quello che si sceglie sia la strada giusta, come dice Stella, con un cuore e un sorriso🙂
    P.S. Un abbraccio per una serata serena.
    kate

  • Lorena

    Ciao Solindue, questo bellissimo vaso mi sembra “sprecato” per una lucertola, chiedo scusa anche a Lulù. In un vaso di un bel verde come questo avrei messo tanti sassolini bianchi e trasparenti di fiume e/o di mare. Per la lucertola avrei trovato una “casetta” meno bella.
    Comunque non mancherò di leggere e seguire anche te cara Lulù.
    Un bacio a te -cara Solindue- e a te cara Lulù. :-)) Lorena.

  • lulu82

    Ciao Giraffa. Ciao Lorena.
    Adoro fare nuove conoscenze.
    Sono sul pianeta Blog da meno di dieci giorni e finora ho fatto visita a un certo numero di abitanti, stringendo varie relazioni, alcune delle quali ritengo che possano durare a lungo. Lo stesso mi auguro che avvenga con voi.
    La mezzanotte è trascorsa e vi porgo i miei auguri per oggi, venerdì, e per l’intero fine settimana.
    Lulù

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