Il cigno nero

Dopo il gioco dell’ algoritmo qualcosa di serio.

regata 26-10

Ho un libro davanti a me del quale vorrei parlarvi. E’ uscito nel 2008, quindi forse molti lo avranno letto, forse no. Scritto da Nassim Taleb, saggista, empirista, operatore di borsa e filosofo, il libro ha come titolo “Il cigno nero”. Sottotitolo: “Come l’improbabile governa la nostra vita”.

Prima della scoperta dell’Australia … eravamo convinti che i Cigni fossero tutti bianchi. Convinzione pacifica, confutata dal fatto evidente che non era mai stato avvistato un Cigno nero. Immaginate la sorpresa degli ornitologi quando scoprirono che i Cigni erano anche neri.

La nostra conoscenza è dunque davvero così fragile: per mille anni avevamo avvistato Cigni bianchi e poi…ne è bastato uno nero e tutto intorno a noi è crollato. Tutte le nostre certezze …  pufff…  evaporate.

 Il Cigno  nero è quindi un evento improbabile, isolato e dunque imprevedibile, inoltre  ha un impatto enorme e ci obbliga a creare giustificazioni – magari a posteriori – che spieghino la sua comparsa. Esempio classico: l’undici Settembre:  i Cigni neri sono alla radice di ogni sconvolgimento della storia.

Il libro citato è davvero interessante, a tratti un po’ carico di “economia”, ma ambizioso e anche spiritoso nel volerci insegnare a non trascurare ciò che non conosciamo, nell’ incitarci a sfruttare tutte le opportunità e a cogliere sempre l’attimo.

Vivo nell’assoluto convincimento che dobbiamo cogliere l’attimo, quell’attimo di magia che spesso non riaccade più. Venivo da una settimana nella quale avevo riposato davvero poco (ecco le giustificazioni a posteriori).  Un figlio con febbre altissima, problemi di lavoro e mille complicazioni quotidiane comuni a tutti.  Sono partita comunque per la mia regata ed ho colto l’attimo, poco vento, un secondo di calma e mi sono rilassata sotto il caldo sole domenicale.  Ma ecco qui il Cigno nero. Pronto in agguato un giornalista che mi ha immortalato nella (brutta) foto sopra riportata. Ebbene sì quella rannicchiata che dorme sono io!

Esistono altre decine di foto che mi ritraggono in movimento e piena attività, ma ne è bastata una  – un Cigno nero che ha fatto il giro dei miei “amici” velisti  – e la mia reputazione di prodiere……..sic!

Che volete farci, impossibile lottare contro il destino: l’imprevedibile governa la nostra vita. Sempre.

Informazioni su solindue


25 responses to “Il cigno nero

  • anna

    Ciao Solindue, eccomi di nuovo.
    Quando mi sento avvolta nella nebbia vengo a leggerti. I tuoi post, i mezzo a tanti pieni di tristezza, mi divertono.
    Anche questo. Riesci sempre a trovare il modo di sorridere anche sulle tue “disavventure”. Una bella dose di ironia che a me forse manca. Grazie. Continua così, fallo almeno per noi anime nebbiose.😆

    • solindue

      Ciao Anna,
      quello che hai scritto mi riempie di felicità e perchè no di orgoglio. Sono stata giusto ieri definita da Stella una New Entry della rete (per me già questo un gran bel complimento), e in quanto tale quindi ancora più “very happy” di avre lettrici che trovano fra le mie pagine un angolo di piacevole svago e riflessione. Grazie, grazie, grazie!

      • stellasolitaria

        Carissima soloindue,
        veramente avevo scritto che per essere new entry sei già molto entry, e questo non era un complimento qualsiasi era un complimento stellare…

        Cara Anna,
        quando soloindue scrisse tempo fa nel mio cielo che il mio blog era uno dei pochi luminosi in mezzo a tanta tristezza Arthurino le consiglio’ di farsi un giro da lui, e io consiglio a te la stessa cosa, cioè nel cielo di Stella, e perchè no, anche da Arthurino…

  • arthur

    L’imprevedibile che nell’attimo trova risposta.
    E in quel “carpe diem” a me tanto caro ti ritrovo, quel tanto che basta per sapere anch’io che più che l’imprevedibile è l’imponderabile che trasforma l’attimo fino a farlo diventare qualcosa di diverso da quello che noi avremmo voluto che fosse, e l’obiettivo della macchina fotografica del giornalista lo dimostra in pieno.

