Via, via, via, scappa via di qui!
Nenche il tempo di rotolare giù dalle scale che la bombola del gas nella cucina alle mie spalle scoppia.
Il fragore è immenso e lo spostamento di aria bestiale. Senza possibilità di scampo vengo travolta e scagliata a terra.
Non so quanto tempo ho trascorso svenuta ma riesco a riprendermi. Sono ricoperta di detriti, le orecchie mi sanguinano, gli occhi mi bruciano e ho una profonda ferita sul petto.
Via via … Vieni via con me. Niente più ti lega a questi luoghi. Neanche questi fiori azzuri.
Fuori è buio. Cammino per la strada sola e sento i miei passi rimbombare fra il silenzio della notte.
Nessuna luce sembra penetrare dalle finestre chiuse delle case. Nessun rumore di macchina neanche in lontananza.
Piove. Fitto e leggero. Solo completamente bagnata ma non ho freddo. L’acqua sembra scivolarmi addosso con estrema facilità.
I miei abiti o il mio corpo non le sono di nessun ostacolo.
Via via … Neanche questo tempo grigio, pieno di musiche e di uomini che ti son piaciuti.
L’ambiente è ancora silenzioso, ma è divenuto caldo e incredibilmente accogliente.
Nell’aria sento un delicato profumo di mughetto.
Le pareti sono color crema, la luce soffusa e il pavimento è morbidissimo, come fosse un infinito materasso, estremamente piacevole anche al tatto.
Cammino scalza.
Entra e fatti un bagno caldo. C’è un accappatoio azzurro. Fuori piove, è un mondo freddo.
Lo specchio alla parete è molto grande. Quasi grande come tutta la parete.
Tutte le pareti adesso hanno uno specchio.
Mi avvicino e la mia immagine viene riflessa dieci volte, o forse venti, cinquanta: un leggero movimento e dietro di me sembra riflettere l’infinito.
Mi fermo. Mi volto. Osservo.
La mia camicetta bianca è macchiata all’altezza del cuore. Una brutta macchia rossa … anch’essa viene riflessa una volta, o forse dieci o magari anche cinquanta volte o più.
It’s wonderful, it’s wonderful, it’s wonderful good luck my mamy, it’s wonderful, it’s wonderful I dream of you…
Esiste un senso di marcia?
















10 novembre 2011 at 12:42 pm
Ciao Bella Socina, è sempre e comunque bello leggerti.
Un bacio!
10 novembre 2011 at 8:04 pm
… credi che mi sia fumata il cervello?
“E’ sempre COMUNQUE bello leggerti” … che significa comunque?
nonostante cosa?
Coraggio, proviamo ad evadere tutti assieme dal “normale” senso di marcia!!
11 novembre 2011 at 1:54 am
Beh, comunque e sempre… evvabè, come non detto.
10 novembre 2011 at 12:51 pm
Complimenti Sol! Sempre belle emozioni, che accompagnati a questa canzone fanno la loro figura!
Un caro saluto,
Flavia
10 novembre 2011 at 8:05 pm
Grazie Flavia, se sono riuscita a dare delle emozioni … allora ho fatto centro!
13 novembre 2011 at 9:17 am
Buongiorno Sol… la canzone…sempre attuale, non passa mai…
hai sostituito una parola alla fine..my baby con my mamy…
sarò fuori tema ma sembra che tu scriva di una donna che è passata oltre e non se ne rende conto…la ferita al cuore, credo sia mortale…
Chiedi se esiste un senso di marcia…non lo so…però esiste un senso.
E questo è già qualcosa..anche se un senso non ce l’ha.
verrebbe facile postare Vasco Rossi….
Certo che dai emozioni…
Buona domenica cara Martina….
un abbraccio
vento
13 novembre 2011 at 9:46 pm
Vedi molto lontano e molto nitido.
Mi sono sentita di dedicare a mia mamma una canzone d’amore bellissima … e augurarle “good luck”, cioè buona fortuna per questo suo nuovo viaggio, mi sembrava sensato.
Acciderbolina però se è dura!!
16 novembre 2011 at 11:10 pm
Non ha viaggiato sola, c’era chi le faceva compagnia e anche chi l’attendeva…
13 novembre 2011 at 7:44 pm
Stamattina, in viaggio, ascoltavo questa canzone. Sempre piacevole e ricca di suggestioni. Così come questo tuo post che ho letto con piacere. Un salutone, Fabio
13 novembre 2011 at 9:46 pm
Grazie Fabio, è sempre bello ritrovarti.