Inaugurato nel 2003, il Villaggio Barona nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Attilio e Teresa Cassoni e la Parrocchia dei Santi Nazaro e Celso con il supporto dell’Associazione di volontariato Sviluppo e Promozione e ha portato alla riqualificazione di un’area milanese di oltre 45.000 mq, fino a qualche anno fa occupata da attività industriali e artigianali, e alla trasformazione della stessa in un complesso adibito a servizi di assistenza (centro di aggregazione per anziani autosufficienti e per disabili, nido per bimbi di famiglie in difficoltà, poliambulatorio psichiatrico dell’ospedale S. Paolo di Milano, assistenza al disagio psichico), residenze (dedicate a famiglie in difficoltà, malati terminali, anziani non autosufficienti), pensionato per studenti, attività commerciali e verde pubblico.
Non so se sia tutt’oro quel che luccica, per onestà ammetto di non averlo mai visitato e di leggere su Wiki: “Nel 2006 un servizio del noto programma televisivo Le Iene aveva provato a dimostrare che il quartiere di Barona non fosse tanto diverso da quello napoletano di Scampia. Nel servizio andato in onda, però, il giornalista Giulio Golia, recatosi in via Mazzolari, ha dovuto constatare come in realtà la zona fosse molto tranquilla; il servizio finiva con le riprese degli interni di uno dei condomini della via, rimarcando solo la qualità scadente del complesso immobiliare e i relativi disagi degli inquilini”.
Immagino quindi, che da allora, molti ancora siano stati gli sforzi fatti e tante le soddisfazioni ottenute, almeno a leggere dai numerosi eventi organizzati dalle diverse associazioni legate al Villaggio; non ultima questo anno, il 14 aprile, la quarta edizione del Seminario di formazione per giornalisti sui temi del disagio e della marginalità, dal titolo: ”Giornalisti nonostante. Sottotitolo: Sussulti, idee, scenari per una formazione bella e possibile”.
Il valore sociale di ogni iniziativa svolta al Villaggio Barona si inquadra nella tolleranza e nel rispetto della diversità; nella volontà di creare proprio all’interno del Villaggio tutto quanto possa contribuire a rendere la vita dei residenti il più normale possibile allontanando il rischio di ghetizzazione cui, in una realtà come questa, si può venire facilmente incontro.
In questa cornice socio-culturale, si svolgerà il prossimo 4 - 5 – 6 giugno, per il secondo anno consecutivo, l’iniziativa “SCRIVERE SUI MARGINI“ Festival delle letterature e delle società. Obiettivo principale dell’evento è il porre l’attenzione sui margini della nostra società partendo dai racconti, dai luoghi e dai personaggi.
Ho trovato l’evento, la sua realizzazione, nonché la sua collocazione all’interno del Villaggio Barona, estremamente interessante ed ho quindi intervistato per voi il suo “creatore”: Alessandro Zaccuri … e scusatemi se è poco!
L’intervista uscirà su The Best Magazine di fine mese, ma se non potete attendere fino ad allora … suvvia ragazzi, vi regalerò il trailer!

















18 maggio 2010 at 11:58 pm
Molto bella come iniziativa e a questo punto, non mi resta altro che la curiosità per la tua intervista… ‘nnagg… ci lasci con il fiato sospeso… ‘nnagg…!!!
19 maggio 2010 at 11:21 am
Maddai racconta la verità: che come co-direttore di The Best l’intervista l’hai già letta e approvata!
19 maggio 2010 at 1:09 pm
Eddai… non si fa così la spia.
Comunque, letto e approvato alla grande, ma come poteva essere diversamente?
Tu, e ribadisco tu, sei nata per fare interviste e… non solo.
‘pranzo!
19 maggio 2010 at 10:48 am
Leggo con molto piacere di questa riqualificazione, insomma del rilancio di quell’area.
Il degrado, infatti, non è mai una soluzione, benchè certe vecchie aree e strutture industriali ormai dismesse posseggano un certo fascino decadente che a me, esalta…
(Ma come sanno tutti, io sono “guasto”).
Spero soltanto che il rilancio dell’area non escluda una salvaguardia della memoria storica dell’area in questione perchè insomma, sarebbe… carino ricordare che lì lavorarono tanti operai ed artigiani.
Abbraccione!
19 maggio 2010 at 11:24 am
Sono assolutamente d’accordo con te: il mio sogno sarebbe vivere in un “vecchio” capannone ristrutturato … un enorme loft dove poter lavorare, scrivere, dipingere, stampare le mie foto e … dormire.
Anche io sono un bel po’ guasta!
Abbracciotti.
7 aprile 2012 at 2:01 pm
Vi segnalo questo video-intervista a una coppia che abita nel villaggio:
http://youtu.be/Qf6VdrG8hJg
(titolo: Stili di vita – Elisabetta e Valerio)
10 aprile 2012 at 10:45 pm
grazie!