    Mi hai incuriosito (in effetti la curiosità fa parte di chi vuole sempre cogliere o coltivare l’attimo… ), titolo e sottotitolo promettono bene e quindi, andrò a comprare il libro, salterò a piè pari le parti di “economia” e mi soffermerò su quell’incitamento a non trascurare ciò che non conosciamo, che mi sembra senz’altro da condividere.

    Pian pianino conosciamo Solindue…😉

    • solindue

      to Arthur
      Lauto pranzo finito😉

      Zelda Fitzgerald scrisse “Mi faccio un bagno di sole: ascolto le ore che si compiono, per disgregarsi poi sotto i pini, e sento il profumo della resina delle ardite ore meridiane. L’universo lontano si perde in un velo azzurro, e il presente dorme sotto un sole esile e nitido”.
      Ricordo di aver pensato a questo universo dormiente mentre ero poco, poco assopita sulla tuga della barchetta.
      Il mondo sembrava lontanissimo e non c’era bisogno di portarlo vicino. Ci ha pensato il fotografo. Lo scatto mi ha oltremodo stupito sempre e comunque positivamente: stupirsi è un dono della vita.

      Piano piano conoscerete Solindue, giusto. Senza fretta.

  • Fra Puccino

    Interessante la storia del cigno nero, e curioso che proprio questo lunedì ne ho sentito parlare in un telefilm…

    Però ora sono incuriosito da Solindue dietro la blogger… Il mare, la barca, la passione per la vela, non vivrai mica nella città da dove vengo io?

    Anche perché, insieme ai Sardi, gli abitanti di quella città sono assolutamente sovrarappresentati nella tribù dei blogger 😀

    • solindue

      Ma quanti bambini curiosi girano in rete!
      Difficile dire, caro Fratello dei pesci, se abito nella tua città, non avendo idea dove abiti tu. Certo è che non sono sarda (cielo se mi piacerebbe!) e non abito lungo la costa italiana (oh come vorrei!).

      Adoro il mare e la vela (così come la montagna e lo sci) e per praticare questo sport – un bel po’ maschile – mi faccio una bella quantità di km in auto. Ma per me è vita, passione, libertà. Qualsiasi sacrificio (in primis sveglia alle 6 anche la domenica) è poca cosa.

      Ancora curioso?

  • Fra Puccino

    Eh, no, se non abiti lungo la costa, non abiti nella mia città d’origine (vivo da un’altra parte)… è che quel mare mi ricordava proprio il mio Adriatico.

    A meno che non sia la nostalgia (del mare) di casa

  • stellasolitaria

    Carissima amica,
    appena ho finito di leggere un libro del mio adorato Jefery Deaver leggerò il libro del mio amico Giò e questo subito dopo.

    L’imprevedibile è quel qualcosa in più che fa la differenza. Se avessimo una sfera di cristallo svanirebbe la magia dell’inaspettato. Ogni giorno è un giorno magico per quell’imprevidibilità che lo contraddistingue.

    Un abbraccio stellare

  • solindue

    Buonasera Stellina,
    oggi sono stata un po’ poco presente. Sorry.
    Adesso dovrò addormentarmi con il quesito: chi sarà mai il suo amico Giò? Ma che vuoi farci hai ragione tu non abbiamo la sfera di cristallo e anche questa è la magia dell’inaspetttato!!
    Besos.

  • stellasolitaria

    Buon giorno soloindue,

    è un amico mio, caro, ma comune a qualcun altro.

    http://raccontidelcuore.wordpress.com/

    Ti abbraccio….

  • kate

    Buongiorno, cercherò sicuramente questo libro, mi sembra oltre che bellissimo molto adatto alla situazione che vivo in questo momento e a mille altri momenti vissuti…non si finisce mai!😉 mi piace stare qui gironzolando
    kate

  • solindue

    To Stella:
    grazie. Ho visistato il sito e letto il titolo del libro…certo fa sognare. Ho davanti un fine settimana di calma senza mare. Passerò certo in libreria e chissà. Qualcun’altro ha da consigliarmi un titolo?

    To Kate
    Buongiorno anche a te: mi piace che gironzoli da queste parti, ma attenzione il libro da me consigliato ribadisco è pieno di teorie “economiche”, non è affato un romanzo!!! Ma se uno ha tempo e voglia è interessantissssssimo. Xs

    • kate

      Certo che ho un titolo da consigliare…un libro stupendo che ho letto e riletto “DONNE CHE CORRONO COI LUPI”
      Pinkola Estés Clarissa

      Cosa si nasconde nella mente delle donne? Tenta di spiegarcelo un libro che non può mancare nella nostra libreria. Attraverso favole classiche, ci fornisce un percorso di analisi che aiuti le donne a divenire “selvagge”, tentando, inoltre,di spiegare il perchè di tanti comportamenti come l’abbandono, la sofferenza…Un inno a non nascondere le proprie debolezze, ma a combatterle

      “La creatività è multiforme
      Ora assume una forma, ora un’altra. Che dire di carta e penna, delle aiuole fiorite nei giardini… certo sfiorare con amore le foglie di una pianta, far andare il telaio, trovare la propria voce, amare bene qualcuno… scavare alla ricerca dell’oro psichico, trovare una parola ben fatta, cucire una tenda
      Tutto rientra nella VITA CREATIVA

      Alcuni dicono che la vita creativa sta nelle idee ,altri dicono che sta nei fatti.
      In molti casi pare trovarsi nel semplice essere…E’ L’AMORE PER QUALCOSA.
      Non importa se per una persona ,una parola ,un’immagine ,un’idea ,la terra ,l’umanità…
      La capacità creativa è IL BENE PIU’ PREZIOSO DELLA DONNA PERCHE’ DONA ALL’ESTERNO E LA NUTRE ALL’INTERNO, ad ogni livello psichico e mentale, emotivo ed economico”

      Buona lettura
      kate😉

    • stellasolitaria

      Carissima soloindue,

      ieri il libro che mi ha spedito il mio amico Giò è arrivato, è piccolino ma nonostante tutto quando sono arrivata a casa mia dopo la palestra pronta per leggerlo erano le 11 e a mezzanotte sono crollata. ALle 6 l’incubo suona con tutta la sua acidità. E’ avvincente, una bellissima e semplicissima storia d’amore ma le cose più semplici a volte sono anche le mie belle e te lo dice Stella incasinata….un bacio e in pausa pranzo lo finisco e stasera promesso recensione….

  • solindue

    Mi piace! Grazie Kate di cuore

  • aquilotta71

    la magia di un’istante che si dilata dentro di noi
    per rendere indimenticabile quel momento,
    la capacità di vivere intensamente il presente,il “qui” e “ora”,
    sia in assoluto il miglior modo di vivere la vita.

  • solindue

    Ciao Aquilotta, e benvenuta da me in questo giorno di fine ottobre.
    Anche io sono ultimamente una grande sostenitrice del presente.
    Certo è che non disdegno neanche la possibilità di fare progetti e dedicarmi ad un futuro un po’ più in là. Ben cosapevole del possibile arrivo di un Cigno nero imprevedibile…come dire così fra capo e collo!! Ma la nostra forza deve essere proprio quella di poter affrontare anche l’imponderabile e farne tesoro come un’esperienza indissolubile da tenere dentro di noi. Anzi se riusciamo a condividere le nostre esperienze anche negative con gli altri queste possono essere di comune aiuto per tutti.
    In altre parole, ragazzi che vi sia da lezione: in regata non assopitevi… lo scatto del fotografo è in agguato!!
    Besos.

  • stellasolitaria

    Cara soloindue,

    messaggio per te: spegni spegni il telefono…

    Volevo rispondere sul msg dove scrivevi: lascio il tel acceso sperando che Luca sbagli numero.

    Mi è successa una cosa strana, fosse stato spento almeno…appena riesco, magari in pausa, la scrivo da me…e poi ti linko il post…ti ho pensato Baci stellari

  • stellasolitaria

    http://stellasolitaria.wordpress.com/2009/11/05/lo-specchio/#comment-2497

    ho scritto qui nascosto tra le righe…che incubo…

    un bacione e buon we…a lunedi….

  • Standby

    Ciao Solindue.

    Ti raggiungo per questo ulteriore canale, ma provengo dal di qua del mistero: infatti, sai chi sono e io so di te, dietro il tuo blog. Quindi, mi sembra giusto darti un segnale affinché tu mi riconosca. Ci sta con l’etichetta dei blog? Sai che non ne sono pratico, anche se informatizzato al di sopra della media.

    Spero di non fare troppo rumore, entrando. Quando alla festa arriva uno nuovo, molti si girano a guardare. D’accordo, ci sto. Però non mi va di risultare inopportuno. Poi, sono timido, anche se a volte sembra il contrario.

    Finite le giustificazioni a priori, concedimi di lasciare un breve brano, non mio.

    Mio il pensiero, invece, che un cigno nero può essere divinamente bello. A volte lo capisco subito, altre mi ci vuole del tempo. Altre ancora, un cigno nero è davvero una iattura. Dipende. Bando al pregiudizio, mi dico, e stiamo a vedere.

    Certo è che mi sorprende ogni volta. Non c’è dubbio. Massimamente quando si rivela dal didentro, un nero cigno interiore, o quando dal di fuori con il becco mi trafigge lo sterno e mi strazia l’addome, colpendo il cuore e rimestandomi le viscere.

    Che favola!

    Non spendo forse ogni attimo di veglia in attesa di un’emozione, di un contatto, di una rivelazione?

    Ebbene sia!

    Desideravo una nuova lettura e ho preso da un mio scaffale una piccolo tomo dalle pagine oramai ingiallite: Hermann Hesse, Peter Camenzind, traduzione di Ervino Pocar, introduzione di Italo Alighiero Chiusano, Milano 1980, Mondadori, Oscar narrativa.

    Il volume se ne stava stipato tra gli altri, sulla mia libreria, da decenni. Ha affrontato almeno quattro traslochi e ha resistito; ha abitato cioè cinque case, pensa. Ha più della metà dei miei anni l’esemplare e più del doppio il manoscritto. Irriverente, l’ho fatto attendere per tutto questo tempo. È giunto il momento di fare ammenda e allora gli tributo tutta la gloria che merita e che gli spetta, onorato del privilegio di nutrirmene.

    Il brano, letto il lunedì mattina, sulla via per l’ufficio, mi dà conto del fine settimana appena trascorso. In verità, mi dice dell’intera vita mia e del come, arrendevole e gioioso, lascio che essa mi porti.

    Pag. 15 della mia edizione:
    “In tal caso non avrei scritto questo libretto, e si sarebbero evitate parecchie altre fatiche e sciocchezze: avrei probabilmente sposato qualche cugina o sarei rimasto congelato in qualche scolo di ghiacciaio. Niente di male, forse: ma tutto si svolse diversamente, e non tocca a me paragonare ciò ch’è stato con ciò che non è stato”.

    Ecco: non tocca a me paragonare ciò ch’è stato con ciò che non è stato.

    Evviva!

    Che senso di libertà.

    • solindue

      Benvenuto fra le mie pagine.
      Sorrido con il cuore quando leggo “Che favola!” un cigno nero che con “il becco mi trafigge lo sterno e mi strazia l’addome, colpendo il cuore e rimestandomi le viscere.”
      So bene chi sei, e fa’ un certo effetto. E’ la prima volta che qualcuno che “proviene dal di là del mistero” commenta un mio scritto.
      Sono una tua buona amica, ma vedo di sapere molto poco di te. Il tuo amore per i libri che ti seguono nei traslochi in attesa di essere letti….davvero una bella immagine.
      Spero continuerai a seguirmi se io deciderò di continuare questo blog.
      Sai bene che avrei voluto smettere oggi…ma che vuoi farci l’imprevedibile governa la mia vita. Da così tanto tempo!
      Ti abbraccio e buona serata😉

      p.s. Io avrò scelto Solindue ma tu … Standby … fantastico!!!😆

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